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Proteste contro militarizzazione a Pisa: un movimento crescente di contestazione
COMUNICATO STAMPA L’escalation bellica dilagante mostra in modo sempre più evidente che la guerra parte anche da qui. Lo vediamo con la logistica sempre più coinvolta sul piano bellico: strade, porti, ferrovie in cui transitano mezzi e materiali militari a testimonianza del coinvolgimento di infrastrutture produttive nel grande business della guerra. Tuttavia, sta crescendo la coscienza del grande impatto della militarizzazione nelle nostre vite e nella nostra quotidianità. E con la coscienza crescono le forme di lotta e di coordinamento tra quanti hanno ben chiaro il no alle politiche e all’economia di guerra. Giovedì 12 marzo un treno carico di mezzi militari ed esplosivi proveniente da Piombino e diretto a Palmanova, in Friuli, ha impiegato oltre 12 ore per fare la tratta Piombino Pisa, appena 100 chilometri, trovando sul proprio percorso presidi di boicottaggio a Livorno Calambrone e Collesalvetti e un blocco dei binari a Pisa Centrale. Il giorno seguente, venerdì 13 marzo, un presidio del Coordinamento Antimilitarista livornese presso l’Accademia navale di Livorno ha voluto esprimere la protesta verso l’attacco di USA e Israele all’Iran – ennesimo focolaio di guerra imperialista che incendia il Golfo Persico – ma anche denunciare il coinvolgimento di aziende locali nella produzione di alcune armi usate in questa guerra. La Wass Fincantieri, che a Livorno ha un’importante sede produttiva specializzata in siluri e sistemi di lancio militari, ha ricevuto una commessa per la realizzazione di siluri leggeri MU90 destinati alla Marina Reale Saudita; da notare che l’accordo risulterebbe stipulato a Dubai proprio nei giorni della tanto discussa presenza del Ministro Crosetto in quell’area. E sempre a Dubai, nei medesimi giorni, Crosetto risulterebbe aver curato un contratto di centinaia di milioni con la Marina Indonesiana che vede il coinvolgimento della ditta livornese Drass, fornitrice di sistemi subacquei militari. Da notare – dato estremamente importante per l’Osservatorio, che ha come nucleo centrale della propria attività il contrasto alla militarizzazione del sistema scolastico – che queste sono anche aziende che attivano percorsi di formazione scuola – lavoro (ex pcto), coinvolgendo molti studenti. E allora facciamoci sentire nei collegi docenti, nelle commissioni di lavoro per l’alternanza e l’orientamento, nel dialogo educativo con gli studenti. Mettiamo paletti rigorosi al dilagare della guerra, ostacoliamo le convenzioni fra scuole e aziende legate alla produzione bellica. LA GUERRA PARTE ANCHE DA QUI, DAI NOSTRI TERRITORI, DAI LUOGHI DI LAVORO, DALLE SCUOLE. FERMIAMO LA GUERRA! Pisa mezzi militari Coordinamento Antimilitarista Livornese -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Denuncia contro la deriva autoritaria e la militarizzazione dell’I.C. Pacinotti di Pontedera
CHI VA CON IL MILITARE IMPARA A MILITARIZZARE È con profonda preoccupazione che osserviamo la progressiva trasformazione degli spazi educativi dell’Istituto Comprensivo “Antonio Pacinotti” in scenari di addestramento e propaganda in divisa. L’ultimo segnale di questa deriva è l’annuncio apparso sui social per una selezione di istruttori della Ginnastica Dinamica Militare Italiana (GDMI), prevista per sabato 21 marzo presso la palestra scolastica di via Dante. Quale coerenza con il PTOF? Ci chiediamo, in modo provocatorio ma necessario: come può un metodo che si definisce “militare” essere compatibile con il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) dell’IC Pacinotti, che pone al centro l’inclusione, il benessere e lo sviluppo armonico della personalità dell’alunno? La risposta emerge chiaramente dalle analisi dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università: mentre il PTOF promuove la valorizzazione del singolo, il presidente della GDMI dichiara apertamente che nel loro metodo “non esiste il singolo o l’individuo: esiste un gruppo”. Mentre la scuola dovrebbe educare alla libertà, qui gli istruttori “non spronano, ma danno ordini”. Si parla di un “protocollo” che punta alla “forza esplosiva” e al “sincronismo”, concetti che richiamano modelli addestrativi volti a forgiare “futuri guerrieri” piuttosto che cittadini critici e consapevoli. Lo stesso fondatore della GDMI ammette che tali tecniche sono inadatte ai bambini sotto i 16 anni, eppure l’attività viene ospitata in un istituto che accoglie alunni dai 3 ai 14 anni. Tutto questo è reso possibile dalla Delibera n. 4 del 22 settembre 2025, con cui il Consiglio di Istituto ha delegato alla Dirigente Scolastica la firma delle convenzioni con le associazioni sportive. È accettabile che una delega in bianco permetta l’ingresso di realtà che negano l’individualità dell’alunno in nome dell’ordine e della disciplina marziale? Auspichiamo che il Consiglio di Istituto riveda con urgenza la delega concessa alla Dirigente, limitandone il raggio d’azione e riconsideri in sede collegiale la concessione degli spazi alla GDMI. Nel contesto globale di guerra e riarmo è fondamentale restituire alla scuola la sua funzione di laboratorio di pace e inclusione, libera da ogni retorica bellicista. Un disegno generale che parte con dall’ambiente e termina con l’addestramento e che trova conferma anche nell’iniziativa dello scorso 2 marzo, quando i Carabinieri del Nucleo CITES hanno incontrato gli alunni di quarta e quinta elementare dell’Istituto Comprensivo per attività di educazione ambientale. Sebbene il tema sia nobile, l’insistenza nel proporre figure in divisa come unici modelli di riferimento per la legalità e la tutela del territorio è parte integrante di un processo di militarizzazione cognitiva della scuola che da ormai 3 anni Puntualmente denunciamo. Esistono alternative civili di altissimo profilo: perché non coinvolgere i ricercatori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, gli esperti dell’Orto Botanico o i divulgatori del Museo di Storia Naturale di Calci? Queste figure offrirebbero competenze scientifiche senza il filtro della gerarchia e dell’autorità militare, rispettando la laicità e l’autonomia del pensiero educativo. Fonti per il presente articolo: https://www.facebook.com/share/p/1LMaogpc1X https://www.icpacinottipontedera.it/gli-alunni-della-scuola-primaria-incontrano-i-carabinieri-del-comando-forestale Per approfondimenti sul fenomeno della militarizzazione scolastica, invitiamo a consultare il sito ufficiale, in particolare clicca qui e poi anche qui. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Pontedera (PI), 18 marzo: proiezione “Innocence” con Osservatorio contro la militarizzazione
MERCOLEDÌ, 18 MARZO 2026, ORE 21 PONTEDERA (PI), CINECLUB AGORÀ PONTEDERA La dimensione mondiale della guerra in corso è oramai davanti agli occhi di tutti e per questo occorre che le persone e le associazioni dal basso continuino a mobilitarsi. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sarà ospite del Comitato No Base di Pontedera in occasione della proiezione del film “Innocence” del regista Guy Davidi, iniziativa che rientra nell’ambito di un più ampio programma volto promuovere conoscenza e consapevolezza sui rischi connessi all’ideologia bellicista imperante. Invitiamo tutti e tutte quindi mercoledì 18 marzo presso il Cineclub Agorà Pontedera alle ore 21 alla proiezione del docufilm e al dibattito che vedrà la partecipazione dell’Osservatorio insieme ad Arci Valdera, Stop Rearm Valdera, Movimento No base. Partecipiamo e diffondiamo! Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e della università – Pisa -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Intervento dell’Osservatorio all’assemblea promossa dalla Cgil a Pisa
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università è stato inviato all’assemblea promossa dall’area di minoranza della Cgil e abbiamo accolto, come nodo pisano, l’occasione per coinvolgere lavoratori e lavoratrici nel percorso di resistenza alla guerra e di aperto contrasto alla militarizzazione delle scuole e dell’università. A poche settimane giorni dal diniego all’ingresso di un nostro attivista in una scuola superiore della città di Pisa in cui l’Osservatorio era stato chiamato a parlare, abbiamo ricordato come le circolari e le ispezioni del Ministro Valditara stiano raggiungendo gli obiettivi preposti ossia limitare la libertà di discussione. Non è dato sapere la ragione di questo diniego a cui non è seguita mai ulteriore comunicazione, siamo davanti a un atto politico