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Liceo Vivona: un’ispezione sul niente
Luglio 2026, terminato l’anno scolastico e pubblicati gli esiti degli esami di Stato, il professor Massimo Sabbatini — docente di latino e greco al Liceo Ginnasio Statale “Francesco Vivona” di Roma — invia ai propri ex studenti un messaggio di commiato. Il rapporto docente-discente è concluso: chi riceve la lettera è, a tutti gli effetti, un cittadino maggiorenne e diplomato. Il testo, che intreccia il richiamo alla “Primavera hitleriana” di Montale e al canto XXVII del Purgatorio dantesco, invita a “restare umani” e a non dimenticare le atrocità compiute a Gaza in questi tre anni di scuola. Chiude con inviti conviviali — un cinema, uno scambio di libri, una partita a tennis — tra un ex professore e i suoi ex allievi. Il punto del messaggio più esposto alla reazione di stampa è probabilmente non il richiamo a Gaza in sé, ma la struttura graduata di responsabilità che il docente costruisce attorno all’evento. Il testo distingue esplicitamente diversi livelli di corresponsabilità: chi ha materialmente eseguito la violenza (chi ha premuto il grilletto, lanciato missili, sganciato bombe, guidato droni); l’industria bellica (chi ha prodotto e venduto armi); la classe politica (chi ha avuto responsabilità politiche); i beneficiari economici (chi ha lucrato dividendi e fatto profitti); infine gli “ignavi” — chi è rimasto a guardare senza fare nulla. È quest’ultima categoria a rendere il messaggio strutturalmente diverso da una semplice presa di posizione su un conflitto: l’indifferenza viene collocata sullo stesso piano morale dell’azione, secondo la logica — richiamata dallo stesso docente — del “più nessuno è incolpevole”. La lettera anticipa inoltre esplicitamente che alcuni dei destinatari occuperanno un giorno posizioni di potere (dirigenza d’azienda, gestione di capitali, funzioni statali o nell’Unione Europea) e li invita a interrogare, una volta arrivati lì, i propri futuri pari sul proprio comportamento presente — una domanda nominativa, riferita alla bambina palestinese Hind Rajab, che sposta il destinatario dal ruolo di spettatore a quello di potenziale futuro responsabile. Il riferimento a Montale rafforza questo impianto: i “miti carnefici” della poesia sono esecutori non riconosciuti come tali, che continuano un’esistenza normale — la “sagra” — mentre si consuma la violenza. È un’immagine che utilizza la cornice della “civiltà” per descrivere una violenza che si esercita attraverso l’indifferenza organizzata, più che attraverso la sola violenza diretta. Il richiamo del docente al canto XXVII del Purgatorio, che riguarda l’acquisizione della piena autonomia di giudizio morale da parte di Dante, si salda a questa impostazione: il messaggio non impartisce una conclusione da accettare, ma consegna agli ex studenti gli strumenti — già trasmessi in tre anni di scuola — perché siano loro a giudicare autonomamente chi, tra i soggetti elencati, porti una responsabilità. L’8 luglio Il Tempo pubblica un articolo a firma di Edoardo Sirignano, “Faziosità e indottrinamento, messaggio-comizio del prof”, basato sulla segnalazione di uno studente che chiede l’anonimato. Il pezzo non nomina né il docente né l’istituto: parla genericamente di “un professore di latino e greco di un liceo classico romano”. Nei giorni successivi, l’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio avvia un’attività ispettiva che convoca per “accertamenti” non il solo Sabbatini, ma tutti i rappresentanti di classe delle quinte e tutti i docenti maschi dell’istituto che insegnano greco e latino. Le convocazioni, secondo quanto raccolto da testate come Domani, non specificano il motivo dell’audizione. Il dettaglio della convocazione a tappeto è, di per sé, un documento. Se l’USR avesse già individuato con certezza il docente e la scuola coinvolti, non avrebbe avuto necessità di procedere per esclusione tra i professori maschi di due materie in un solo istituto. La platea dei convocati coincide esattamente con l’universo