Tag - formazione

Iniziativa formativa – Attuazione del Patto UE sulla migrazione e l’asilo in Italia
Una prima lettura condivisa del decreto legge n. 100 del 2026 (in fase di conversione): le prime norme italiane di attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo entrato in vigore il 12 giugno 2026. A cura di Federica Remiddi, Loredana Leo, Giulia Crescini, Salvatore Fachile, Cristina Laura Cecchini e Lucia Gennari. Spazi Circolari e Melting Pot Europa, in collaborazione con lo Studio Legale Antartide. Giovedì 16 luglio dalle ore 15.30 alle 17.00 * Diretta sul canale YouTube di Melting Pot Europa
La sfida industriale dei computer quantistici
La computazione quantistica è una delle tecnologie più discusse degli ultimi anni e l’idea di costruire sistemi di calcolo basati sui fenomeni della fisica quantistica continua ad alimentare aspettative enormi. Eppure il quantum computing resta lontano dall’essere una tecnologia matura. Non soltanto perché molti problemi scientifici devono ancora essere risolti, […] L'articolo La sfida industriale dei computer quantistici su Contropiano.
June 25, 2026
Contropiano
Formazione Scuola-Lavoro e militarizzazione a Cremona: un’analisi critica
Nel sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università abbiamo già commentato l’attuale politica culturale della Rai Tv e radio, a proposito di Rai kids (i programmi per bambini e le bambine) e la festa aziendale con la presenza – come ospite d’onore – delle forze armate. La televisione pubblica non è più nemmeno generalista (un po’ di tutto per tutti), non è più quella creata da Silvio Berlusconi con l’affiancamento delle emittenti private. Per ravvisarne la deriva come megafono delle veline governative, o delle informazioni sulle iniziative convergenti con l’agenda dei ministeri, dobbiamo risalire all’Era Covid, quando siamo stati bombardati 24 ore su 24 con i dati dei morti, gli ingressi nei reparti ospedalieri scoppiati, i frettolosi funerali, il commento sui decreti. Arrivo all’oggi. Il 30 maggio scorso il TGRai-Lombardia lanciava un breve servizio sulla formazione al lavoro (Formazione Scuola-Lavoro, ex PCTO, ex ASL), riferendo dell’attività messa in campo dall’’Istituto professionale IAL di Cremona, con la visita alla locale Questura (clicca qui). Presenti, non solo il tutor in divisa, ma gli entusiasti Questore, Prefetto, Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale. Questa scuola, ovviamente vocata ai percorsi lavorativi per tipologia di indirizzo, accreditata dalla Regione Lombardia, esiste dal 1955, e oggi si presenta all’insegna della triade “innovazione- apprendimento-lavoro” (clicca qui).  Nello specifico, questa iniziativa dovrebbe essere orientare gli alunni verso la carriera nella polizia. Alcune ragazze intervistate mostrano curiosità, interesse verso il lavoro in questura «Fin da bambina ero interessata a capire cosa fa un poliziotto e ora lo vedo da dentro…i giovani vedono la polizia dall’esterno». La visita prevedeva il dettaglio del funzionamento degli uffici, a esempio quella immigrazione. Chissà se qualche docente avrà commentato in classe, magari dopo la gita d’istruzione, anche l’attuale stretta sui migranti, l’infame decreto sulla re-immigrazione volontaria e coatta che darà – presumo – nuovi compiti amministrativi e di ordine pubblico ai poliziotti. Faccio un inciso. L’obbligo scolastico in Italia dura dal sesto al sedicesimo anno di età, in ogni caso con la frequenza di almeno 10 anni e permanenza nel sistema di istruzione fino al diciottesimo anno. La legge 159 del 2023 – decreto Caivano, frutto repressivo di una triste vicenda locale, prevede per gli adulti, che esercitano il podestà genitoriale e non assolvono all’obbligo, severe sanzioni.  