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Indagine su una frontiera al di sopra di ogni sospetto
Il Patto europeo su migrazione e asilo, entrato nella sua fase applicativa, ridisegna le procedure di frontiera e introduce nuovi istituti la cui portata concreta si misura sui territori, prima ancora che nelle norme. Indagine su una frontiera al di sopra di ogni sospetto è un ciclo di cinque incontri online che attraversa altrettanti punti della frontiera siciliana – Pantelleria, Pozzallo, Lampedusa, Agrigento e Messina – per osservare come queste procedure prendono forma nella prassi. Ogni appuntamento si articola in due parti: una prima dedicata al contesto territoriale e al funzionamento dell’hotspot, una seconda di approfondimento giuridico. Gli incontri, a cura di Spazi Circolari e Studio legale Antartide, si terranno sul canale YouTube di Melting Pot, da settembre a dicembre 2026, sempre dalle ore 18.00 alle 19.00. -------------------------------------------------------------------------------- 1° INCONTRO – PANTELLERIA Martedì 15 settembre 2026 | ore 18.00 – 19.00 Relatrici: Avv.ta Giulia Crescini e Avv.ta Federica Remiddi – Studio Legale Antartide Prima parte (contesto e prassi) Pantelleria: un laboratorio delle nuove procedure di frontiera Il contesto dell’isola di Pantelleria, il funzionamento dell’hotspot e le modalità di applicazione delle nuove procedure di frontiera previste dal Patto europeo in un territorio caratterizzato da un peculiare regime operativo. Seconda parte (focus giuridico) L’analisi giuridica della procedura di screening e del nuovo istituto del fermo introdotto dal D.L. n. 100/2026 -------------------------------------------------------------------------------- 2° INCONTRO – POZZALLO Martedì 29 settembre 2026 | ore 18.00 – 19.00 Relatori/trici: Avv. Salvatore Fachile e Avv.ta Loredana Leo – Studio Legale Antartide (in aggiornamento) Prima parte (contesto e prassi) Le procedure di frontiera a Pozzallo Analisi del contesto territoriale e delle modalità concrete di applicazione delle procedure di frontiera presso l’hotspot di Pozzallo. Seconda parte (focus giuridico) L’emersione delle vulnerabilità sociali, con focus specifico sulle vittime di tratta Gli strumenti di individuazione ed emersione delle situazioni di vulnerabilità, con particolare riferimento alle persone vittime di tratta e sfruttamento e alle garanzie previste durante la procedura di frontiera. -------------------------------------------------------------------------------- 3° INCONTRO – LAMPEDUSA Giovedì 15 ottobre 2026 | ore 18.00 – 19.00 Relatrici: Avv.ta Lucia Gennari e Avv.ta Cristina Laura Cecchini – Studio Legale Antartide (in aggiornamento) Prima parte (contesto e prassi) Lampedusa e le procedure di frontiera Il contesto dell’isola e l’applicazione delle procedure di frontiera nell’hotspot di Lampedusa. Seconda parte (focus giuridico) Vulnerabilità sanitarie, tutela della salute e soccorso in mare L’emersione delle vulnerabilità sanitarie, il ruolo del personale medico e delle organizzazioni impegnate nelle attività di ricerca e soccorso in mare nell’ambito delle nuove procedure. -------------------------------------------------------------------------------- 4° INCONTRO – AGRIGENTO (FOCUS SPECIFICO SU VILLA SIKANIA E/O LICATA) Martedì 17 novembre 2026 | ore 18.00 – 19.00 Relatrici: Avv.ta Giulia Crescini e Avv.ta Federica Remiddi – Studio Legale Antartide (in aggiornamento) Prima parte (contesto e prassi) Le procedure di frontiera nel territorio agrigentino Il contesto territoriale e l’applicazione delle procedure di frontiera presso Villa Sikania e/o Licata. Seconda parte (focus giuridico) Autorizzazione a risiedere in un luogo specifico e obblighi di segnalamento; il nuovo meccanismo di monitoraggio dei diritti fondamentali Analisi del nuovo sistema di limitazione della libertà di circolazione previsto durante la procedura di frontiera e degli obblighi imposti ai richiedenti asilo; analisi del meccanismo di monitoraggio dei diritti fondamentali previsto come garanzia dal Patto UE. -------------------------------------------------------------------------------- 5° INCONTRO – MESSINA Martedì 15 dicembre 2026 | ore 18.00 – 19.00 Relatrici: Avv.ta Lucia Gennari e Avv.ta Cristina Laura Cecchini – Studio Legale Antartide (in aggiornamento) Prima parte (contesto e prassi) Le procedure di frontiera nell’hotspot di Messina Il funzionamento dell’hotspot di Messina e le modalità applicative delle procedure di frontiera. Seconda parte (focus giuridico) I Paesi di origine statisticamente sicuri Il nuovo sistema di individuazione dei Paesi statisticamente sicuri, il suo impatto sull’esame delle domande di protezione internazionale e le principali questioni interpretative.