di persone compatibili con la descrizione — volutamente vaga — fornita dall’articolo del Tempo. Ne discende, come inferenza fondata sui fatti noti ma non confermata da alcuna dichiarazione ufficiale, che l’ispezione muove dall’articolo di stampa e non da una segnalazione già circostanziata pervenuta autonomamente all’amministrazione. Resta aperta, e non esclusa dai fatti disponibili, l’ipotesi che lo stesso studente anonimo abbia presentato anche una segnalazione diretta: nessuna fonte consultata la conferma né la smentisce. L’USR Lazio, va segnalato, non ha risposto alle richieste di chiarimento avanzate dalla stampa. Il punto giuridico sollevato da docenti, studenti e dalla stessa interrogazione parlamentare presentata dall’on. Stefania Ascari (M5S) è netto: essendo il rapporto docente-discente già concluso al momento dell’invio del messaggio, non è in discussione la libertà di insegnamento (art. 33 Cost.), che presuppone un rapporto educativo in corso, bensì la libertà di manifestazione del pensiero (art. 21 Cost.) di un cittadino che si rivolge ad altri cittadini. L’interrogazione richiama inoltre l’art. 34 sul diritto all’istruzione, sostenendo che il proliferare di iniziative ispettive di questo tipo produce un effetto di deterrenza sull’intera comunità scolastica: non solo su Sabbatini, ma su ogni docente che possa in futuro sentirsi dissuaso dall’affrontare temi storici, civili o internazionali per timore di conseguenze disciplinari. È la funzione di monito, più che l’esito specifico del procedimento, a costituire l’elemento politicamente rilevante: un’ispezione avviata su una comunicazione privata post-diploma comunica a tutto il corpo docente romano — e, per estensione mediatica, nazionale — quali argomenti espongono a un procedimento amministrativo. Nell’ottobre 2024 Irene Khan, Special Rapporteur delle Nazioni Unite sulla promozione e protezione del diritto alla libertà di opinione ed espressione, presenta all’Assemblea Generale ONU il rapporto “Global threats to freedom of expression arising from the conflict in Gaza” (A/79/319). Il documento certifica, su scala globale, un fenomeno che il caso Vivona riproduce su scala locale: repressione di proteste e dissenso, restrizioni diseguali a seconda della posizione espressa sul conflitto, ed erosione delle libertà accademiche e artistiche in un contesto politico polarizzato. Presentando il rapporto, Khan ha dichiarato che “nessun conflitto recente ha minacciato la libertà di espressione così gravemente e così ampiamente oltre i propri confini quanto Gaza”, citando come esempi la repressione delle proteste nei campus universitari statunitensi e il divieto tedesco alle manifestazioni pro-palestinesi, mai esteso a quelle pro-israeliane. Il Vivona si aggiunge a una serie di episodi già documentati dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università: il procedimento disciplinare al Liceo “Augusto Righi” di Roma contro il prof. Bullara, la vicenda del Liceo “Vincenzo Monti” di Cesena sullo striscione “L’Italia agli italiani”, e i casi Modena legati al progetto “Flottilla dei bambini”. L’interrogazione Ascari amplia ulteriormente l’elenco con istituti dell’Emilia-Romagna (San Lazzaro di Savena, Bologna, Castelnovo ne’ Monti) e il Liceo “Marco Polo” di Firenze. Su tutti questi episodi si rimanda ai pezzi già pubblicati. Roberto De Vogli, nel suo libro Empatia selettiva: perché l’Occidente è rimasto a lungo indifferente al genocidio di Gaza (Aliberti, 2025), apre la propria riflessione con un’immagine paradossale: > «Immagina di vivere in un mondo in cui puoi essere perseguitato per aver detto > “non uccidete i bambini”, perché potresti ferire i sentimenti dell’assassino». > Questo slogan, apparso durante una manifestazione, non ha bisogno di > spiegazioni: racchiude non solo l’assurdità morale dei nostri tempi. Sembra la > scena di un film distopico, ambientato in una società che ha smarrito ogni > bussola etica.» È un paradosso che l’autore usa per introdurre il tema del doppio standard morale con cui l’Occidente