Ma ci sono deroghe: si può assolvere al dovere lasciando la normale frequenza delle lezioni a 15 anni, compiuti i quali si accede alle forme dell’apprendistato aziendale e/o alla formazione regionale che dà accesso alle qualifiche professionali. Questi percorsi alternativi alla scuola superiore di II° grado, sono di responsabilità delle regioni, il riferimento è il Quadro Europeo delle Qualifiche tradotto, di concerto da Ministero del Lavoro e da quello dell’Istruzione con apposito decreto dell’8 gennaio 2018:  l’allegato dettaglia le otto competenze di esito, dalla manovalanza alla vetta manageriale; a titolo conseguito il percorso può continuare nelle Academy, gli istituti tecnici superiori (clicca qui). Oggi, Veneto, Lombardia, Liguria e Piemonte, rivendicano il controllo esclusivo dell’intera filiera sulla base delle esigenze del mercato locale e, perché no, anche il controllo su tutta la scuola pubblica (il rimando è al testo delle preintese Stato-Regioni). Torno al telegiornale. I notiziari locali funzionano come i siti e le pagine di news diffuse sui territori. Le informazioni, soprattutto quelle convergenti con l’attuale impostazione della sicurezza come repressione del dissenso, della difesa totale della Patria come obbligo morale, funzionano da motore del consenso. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Chi decide se un Paese è sicuro?
Il seminario è organizzato nell’ambito del Progetto SURE, di cui COSPE è partner per l’Italia. Il progetto mira a rafforzare la tutela dei diritti fondamentali promuovendo l’uso strategico della Carta dei diritti fondamentali dell’UE e della CEDU nella difesa dei diritti umani. È previsto un ciclo di seminari online su casi studio specifici, ciascuno dedicato a una sentenza o a un filone giurisprudenziale rilevante. Gli incontri hanno l’obiettivo di fornire strumenti pratici di analisi e aggiornamento, e sono pensati per avvocat*, professionisti in ambito legale, operator* e organizzazioni della società civile attiv* nella tutela dei diritti umani. Il primo seminario affronterà il tema dei Paesi di origine sicuri: quando uno Stato può definire «sicuro» un Paese di origine e su quali basi? Cosa cambia – in concreto – dopo la sentenza della Grande Camera della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 1° agosto 2025? L’incontro gratuito, previsto per giovedì 25 giugno dalle ore 16 alle 18, offrirà una ricostruzione del quadro normativo e giurisprudenziale per orientarsi tra giurisprudenza europea e nuovo Patto sulla migrazione, con un focus sulle implicazioni pratiche per operator* e professionist*. Il programma: * Concetti e riferimenti normativi * Prime vacillazioni giurisprudenziali del concetto di paesi di origine sicuri * L’intervento del legislatore italiano dopo la sentenza della CGUE 4 ottobre 2024 * Le questioni pregiudiziali poste dal Tribunale di Roma e la pronuncia della Grande Camera della CGUE 1 agosto 2025 * Conclusione e dibattito: nuove norme sui Paesi sicuri alla luce della sentenza della Grande Camera: quali questioni restano aperte? Intervengono:   * Avv. Caterina Carmassi – ASGI  * Avv. Maria Cristina Romano – ASGI Introduce Debora Sarica – COSPE Form di iscrizione
In Toscana il primo Forum locale “Scuole per un’educazione nonviolenta”
