Amnesty International: “Dissenso sotto attacco: cambiare la Legge 54/2026”
Amnesty International ha pubblicato oggi una dettagliata analisi in cui
denuncia la Legge italiana n. 54/2026 in materia di sicurezza pubblica come una
grave minaccia ai diritti umani e alle libertà fondamentali.
Secondo l’organizzazione, numerose disposizioni della legge sono incompatibili
con gli obblighi internazionali assunti dall’Italia e rischiano di comprimere in
modo significativo il diritto alla libertà di espressione, di riunione pacifica,
di associazione, alla vita privata e alla libertà di movimento.
La nuova normativa amplia in modo senza precedenti i poteri delle forze di
polizia, rafforza il ricorso a misure preventive e amministrative, riduce le
garanzie giudiziarie e introduce nuovi strumenti che espongono attiviste,
attivisti, cittadine e cittadini al rischio di controlli, restrizioni e sanzioni
arbitrarie.
“Questa legge rappresenta un pericoloso arretramento nella tutela dei diritti
fondamentali e segna un ulteriore passo verso la normalizzazione di misure
eccezionali che trattano il dissenso come una minaccia alla sicurezza anziché
come un elemento essenziale di una società democratica – ha dichiarato Debora
Del Pistoia, ricercatrice di Amnesty International Italia – Norme formulate in
modo vago e ampiamente discrezionale conferiscono alle autorità poteri
sproporzionati che rischiano di colpire in maniera arbitraria persone attiviste,
movimenti sociali e chiunque eserciti il diritto di protestare pacificamente”.
Tra le disposizioni più preoccupanti figurano il nuovo fermo preventivo fino a
12 ore nel contesto delle manifestazioni pubbliche, l’estensione dei poteri di
fermo, identificazione e perquisizione senza preventiva
autorizzazione dell’autorità giudiziaria, l’ampliamento delle misure di
prevenzione e dei cosiddetti “Daspo”, nonché l’introduzione di nuovi divieti che
possono impedire la partecipazione a manifestazioni e assemblee pubbliche.
Amnesty International denuncia inoltre il rafforzamento di un modello di
sicurezza fondato sulla presunta “pericolosità” delle persone piuttosto che
sull’accertamento di responsabilità individuali, consentendo l’adozione di
misure restrittive sulla base di semplici segnalazioni o denunce e in assenza di
adeguate garanzie procedurali e di un controllo giudiziario effettivo.
Particolare preoccupazione suscita la nuova disciplina delle manifestazioni
pubbliche. Sebbene alcune condotte siano state formalmente depenalizzate, la
legge introduce pesanti sanzioni amministrative per l’organizzazione di
manifestazioni non preavvisate, per il mancato rispetto di prescrizioni imposte
dalle autorità e persino per la promozione di iniziative attraverso piattaforme
digitali e gruppi online. Secondo Amnesty International, tali misure rischiano
di avere un forte effetto intimidatorio e deterrente sull’esercizio del diritto
di protesta.
A soli due mesi dall’entrata in vigore delle nuove norme, si registrano
già centinaia di procedimenti e misure applicati nei confronti di sindacalisti,
attiviste e attivisti e persone che hanno partecipato a manifestazioni
pacifiche. Diverse procure hanno avviato procedimenti penali e amministrativi
legati a iniziative di solidarietà con la popolazione palestinese e ad altre
proteste non violente, contestando illeciti legati alla mancata notifica delle
manifestazioni e applicando le nuove disposizioni sul blocco stradale e
ferroviario.
“L’applicazione delle nuove norme sta contribuendo a consolidare una tendenza
preoccupante alla criminalizzazione del dissenso – ha aggiunto Debora Del
Pistoia, ricercatrice di Amnesty International Italia – Sanzioni amministrative
e procedimenti penali vengono sempre più utilizzati come strumenti di deterrenza
nei confronti dell’esercizio della libertà di riunione pacifica”.
Amnesty International chiede alle autorità italiane di abrogare o modificare
radicalmente le disposizioni della Legge n. 54/2026 incompatibili con gli
standard internazionali sui diritti umani, a partire dai poteri di detenzione
preventiva e di fermo e perquisizione introdotti dall’articolo 7 e dalle
disposizioni che sanzionano l’organizzazione di assemblee non notificate o la
mancata osservanza dei percorsi imposti dalle autorità introdotte dall’articolo
9.
Il testo integrale dell’analisi Italia: la nuova legge sulla sicurezza pubblica
solleva gravi preoccupazioni per i diritti umani è disponibile online nella
versione originale, in inglese, e nella traduzione in italiano.
Nell’occasione, Amnesty International Italia sollecita le adesioni all’appello
per chiedere di proteggere il diritto di protesta in Italia :
https://www.amnesty.it/appelli/proteggere-il-diritto-di-protesta-in-italia/
Amnesty International