Una petizione contro la militarizzazione della formazione
E’ da tenere sott’occhio con la massima attenzione la conferenza stampa di lancio di una petizione “per l’interruzione e il divieto di qualsiasi tipo di collaborazione tra scuola, università, ricerca e filiera militare pubblica e privata”, prevista per il prossimo martedì 1° settembre, presso piazza Capranica – Montecitorio, a Roma. […] L'articolo Una petizione contro la militarizzazione della formazione su Contropiano.
August 29, 2026
Contropiano
La formazione alla nonviolenza
INTRODUZIONE Perché la nonviolenza è percepita come “utopica” e conosciuta da così poche persone? Il focus di questo articolo è l’educazione e la formazione: l’attenzione alla nonviolenza è cresciuta negli ultimi decenni, ma senza un parallelo aumento della sua attuazione pratica, restando percepita come obiettivo positivo ma di fatto irraggiungibile. 1. COSA SIGNIFICA “EDUCARE ALLA PACE”? L’idea che la pace si raggiunga anche con strumenti educativi è implicita in ogni teoria sociale che consideri pace e guerra come esito di azioni umane. L’UNESCO afferma di fornire “indicazioni concrete e fondate sui diritti umani su come l’istruzione possa promuovere una pace duratura e affrontare le cause dei conflitti”1. L’educazione alla pace è il processo con cui un gruppo diventa consapevole delle proprie capacità e impara a identificare i mezzi per risolvere i problemi; mira a rendere le persone capaci di riformare strutture sociali per ridurre la violenza. Relazioni pacifiche non significano assenza di conflitti, ma conflitti risolti senza violenza. Occorre coerenza tra contenuto e metodo, secondo il principio gandhiano che “i mezzi non si distinguono dai fini”2: non basta parlare di pace se le strutture in cui agiamo la contraddicono. 1.1 Risoluzione nonviolenta dei conflitti L’educazione alla pace forma personalità critiche e creative, capaci di discussione anziché di accettazione passiva. Passare dalla risoluzione violenta a quella nonviolenta significa riequilibrare una relazione sbilanciata tra due posizioni di potere: in un conflitto tra punti di vista apparentemente inconciliabili, ciascuna parte tende ad attribuirsi ragione, proiettando sull’altra gli aspetti negativi, mentre ogni posizione ha in realtà aspetti sia positivi sia negativi. Questo squilibrio favorisce il ricorso alla violenza, poiché ciascuna parte cerca di neutralizzare l’avversario. 1.2 Un modello alternativo? Come sostenuto da Pat Patfort, tutte le parti dovrebbero porsi sullo stesso livello3: equivalenza non significa uguaglianza, e le differenze vanno considerate una risorsa. Risolvere una controversia significa muovere verso una soluzione comune pienamente soddisfacente per entrambe, non un compromesso parziale, attraverso tecniche che modificano la situazione conflittuale4. Il ricorso alla violenza è segno di codardia; evitarla è segno di coraggio. 2. COSA SIGNIFICA “FORMAZIONE ALLA NONVIOLENZA”? Scriveva George Lakey: la formazione è “il processo attraverso il quale si acquisiscono nuove competenze […] la formazione descrive formati di apprendimento che portano a comportamenti cambiati in situazioni di azione”5. L’esperienza resta la forma di apprendimento più efficace. La formazione nonviolenta mira alla crescita della nonviolenza nel rispetto dell’individualità e di valori universali (vita, dignità, diritti umani). Il metodo porta i partecipanti: dal tema al problema, dal razionale all’emotivo; dal verbale all’espressivo; dal prodotto individuale a quello di gruppo. 