Dopo le edizioni nazionali del Forum permanente “Scuole per un’Educazione Nonviolenta”, arriva nel territorio grossetano la prima edizione locale dell’iniziativa, promossa dall’Istituto Comprensivo Roccastrada in collaborazione con la rete EDUMANA, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole, il Polo europeo della conoscenza e il CESP. L’appuntamento si terrà giovedì 18 giugno 2026, dalle 9.15 alle 17.00, presso la Scuola Primaria e Secondaria di Ribolla (via del Diaccialone, frazione Ribolla, Comune di Roccastrada). La partecipazione è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione obbligatoria.   UNA GIORNATA DI CONFRONTO E FORMAZIONE Al centro della giornata ci sarà una domanda semplice e insieme cruciale: come educare con la nonviolenza a scuola? Il programma alterna laboratori, momenti di confronto e una plenaria dedicata alla presentazione dei gruppi di ricerca. I laboratori toccheranno temi che intrecciano pace, diritti umani e pratiche educative: il riconoscimento del meglio di sé e dell’altro per costruire relazioni nonviolente; il diario autobiografico sulla pace e la nonviolenza; la comunicazione generativa; il rapporto tra economia, guerra e scuola; la riflessione su chi educhiamo; e strumenti per parlare della guerra con bambine e bambini della primaria e dell’infanzia.   TERRITORIO E CULTURA DI PACE L’iniziativa non si limita a proporre ‘tecniche’ didattiche: mette al centro l’idea che la nonviolenza sia una pratica educativa e culturale, costruita attraverso relazioni, linguaggio, cura di sé e degli altri, capacità critica e partecipazione. ‘Portare il Forum sul territorio significa creare uno spazio stabile di confronto tra insegnanti, educatori/educatrici, professioniste/i e comunità locali, riconoscendo la scuola come uno dei luoghi chiave per la costruzione di una cultura di pace.’ dice Annabella Coiro di EDUMANA, la rete di scuole che ha ideato il Forum. Le organizzatrici e gli organizzatori ringraziano tutte le relatrici e i relatori che hanno scelto di contribuire gratuitamente con la propria professionalità, sottolineando il carattere collaborativo dell’iniziativa. Informazioni pratiche Quando: giovedì 18 giugno 2026, ore 9.15–17.00 Dove: Scuola Primaria e Secondaria di Ribolla (IC Roccastrada), via del Diaccialone, Ribolla (GR) Partecipazione: gratuita, con iscrizione obbligatoria Iscrizioni e dettagli: modulo online  La giornata vale anche come iniziativa di formazione per il personale docente ai sensi della Direttiva 170/2016, con diritto all’esonero dal servizio e attestato di partecipazione. Redazione Toscana
June 12, 2026
Pressenza
Il nuovo patto UE su asilo e migrazioni: la trasformazione della condizione giuridica dei minori stranieri non accompagnati
Venerdì 26 giugno 2026, dalle ore 10.00 alle 13.30, a Napoli presso il Centro Interculturale Nanà, Vico Tutti i Santi 65, e in diretta YouTube sul canale Dedalus Cooperativa Sociale. Il 12 giugno 2026 è entrato in vigore il Nuovo Patto europeo su Migrazione e Asilo, insieme alle norme italiane di attuazione. Le nuove disposizioni modificano profondamente la condizione giuridica dei Minori Stranieri Non Accompagnati, aprendo interrogativi sulla reale efficacia delle tutele previste. Procedure di frontiera accelerate, screening, trattenimento dei richiedenti asilo e nuovi modelli di accoglienza rischiano di incidere sull’interesse superiore del minore. Di fronte a questi cambiamenti, si rende necessaria una riflessione socio-giuridica capace di valorizzare i principi costituzionali e gli obblighi internazionali dell’Italia, per garantire un sistema di protezione coerente con i diritti e le garanzie che hanno finora orientato la tutela dei minori stranieri non accompagnati. PROGRAMMA 10.00: I meccanismi fondanti il nuovo Patto UE 10.20: Lo screening alla frontiera: criticità di accesso per i MSNA. La condizione di detenzione di fatto, l’identificazione della vulnerabilità e l’accertamento dell’età 10.50: Le parziali garanzie nelle procedure