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MILANO: VENERDì 19 DICEMBRE RADIO ONDA D’URTO AL CSA LAMBRETTA. INCONTRO, SERATA BENEFIT E DJSET
Il centro sociale Lambretta di via Rizzoli, 13 a Milano ospita la redazione di Radio Onda d’Urto per la presentazione del libro “L’Onda d’Urto. Autobiografia di una radio in movimento”. L’appuntamento con la serata “Narrare i conflitti, Radio Onda d’Urto: una storia in movimento” è per venerdì 19 dicembre alle ore 18.30 in via Rizzoli 13 a Milano. Segue cena benefit e djset. Saranno a disposizione per il pubblico le ultimissime copie del libro edito da AgenziaX e realizzato collettivamente dalla redazione informativa, in occasione del trentesimo anniversario della radio. Una serata di socialità per conoscere la storia dei primi quarant’anni di un’emittente libera e antagonista, che trasmette senza pubblicità e si autofinanzia tramite il sostegno di chi ascolta e con la tradizionale festa che si svolge ogni anno a Brescia durante il mese di agosto. Lo spot di presentazione della serata. Ascolta o scarica  
Memorie giornalistiche di Maria Terranova Ceron Malfitano, una donna forte
Il volume “Giornalismo al femminile” di Maria Terranova Ceron Malfitano racchiude in sé, tramite la raccolta di numerosissimi articoli di giornale, la memoria di una vita intera profusa nell’attività giornalistica dedicata all’approfondimento delle questioni del nostro territorio, a trecentosessanta gradi, come una seria applicazione del diritto di cronaca e di critica richiedono. L’ampia e variegata produzione dell’autrice deriva dalla trattazione meticolosa di molti temi spinosi, un impegno che l’articolista è riuscita a svolgere anche grazie all’aiuto e all’appoggio di altri giornalisti, redattori, direttori di testata che le sono stati mentori e amici nel corso dei tanti anni di attività. Chi pensa che non serva coraggio per affrontare di petto i problemi locali non ha mai avuto esperienza in questo senso: è necessaria, al contrario, una giusta dose di audacia per affrontare argomenti dibattuti, ma soprattutto per andare a caccia di interviste e per smuovere le coscienze su temi considerati divisivi, tenendo posizioni nette e non sempre condivise dalla maggioranza. Alla base della scelta di Maria Terranova di proseguire con tenacia la sua missione di operatrice di un’informazione consapevole vi è senza dubbio il suo carattere deciso e pervicace; ella non ha mai ceduto a compromessi, mettendo al centro i valori nei quali crede e soprattutto le istanze sociali a lei particolarmente care: l’aiuto ai più deboli, l’amore per l’intercultura e l’incontro di civiltà diverse, la difesa della vita umana, anche e soprattutto nel caso dei più fragili. Sempre in prima linea per combattere le sue battaglie umanitarie, Maria Terranova ha trovato nella scrittura, sin dal giovanissima, come scopriamo dal libro, una passione mai sopita, che ancora oggi la spinge a utilizzare “la penna” per denunciare ingiustizie e combattere per i più deboli di ogni parte del mondo, oltre che per i dimenticati anche delle nostre terre, ove l’opulenza si intreccia talora con il dolore, l’indigenza, la solitudine. I mille temi specifici di cui , la giornalista ha trattato, sempre con grande passione e coinvolgimento, l’hanno portata a conoscere il territorio in tutte le sue specificità, ma con una prospettiva personale e profondamente femminile: il volume stesso si intitola “Giornalismo al femminile”, permettendo al lettore di comprendere come l’essere donna sia e sia stato elemento centrale per Maria Terranova, la quale ha affrontato ogni sfida in una prospettiva sensibile, ma