2.2 Metodologia passiva e attiva Il processo formativo si articola in quattro fasi: identificazione dei bisogni, pianificazione, attuazione e valutazione6. Le metodologie didattiche si dividono in passiva e attiva7: nella prima la formazione trasmette conoscenze tramite la “lezione”, con ruolo passivo dei partecipanti; nella metodologia attiva, l’apprendimento coinvolge anche la sfera affettivo-emotiva e l’esperienza diretta, tramite laboratori, role-playing e simulazioni, ed è la più efficace per promuovere cambiamento. Le tecniche seguono due strategie: l’ascolto passivo e la scoperta, che promuove il cambiamento dei modelli cognitivi attraverso l’analisi delle esperienze personali. 2.4 Alcuni elementi in un modello nonviolento Il metodo più attento alla persona resta quello attivo, ma resterebbe una cornice vuota senza i contenuti della teoria e pratica nonviolenta, il cui obiettivo è ridurre al minimo la violenza. I teorici occidentali sottolineano il legame tra nonviolenza e potere8, contro l’idea diffusa che la nonviolenza equivalga a sottomissione: il “potere” dipende sempre dall’obbedienza attiva o passiva di una moltitudine9, e la nonviolenza serve a “scardinare” tale obbedienza, tramite non-obbedienza e non-collaborazione, declinate in disobbedienza civile, boicottaggi, sabotaggi e programmi costruttivi10, secondo regole precise11. 2.5 Metodi di decisione Se la formazione mira a creare gruppi (15-20 persone) per il cambiamento sociale, occorre consapevolezza delle dinamiche di gruppo e delle leadership. Esistono diversi metodi decisionali, nessuno perfetto: inerzia, autorità, minoranza/manipolazione, maggioranza, consenso, unanimità12. Il consenso, preferito nei gruppi nonviolenti, non equivale all’unanimità: il gruppo non decide se qualcuno non acconsente, ma tutti devono potersi esprimere e sentirsi ascoltati. Centrale è l’obiezione, “bloccante” (blocca e apre la discussione) o “non bloccante”. Nei casi di estrema urgenza può intervenire, per fiducia interna al gruppo, il meccanismo dei “decisori rapidi”. 3. IMPLEMENTARE LA FORMAZIONE ALLA NONVIOLENZA Non è necessario inventare nulla di nuovo: esistono già numerosi contributi13 e manuali di ONG e organismi internazionali. La nonviolenza richiede cambiamenti profondi nelle relazioni di potere e nelle istituzioni economiche, religiose ed educative. È un percorso continuo, che richiede pazienza: le persone hanno bisogno di tempo per assimilare le lezioni. Non è un’attività individuale: condividere con altri arricchisce l’esperienza, e ogni azione diretta nonviolenta richiede la partecipazione di molte persone. CONCLUSIONE: SFIDE “INTERNE” ED “ESTERNE” Le sfide sono sia interne al processo sia esterne, legate al contesto generale. Le sfide interne sono undici14: speranza, formazione interdisciplinare, gruppo, differenza interculturale, tempo, cambiare se stessi per cambiare il sociale, percorso formativo, capacità organizzativa, ricerca-azione, consapevolezza del possibile fallimento, gestione dei propri istinti. Le sfide esterne sono cinque15: interessi del complesso militare-industriale; l’idea che la guerra sia continuazione della politica con altri mezzi; la convinzione che aggressione e violenza siano istinti umani; le armi come “merce”; la formazione-educazione alla guerra. Per concludere con una metafora: la formazione alla nonviolenza non è un “fungo che spunta nel deserto”, ma ha bisogno di un bosco — humus, pioggia e sole — per crescere. Fuori di metafora, l’impegno nella formazione consiste nel diffondere questo “bosco” in ogni area possibile. Raffaele Barbiero, Centro Pace di Forlì 1 UNESCO, Raccomandazione dell’Unesco sull’educazione alla pace, ai diritti umani e allo sviluppo sostenibile, Unesco Publishing, Parigi, 2024, p. 8. 