che si ripresenterà nelle prossime settimane in circostanze diverse, ma con logiche assai simili soprattutto se gli studenti e le studentesse non reagiranno a queste imposizioni. Vale la pena ricordare che la leva non è abrogata, ma solo sospesa; la presenza di militari nelle scuole presenta obiettivi ben chiari: guadagnare il consenso delle giovani generazioni al riarmo, alla cultura di guerra e al militarismo, favorire atteggiamenti accondiscendenti verso la sostanziale riscrittura della storia novecentesca, abbattere ogni critica e obiezione etica e morale alle tecnologie duali, all’utilizzo della scienza a fini bellici. Nell’università proprio i ristretti fondi per la ricerca rappresentano l’occasione per privati e multinazionali di guadagnare spazi e consensi presentandosi come finanziatori e mecenati della libera ricerca che poi libera non è. Le giovani generazioni vanno lusingate, conquistate e indirizzate ad atteggiamenti acritici e passivi, lo strumento migliore è iniziare fin dalla tenera età a far passare l’idea che la guerra sia normale, anzi indispensabile a salvaguardare il nostro stile di vita, gli interessi del Paese, ad accaparrarsi, ovunque siano, le materie critiche. Per raggiungere questi scopi hanno dovuto attaccare fin dalle fondamenta il mondo della scuola, promuovere non conoscenze ma competenze, favorire la cultura del merito e della performance per giustificare le disuguaglianze crescenti acuite nel tempo dall’arrestarsi del classico motore sociale. Il nostro lavoro quotidiano, l’impegno dell’Osservatorio non potevano passare inosservati agli occhi attenti del Ministero del Merito, quel merito che di per sé rappresenta l’originaria divisione classista della società. E sia ben chiaro, la nostra critica non è supportata dai fumi della vecchia ideologia ugualitaria, ma dalla consapevolezza che il figlio o la figlia di un docente con molta probabilità frequenterà il liceo dei genitori, il figlio o la figlia di un operaio nella maggioranza dei casi lo ritroveremo in una scuola tecnica i cui laboratori sono fermi a 40 o 50 anni fa e, per l’ammodernamento dei quali, un domani qualche interessato mecenate del privato potrebbe bussare alla porta dell’Istituto comprensivo. I soldi sottratti al welfare, alla sanità e alla istruzione sono risorse spesso destinate al Riarmo, non esiste un automatismo, ma nella sostanza questo avviene, vorrebbero perfino trasformare i giovani in attenti risparmiatori e gestori dei loro risparmi per dare il TFR, quando lavoreranno, ad un fondo previdenziale aperto che investirà in borsa, in qualche titolo azionario i loro soldi, anche a costo di bruciarli per investimenti errati. Il mondo della scuola, come quello dell’università, sono banchi di prova di un cambiamento epocale, quello imposto ogni giorno dalla corsa al Riarmo, dallo sdoganamento delle tecnologie duali per piegare la ricerca solo a fini del profitto, per indirizzarla verso alcuni ambiti senza mai chiedersi se ci saranno ricadute sociali e non solo dividendi in borsa. La cieca obbedienza al Riarmo, la militarizzazione della società viene ricordata anche dall’obbligo di fedeltà aziendale, dai codici di comportamento  o dall’etica aziendale, questi dispositivi presto potrebbero accanirsi, con la solita ferocia, contro tutti quei lavoratori che si oppongono al potenziamento delle infrastrutture per favorire il trasporto di armi, lo stesso vale per portuali e aeroportuali, per impiegati pubblici chiamati al silenzio davanti a progetti di ampliamento delle basi militari attraverso procedure semplificate e di urgenza coperte dal vincolo della segretezza. All’assemblea in Cgil abbiamo sottoposto una riflessione ampia che collega le istanze contro la guerra a problematiche lavorative e sociali. Quanto accade nella scuola, nell’università, nei luoghi di lavoro e nel corpo sociale risponde ad una logica di guerra, guerra contro i presunti nemici interni ed esterni, inducono a usare linguaggi e categorie analitiche funzionali alla salvaguardia dello status quo. E chiunque voglia esprimere delle posizioni ostinate e contrarie alla militarizzazione dovrà vedersela con i codici etici e di comportamento, con la repressione spicciola, le ispezioni nelle scuole, la minaccia di provvedimenti disciplinari, denunce civili e penali. Di questo bisogna parlare nei luoghi di lavoro, da parte dell’Osservatorio arriverà come sempre un contributo puntuale senza pregiudizi di sorta, con il solo intento di resistere ai processi di militarizzazione in atto. Perché la guerra acuisce le disuguaglianze economiche e sociali, alimenta ingiustizie e disparità, la guerra non porta benefici se non a chi produce armi e speculazione. Meglio fermarla e con essa la devastante cultura militarista. Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Respingere la guerra