accelerate e di frontiera. I rischi delle procedure di inammissibilità: l’ipotesi del Paese terzo sicuro 11.30: L’accoglienza dei MSNA: obbligo di soggiorno e di segnalazione. Le sanzioni e il ritiro implicito della domanda di asilo. I casi di detenzione amministrativa 12.00: Come tutelare il MSNA dalle procedure di frontiera, accelerate e di inammissibilità: la fuoriuscita dalle procedure e il ricorso contro il rigetto o l’inammissibilità 12.30: Le tutele ulteriori proprie dell’ordinamento italiano: la protezione speciale, l’art. 18 T.U. Immigrazione, il permesso per minore età e affidamento, il prosieguo amministrativo 13.00: Discussione e conclusione dei lavori Docenti: Salvatore Fachile, Giulia Bruno e Anna Pellegrino (Studio Legale Antartide) Coordina: Glauco Iermano (Dedalus Cooperativa Sociale) La formazione è gratuita ed è un’opportunità di aggiornamento e conoscenza destinata ad assistenti sociali, tutori volontari, magistrati, SAI, servizi sociali territoriali, CPIA, operatori legali e delle comunità di accoglienza che accolgono MSNA, all’attivismo civico e a tutta la cittadinanza interessata. Info: minori@coopdedalus.it
Lo “stato di salute” del libro di testo e i limiti di apprendimento dei nostri studenti
Come sta cambiando la scuola tra Intelligenza Artificiale e calo demografico? Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio AIE (Associazione Italiana Editori), per il 67% dei docenti i modi di apprendimento degli studenti sono peggiorati negli ultimi cinque anni. A pesare sono la riduzione dello studio individuale, la difficoltà con i testi complessi e l’uso dell’IA per fare i compiti a casa. Nonostante la rivoluzione digitale, il libro di testo (scelto dal 99% degli insegnanti) resta il cuore pulsante della didattica, mentre ben un terzo dei docenti utilizza già algoritmi e software per fare lezione. Di seguito pubblichiamo il testo integrale del comunicato con l’analisi completa e i dati della ricerca. ______ Lo “stato di salute” del libro di testo e  i limiti di apprendimento dei nostri studenti  L’offerta editoriale per il mondo della scuola è chiamata a fare i conti  con la prospettiva di un quarto di studenti in meno in vent’anni. E’ in gioco non solo la sostenibilità della dimensione industriale per un settore che vale 773milioni di euro, ma il valore della conoscenza. L’Ufficio studi AIE, sulla base dei dati ISTAT sulla dinamica demografica della popolazione, prevede che il calo si attesti intorno al 3% degli studenti della scuola primaria e secondaria anche quest’anno, portando la scuola italiana a perdere complessivamente un quarto dei suoi studenti in vent’anni. Parallelamente continua la crescita di alunni con disturbi specifici dell’apprendimento: si registrano circa 100mila studenti in più in sette anni e continua la crescita di alunni con disabilità: sono oltre 100mila in più rispetto a dieci anni fa e 85mila insegnanti di sostegno in più (+71,8%) in dieci anni. Meno studenti però abbandonano la scuola: l’obiettivo di ridurre la dispersione al 9% entro il 2030 è stato raggiunto. Cresce l’offerta editoriale, con 22.386 titoli (codici ISBN) e oltre 5 milioni di contenuti didattici digitali, l’ecosistema carta più digitale è riconosciuta come la modalità più funzionale per lo studio, coprendo la quasi totalità (il 96%);  l’e-book resta poco utilizzato dagli studenti, ma crescono i contenuti didattici digitali e, in coerenza con la maggior offerta, l’uso dei Qr Code presenti nei libri di testo; avanza lo sviluppo di software basati sull’intelligenza artificiale per docenti e studenti e cresce (ancora) l’impegno degli editori sul fronte della formazione dei docenti, con oltre 350mila docenti coinvolti: sono alcuni dei dati dell’Osservatorio AIE sul mondo della scuola e sull’offerta editoriale, che avanza anche quattro specifiche richieste per far fronte alle difficoltà significative che investono attualmente il settore e ai nuovi scenari (https://ilvaloredellaconoscenza.aie.it/wp-content/uploads/2026/05/Osservatorio-AIE-sul-mondo-della-scuola-e-sullofferta-editoriale.pdf).  