2 Diana Francis, People, Peace and Power. Conflict Transformation in Action, Pluto Press, London, 2002, in part. p. 43. 3 Pat Patfort, Costruire la nonviolenza. Per una pedagogia dei conflitti, Edizioni La Meridiana, Molfetta (Bari), 1992. 4 Aldo Capitini, Le tecniche della nonviolenza, Edizioni dell’Asino, Roma, 2009. 5 George Lakey, Why Training for Nonviolent Action?, in “International Journal of Nonviolence”, II (1). 6 Raffaele Barbiero, The Training Process. Course for International Peace Mediators, module M06 ISS, Unpublished essay, Coventry University, Coventry, 2011. 7 Vedi tabelle: https://forlicentropace.com/la-formazione-alla-nonviolenza/ 8 Gene Sharp, Waging Nonviolent Struggle: 20th Century Practice and 21th Century Potential, Porter Sargent Publishers, Boston, 2005, p. 37. 9 Étienne de La Boétie, Discorso della servitù volontaria, Feltrinelli, Milano, 2014. 10 Gene Sharp, Politica dell’azione nonviolenta, vol. II, Le tecniche, EGA-ed.Gruppo Abele, Torino, 1986. 11 Thomas Weber, Gandhian Philosophy, Conflict Resolution Theory and Practical Approaches to Negotiation, in “Journal of Peace Research”, vol. 38 (4), 2001, pp. 493-513. 12 https://forlicentropace.com/la-formazione-alla-nonviolenza/ 13 Vedi bibliografia e contributi: https://forlicentropace.com/la-formazione-alla-nonviolenza/ 14 https://forlicentropace.com/la-formazione-alla-nonviolenza/ 15 Ibidem. Redazione Romagna
August 20, 2026
Pressenza
Scuola di Alta Formazione ASGI a Roma e Milano: aperte le iscrizioni
ASGI promuove le nuove edizioni delle scuole di alta formazione anche per il 2026/2027: a Roma in collaborazione con Spazi Circolari e a Milano in collaborazione con Le Carbet. I due corsi, che adottano un approccio fortemente laboratoriale e multidisciplinare, sono destinati a operatori e operatrici legali specializzati in protezione internazionale, tutela delle vittime di tratta e sfruttamento e accoglienza di minori stranieri non accompagnati. Si approfondiranno tematiche che spaziano dal diritto dell’immigrazione, geopolitica, sociologia, antropologia, etnopsichiatria, medicina legale sino alla mediazione culturale. Le due formazioni si svolgono unicamente in presenza secondo i due diversi programmi che trovate di seguito. È quindi possibile iscriversi ad uno solo dei due corsi e non sono previste modalità di partecipazione miste. Nei programmi trovate tutte le informazioni relative a iscrizioni, costi e al programma formativo. Di seguito le informazioni più dettagliate per ciascun percorso formativo. ROMA, 12° EDIZIONE 2026/2027 SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE PER OPERATORI LEGALI SPECIALIZZATI IN PROTEZIONE INTERNAZIONALE, MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI, SFRUTTAMENTO E TRATTA DI ESSERI UMANI Presentazione del Corso Questa Scuola di Alta Formazione è specificamente progettata per formare operatrici ed operatori legali altamente specializzati nelle aree più critiche e complesse del diritto dell’immigrazione e della protezione internazionale. Il corso fornisce competenze teoriche e pratiche approfondite per affrontare le sfide attuali nel campo della tutela dei diritti delle persone migranti. La dodicesima edizione si apre in un contesto normativo profondamente mutato: il Patto europeo sulla migrazione e l’asilo è entrato in applicazione a partire dal 12 giugno 2026 con, tra gli altri, il Regolamento Procedure (UE) 2024/1348, il Regolamento Screening (UE) 2024/1356, il Regolamento RAMM (UE) 2024/1351 e la Direttiva 1346/2024. A ciò si aggiunge il nuovo Regolamento Rimpatri, votato dal Parlamento il 17.06.2026 e in corso di pubblicazione. Quando: da ottobre 2026 ad aprile 2027. Dove: in presenza presso la Città dell’Altra Economia, quartiere Testaccio, Roma. Come: il corso prevede lezioni frontali e molte esercitazioni pratiche, alle materie giuridiche sono affiancati moduli relazionali e moduli di antropologia, con una lettura intersezionale, uniti a una prospettiva etno-psichiatrica e a uno sguardo attento alle questioni di genere, elementi essenziali per garantire la massima tutela alle e ai destinatari e destinatarie del supporto legale.  * Scarica il programma dettagliato * Scarica la locandina completa La domanda di iscrizione dovrà effettuarsi tramite la compilazione del modulo online e attendere le istruzioni via mail per effettuare il pagamento e perfezionare così l’iscrizione. Iscrizione – compila il modulo online Attenzione: la sola compilazione del modulo online non è sufficiente a perfezionare l’iscrizione. * Per informazioni e iscrizioni contattare: formazione.roma@asgi.it MILANO, 4° EDIZIONE DI SCONFINARE SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE PER OPERATRICI E OPERATORI LEGALI IN MATERIA DI  PROTEZIONE INTERNAZIONALE – ED.2026-2027  Il corso si articola in 14 moduli formativi con un approccio multidisciplinare che integra diritto,  antropologia, etnopsichiatria, sociologia, geopolitica ed etnografia. Alla luce della recente entrata in  vigore del Patto UE in materia di immigrazione e asilo e dei massicci cambiamenti nel sistema di  tutela e di riconoscimento della protezione internazionale, maggior tempo è dedicato all’analisi delle  diverse fasi in cui si svolge la procedura di esame della domanda di protezione, fasi che comportano  in maniera crescente la restrizione e il contenimento del/la richiedente asilo, con importanti  limitazioni della sua libertà personale o di circolazione. L’analisi di questi cambiamenti strutturali ha  come scopo l’elaborazione di strumenti di tutela utili nel nuovo contesto che si sta delineando.   Quando: da ottobre 2026 a maggio 2027.  Dove: in presenza presso la Scighera, in via Candiani 131 a Milano.  Come: La metodologia didattica alterna lezioni frontali, laboratori pratici e decoloniali, esercitazioni,  tavole rotonde aperte e un laboratorio di teatro dell’oppresso.  * Scarica il programma dettagliato * Scarica la locandina completa La domanda di iscrizione dovrà effettuarsi tramite la compilazione del modulo online e attendere le istruzioni via mail per effettuare il pagamento e perfezionare così l’iscrizione. Iscrizione – compila il modulo online Attenzione: la sola compilazione del modulo online non è sufficiente a perfezionare l’iscrizione. * Per informazioni e iscrizioni contattare formazione.milano@asgi.it
Iniziativa formativa – Attuazione del Patto UE sulla migrazione e l’asilo in Italia
Una prima lettura condivisa del decreto legge n. 100 del 2026 (in fase di conversione): le prime norme italiane di attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo entrato in vigore il 12 giugno 2026. A cura di Federica Remiddi, Loredana Leo, Giulia Crescini, Salvatore Fachile, Cristina Laura Cecchini e Lucia Gennari. Spazi Circolari e Melting Pot Europa, in collaborazione con lo Studio Legale Antartide. Giovedì 16 luglio dalle ore 15.30 alle 17.00 * Diretta sul canale YouTube di Melting Pot Europa
La sfida industriale dei computer quantistici
La computazione quantistica è una delle tecnologie più discusse degli ultimi anni e l’idea di costruire sistemi di calcolo basati sui fenomeni della fisica quantistica continua ad alimentare aspettative enormi. Eppure il quantum computing resta lontano dall’essere una tecnologia matura. Non soltanto perché molti problemi scientifici devono ancora essere risolti, […] L'articolo La sfida industriale dei computer quantistici su Contropiano.
June 25, 2026
Contropiano
Formazione Scuola-Lavoro e militarizzazione a Cremona: un’analisi critica
Nel sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università abbiamo già commentato l’attuale politica culturale della Rai Tv e radio, a proposito di Rai kids (i programmi per bambini e le bambine) e la festa aziendale con la presenza – come ospite d’onore – delle forze armate. La televisione pubblica non è più nemmeno generalista (un po’ di tutto per tutti), non è più quella creata da Silvio Berlusconi con l’affiancamento delle emittenti private. Per ravvisarne la deriva come megafono delle veline governative, o delle informazioni sulle iniziative convergenti con l’agenda dei ministeri, dobbiamo risalire all’Era Covid, quando siamo stati bombardati 24 ore su 24 con i dati dei morti, gli ingressi nei reparti ospedalieri scoppiati, i frettolosi funerali, il commento sui decreti. Arrivo all’oggi. Il 30 maggio scorso il TGRai-Lombardia lanciava un breve servizio sulla formazione al lavoro (Formazione Scuola-Lavoro, ex PCTO, ex ASL), riferendo dell’attività messa in campo dall’’Istituto professionale IAL di Cremona, con la visita alla locale Questura (clicca qui). Presenti, non solo il tutor in divisa, ma gli entusiasti Questore, Prefetto, Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale. Questa scuola, ovviamente vocata ai percorsi lavorativi per tipologia di indirizzo, accreditata dalla Regione Lombardia, esiste dal 1955, e oggi si presenta all’insegna della triade “innovazione- apprendimento-lavoro” (clicca qui).  Nello specifico, questa iniziativa dovrebbe essere orientare gli alunni verso la carriera nella polizia. Alcune ragazze intervistate mostrano curiosità, interesse verso il lavoro in questura «Fin da bambina ero interessata a capire cosa fa un poliziotto e ora lo vedo da dentro…i giovani vedono la polizia dall’esterno». La visita prevedeva il dettaglio del funzionamento degli uffici, a esempio quella immigrazione. Chissà se qualche docente avrà commentato in classe, magari dopo la gita d’istruzione, anche l’attuale stretta sui migranti, l’infame decreto sulla re-immigrazione volontaria e coatta che darà – presumo – nuovi compiti amministrativi e di ordine pubblico ai poliziotti. Faccio un inciso. L’obbligo scolastico in Italia dura dal sesto al sedicesimo anno di età, in ogni caso con la frequenza di almeno 10 anni e permanenza nel sistema di istruzione fino al diciottesimo anno. La legge 159 del 2023 – decreto Caivano, frutto repressivo di una triste vicenda locale, prevede per gli adulti, che esercitano il podestà genitoriale e non assolvono all’obbligo, severe sanzioni.  Ma ci sono deroghe: si può assolvere al dovere lasciando la normale frequenza delle lezioni a 15 anni, compiuti i quali si accede alle forme dell’apprendistato aziendale e/o alla formazione regionale che dà accesso alle qualifiche professionali. Questi percorsi alternativi alla scuola superiore di II° grado, sono di responsabilità delle regioni, il riferimento è il Quadro Europeo delle Qualifiche tradotto, di concerto da Ministero del Lavoro e da quello dell’Istruzione con apposito decreto dell’8 gennaio 2018:  l’allegato dettaglia le otto competenze di esito, dalla manovalanza alla vetta manageriale; a titolo conseguito il percorso può continuare nelle Academy, gli istituti tecnici superiori (clicca qui). Oggi, Veneto, Lombardia, Liguria e Piemonte, rivendicano il controllo esclusivo dell’intera filiera sulla base delle esigenze del mercato locale e, perché no, anche il controllo su tutta la scuola pubblica (il rimando è al testo delle preintese Stato-Regioni). Torno al telegiornale. I notiziari locali funzionano come i siti e le pagine di news diffuse sui territori. Le informazioni, soprattutto quelle convergenti con l’attuale impostazione della sicurezza come repressione del dissenso, della difesa totale della Patria come obbligo morale, funzionano da motore del consenso. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Chi decide se un Paese è sicuro?
