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“Torniamo alla Costituzione”, l’ Appello di 140 costituzionalisti sulla legge elettorale
Pubblichiamo l’appello di 140 costituzionalisti che esprimono “una forte preoccupazione per la proposta di riforma della legge elettorale attualmente all’esame della Camera dei Deputati”, pubblicato sul sito di Articolo 21,in calce alla pagina il form per sottoscriverlo. (AMBM) > vai a Dossier Legge elettorale 2026 – Cronologia e materiali Noi professori di Diritto costituzionale riteniamo necessario esprimere una forte preoccupazione per la proposta di riforma della legge elettorale attualmente all’esame della Camera dei Deputati. Essa presenta rilevanti criticità dal punto di vista costituzionale, a partire da un’impostazione di fondo non conciliabile con i principi della democrazia rappresentativa. La legge elettorale non è una legge ordinaria come le altre: incide direttamente sul rapporto tra corpo elettorale e Parlamento, sull’eguaglianza del voto e sull’equilibrio complessivo della forma di governo. È grave il fatto che ancora una volta si vogliano modificare le regole elettorali quasi alla vigilia del voto e soprattutto, dopo il risultato della straordinaria partecipazione al referendum, si voglia costruire un sistema elettorale che, anziché combattere l’astensionismo, rischia di incrementarlo, con meccanismi quali le liste bloccate e un premio abnorme, che allontanano i cittadini dal voto e dalla partecipazione democratica, trasformando le elezioni in un plebiscito per la scelta di un capo e dei suoi sostenitori. Tre sono i punti più critici. Il primo riguarda il premio di governabilità o di maggioranza. La giurisprudenza della Corte costituzionale non ha escluso in assoluto la possibilità di meccanismi premiali, ma li ha sottoposti a condizioni rigorose: il premio deve essere proporzionato, deve operare in presenza di una soglia ragionevole di consenso e deve essere effettivamente idoneo a perseguire l’obiettivo della governabilità. Il pericolo maggiore sta nel fatto che il premio possa risultare eccessivo, fino a portare la lista o coalizione vincente verso il 60% dei seggi, incidendo così anche sulle “maggioranze di garanzia” previste dall’ordinamento costituzionale. Altro aspetto fortemente critico è quello dell’incompatibilità del premio con il bicameralismo disciplinato dalla Costituzione. Il secondo profilo riguarda l’aver pensato un sistema basato unicamente su liste bloccate, e che consente pluricandidature (fino a cinque collegi!). La proposta accentua i difetti principali dell’attuale sistema, affidando l’intera selezione dei parlamentari a liste bloccate e introducendo un premio potenzialmente abnorme e rigido con l’attribuzione di 70 e 35 seggi assegnati rispettivamente nelle due Camere prescindendo dall’esito del voto per le diverse liste. Un sistema fondato integralmente su liste bloccate, aggravato da pluricandidature e da liste premiali di dimensione sostanzialmente nazionale, consegna ancora una volta la selezione dei parlamentari alle leadership di partito e svuota il rapporto tra elettori ed eletti. Il terzo profilo riguarda l’indicazione preventiva del candidato alla Presidenza del Consiglio, che contrasta con i principi che reggono nel nostro ordinamento la nomina del Governo, che dipende dagli equilibri parlamentari risultanti dalla composizione delle Camere, oltre che dall’esercizio delle prerogative del Presidente della Repubblica, ai sensi dell’art. 92 Cost. e dal successivo rapporto fiduciario con il Parlamento. È proprio dalla combinazione di questi fattori che scaturisce un Premierato di fatto, prospettiva che dopo il risultato referendario sembrava ormai abbandonata. Per queste ragioni, riteniamo che la proposta di legge elettorale all’esame della Camera dei deputati sia gravemente lesiva dei valori costituzionali, aggravi il distacco tra cittadino ed istituzioni e rafforzi le preoccupazioni per la crisi del Parlamento. È nostro dovere di costituzionalisti segnalare all’opinione pubblica che questo