guarda alle vittime di questo conflitto — lo stesso doppio standard che, nel caso Vivona, si manifesta nella distanza tra la sanzione minacciata a un docente per un richiamo etico e l’assenza di conseguenze analoghe per chi lo accusa pubblicamente sulla base di una fonte anonima. Il caso Vivona, letto insieme ai precedenti già documentati, mostra come il singolo esito disciplinare sia in realtà secondario rispetto alla funzione che il procedimento assolve una volta reiterato su scala nazionale. Righi, Cesena, i cinque istituti di Modena, San Lazzaro di Savena, Castelnovo ne’ Monti, Firenze, e ora il Vivona non compongono una serie di episodi isolati da valutare singolarmente, ma un pattern riconoscibile: un’ispezione ministeriale attivata su segnalazioni di stampa o politiche, indipendentemente dalla sua archiviazione o dal suo esito, produce comunque l’effetto di segnalare a docenti e dirigenti scolastici quali temi — Gaza, il diritto internazionale, la pace — comportano un rischio procedurale. Non serve una sanzione per ottenere autocensura: basta la ripetizione del meccanismo ispettivo. È questo l’elemento che rende il caso Vivona rilevante oltre la vicenda del singolo docente, e che giustifica la richiesta, avanzata nell’interrogazione Ascari, di linee guida che limitino le ispezioni all’accertamento di violazioni di legge, sottraendole al loro attuale uso come strumento di pressione preventiva sulla libertà di insegnamento e di espressione nella scuola pubblica. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università continuerà a seguire con attenzione l’evolversi della vicenda, nella convinzione che la libertà di espressione e la libertà di insegnamento — pilastri costituzionali della scuola pubblica — non possano essere sacrificate all’uso strumentale delle procedure ispettive a scopo intimidatorio e repressivo. Restiamo umani. Silvia Delitala, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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La Global Sumud Flotilla parte da Barcellona per la Sicilia
Settimana di eventi pubblici e mediatici in Sicilia, a Roma e a Bruxelles in vista della partenza della flottiglia umanitaria civile più grande della storia Mentre le prime imbarcazioni salpano da Barcellona verso Est, accompagnate da Open Arms e dalla Artic Sunrise di  Greenpeace, inizia una settimana di mobilitazioni dentro e fuori dall’Italia. Eventi pubblici, appuntamenti per la stampa, incontri istituzionali, iniziative culturali e altro si terranno ad Augusta, Catania, Castellammare del Golfo, Siracusa e Roma (Italia), oltre che a Bruxelles (Belgio). Ad ogni passo, nuove barche e nuovi partecipanti da tutto il mondo si uniranno alla missione.** Questi eventi avranno luogo in contrapposizione a crescenti tensioni politiche in Italia ed Europa, mentre il panorama diplomatico internazionale muta con una montante pressione politica, interrogazioni parlamentari e le recenti decisione del governo italiano riguardo la collaborazione militare col regime israeliano. In questo contesto, ogni porto che viene attraversato porta con sé visibilità, partecipazione e conseguenze politiche, mentre la Flotilla si prepara a lasciare l’Italia da Siracusa il 24 aprile. Segui gli spostamenti delle imbarcazioni su  Flotilla Tracker.   PRESS DAYS IN PORTO PRIMA DELLA PARTENZA Luogo: Porto Xiphonio Augusta (SR) Venerdì 17 aprile – ore 10.00: Preparativi La stampa accreditata* avrà accesso a: Immagini e video delle  imbarcazioni e della zona di ormeggio Interviste 1-to-1  con delegati e partecipanti della flotilla Dichiarazioni politiche della delegazione italiana Martedì 21 aprile – ore 10.00: Carico delle imbarcazioni La stampa accreditata* avrà accesso a: Immagini e video del  carico degli aiuti umanitari sulle barche Interviste  1- to-1  con delegati e partecipanti della flotilla Dichiarazioni politiche della delegazione italiana Link per accredito stampa e prenotazione interviste 1-to-1 * oltre agli appuntamenti elencati, non sarà possibile accedere al porto per ragioni logistiche