Il libro di testo e i materiali digitali collegati sono il cuore dell’apprendimento, anche ai tempi dell’Intelligenza Artificiale, al punto che per i docenti questo risulta lo strumento più utilizzato durante le lezioni nel 99% delle risposte, con una valutazione molto alta (8,5 punti) nell’uso in classe e persino più alta (8,7) come strumento nello studio a casa. È quanto emerge dall’indagine “Il valore del libro di testo nella didattica d’aula e nello studio a casa. Quando l’IA entra in classe”, a cura dell’Associazione Italiana Editori (AIE), condotta nel mese di marzo di quest’anno sulla base delle risposte di un campione rappresentativo della popolazione docente della Scuola Primaria, Secondaria di primo (SS1) e secondo grado (SS2) composto da 3.400 insegnanti (per garantire un campione rappresentativo ex post della situazione italiana i questionari dai 5274 originari sono passati a 3.399, base effettiva della ricerca). Obiettivo dell’indagine – presentata di rec ente alla Camera dei deputati nell’ambito dell’evento “Il valore della conoscenza. Il libro di testo come bene essenziale del Paese. Investire nell’istruzione e supportare le famiglie” – è stato esaminare il valore che gli insegnanti attribuiscono al libro di testo (e ai materiali digitali ad esso collegati) nella quotidiana pratica didattica d’insegnamento in aula. E ancora il ruolo che il libro ha per lo studente nello studio a casa, a fronte dei cambiamenti che si stanno manifestando nei tempi e nei modi di apprendimento. Dall’indagine emerge nettamente la centralità del libro di testo nella didattica in aula, indicata dal 99% dei docenti, a cui seguono l’utilizzo dei quaderni operativi e, a pari merito, dei sussidiari disciplinari e dei materiali realizzati dalle case editrici da utilizzare sulla LIM (indicati dal 96% dei docenti). Seguono i webinar (95%), i materiali audiovideo e le mappe concettuali, le schede di autovalutazione e per il test di apprendimento, le piattaforme didattiche (94%). Il libro di testo, con tutti gli altri materiali didattici che lo corredano e integrano, ricopre un ruolo di assoluta centralità nelle quotidiane attività di didattica d’insegnamento in aula – tanto che ottiene una valutazione di 8,5 punti, rivestendo un ruolo ancor più importante nello studio a casa, dove (con 8,7 punti di apprezzamento) viene considerato dai docenti il punto di riferimento imprescindibile per lo studio e l’apprendimento dei propri studenti. I motivi? Un linguaggio semplice e chiaro in primis (43%), seguito dalla possibilità di collegamenti interdisciplinari, da contenuti realizzati da figure professionali esperte e da grafica e illustrazioni (41%). I materiali didattici più usati a casa sono i libri di testo (81% delle risposte), seguiti dagli appunti presi dagli studenti durante le lezioni (55%). Al terzo posto, dispense, esercizi o materiali testuali realizzati personalmente dai docenti (46%). Ma, come cambiano i tempi e le modalità di studio secondo i docenti?  