ABBIAMO BISOGNO DI IMPARARE A METTERCI IN GIOCO OVUNQUE E IN TANTI MODI DIVERSI PER ESSERE D’OSTACOLO ALLA GUERRA. ABBIAMO BISOGNO DI DARE FORZA AL MOVIMENTO PACIFISTA. ABBIAMO BISOGNO DI CORAGGIO E DI MUOVERE INTERI TERRITORI. SCRIVE IL MOVIMENTO NO BASE: “RESPINGERE LA GUERRA. RICACCIARLA INDIETRO. È QUELLO CHE IL MOVIMENTO NO BASE HA FATTO IL 12 MARZO, ATTRAVERSO UN BLOCCO DI OLTRE SEI ORE SUI BINARI ALLA STAZIONE DI PISA CENTRALE. UN TRENO MERCI DI 32 VAGONI, CON DECINE DI MEZZI BLINDATI MILITARI E ALTRETTANTI CONTAINER IL CUI CONTENUTO POSSIAMO SOLO IMMAGINARLO… DA LIVORNO A PISA, DA COLLESALVETTI A PONTEDERA, UN INTERO TERRITORIO SI È MOBILITATO IN TANTI MODI PER BLOCCARE QUESTO TRENO…” -------------------------------------------------------------------------------- Respingere la guerra. Ricacciarla indietro. È quello che il movimento No Base ha fatto il 12 marzo, attraverso un blocco di oltre sei ore sui binari alla stazione di Pisa centrale. Un treno merci di 32 vagoni, con decine di mezzi blindati militari e altrettanti container il cui contenuto possiamo solo immaginarlo. Un risultato che ricalca le straordinarie giornate al porto di Livorno e negli altri porti d’Italia e d’Europa dove i lavoratori e le lavoratrici hanno disertato, rifiutando di essere parte dell’ingranaggio della guerra e bloccando il traffico di armi.  La sera del 12 marzo abbiamo dimostrato di nuovo con un blocco pacifico e determinato, che possiamo essere concretamente efficaci. Abbiamo dato realtà al nostro desiderio di pace: i nostri corpi hanno fermato il treno della morte. L’hanno fermato  la nostra unione e la consapevolezza di stare dalla parte giusta della storia, quella che rifiuta la logica della guerra ad ogni costo, il riarmo, l’utilizzo di ogni infrastruttura civile per scopi militari, la devastazione del nostro territorio per incentivare l’economia di guerra.  Abbiamo dimostrato che con i giusti rapporti di forza possiamo trasformare l’impossibile in necessario. Unendo le capacità di lavoratori, comitati, movimenti, cittadini, possiamo essere un passo avanti a loro. Da Livorno a Pisa, da Collesalvetti a Pontedera, un intero territorio si è mobilitato in tanti modi per bloccare questo treno. Ovunque con coraggio e chiarezza dei nostri obiettivi, possiamo fermare le armi e intralciare la guerra. Possiamo rimandare indietro un treno carico di mezzi blindati. Possiamo fermare la costruzione della base militare nel parco di San Rossore a San Piero a Grado e a Pontedera. Possiamo essere sabbia nell’ingranaggio della guerra.  A Pisa la guerra il 12 marzo non è passata, ma è solo un primo passo: sappiamo che il treno avrà preso altre rotte. Sappiamo che tanti altri passano senza che ne siamo a conoscenza. Vediamo le politiche di miseria che stanno portando miliardi alla guerra e non ai bisogni della società. Oggi più che mai dobbiamo prendere posizione: essere per la pace significa essere partigiani e partigiane, resistere alla guerra mondiale, metterci in gioco ovunque e in molti modi per essere d’ostacolo alla guerra e dimostrare che il popolo non vuole farne parte.  Il 12 marzo abbiamo respirato confitto e liberazione, una tappa che dà forza ed energia a tutto il movimento pacifista e contro la guerra del nostro Paese ma che abbiamo bisogno di rilanciare e continuare a organizzare. Per questo sarà importante esserci tutti e tutte alla nostra assemblea generale martedì 17, organizziamo insieme nuove iniziative  di diserzione, di disarmo, di blocco. Costruiamo la pace con la lotta. -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE QUESTO ARTICOLO DI RAUL ZIBECHI: > La tormenta e le nostre alternative -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Respingere la guerra proviene da Comune-info.
