Tag - attivisti

Rientrati dalla Libia in Italia gli attivisti del Convoy per Gaza. Dieci ancora nelle mani dei libici
Sono atterrati all’aeroporto di Fiumicino, sei attivisti italiani del Convoy di terra della Global Sumud Flotilla violentemente sgomberati lunedi scorso mentre erano accampati nei pressi della città libica di Sirte. Erano in attesa di avere notizie di altri 10 attivisti – tra cui due italiani – che stavano negoziando il […] L'articolo Rientrati dalla Libia in Italia gli attivisti del Convoy per Gaza. Dieci ancora nelle mani dei libici su Contropiano.
May 27, 2026
Contropiano
Bilbao scende in piazza contro gli abusi della polizia. E’ “il fronte interno”
Le immagini degli agenti della polizia autonomica basca Ertzaintza che pestano e poi arrestano al loro arrivo all’aeroporto di Loiu gli attivisti della Global Sumud Flotilla, hanno fatto il giro del mondo e hanno suscitato un’ondata di rabbia e indignazione popolare che ieri si è manifestata per le strade di […] L'articolo Bilbao scende in piazza contro gli abusi della polizia. E’ “il fronte interno” su Contropiano.
May 25, 2026
Contropiano
La Flotilla di terra, domani in piazza
Era la scommessa più facile da vincere, tanto che nessun allibratore poteva accettarla. Spaventati dalla rilevanza politica assunta dall’assalto pirata alla Flotilla, dal rapimento degli attivisti, dal pestaggio sistematico, dalle torture e le violenze sessuali condotti sotto lo sguardo sadico e divertito del “ministro dell’interno” israeliano Ben-Gvir, i giornali di […] L'articolo La Flotilla di terra, domani in piazza su Contropiano.
May 22, 2026
Contropiano
Non sono arrabbiati con Ben-Gvir perché è malvagio, ma perché è “onesto”
Attualmente, funzionari occidentali e israeliani agitano il dito con finta indignazione contro il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, per essersi vantato pubblicamente dei maltrattamenti inflitti agli attivisti di una flottiglia che cercava di portare aiuti umanitari a Gaza. L’account Twitter di Ben-Gvir ha condiviso un video in cui […] L'articolo Non sono arrabbiati con Ben-Gvir perché è malvagio, ma perché è “onesto” su Contropiano.
May 22, 2026
Contropiano
L’equipaggio della Global Sumud Flotilla rilasciato dalla prigione di Ktziot in attesa di trasferimento a Istanbul questo pomeriggio
Fonti diplomatiche confermano che tutti i 430 attivisti della flotilla sequestrati dalle forze israeliane saranno condotti per l’imbarco verso Istanbul. La partenza è prevista per il pomeriggio dall’aeroporto Umm Al Rashrash (rinominato come Eilat/Ramon Airport dal regime sionista).  Nonostante questa informazione sia confermata da diverse fonti, la situazione può essere soggetta a variazioni. “Lo sforzo della flotilla e delle mobilitazioni in corso e la pressione esercitata sui governi   europei stanno mettendo in moto la macchina diplomatica” dichiara la delegazione italiana. “Siamo in costante contatto con le ambasciate: aspettiamo informazioni dettagliate nelle prossime ore in merito alle partenze.” Questi sono i tre voli della Turkish Airlines che saranno imbarcati per partenza dai Territori Palestinesi Occupati tra le 14:50 e 15:10 (Palestine time): TK6919, TK6921, TK6925. Continuiamo intanto la mobilitazione e la pressione. Gli eventi di questi giorni segnano una larga denuncia di quella che si autodefinisce “l’unica democrazia del Medio Oriente”. Non bastano azioni di condanna formale o intermediazioni diplomatiche, né tanto meno critiche a Ben Gvir, che sembrano ora giustificare le azioni violente del regime terrorista di Netanyahu.  Proseguiamo decisi a fare pressione sulle nostre istituzioni fino a quando i compagni e le compagne non avranno modo di ritornare nei nostri spazi, fino a quando – oltre la denuncia – si interromperà la complicità con Israele, fino a quando non saranno interrotti i rapporti militari, commerciali, accademici, fino a quando non saranno liberati tutti i prigionieri politici palestinesi, in Italia e nei territori occupati, fino a quando l’occupazione non avrà fine.   Global Sumud Flotilla
May 21, 2026
Pressenza
Israele è uno stato canaglia. Rompere ogni relazione
In un video che mostra decine di attivisti della Global Sumud Flotilla legati e inginocchiati a terra, si vede il ministro israeliano Ben Gvir  sventolare una grande bandiera israeliana e gridare in ebraico: “Benvenuti in Israele! Qui siamo noi a comandare!” Si sente anche Ben Gvir esortare le guardie della […] L'articolo Israele è uno stato canaglia. Rompere ogni relazione su Contropiano.