progetto di riforma elettorale costituisce una forzatura inaccettabile delle regole democratiche e costituzionali 1. Cheli Enzo 2. De Siervo Ugo 3. De Fiores Claudio 4. Volpi Mauro 5. Cabiddu Maria Agostina 6. Grosso Enrico 7. Tarli Barbieri Giovanni 8. Zaccaria Roberto 9. Romboli Roberto 10. Angiolini Vittorio 11. Calvano Roberta 12. Spadacini Lorenzo 13. Mastromarino Anna 14. Pallante Francesco 15. Pinelli Cesare 16. Caretti Paolo 17. Biondi Francesca 18. Ruggeri Antonio 19. Rossi Emanuele 20. De Minico Giovanna 21. Pertici Andrea 22. Adamo Ugo 23. Allegretti Umberto 24. Algostino Alessandra 25. Amirante Carlo 26. Armanno Marco 27. Azzariti Gaetano 28. Balboni Enzo 29. Baroncelli Stefania 30. Bartole Sergio 31. Benedetti Auretta 32. Bergonzini Chiara 33. Bianchi Paolo 34. Bianco Giovanni 35. Bin Roberto 36. Bonini Monica 37. Brunelli Giuditta 38. Buffoni Laura 39. Buzzacchi Camilla 40. Caldirola Debora 41. Califano Licia 42. Cantaro Antonio 43. Campanelli Giuseppe 44. Cardone Andrea 45. Cariola Agatino 46. Carli Massimo 47. Carloni Enrico 48. Casamassima Vincenzo 49. Casanova Daniele 50. Cavasino Elisa 51. Cervati Angelo Antonio 52. Cherchi Roberto 53. Chieffi Lorenzo 54. Ciolli Ines 55. Cosulich Matteo 56. Cuccodoro Enrico 57. D’Alessandro Giovanni 58. D’Amico Giacomo 59. D’Amico Marilisa 60. D’Andrea Antonio 61. De Martin Gian Candido 62. Decaro Carmela 63. Dal Canto Francesco 64. Della Morte Michele 65. Di Cosimo Giovanni 66. Di Gaspare Giuseppe 67. Di Salvatore Enzo 68. Famiglietti Gianluca 69. Ferraiuolo Gennaro 70. Gambino Silvio 71. Ganino Mario 72. Giangaspero Paolo 73. Mario Gorlani 74. Grasso Nicola 75. Grisolia Cristina 76. Groppi Tania 77. Guarini Cosimo Pietro 78. Gulotta Carla 79. Gusmai Antonio 80. Iacovelli Danila 81. Imarisio Luca 82. Ladu Marco 83. Lamberti Armando 84. Lollo Andrea 85. Longo Fabio 86. Loprieno Donatella 87. Lorello Laura 88. Losana Matteo 89. Losurdo Federico 90. Lucarelli Alberto 91. Maci Paolo 92. Malfatti Elena 93. Malo Maurizio 94. Manetti Michela 95. Marcenò Valeria 96. Marone Francesco 97. Massa Pinto Ilenia 98. Mastropaolo Antonio 99. Matucci Giuditta 100. Moschella Giovanni 101. Napoli Cristina 102. Parisi Stefania 103. Pezzini Barbara 104. Pinna Pietro 105. Pioggia Alessandra 106. Pizzolato Filippo 107. Podetta Marco 108. Politi Fabrizio 109. Pugiotto Andrea 110. Quirino Camerlengo 111. Raveraira Margherita 112. Regasto Saverio 113. Rinaldi Eleonora 114. Rochetti Laura 115. Sabbioni Paolo 116. Saitta Antonio 117. Schillaci Angelo 118. Serges Giovanni 119. Serges Giuliano 120. Siclari Massimo 121. Sobrino Giorgio 122. Tarchi Rolando 123. Torre Alessandro 124. Tripodina Chiara 125. Verde Giuseppe 126. Veronesi Paolo 127. Vigevani Giulio Enea 128. Villone Massimo 129. Woelk Jens 130. Ziller Jacques 131. Di Gregorio Angela 132.  Filippini Caterina 133. Paolo Scarlatti 134.  Tira Elisa 135.  Ferro Giancarlo 136. Arconzo Giuseppe 137. Palici di Suni Elisabetta 138. Apostoli Adriana     Aderiscono all’appello altri appartenenti al gruppo                      “Costituzione e Democrazia” 1. Giovagnoli Agostino Professore di storia contemporanea 2. Passarelli Gianluca Professore di Scienza Politica 3. Belli Paci Luciano Avvocato 4. Condorelli Luigi Professore di diritto internazionale 5. Corasaniti Giuseppe Professore di filosofia del diritto 6. Colombo Gherardo Magistrato 7. Falcone Anna Avvocato 8. Filippi Paola Magistrata 9. Gallo Domenico Magistrato 10. Giannini Massimo Giornalista 11. Grisolia Filippo Magistrato 12. Lerner Gad Giornalista 13. Parrini Dario Senatore della Repubblica 14. Tria Lucia Magistrata 15. Scalabrino Michelangela Professoressa di Diritto internazionale 16. Scaramucci Barbara Giornalista 17. Spataro Armando Magistrato 18. Stasio Donatella Giornalista 19. Varano Enzo Professore di Diritto comparato 20. Marco Filippeschi, ex sindaco di Pisa, parlamentare in due legislature 14 maggio 2026 Per osservazionie precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com
May 14, 2026
carteinregola
1954: basta salari da fame!