e organizzative ** Il dettaglio delle iniziative e degli interventi con il programma orario nelle prossime comunicazioni  EVENTI DI PRE-LANCIO** Venerdì 17 aprile – CATANIA  Evento pubblico, talk, iniziative musicali e performative Luogo:  Piazza dei Libri (P.za Federico di Svevia) Orario:  dalle 17:30 Interventi e collegamenti di  Tony La Piccirella, Maya Issa, Antonio Mazzeo, Triestino Mariniello, Luca Casarini, Moni Ovadia Expo_x_Palestine, La Flotta dei diritti (Arcigay Catania) Jam Session live da Gaza, con Al Haj – Rola Dalloul – Ahmed Muin (Gaza Bird Singing) Concerto/performance con Brando Madonia, Nico Arezzo, Alessio Di Modica, Babilon suite, Lucia Sardo, Pasquale Cacciola  Sabato 18 aprile – CATANIA  Conferenza stampa, saluto alle barche, corteo cittadino Luogo: Porto di Catania (Blu Marina) – Via Cardinale Dusmet Orario: dalle 17:30 Saluto alle  barche della Flottilla dal porto, conferenza stampa e corteo cittadino , con Alfonso Di Stefano (Comitato Catanesi Solidali col Popolo Palestinese), Simone D’Aversa (GAP), Tony La Piccirella, Dario Salvetti (GKN), Abdul Rahim (medico GSF Malesia) Domenica 19 aprile – CASTELLAMMARE DEL GOLFO (TP) Saluto alle barche, talk, iniziative musicali e performative Luogo:  P.le Stenditoio (Cala Marina) Orario:  dalle 15:00 Interventi e collegamenti di Maria Elena Delia, Yazan Eissa, Luca Casarini, Fausto Melluso, Vito Raspanti, Domenico Surdi, Alessandra Siurba, e altri  Con la presenza di Casa Memoria Peppino Impastato, Sequos, Assemblea Palermo per la Palestina, Mediterranea, Collettivo Accura, CARC, Contadinazioni, NO F35, Rifai Sicilia, Alcamo Book Festival, Muschio Ribelle, Alcamo Bene Comune, Cinisi per Gaza, Circolo Peppino Impastato, Latino Americanxs, Migrantes en lucha, Liberameliberatutti e altri Intermezzi musicali e performativi con Cico Messina, Chris Obhei, Fabrizio Malerba, Yannik Tiolo, Toti Castronovo, Jerrusa Barros, Margherita Riotta (Famiglia del Sud), Roberta Prestigiacomo, Daniel Cora (Tangram Koraoud), Salvatore Maria Ruisi, Maria La Bianca, Sebastian Torres. * Link per accredito stampa e prenotazione interviste 1-to-1 ** Il dettaglio delle iniziative e degli interventi con il programma orario nelle prossime comunicazioni INCONTRI ISTITUZIONALI ROMA & BRUXELLES  Mercoledì 22 aprile – Camera dei Deputati – 14:30 – 15:30 Conferenza Stampa alla Camera dei Deputati**  Global Sumud italia alla Camera dei Deputati per la  presentazione delle fasi della missione e aggiornamento dal legal team italiano  riguardo il  caso per gli abusi subiti dai partecipanti della missione GSF Autunno 2025, e la pressione parlamentare in corso in materia di complicità bellica, economica e diplomatica tra il governo italiano e lo stato di Israele. ** Il dettaglio del programma verrà riportato nella specifica comiunicazione che sarà inoltrata nei prossimi giorni. Mercoledì 22 aprile – Bruxelles (Belgio) 9:00 – 17:30 Global Sumud Parliamentary Congress Il congresso inaugurale del Global Sumud Flotilla è incentrato sulla Dichiarazione di Bruxelles che rappresenta l’immediata necessità umanitaria e la storica presa di posizione politica. Al suo centro vi è l’appello a istituire un corridoio marittimo umanitario riconosciuto dalle Nazioni Unite e fondato sul diritto internazionale.  La dichiarazione di Bruxelles è basata su: Diritto di accesso, il diritto del popolo palestinese di accedere liberamente alle  proprie acque e al proprio territorio e di ricevere continuamente e senza ostacoli i beni di prima necessità; Diritto all’autodeterminazione, il diritto del popolo palestinese di guidare la propria ricostruzione e la ricerca della giustizia, libero dall’imposizione di forze esterne; Rifiuto dell’impunità , il rifiuto del precedente secondo cui i governi possono agire impunemente. Interverranno, tra gli altri, Francesca Albanese  (Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967 – OHCHR), Michael Fakhri  (Relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto all’alimentazione, Consiglio per i diritti umani),  Pedro Arrojo-Agudo  (Relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto umano all’acqua potabile sicura e ai servizi igienico-sanitari),  Surya Deva Relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto allo sviluppo),  dott. Mustafa Barghouti (Segretario generale dell’Iniziativa nazionale palestinese),  Rima Hassan  (Membro del Parlamento europeo – Francia), Cecilia Strada (Membro del Parlamento Europeo – Italia), Saif Abukeshek ,  Annalisa Corrado  (Membro del Parlamento europeo – Italia), Benedetta Scuderi (Membro del Parlamento europeo – Italia). *** Dettagli, agenda e orari al link:  https://gscongress.org/   PARTENZA UFFICIALE DA SIRACUSA Luogo:  Marina di Siracusa (SR) Giovedì 23 aprile – dalle ore 17:00 Arrivo delle barche, conferenza stampa, concerto e talk.** Le barche della Global Sumud Flotilla provenienti da Barcellona si uniranno alla flotta italiana e attraccheranno al porto di Siracusa. Dopo una conferenza stampa pubblica con interventi di leader e organizzatori, si terranno celebrazioni e concerto per augurare buon vento ai partecipanti della missione. La stampa accreditata* avrà accesso a: Area riservata alla stampa durante la conferenza Opportunità di interviste 1-to-1 con gli organizzatori nei pressi del molo Venerdì 24 aprile – dalle ore 10:00 Partenza ufficiale della flotta verso Gaza Le barche partiranno alla volta di Gaza, con l’intento di rompere l’assedio e creare un canale umanitario permanente. L’evento sarà pubblico. * Link per accredito stampa e prenotazione interviste 1-to-1 ** Il dettaglio delle iniziative e degli interventi con il programma orario nelle prossime comunicazioni   Global Movement to Gaza
April 16, 2026
Pressenza
CARTELLA STAMPA 8-9 marzo 2026
LE NOSTRE VITE VALGONO. NOI SCIOPERIAMO! COMUNICATO STAMPA SCARICABILEDownload APPELLO SCARICABILE OTTO-NOVE MARZODownload BLOG OSSERVATORIO TUTTI GLI APPUNTAMENTI DELLA GIORNATA INFORMAZIONI UTILI PER SCIOPERARE CONTATTI STAMPA E-mail: stampa.nonunadimeno@gmail.com FB: https://www.facebook.com/nonunadimeno/ IG: https://www.instagram.com/nonunadimeno/ BLOG NONUNADIMENO: https://nonunadimeno.wordpress.com/
March 5, 2026
Non Una Di Meno
CRISI DEI GIORNALI (E NON SOLO): FOCUS SU VICENDA DEL GRUPPO GEDI E DI AGENZIA DIRE
Il gruppo Exor, holding controllata dalla famiglia Agnelli, ha confermato recentemente la decisione di vendere il gruppo Gedi, di cui fanno parte le testate La Repubblica e La Stampa e le emittenti Radio Capital e Radio Deejay. Questa decisione mette a rischio il futuro di molti professionisti, lavoratori e giornalisti del gruppo Gedi. Per mettere a fuoco e comprendere meglio la crisi che interessa il mondo della stampa e del giornalismo abbiamo realizzato una trasmissione specificatamente dedicata alla vicenda dei lavoratori del gruppo Gedi e alla lunga vertenza all’interno dell’Agenzia Dire. Con gli ospiti abbiamo commentato anche la situazione complessiva del settore dell’informazione e del giornalismo in Italia. Nella trasmissione sentiremo gli interventi di Marino Bisso, giornalista di Repubblica ed esponente della Rete No Bavaglio, che commenta anche la vicenda che riguarda da vicino i giornalisti e le giornaliste di Repubblica; il contributo di Alessandra Fabretti, del Comitato di Redazione di Dire con cui abbiamo fatto il punto sulla lunga vertenza di lavoratori e lavoratrici dell’Agenzia Dire; infine Vincenzo Vita, già membro della Commissione di vigilanza Rai ed ex vice-presidente della Commissione Cultura al Senato. Tutte le interviste sono all’interno della trasmissione dedicata Ascolta o scarica.
December 16, 2025
Radio Onda d`Urto
Il potere pretende la libertà di mentire
Allora. Come protocollo vuole, il proprietario – Alain Elkann, nipote dell’Avvocato Gianni Agnelli e distruttore della Fiat – ha fatto visita ai suoi dipendente della sezione informazione, sottomarchio La Stampa, per mostrare il proprio volto umano di imprenditore sensibile. “L’attacco che questa redazione ha subito due giorni fa è stato […] L'articolo Il potere pretende la libertà di mentire su Contropiano.