battagliera, caratteristiche senza alcun dubbio proprie e intrinseche della femminilità. Il viaggio proposto dall’autrice non riguarda solamente il suo cammino, la sua crescita personale, ma segue il corso della storia del nostro territorio, così che scoprendo l’uno, si impara a conoscere anche l’altro, tramite i dettagli di una cronaca accurata, che svela i profili antropologici, sociali, culturali, economici, di un territorio che si snoda tra valli, monti e laghi. Ma non è la natura a interessare particolarmente la giornalista, quanto l’uomo, le sue età, le sue relazioni, ma anche i suoi vizi, i suoi errori: spicca in particolare il suo profondo e sentito irenismo, la spinta al dialogo tra le diverse confessioni cristiane, un valore senza dubbio fondamentale per l’autrice. Dopo un lungo tuffo nel passato, quindi, i cavalli di battaglia di Maria Terranova si rivelano i temi principali anche della nostra attualità divorata dai conflitti, ove i nostri destini si incrociano quotidianamente con un profondo ed inesausto desiderio di pace. Il libro verrà presentato il 10 dicembre 2025 alle 18 all’ex Colonia elioterapica di Germignaga (Varese).   Redazione Italia
Incontro “Felicità e disubbidienza. La proposta di Danilo Dolci
Martedì 9 dicembre 2025 alle 18:30 Arci Bellezza, via Bellezza 16, Milano Nel corso della serata verranno presentati la nuova edizione del primo libro scritto da Danilo Dolci “L’ascesa alla felicità” e il documentario ‘Inchiesta su Danilo Dolci” scritto e diretto da Alberto Castiglione. Produzione Danilo Dolci – Gesellschaft (CH). Intervengono: * Giuseppe Barone e Daniela Dolci, Borgo Danilo Dolci * Nicola Macaione, SCE Spazio Cultura Edizioni * Giorgio Schultze, architetto * Rappresentanti delle associazioni promotrici * Coordina Duccio Facchini, direttore Altreconomia Promotori: Borgo Danilo Dolci, Spazio Cultura Edizioni di Palermo, FuoriMercato, Centro di Nonviolenza Attiva, Arci Milano, Altreconomia, Libera.  L’ascesa alla felicità – di Danilo Dolci, 1948 Presentazione della nuova edizione di “L’ascesa alla felicità”   A cura di Giorgio Schultze Ci sono momenti della nostra vita in cui irrompono domande molto semplici, come ad esempio: “Che cos’è per me la felicità?”, a cui non sempre si riesce a dare risposte intimamente e profondamente soddisfacenti. Domande che ci scuotono e ci spingono nella ricerca di “senso” e contemporaneamente ci costringono a rallentare, se non addirittura a fermarci, per riflettere. In questo accidentato e, molto spesso buio, cammino, può accadere che una lettura, un evento, un incontro ci inviino quel segnale, quell’indicazione, quella parola, quella luce, carica di significati che tanto aspettavamo. Come è stato il fortunato incontro con L’ascesa alla felicità, il primo libro di Danilo Dolci, scritto nel 1948, di cui vale la pena ricordare il concatenarsi di eventi che l’hanno determinato. Andiamo in ordine cronologico. A maggio del 2024, in vista delle Celebrazione del Centenario della nascita di Danilo Dolci (28 giugno 1924), la mia cara amica Anna Polo mi ha invitato a fare un viaggio a Palermo, per visitare, insieme a Daniela Dolci, il Borgo “Danilo Dolci” di Trappeto e la Scuola Primaria “Mirto”, di Partinico. Questa scuola primaria, voluta da Danilo Dolci nei primi anni ‘70,  “destinata a tutte le bambine e i bambini, a cominciare dai più poveri”, era stata progettata e realizzata proprio dai genitori di Anna, gli architetti di Milano Giovanna Pericoli e Giancarlo Polo, quando Anna era poco più che adolescente. Ora, a distanza di 50 anni, “Mirto” è uno splendido esempio di avanguardia educativa, modello per centinaia