14 maggio 1954: proposta di legge (Di Vittorio, Noce, Foa) per l’introduzione del salario minimo. di Bruno Lai     Un’interessante progetto legislativo: «La proposta di legge trova essenzialmente il suo fondamento nelle gravissime condizioni in cui versano centinaia di migliaia di lavoratori che sono regolarmente occupati. La presente proposta di legge, che stabilisce la fissazione di un minimo salariale,
Le madri della Repubblica
Il 21 e 22 giugno alle ore 19.00 a Roma, presso L’ANMIG – Auditorium della Casa Madre – a Piazza Adriana 3, verrà presentato “Le Madri della Repubblica – voci, canti, storie”, un progetto corale ideato e progettato dall’Associazione teatrale “Controchiave” e dal coro “Inni e canti di Lotta Giovanna Marini” diretto da Sandra Alos Cotronei. Lo spettacolo è promosso dall’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra (ANMIG) in collaborazione con L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani (ANPC), è parte integrante del progetto “Vie Maestre” e primo passo verso l’intitolazione di una strada alle 21 Madri anche nella città di Roma come in tanti altri luoghi del Paese. Lo spettacolo, sugella un evento importante anzi più di uno: l’ottantesimo anniversario del Referendum che ha dato vita alla Repubblica e la conseguente nascita della Costituzione. Lo spettacolo vuole raccontare e allo stesso tempo rendere omaggio alle 21 Madri Costituenti che hanno contribuito con il loro pensiero, la loro azione ed il loro impegno politico alla scrittura di uno dei documenti giuridici più avanzati al mondo. Le 21 Madri attraverso questa “Perform-azione” ci parleranno di loro, della loro storia, dei loro legami con il mondo femminile delle associazioni e di come sono arrivate a prendere parola in quella grande sala. Il coro “Inni e Canti di Lotta Giovanna Marini” che nel corso della sua storia ha portato in lungo ed in largo nel nostro Paese i canti della resistenza e della lotta che tanti lavoratori e lavoratrici hanno cantato per resistere alle ingiustizie, tornerà sul palco ancora una volta a dare voce a questi canti. Questi ultimi, nello svolgersi delle vicende storiche, sono stati utilissimi per dare forza alle classi più fragili per combattere contro chi costruiva il proprio potere economico e politico attraverso lo sfruttamento di braccianti, contadini ed operai. Ma le classi operaie e contadine hanno saputo alzarsi e combattere anche grazie a questi canti, che con i loro testi battaglieri ed irriverenti, hanno contribuito ad alimentare le lotte per la libertà e l’uguaglianza. L’associazione “Controchiave” risponderà alle voci del Coro con un discorso che ci svelerà le identità di queste 21 donne e ci aiuterà a comprendere il ruolo fondamentale che queste hanno avuto nel redigere il documento. Le voci dei e delle performer punteranno soprattutto l’accento nelle sfumature di un linguaggio che sostanziava i discorsi di tutte le Madri Costituenti e che metteva a fuoco i temi del lavoro, della famiglia, dell’aborto, del divorzio e della parità di diritti tra uomo e donna. I canti, le biografie e le vicende storiche si rispecchieranno negli occhi dei volti delle 21 Madri della nostra Repubblica nell’istallazione curata da Maria Chiara Calvani con le allieve dei corsi di disegno. > “Insieme alle allieve abbiamo fatto riemergere le loro espressioni da foto > ingiallite e sbiadite, espressioni attente e vigili che non perdevano > l’occasione per portare nell’aula dell’Assemblea Costituente la voce di una > moltitudine di donne e madri, in un tempo storico devastato dalla guerra ed in > un’Italia immersa mani e piedi nella miseria e nella sofferenza”. Lo spettacolo parla a tutti noi ed alla realtà sociale e politica che stiamo vivendo e stiamo agendo ogni giorno e ci tiene legati con un filo alla nostra storia perché possiamo ancora ritrovare quella coscienza e vederla come una risorsa per combattere nel presente. Maria Chiara Calvani Redazione Italia
May 11, 2026
Pressenza
Dove vanno a finire i soldi delle imposte?
