ll “Presidio stabile per la Palestina” di Cagliari alla manifestazione No kings, No queen, No war
Una marea di gente che ama la pace, e che perciò non può che ripudiare la
guerra, tutte le guerre; che crede ancora che un mondo nuovo è possibile e
necessario. Avevano previsto 15.000 persone, per le strade di Roma hanno
manifestato in 300.000, una presenza intergenerazionale all’insegna del motto No
kings, No queen, No war.
Il concerto del 27 marzo
La manifestazione di ieri, 28 marzo è stata preceduta dal concertone gratuito
del pomeriggio di venerdì alla Città dell’Altra Economia, al Testaccio,
raggiunta da migliaia di persone per lo più giovani, nonostante un freddo
pungente. Sul palco si sono succeduti interventi di artisti/e, di band musicali,
tra cui Assalti Frontali, Modena City Ramblers, Mannarino, Sabina Guzzanti,
Ascanio Celestini, all’insegna del messaggio “insieme contro re e guerre”. Sui
lati del palco due scritte a caratteri cubitali Together No Kings“.
Un’alternativa è possibile: un mondo senza autoritarismi e senza guerre.
Concerto del 27 2026 marzo alla Città dell’Altra Economia (foto di Pierpaolo
Loi)
Il Presidio per Palestina di Cagliari
La Sardegna non poteva mancare a questa manifestazione e in modo significativo
con la presenza di una delegazione del “Presidio permanente per la Palestina” di
piazza Yenne e di altre organizzazioni che hanno aderito alla manifestazione.
La delegazione del presidio “Piazza della Indignazione”, di cui faccio parte, ha
sfilato subito dietro l’enorme bandiera della Palestina, all’interno della parte
del corteo che radunava le persone e le associazioni solidali con la popolazione
di Gaza e della Cisgiordania occupata.
Bandiera Palestina (foto di Pierpaolo Loi)
Lo striscione da noi portato per tutto il percorso, da Piazza della Repubblica a
Piazza San Giovanni, con la scritta “Il PRESIDIO R1PUD1A LA GUERRA”, è un chiaro
riferimento all’articolo 11 della Costituzione. I sardi e le sarde, il cui
territorio è violentato dalla presenza di basi militari e fabbrica di bombe, che
hanno lo scopo di preparare le guerre, hanno voluto essere presenti per dire
ancora una volta NO alla Guerra, Stop alla RWM, No all’uso dei porti per il
trasporto degli armamenti.
La due giorni romana, in concomitanza con le manifestazioni a New York e a
Londra, all’insegna del movimento “NO Kings”, nato a Minneapolis contro la
militarizzazione della città voluta dal presidente Trump, è stata resa possibile
da una convergenza dal basso di movimenti e associazioni: tutto è nato da una
assemblea dei comitati spontanei alla Sapienza di Roma nel novembre scorso e
rafforzata da un’altra assemblea tenutasi a Bologna a gennaio, dove fu decisa la
data del 28 marzo.
Certamente, la vittoria del NO al referendum costituzionale, resa possibile in
gran parte dai giovani e dalle giovani,ha portato tantissime persone a
partecipare per festeggiare insieme e credere ancora possibile un’alternativa
allo stato attuale delle cose: un mondo senza imperatori, senza re e regine, e
senza guerre.
Pierpaolo Loi