Il seminario è organizzato nell’ambito del Progetto SURE, di cui COSPE è partner per l’Italia. Il progetto mira a rafforzare la tutela dei diritti fondamentali promuovendo l’uso strategico della Carta dei diritti fondamentali dell’UE e della CEDU nella difesa dei diritti umani. È previsto un ciclo di seminari online su casi studio specifici, ciascuno dedicato a una sentenza o a un filone giurisprudenziale rilevante. Gli incontri hanno l’obiettivo di fornire strumenti pratici di analisi e aggiornamento, e sono pensati per avvocat*, professionisti in ambito legale, operator* e organizzazioni della società civile attiv* nella tutela dei diritti umani. Il primo seminario affronterà il tema dei Paesi di origine sicuri: quando uno Stato può definire «sicuro» un Paese di origine e su quali basi? Cosa cambia – in concreto – dopo la sentenza della Grande Camera della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 1° agosto 2025? L’incontro gratuito, previsto per giovedì 25 giugno dalle ore 16 alle 18, offrirà una ricostruzione del quadro normativo e giurisprudenziale per orientarsi tra giurisprudenza europea e nuovo Patto sulla migrazione, con un focus sulle implicazioni pratiche per operator* e professionist*. Il programma: * Concetti e riferimenti normativi * Prime vacillazioni giurisprudenziali del concetto di paesi di origine sicuri * L’intervento del legislatore italiano dopo la sentenza della CGUE 4 ottobre 2024 * Le questioni pregiudiziali poste dal Tribunale di Roma e la pronuncia della Grande Camera della CGUE 1 agosto 2025 * Conclusione e dibattito: nuove norme sui Paesi sicuri alla luce della sentenza della Grande Camera: quali questioni restano aperte? Intervengono:   * Avv. Caterina Carmassi – ASGI  * Avv. Maria Cristina Romano – ASGI Introduce Debora Sarica – COSPE Form di iscrizione
In Toscana il primo Forum locale “Scuole per un’educazione nonviolenta”
Dopo le edizioni nazionali del Forum permanente “Scuole per un’Educazione Nonviolenta”, arriva nel territorio grossetano la prima edizione locale dell’iniziativa, promossa dall’Istituto Comprensivo Roccastrada in collaborazione con la rete EDUMANA, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole, il Polo europeo della conoscenza e il CESP. L’appuntamento si terrà giovedì 18 giugno 2026, dalle 9.15 alle 17.00, presso la Scuola Primaria e Secondaria di Ribolla (via del Diaccialone, frazione Ribolla, Comune di Roccastrada). La partecipazione è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione obbligatoria.   UNA GIORNATA DI CONFRONTO E FORMAZIONE Al centro della giornata ci sarà una domanda semplice e insieme cruciale: come educare con la nonviolenza a scuola? Il programma alterna laboratori, momenti di confronto e una plenaria dedicata alla presentazione dei gruppi di ricerca. I laboratori toccheranno temi che intrecciano pace, diritti umani e pratiche educative: il riconoscimento del meglio di sé e dell’altro per costruire relazioni nonviolente; il diario autobiografico sulla pace e la nonviolenza; la comunicazione generativa; il rapporto tra economia, guerra e scuola; la riflessione su chi educhiamo; e strumenti per parlare della guerra con bambine e bambini della primaria e dell’infanzia.   TERRITORIO E CULTURA DI PACE L’iniziativa non si limita a proporre ‘tecniche’ didattiche: mette al centro l’idea che la nonviolenza sia una pratica educativa e culturale, costruita attraverso relazioni, linguaggio, cura di sé e degli altri, capacità critica e partecipazione. ‘Portare il Forum sul territorio significa creare uno spazio stabile di confronto tra insegnanti, educatori/educatrici, professioniste/i e comunità locali, riconoscendo la scuola come uno dei luoghi chiave per la costruzione di una cultura di pace.’ dice Annabella Coiro di EDUMANA, la rete di scuole che ha ideato il Forum. Le organizzatrici e gli organizzatori ringraziano tutte le relatrici e i relatori che hanno scelto di contribuire gratuitamente con la propria professionalità, sottolineando il carattere collaborativo dell’iniziativa. Informazioni pratiche Quando: giovedì 18 giugno 2026, ore 9.15–17.00 Dove: Scuola Primaria e Secondaria di Ribolla (IC Roccastrada), via del Diaccialone, Ribolla (GR) Partecipazione: gratuita, con iscrizione obbligatoria Iscrizioni e dettagli: modulo online  La giornata vale anche come iniziativa di formazione per il personale docente ai sensi della Direttiva 170/2016, con diritto all’esonero dal servizio e attestato di partecipazione. Redazione Toscana
June 12, 2026
Pressenza