March 14, 2026
Comune-info
Intervista a Federico Giusti su Radio Onda D’Urto sulle novità della base USA di Camp Darby a Pisa
In questi giorni, i massicci spostamenti logistici dalla base USA di Camp Darby confermano il ruolo strategico di questa infrastruttura nei conflitti globali. Eppure, ogni richiesta di chiarimento alle autorità locali e nazionali si scontra con il muro della “riservatezza per la sicurezza nazionale”. Il risultato? I cittadini restano all’oscuro di ciò che accade sotto i loro occhi. Perché il silenzio su Camp Darby? Nonostante l’evidenza, l’attenzione pubblica resta bassa. Le considerazioni di Federico Giusti, delegato sindacale e aderente attivo dell’ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università nell’intervista a Radio Onda d’Urto. Clicca qui per ascoltare l’intervista su Radio Onda d’Urto. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Abusi del clero su minori: «Da Bolzano in giù»
Ecco il nuovo report reso noto a fine febbraio. Il report che illustra l’indagine durata due anni dell’osservatorio Rete L’Abuso sugli sportelli diocesani per le vittime di abusi sessuali da parte del clero.   L’indagine ha utilizzato un ampio campione, su un totale di 130 sportelli in Italia (su 226 diocesi) ne ha potuti censire ben 32. Sono stati utilizzati
Comunicato di solidarietà dei/delle docenti del Liceo “Dini” Pisa all’Osservatorio
Riguardo alla decisione del Consiglio d’istituto di escludere uno dei relatori dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università dalla giornata di autogestione degli studenti e delle studentesse del Liceo “Dini” di sabato 21 febbraio, un gruppo di docenti della scuola ha ritenuto necessario prendere posizione e ha sottoscritto il seguente comunicato che vi inviamo. Cogliamo anche l’occasione per elogiare l’iniziativa di autogestione promossa dai nostri studenti e dalle nostre studentesse per la loro volontà di approfondimento e di confronto sui problemi storici e sociali, e auspichiamo che simili iniziative si generalizzino; questo sarebbe il modo migliore per rispondere agli attacchi e alle mistificazioni e affermare con chiarezza che la scuola, ancor più oggi, è il luogo della società più aperto al confronto critico, in grado di offrire alle nuove generazioni i più variegati stimoli culturali proprio grazie alla presenza di docenti con differenti sensibilità umane, culturali e e politiche. COMUNICATO Come docenti del Liceo Dini non ci riconosciamo nella decisione del Consiglio d’Istituto di impedire ad uno dei relatori dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università di tenere un’aula durante la giornata di autogestione degli studenti di sabato 21 febbraio. Crediamo che sia stata limitata la libertà degli studenti medesimi, ma anche e soprattutto che, al di là delle intenzioni di coloro che hanno assunto tale decisione, sia stato fatto un processo arbitrario, perché non sostenuto da alcuna normativa, e per di più sommario ad una persona, inaccettabile in uno Stato di Diritto. Per questo motivo ci scusiamo col relatore escluso e chiediamo che il Consiglio di Istituto faccia altrettanto e che precisi che nessun pregiudizio di carattere personale è sotteso alla delibera. Non vogliamo che la nostra scuola contribuisca al clima sempre più avvelenato e di scontro che si sta creando in tutto il Paese, alimentato dalle recenti polemiche di alcuni esponenti della maggioranza di governo sulla libertà di insegnamento, nonché dall’incredibile proposta di schedatura politica dei vari istituti scolastici. Crediamo, invece, che la libera espressione del pensiero nel rispetto dei principi della Costituzione non possa che favorire la crescita intellettuale dei nostri studenti, cosa a cui dovrebbe mirare la scuola, in tutte le sue componenti. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente