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STATI UNITI, ISRAELE E LA GUERRA NEL GOLFO CHE SCIVOLA NEL BARATRO. INTERVISTE E AGGIORNAMENTI
Raid continui di Israele e Usa sull’Iran, con Teheran che replica colpendo una petroliera in Qatar, pozzi in Kurdistan iracheno, basi e sedi diplomatiche Usa nei paesi del Golfo. Missili e droni di Iran, Hezbollah e anche Houthi con diversi feriti pure su diverse zone di Israele, che nel frattempo martella di attacchi la Palestina, anche con armi occidentali e pure italiane: è quanto denuncia l’azione legale promossa da numerose ong italiane e arrivata oggi per la prima volta in udienza al  al Tribunale civile di Roma. Dichiarare nulli i contratti di fornitura militare con lo Stato di Israele firmati da Leonardo e Stato italiano: questa la richiesta di A Buon Diritto, Acli, Arci, AssoPacePalestina, Attac Italia, Pax Christi e Un Ponte Per, con la partnership legale della Fondazione Hind Rajab e insieme a Hala Abulebdeh, cittadina palestinese. Oggi udienza tecnica a trattazione scritta: il giudice ha 30 giorni di tempo per pronunciarsi sui nodi preliminari della causa di Roma. L’intervista a Minoo Mirshahvalad, sociologa iraniana, oggi ricercatrice di sociologia dell’Islam all’Università di Copenaghen, in Danimarca. Ascolta o scarica. Raid incessanti di Tel Aviv pure sul Libano, con 13 morti solo dall’alba. Una vera e propria strage è stata compiuta dai jet israeliani sul sud di Beirut sud, a Jnah, con 5 morti e 21 feriti gravi, tutti civili; bombardate quattro auto parcheggiate in strada Un altro attacco ha colpito un veicolo a Khaldeh, appena a sud di Beirut, uccidendo altre 2 persone e ferendone 3. Sempre da Israele il ministro Katz conferma di voler trasformare il sud del Libano in una landa desolata, come fatto a Gaza, demolendo le abitazioni in cui vivono 600mila libanesi, la metà scarsa del totale degli sfollati interni in meno di un mese di aggressione militare. Tel Aviv vuole occupare il territorio libanese fino al fiume Litani, cioè almeno 30 km almeno, dove però continua la resistenza di Hezbollah, a cui oggi è arrivato il primo messaggio della neoguida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei. In un messaggio al segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, Teheran promette di “continuare a sostenere con tutto il cuore il movimento di resistenza” libanese. Allargando lo sguardo al mare, resta chiuso al traffico marittimo lo stretto di Hormuz, dove passa il 20% degli idrocarburi. Su questo Londra fa sapere che nel fine settimana ospiterà un vertice con 30 Paesi per, secondo Starmer, “studiare i modi di protezione delle rotte commerciali globali”, che impattano soprattutto in Europa. Proprio contro l’Europa si scaglia il segretario di Stato Usa, Rubio, che attacca chi non concede l’uso delle basi: “gli Usa riesamineranno il loro rapporto con la Nato”. “Sto considerando di ritirarci, gli altri Paesi imparino a difendersi da soli e vadano loro prendere il petrolio a Hormuz”, rincara Trump, che però per stasera annuncia “importanti aggiornamenti sull’Iran”. Qui il ministro degli esteri Aragchi fa sapere di avere ricevuto “messaggi” dall’inviato Usa, Witkoff. Sempre sul piano negoziale, l’Iran – con la mediazione di Pakistan e Cina – avrebbe inviato altri 5 punti, considerati irrinunciabili, per deporre le armi di fronte all’aggressione israelo-Usa. L’intervista a Francesco Vignarca, della rete italiana Pace e Disarmo. Ascolta o scarica. In Italia intanto tiene ancora banco ancora Sigonella, off limits per alcuni F-15 Usa partiti dalla Gran Bretagna e diretti a bombardare l’Iran. Venerdì socrso la Difesa ha negato l’atterraggio: appurato che non si trattava di mezzo non logistici è stato deciso lo stop. “Ho fatto solo rispettare gli accordi”, frena Crosetto, con palazzo Chigi che si affretta a ribadire: “i rapporti con Washington sono solidi”. Le opposizioni chiedono a Crosetto di riferire in Parlamento, cosa al momento non prevista. In aula arriverà invece, giovedì 9 aprile, la Meloni, con comunicazioni relative alle “linee della ripartenza” dopo la scoppola del referendum. La premier, dice di voler chiarire “una volta per tutte i provvedimenti su cui il governo è impegnato e continuerà a lavorare” nell’ultimo anno di legislatura, diventato improvvisamente una montagna da scalare per la destra, dopo i 15 milioni di no nel voto referendario sulla giustizia che hanno squassato gli equilibri interni. Intanto ieri è arrivata l’ennesima fiducia – contro le opposizioni e pure i 3 deputati di Vannacci – sul decreto Bollette, meno di un pannicello caldo di fronte alla tempesta della recessione economica alle porte, tra impennata del petrolio e conseguente boom dell’inflazione. L’esecutivo cerca di raggranellare un altro mezzo miliardo di euro entro venerdì, quando è convocato un Cdm per prorogare il congelamento delle accise fino al 30 aprile, mentre anche il resto d’Europa vede nero: oggi la Germania ha dimezzato le stime di crescita, mentre a Bruxelles si parla apertamente di recessione e austerity, oltre che di programmi di “razionamento e riduzione” dell’energia. Antonio Tricarico, economista e responsabile finanza pubblica e multinazionali di Re:Common. Ascolta o scarica.
April 1, 2026
Radio Onda d`Urto
L’impatto della guerra sui prezzi dell’energia
Ultim’ora. Sulle piazze asiatiche, alla riapertura dei mercati, il prezzo del petrolio è arrivato a sfiorare i 120 dollari al barile. Di fatto il doppio di dieci giorni fa, prima che iniziasse l’aggressione sionista e statunitense. ***** La guerra Stati Uniti-Israele contro l’Iran potrebbe far sì che consumatori e imprese […] L'articolo L’impatto della guerra sui prezzi dell’energia su Contropiano.
March 9, 2026
Contropiano
La guerra in Iran e i suoi straripamenti: in Libano bombardamenti e IDF all’orizzonte
Mentre i bombardamenti sull’Iran continuano ininterrottamente per il 5° giorno di fila, da lunedì 2 marzo le bombe hanno colpito anche il sud del Libano. Ieri il tentativo dell’IDF di fare ingresso oltre il confine è stato respinto, ma nel paese si aspetta un’invasione massiccia. Continuano forti bombardamenti e, secondo il ministero della Salute libanese, da lunedì gli attacchi israeliani hanno causato almeno 50 morti e 335 feriti, prima degli attacchi notturni che hanno provocato almeno altri 11 morti. Nella giornata di oggi, 4 Marzo, il portavoce militare Avichay Adraee, con un post su X, ha ordinato l’esodo dalle abitazioni alla popolazione libanese: “Abitanti del Libano meridionale, dovete trasferirvi immediatamente nelle zone a nord del fiume Litani”. L’attacco arriva a seguito della risposta militare di Hezbollah all’assassinio della guida suprema dell’Iran ayatollah Khamenei -ora succeduto dal figlio Mojtaba per elezione dell’Assemblea degli Esperti- ma di fatto riguarda l’interesse strategico dello stato ebraico verso il paese vicino. L’aggressione israeliana del paese vicino è continua dal 2024, e sono 11.000 le aggressioni sioniste denunciate, che hanno violato il siglato cessate il fuoco del 27 Novembre del 2024. Ne parliamo con Mauro Pompili, giornalista freelance ora a Beirut, capitale del Libano:
La guerra in Medio Oriente “eccita” anche i governi europei, Italia inclusa
Le onde lunghe del conflitto in Medio Oriente scatenato dall’aggressione israelo-statunitense all’Iran, sono arrivate rapidamente e fragorosamente anche in Europa. Tacendo o toccando lievemente la violazione del diritto internazionale da parte di Washington e Tel Aviv, i governi europei si sono però schierati contro il paese aggredito – l’Iran – […] L'articolo La guerra in Medio Oriente “eccita” anche i governi europei, Italia inclusa su Contropiano.
March 4, 2026
Contropiano
Il rischio del “fronte interno” dei paesi arabi del Golfo
Se ne parla poco, anzi per niente, ma quando si parla delle petromonarchie del Golfo che ospitano le basi USA bombardate dall’Iran, viene trascurato il dettaglio di un possibile “fronte interno”. In questi paesi, infatti, se le èlite dominanti sono sunnite, ampie quote della popolazione – nel caso del Barhein […] L'articolo Il rischio del “fronte interno” dei paesi arabi del Golfo su Contropiano.
March 3, 2026
Contropiano
Attaco all’Iran un altro passo verso la guerra globale@0
L’attacco congiunto israelo americano contro la repubblica islamica iraniana è un ulteriore passo verso la configurazione di un nuovo assetto del Levante che ha come perno la potenza militare espansionista di Israele che punta a disarticolare il rivale persiano ,progetto sostenuto dagli Stati Uniti che ormai appare quasi come un proxy dell’entità sionista. La congiunzione di interessi tra un presidente americano in difficoltà sul piano economico e in deficit di consensi e un criminale messianico che vede nella guerra permanente la sua assicurazione per l’impunità ,hanno indotto entrambi a stornare l’attenzione da guai interni scatenando un attacco che suppongono decisivo per dare la spallata definitiva al regime iraniano . Non s’intravede una strategia oltre all’aspettativa di una rivolta popolare sotto le bombe contro il regime degli ayattolah ,ma l’Iran è strutturalmente diverso dalla Libia o dall’Irak non essendo una dittatura dinastica, ma uno stato ideologicamente radicato con istituzioni stratificate e regolate da meccanismi complessi , un apparato di sicurezza profondamente incorporato nella struttura statale e una estensione territoriale rilevante. L’allargamento del conflitto con le conseguenze che ne possono derivare è inevitabile ,l’instabilità in una regione così cruciale per i commerci globali porterà a delle conseguenze nefaste per l’economia in seguito al collasso delle catene di approvvigionamento delle merci strategiche dovute al blocco dello stretto di Hormuz . La popolazione iraniana puo’ liberasi da sola da un regime reazionario senza interventi esterni ,sia i conservatori vicini ad Ali Khamenei, sia la fazione riformista legata alla presidenza, costituiscono fondamentalmente oligarchie finanziarie e mafiose che, di fronte a qualsiasi forma di resistenza organizzata all’interno dell’Iran, hanno fatto ricorso alla repressione e al saccheggio sistematico della popolazione. Ne abbiamo parlato con Tara Riva un’analista italo-iraniana specializzata in relazioni internazionali e con Lorenzo Forlani giornalista free lance esperto di Medio oriente Intervento di Tara Riva Intervento di Lorenzo Forlani
Attaco all’Iran un altro passo verso la guerra globale@1
L’attacco congiunto israelo americano contro la repubblica islamica iraniana è un ulteriore passo verso la configurazione di un nuovo assetto del Levante che ha come perno la potenza militare espansionista di Israele che punta a disarticolare il rivale persiano ,progetto sostenuto dagli Stati Uniti che ormai appare quasi come un proxy dell’entità sionista. La congiunzione di interessi tra un presidente americano in difficoltà sul piano economico e in deficit di consensi e un criminale messianico che vede nella guerra permanente la sua assicurazione per l’impunità ,hanno indotto entrambi a stornare l’attenzione da guai interni scatenando un attacco che suppongono decisivo per dare la spallata definitiva al regime iraniano . Non s’intravede una strategia oltre all’aspettativa di una rivolta popolare sotto le bombe contro il regime degli ayattolah ,ma l’Iran è strutturalmente diverso dalla Libia o dall’Irak non essendo una dittatura dinastica, ma uno stato ideologicamente radicato con istituzioni stratificate e regolate da meccanismi complessi , un apparato di sicurezza profondamente incorporato nella struttura statale e una estensione territoriale rilevante. L’allargamento del conflitto con le conseguenze che ne possono derivare è inevitabile ,l’instabilità in una regione così cruciale per i commerci globali porterà a delle conseguenze nefaste per l’economia in seguito al collasso delle catene di approvvigionamento delle merci strategiche dovute al blocco dello stretto di Hormuz . La popolazione iraniana puo’ liberasi da sola da un regime reazionario senza interventi esterni ,sia i conservatori vicini ad Ali Khamenei, sia la fazione riformista legata alla presidenza, costituiscono fondamentalmente oligarchie finanziarie e mafiose che, di fronte a qualsiasi forma di resistenza organizzata all’interno dell’Iran, hanno fatto ricorso alla repressione e al saccheggio sistematico della popolazione. Ne abbiamo parlato con Tara Riva un’analista italo-iraniana specializzata in relazioni internazionali e con Lorenzo Forlani giornalista free lance esperto di Medio oriente Intervento di Tara Riva Intervento di Lorenzo Forlani
La guerra si allarga ogni ora che passa
Per seguire ciò che sta avvenendo è meglio lasciar perdere quel che Trump dice (parla continuamente, per sommergere i fatti sotto la propria voce, certo che il sistema dei media abboccherà come sempre). Se si può alternare, nel giro di pochi minuti, affermazioni come “La nuova leadership iraniana vuole parlare […] L'articolo La guerra si allarga ogni ora che passa su Contropiano.
March 2, 2026
Contropiano
Il Medio Oriente non è più una priorità per gli Stati Uniti. I palestinesi di nuovo scomparsi dall’agenda
Nel documento sulla Strategia della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti reso pubblico alcuni giorni fa, c’è una novità rilevante: il Medio Oriente e la vecchia geografia petrolifera del mondo non sono più una priorità strategica per gli USA. Alcuni passaggi del capitolo del documento dedicato al Medio Oriente chiariscono questo […] L'articolo Il Medio Oriente non è più una priorità per gli Stati Uniti. I palestinesi di nuovo scomparsi dall’agenda su Contropiano.
December 9, 2025
Contropiano