December 1, 2025
Contropiano
CARTELLA STAMPA 22 NOVEMBRE 2025
SABOTIAMO GUERRA E PATRIARCATO MATERIALI SCARICABILI COMUNICATO STAMPA NONUNADIMENO 22N2025 Download APPELLO 22/25 NOVEMBRE 2025Download BLOG OSSERVATORIO NUMERO TOTALE dei femminicidi lesbicidi trans*cidi nel 2025 AGGIORNATI AL 8/11/2025: 89 APPUNTAMENTO  STAMPA 22/11 H ore Conferenza Stampa luogo PERCORSO * Piazza della Repubblica * Viale Luigi Einaudi * Piazza dei Cinquecento * Via Cavour * Piazza dell’Esquilino * Via Liberiana * Piazza di Santa Maria Maggiore * Via Merulana * Piazza di Porta San Giovanni CONTATTI STAMPA E-mail: stampa.nonunadimeno@gmail.com Roma: Lilli +39 339 769 1084 / Maria +39 335 77 35 689 FB: CARTELLA STAMPA https://bit.ly/484YO6C APPUNTAMENTO STAMPA H 14:00 Conferenza Stampa Piazza della Repubblica ( S. Maria degli Angeli FB: https://www.facebook.com/nonunadimeno/ IG: https://www.instagram.com/nonunadimeno/ BLOG NONUNADIMENO: https://nonunadimeno.wordpress.com/ I dati dell’Osservatorio nazionale di Non Una di Meno registrano 76 femminicidi e 67 tentati femminicidi, 3 suicidi indotti di donne, 2 suicidi indotti di due ragazzi trans, 1 suicidio indotto di una persona non binaria, 1 suicidio indotto di un ragazzo. Non si tratta di un’emergenza ma di un fenomeno endemico e strutturale che richiede strumenti di intervento sociale e culturale. Il governo risponde con la legge sui femminicidi e l’inasprimento delle pene ma agisce “contro” la prevenzione della violenza: il Piano istituzionale antiviolenza attacca i centri antiviolenza e la loro storia femminista, il DL Valditara vieta l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole e la subordina al consenso dei genitori, il DL Disforia impedisce i percorsi di affermazione di genere di bambin3 e adolescenti. La manovra finanziaria libera risorse per la riconversione bellica a scapito di donne, persone trans*, precarie, migranti che pagheranno doppiamente il Piano di Riarmo, con i salari da fame, il part time imposto e i tagli ai servizi e al welfare. La manifestazione nazionale a Roma sarà aperta dalle donne dei centri antiviolenza. Nel corso del corteo si svolgeranno azioni comunicative sui temi della mobilitazione: •Per un’antiviolenza femminista e transfemminista, finanziata e libera dal ricatto dei bandi e dalla neutralizzazione • Per una scuola libera da condizionamenti e diktat, per la libertà di ricerca e di insegnamento, per l’educazione sessuo-affettiva dalla scuola dell’infanzia all’università • Contro la manovra finanziaria. Né complici né vittime della conversione bellica! • Per il diritto all’autodeterminazione dei corpi e dei popoli
November 18, 2025
Non Una Di Meno
Vogliamo parlare della stampa?
“E allora toh, vi aggiungo un altro buon motivo, per la fermata del Vernacoliere: c’è anche la crisi sempre più profonda della carta, a dettar la nuova legge dell’editoria. Quella dei giornali, soprattutto. Che quasi più nessuno legge, surclassati come sono dai social, coi telefonini a dettar legge ovunque, nuovi […] L'articolo Vogliamo parlare della stampa? su Contropiano.
October 19, 2025
Contropiano
Global Sumud Flotilla smentisce la presenza di barche non autorizzate
In merito alle recenti dichiarazioni di Claudio Locatelli sulla sua presunta partecipazione alla missione Global Sumud Flotilla con un cosiddetto “vascello stampa”, la delegazione italiana del Global Movement to Gaza smentisce categoricamente l’aggregazione alla missione di barche non precedentemente autorizzate. “La barca “press” di Claudio Locatelli non è mai stata […] L'articolo Global Sumud Flotilla smentisce la presenza di barche non autorizzate su Contropiano.
September 5, 2025
Contropiano
CS-Dall’aula del TAR alla città: la vertenza per l’ex Snia continua. Appuntamento il 5 giugno con la Foresta in Cammino
Roma, 27 maggio 2025 – Si è concluso con una pronuncia di improcedibilità il ricorso promosso da Forum Territoriale Parco delle Energie, A Sud e Legambiente contro il permesso di costruire rilasciato dal Comune di Roma alla società Ponente 1978 sull’area dell’ex fabbrica Snia Viscosa. Sentenza che avviene dopo una rinuncia consapevole delle organizzazioni al percorso giudiziario, maturata dopo altri due anni di mobilitazione dal basso e un intenso confronto istituzionale. Il ricorso – presentato nel febbraio 2023 – denunciava numerose irregolarità: dall’autorizzazione a opere di ristrutturazione non previste nella richiesta originaria di restauro, alla carenza istruttoria da parte del Comune di Roma, che aveva rilasciato il titolo edilizio senza considerare le istruttorie pendenti per la demanializzazione del lago ex Snia e per l’estensione del Monumento Naturale. Al centro della vertenza, la salvaguardia di un’area riconosciuta come ecosistema urbano di pregio e come bene collettivo da tutelare. Oggi, a distanza di oltre due anni dal ricorso, molti dei nodi sollevati sono stati riconosciuti: * la società proponente ha presentato una variante al progetto, escludendo le aree ricadenti nel Monumento Naturale; * il Comune di Roma ha approvato una mozione che impegna la Giunta ad attivare un tavolo con Regione e Demanio per l’acquisizione del lago e per l’estensione della tutela a tutta l’area; * sono stati avviati confronti da parte del Comune con enti pubblici e di ricerca per un uso pubblico dell’area, escludendo ogni trattativa con i privati e riconoscendo l’alto valore ambientale e sociale del sito. In questo scenario, le associazioni ricorrenti hanno ritenuto realizzati gli obiettivi principali del ricorso, scegliendo di rinunciare alla prosecuzione del giudizio. La lotta per la difesa e la valorizzazione dell’ex Snia non si chiude, si trasforma. Dalle aule del TAR torna nelle piazze e nei parchi dove le persone che da anni costruiscono dal basso un altro modello di città, affermano la necessità di espropriare i 4 ettari con i ruderi della fabbrica e di demanializzare le acque del lago per dare vita ad un parco naturalistico archeologico che contrasti i rischi climatici e riscatti il diritto alla salute e al benessere di questo territorio. Per questo rilanciamo la mobilitazione e diamo appuntamento a tutte e tutti il 5 giugno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, con “La Foresta in Cammino”: una grande iniziativa per ribadire che ogni metro dell’area è bene comune, che l’ex Snia non si tocca, che il diritto alla natura in città non è negoziabile, in questo come in altri luoghi a rischio cementificazione. Nonostante l’importanza e la legittimità delle questioni sollevate, la sentenza ha disposto a nostro carico le spese di giudizio, pari a 4.000 euro complessivi da corrispondere a Roma Capitale e alla società Ponente 1978. Una decisione che ancora una volta colpisce chi, come noi, sceglie di tutelare l’interesse collettivo.  La difesa della giustizia ambientale e dell’eguaglianza sociale non può essere un reato. La vertenza continua. La Foresta avanza. Palazzinari bari giù le mani dalla città! GIOVEDI’ 5 GIUGNO, LA FORESTA TORNA IN CAMMINO NELLA GIORNATA MONDIALE DELL’AMBIENTE – ORE 9.00 LAGO BULLICANTE EXSNIA – ORE 10.30 PARTENZA DEL CORTEO – ORE 12.30 ARRIVO IN CAMPIDOGLIO “Foto di Dario Li Gioi”
May 29, 2025
Lago eXSnia
CARTELLA STAMPA 8 marzo 2025
SCIOPERO TRANSFEMMINISTA CONTRO VIOLENZA PATRIARCALE, GUERRA E POVERTÀ COMUNICATO STAMPA SCARICABILE APPELLO SCARICABILEDownload BLOG OSSERVATORIO TUTTI GLI APPUNTAMENTI DELLA GIORNATA E MAPPA INFORMAZIONI UTILI PER SCIOPERARE CONTATTI STAMPA E-mail: stampa.nonunadimeno@gmail.com FB: https://www.facebook.com/nonunadimeno/ IG: https://www.instagram.com/nonunadimeno/ BLOG NONUNADIMENO: https://nonunadimeno.wordpress.com/
March 6, 2025
Non Una Di Meno