Siamo nel periodo delle dichiarazioni dei redditi con relativa imposta (IRPEF). Da qualche anno l’Agenzia delle Entrate fornisce un servizio utile: la dichiarazione precompilata. Quando un contribuente entra nell’apposita area riservata per vedere la propria dichiarazione precompilata, ha la possibilità di visualizzare anche la destinazione delle imposte versate nell’anno precedente. I calcoli si riferiscono, oltre all’IRPEF, anche alla cedolare secca sulle locazioni, al contributo di solidarietà, alle somme assoggettate a tassazione separata e all’imposta sostitutiva sui premi di risultato, per il regime di vantaggio e forfetario. In sintesi si tratta della maggior parte delle imposte dirette. In questo modo il cittadino può conoscere le spese pubbliche alle quali ha contribuito, come recita il primo comma dell’art. 53 della Costituzione. Il risultato è il seguente: previdenza e assistenza 21,7%, sanità 18,2%, istruzione 11,0%, interessi sul debito pubblico 10,7%, difesa, ordine pubblico e sicurezza 8,4%, servizi delle pubbliche amministrazioni 8,3%, economia e lavoro 6,8%, trasporti 6,5%, protezione dell’ambiente 2,5%, cultura e sport, 2,3%, contributo al bilancio dell’Unione Europea 2,3%, abitazioni e assetto del territorio 2,1%. Ci sono alcune percentuali che stupiscono. Nell’era delle devastanti trasformazioni climatiche, perché la protezione dell’ambiente, le abitazioni e l’assetto del territorio sono la cenerentola della spesa pubblica? Ma la cifra che più dovrebbe fare riflettere è quella relativa agli interessi sul debito pubblico, simile a quella dell’istruzione e pari alla somma di quanto viene speso per i trasporti, la casa e l’ambiente. Insomma, gli interessi sul debito delle amministrazioni sono un grande spreco di risorse, poiché oltre il 10% delle imposte dirette non finanziano attività reali o servizi di pubblica utilità. Il 22 aprile scorso il Governo attuale ha approvato il Documento di Finanza Pubblica (DFP), che prevede per il 2026 un lieve calo del deficit (dal 3.1% al 2,9% del Prodotto Interno Lordo) e un significativo aumento del debito pubblico (dal 137,1% al 138,6% del PIL). Ovviamente un debito in aumento – a parità di altri fattori – rischia di comportare un aumento degli interessi sul debito. Il che significherebbe un ulteriore spreco di risorse sulle spalle delle imposte pagate dai contribuenti. L’anno prossimo in Italia si terranno le elezioni politiche. Sarà interessante verificare che cosa verrà proposto dalle diverse forze politiche per ridurre il debito pubblico e di conseguenza gli interessi sul debito. Nella speranza che non si tratti soltanto di parole, ma di una seria strategia da perseguire nell’interesse di tutti i contribuenti.   Rocco Artifoni
May 9, 2026
Pressenza
Quando i Galli barriscono nella Loggia
Signore e signori, un applauso! Ma forte, eh! Perché è arrivato il professore, quello che con la penna in mano ci spiega che siamo un popolo di smidollati, di inermi, di gente che non ha più il “sacro fuoco” nelle vene. Ma che peccato, Galli della Loggia! Ma come abbiamo […] L'articolo Quando i Galli barriscono nella Loggia su Contropiano.
May 6, 2026
Contropiano
La truffa del salario giusto
Esiste un modo molto efficace per mascherare un attacco al lavoro: chiamarlo difesa del lavoro. Esiste un modo ancora più sofisticato per cancellare un diritto costituzionale: dichiarare che lo si sta finalmente attuando. Il decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri il 28 aprile 2026, varato a tempo di marcia in […] L'articolo La truffa del salario giusto su Contropiano.
May 5, 2026
Contropiano
Il bel canto della Resistenza
C’è ancora tanto da vedere e da colpire nelle carceri della massima sicurezza e delle patri-ottiche repubblichine, che svuotano le scuole, la sanità e la giustizia – e la massa dei precari attende di essere assunta, mentre la memoria del 25 Aprile resiste e vive nella Carta più bella e più amata del mondo. C’è ancora tanto da vedere e da colpire tra questi ostinati eredi di un passato sepolto che sguazzano nelle in-competenze ministeriali e nel caos di una ri-costruzione europea, dove si digeriscono le offerte quotidiane delle forze-sovrane che inaspriscono le pene ai mani-festanti… lontani dall’odio razziale. C’è ancora tanto da vedere e da colpire nella melma di chi stra-volge il senso delle parole tele-camerate e pubblicizzate da chi sa e non condivide e non condanna le stragi e la recita dei poteri forti che tutelano la vita e si sentono abilitati a decretare la guerra e a fare i tagli diretti e profondi nei beni comuni. C’è ancora tanto da vedere e da colpire nel fare no-biliato di una principessa del pisello che scom-piglia ogni cosa e la getta nei giochi di guerra e nelle re-pressioni educative e nei decreti firmati a tamburo battente, pro-messi nello spirito infernale del sistema che non riuscirà mai a bruciare il bel canto della Resistenza. Pino Dicevi
April 29, 2026
Pressenza
Apocalypse Now. Sulla nuova ‘riforma’ dei tecnici
di Orsetta Innocenti (ripreso da laletteraturaenoi.it) 1.Dove eravamo? Con il DM 29/2026, reso pubblico il 9 marzo, la riforma dei tecnici è diventata legge, nel sostanziale disinteresse generale che ha accompagnato, dal 2021 a oggi, questa, purtroppo, annunciata, e molto sottovalutata, trasformazione. Se c’è una cosa che si può, e si deve, dire subito della riforma è infatti che la abbiamo