Per quasi il 70% (67%, per la precisione) degli insegnanti negli ultimi cinque anni i tempi e modi di apprendimento degli studenti sono leggermente peggiorati (33%) o peggiorati (34%). I motivi indicati sono prima di tutto la riduzione del tempo dedicato allo studio individuale (segnalato nel 72% delle indicazioni), la difficoltà crescente nell’affrontare testi complessi (58%), ma anche l’utilizzo di strumenti di IA per svolgere i compiti assegnati a casa (36%). A fronte di questa trasformazione che investe tempi e modalità di studio e apprendimento il 90% degli insegnanti afferma che l’organizzazione dei contenuti nei libri di testo e nei materiali ad esso collegati è molto (36%) e abbastanza funzionale (54%) alle attuali modalità di apprendimento della materia da parte degli studenti. Un terzo degli insegnanti usa già strumenti di IA nell’attività didattica. Il 74% dei docenti dichiara di utilizzare già strumenti di IA per preparare materiali didattici, e il 28% lo fa tutti i giorni o qualche volta alla settimana.  Nel 69% si dichiara consapevole delle implicazioni che il suo uso può avere sul diritto d’autore, il 31% però non lo è. Gli strumenti di IA sviluppati dagli editori sono ritenuti utili dai docenti, in particolare quelli che consentono lo sviluppo di test, esercizi, ecc. (80%), che aiutano gli studenti in test di autoverifica (76%) o ancora (75%) i momenti di formazione erogata dagli editori.  Qui la ricerca: https://ilvaloredellaconoscenza.aie.it/wp-content/uploads/2026/05/Indagine_INSEGNANTI-LIBRI-DI-TESTO-IA.pdf Redazione Italia
June 7, 2026
Pressenza
Itinerari legali: il Patto europeo su migrazione e asilo tra vincoli e spazi di tutela
Quest’anno il ciclo formativo Itinerari Legali, organizzato da ASGI e Le Carbet, sarà dedicato al Patto UE su migrazione e asilo, per capire le regole per contrastarne gli effetti. Gli incontri si terranno in presenza al C.I.Q., via Fabio Massimo 19, Milano, e online su Zoom il 15, 22 e 29 giugno e il 6 luglio, dalle 10 alle 17.30. Sono stati riconosciuti dal Consiglio dell’Ordine di Milano 12 crediti formativi per lз avvocatз che seguono almeno l’80% dell’intero ciclo formativo. CALENDARIO DEGLI INCONTRI: * 15/06 – Frontiera come procedura: screening, accertamenti e primo accesso alla tutela * 22/06 – Procedure accelerate, frontiera e rimpatrio: velocità contro garanzie * 29/06 – Dopo Dublino: il nuovo sistema di competenza e solidarietà (RAMM) * 06/07 – Accoglienza, qualifiche e percorsi dopo il riconoscimento Formazione clinica: Ogni incontro è costruito intorno a un caso pratico reale o realistico, scelto perché mette a fuoco un nodo critico del nuovo sistema. Il caso viene presentato all’inizio della sessione e funge da filo conduttore per tutta la giornata. Formazione pratica e partecipata: L’approccio è volutamente clinico: non una lezione frontale sul Patto, ma un laboratorio in cui le e i partecipanti portano la propria esperienza, confrontano prassi diverse, individuano le leve di intervento, tanto sul piano del contenzioso quanto su quello stragiudiziale. Relatori: Luce Bonzano, Eleonora Celoria, Nicola Datena, Elena Garrelli, Paola Fierro, Alberto Pasquero, Clara Carolina Tacconi, Giulia Vicini. Modalità d’iscrizione: * Singolo incontro: € 50 (soc* ASGI/Le Carbet: € 40) * Ciclo completo: € 180 (soc* ASGI/Le Carbet: € 150) Modulo d’iscrizione – clicca qui Per iscriversi, compilare il modulo e seguire le istruzioni che arriveranno via mail per il pagamento e la conferma dell’iscrizione. * Scarica il programma
Impronte di pace: per chi ha fra 15 e 34 anni
il progetto gratuito (ma i posti sono limitati) lungo i cammini del Biellese Esplora. Cammina. Trasforma. Parte Impronte di Pace: un progetto gratuito per chi ha tra i 15 e i 34 anni e vuole vivere il territorio, imparare competenze nuove, partecipare ad attività artistiche, formative, ambientali e di cittadinanza attiva lungo i cammini del Biellese. È possibile partecipare ad