May 20, 2026
Contropiano
Israele spara sulla Flotilla
I pirati del Mediterraneo stavolta hanno anche sparato contro imbarcazioni civili in acque internazionali. Proiettili di gomma, pare, ma è comunque è un altro gradino verso il “trattamento militare” di qualsiasi protesta anche pacifica, condotta secondo le modalità della “non violenza” (anzi, portando medicinali…), nel pieno rispetto del diritto internazionale […] L'articolo Israele spara sulla Flotilla su Contropiano.
May 19, 2026
Contropiano
Oltre 200 attivisti di Tag Meir partecipano alla Marcia dei Fiori attraverso la Città Vecchia di Gerusalemme
Riprendiamo dalla pagina Facebook di Tag Meir il resoconto di questa importante iniziativa. Fondata nel 2011, Tag Meir è la più grande coalizione di organizzazioni di base impegnate nella lotta contro i crimini d’odio e il razzismo religioso in Israele. Il 14 maggio abbiamo distribuito 3.600 fiori ai negozianti e ai residenti della Città Vecchia che ogni anno subiscono le conseguenze della marcia nazionalista e provocatoria che attraversa le loro strade in occasione della Giornata di Gerusalemme. Gli attivisti sono entrati nella Città Vecchia attraverso quattro porte: la Porta di Jaffa, la Porta Nuova, la Porta di Damasco e la Porta di Erode. Insieme a ogni fiore, abbiamo distribuito un volantino in tre lingue che spiegava lo scopo della Marcia dei Fiori: i cori nazionalisti e violenti che si sentono in questo giorno non rappresentano l’ebraismo né la società israeliana e noi non possiamo restare a guardare mentre tali atti vengono compiuti in nostro nome. È stato doloroso vedere che molti negozi oggi non hanno aperto. Abbiamo lasciato fiori e volantini sulle loro porte chiuse. Con altri commercianti abbiamo avuto il tempo di parlare e spiegare che crediamo che la pace arriverà attraverso il rispetto per gli altri e la promozione di una società condivisa e della convivenza. Di tanto in tanto, gruppi di giovani attraversavano i vicoli sventolando bandiere e cantando canzoni razziste, urlando e provocando. Gli attivisti sono arrivati da tutto il Paese, compresa la più anziana, Hanania Globman, che ha più di novant’anni e ha viaggiato da Tel Aviv con i mezzi pubblici. Si sono uniti a noi anche Gabriela, una studentessa di quinta elementare di Modi’in, Benjy, uno studente di quinta elementare di Gerusalemme, e il nostro partecipante più giovane, Hillel, uno studente di prima elementare. Tutti loro meritano rispetto. Speriamo di aver portato speranza e luce ai residenti e ai commercianti arabi, musulmani e cristiani della Città Vecchia. Foto di Yossi Zamir, https://www.facebook.com/tagmeirisrael Redazione Italia
May 16, 2026
Pressenza
Conferenza di Santa Marta, il trattato sui combustibili fossili come nuova frontiera politica globale
Kumi Naidoo, attivista sudafricano per i diritti umani e la giustizia climatica, è presidente della campagna globale del Trattato di non proliferazione dei combustibili fossili. La sua visione nasce da un percorso che parte da lontano, inizia durante la lotta contro l’apartheid e prosegue nei movimenti globali per i diritti civili e la difesa del pianeta. Per lui, la battaglia climatica non è separata dalle altre lotte per la giustizia: tutte fanno parte di un unico percorso che riguarda dignità, equità e sopravvivenza collettiva. Le sue parole risuonano forti durante l’assemblea delle realtà afrodiscendenti che si è svolta nella seconda giornata della Conferenza internazionale per l’eliminazione dei combustibili fossili presso il campus di Santa Marta dell’Università Cooperativa della Colombia. Nel contesto attuale, Naidoo osserva come il sistema globale sia ancora fortemente legato ai combustibili fossili, nonostante la consapevolezza diffusa dei loro effetti devastanti. Governi e grandi interessi economici continuano ad appoggiare un modello energetico insostenibile socialmente e ambientalmente e incompatibile con gli obiettivi climatici, pianificando una produzione futura ben oltre i limiti necessari per contenere il riscaldamento globale. Tuttavia, segnali di cambiamento stanno emergendo, anche grazie a nuove dinamiche politiche ed economiche. In questo scenario, Naidoo propone una lettura controintuitiva del ruolo di Donald Trump: pur avendo promosso politiche fortemente basate sui combustibili fossili, la sua azione potrebbe accelerarne indirettamente il declino. Il rafforzamento di posizioni estreme e negazioniste, infatti, ha contribuito a polarizzare il dibattito e a mobilitare una reazione più ampia a favore della riconversione ecologica. In questo senso, Trump diventa un “promotore accidentale” del superamento del modello fossile, perché le sue politiche evidenziano con maggiore chiarezza l’insostenibilità dell’attuale sistema. Parallelamente, cresce il peso delle iniziative internazionali che cercano di costruire alternative concrete. Tra queste, la campagna per un Trattato di non proliferazione dei combustibili fossili punta a fermare l’espansione di carbone, petrolio e gas e a gestire una riconversione equa verso le energie rinnovabili. L’idea si ispira ad accordi globali già esistenti e mira a creare un quadro vincolante che unisca giustizia climatica e cooperazione internazionale. Un elemento centrale nella riflessione di Naidoo riguarda i limiti dell’attivismo in questi anni. Per essere realmente efficaci – sostiene – le campagne devono saper parlare non solo alla mente, ma anche al cuore, al corpo e all’esperienza quotidiana delle persone. L’obiettivo non è soltanto informare, ma coinvolgere le comunità e i territori, trasformando il modo in cui le persone percepiscono la crisi climatica, rendendola concreta e vicina alle loro vite. Solo così si può costruire una reale desiderabilità sociale attorno a questo progetto, condizione indispensabile perché possa funzionare. In questo quadro, emerge con chiarezza anche la dimensione politica e strategica della riconversione. Circa l’86% dei fattori che causano il collasso climatico è direttamente legato alla dipendenza dai combustibili fossili: un dato – dice Naidoo – su cui la comunità scientifica è inequivocabile, ma che fatica ancora a tradursi in un dibattito pubblico proporzionato, a causa del ricatto esercitato dalle multinazionali. Nonostante le difficoltà, Naidoo rifiuta il pessimismo. Ritiene che, nella fase storica attuale, arrendersi sarebbe un lusso che non possiamo permetterci. L’urgenza della crisi, unita alla crescente mobilitazione globale e alla pressione delle nuove generazioni, può diventare una forza capace di produrre cambiamenti reali. Proprio per questo, iniziative come la Conferenza di Santa Marta rappresentano un passaggio cruciale non solo per discutere un possibile trattato di eliminazione dei combustibili fossili, ma per ampliare la coalizione di Paesi disposti a impegnarsi concretamente in una loro graduale uscita. L’obiettivo, dice, è costruire le condizioni politiche affinché entro il 2027 i Paesi più ambiziosi possano avviare negoziati per un accordo vincolante, basato su tempistiche differenziate a seconda del livello di dipendenza energetica di ciascuna nazione. Anche sul piano finanziario, le risorse necessarie sono già state individuate da tempo: l’impegno, preso nel 2009 a Copenaghen, di mobilitare 100 miliardi di euro all’anno per sostenere la riconversione nei “Paesi in via di sviluppo”, resta in gran parte disatteso. Alla fine, sottolinea Naidoo, non è la scienza a dover cambiare, ma la volontà politica, ed è proprio questa, pur con tutte le sue contraddizioni, a rappresentare una risorsa rinnovabile. In questo senso, il processo avviato con la Conferenza Internazionale per l’eliminazione dei combustibili fossili contribuisce a spostare una nuova frontiera politica, aprendo uno spazio concreto di speranza e azione per il presente e per il futuro. Francesca Palmi, Gea – Scuola di Giustizia Ecologica e Ambientale Redazione Italia
April 26, 2026
Pressenza