d’insegnanti e scuole in tutto il mondo, in cui si applica “la maieutica reciproca”. Mentre visitavamo la scuola e il Borgo, parlando con Daniela Dolci, ho sentito l’urgenza di raccontare questi tratti di storia di Danilo e del suo contributo a una visione nonviolenta dell’umanità. Tornato a Milano ne ho parlato con Augusto Vetrallini,  regista e storyteller de Il Cantastorie, di Roma, il quale mi disse: “Per scrivere la storia di quest’uomo dobbiamo risalire a quando, ancora giovane, maturò questa sua straordinaria vocazione di “prendersi cura del prossimo”. Allora abbiamo iniziato a rileggere la sua biografia, fin dai suoi primi momenti fino ad  arrivare ad un passaggio cruciale. Al Danilo giovane insegnante di 24 anni, che nel 1948 per necessità (doveva pagarsi la facoltà di Architettura), insegnava nelle scuole serali di Sesto S. Giovanni, la città-operaia, nella Milano dell’immediato dopoguerra. Tra le varie note biografiche e bibliografiche troviamo riportata una sua citazione “Come puoi essere felice se intorno a te i tuoi fratelli vengono consumati e travolti dalla fame e dalla miseria?”, e una nota a piè pagina: L’ascesa alla felicità, a cura di Danilo Dolci, Stamperia Cesare Tamburini·Milano, 1948. Un testo scritto con uno scopo preciso: “… mettere a disposizione dei giovani operai, affamati di sapere, quanto non era giusto tenessi solo per me” [1]”. Ecco trovato ciò che cercavamo! Ma quel testo dal titolo e dai contenuti così significativi era semplicemente introvabile. Nessuno ne ha traccia.  Soltanto Giuseppe Barone, la memoria storico-letteraria delle opere di Danilo, seppe darci qualche indicazione. “Nel 1948 furono stampate 200 copie destinate agli operai-studenti di Sesto e da allora il libro non è mai più stato ristampato, né ripubblicato, né fotocopiato… Esiste un’unica copia originale, consultabile presso la Biblioteca Nazionale di Firenze”. Ed è stato proprio così. Esisteva soltanto un’unica copia dell’originale, gelosamente custodita in quella preziosa Biblioteca che nel 1966 difese e salvò, insieme agli “angeli del fango”, centinaia di migliaia di libri “unici”, dall’alluvione dell’Arno. Chiedemmo una copia fotostatica dell’originale, che ci venne consegnata a seguito di accurate verifiche sul “perché la volevamo”. La sua lettura fu come aprire uno scrigno carico di monete e pietre preziose. Accanto alle riflessioni di Danilo, ritrovammo decine di pensatori e filosofi, da Marco Aurelio a Epitteto, da Pietro Verri a Bertrand Russell, citazioni tratte dalla Bibbia e dai Testi Sacri, di altre culture e filosofie orientali, da Ramakrishna al Bhagavad Gita, che parlavano della felicità a cui si giunge dopo “un’attenta e accurata ricerca”. Un’opera che già a partire della stessa strutturazione dell’indice ci offre un percorso, una mappa, le istruzioni che ci spingono a iniziare l’ascesa e contemporaneamente ci costringono a fermarci a riflettere a ogni frase, a ogni citazione. “Fermarci” e “riflettere”. Due atti di ribellione nonviolenta, due atti non tollerabili da un sistema di vita ad alta entropia consumistica, che ci vorrebbe sempre in corsa, sempre in accelerazione e soprattutto privi di un pensiero critico proprio. Un tesoro che, parafrasando Danilo “abbiamo ritenuto doveroso mettere a disposizione di tutti coloro che lottano e sperano in una nuova umanità e che non potevamo tenerci per noi”. Quindi a partire da quell’unica copia, gelosamente custodita per oltre 75 anni, in accordo con Daniela e Amico Dolci e con la collaborazione di un “agitatore culturale”, come Nicola Macaione e la sua Spazio Cultura Edizioni di Palermo, abbiamo deciso di trascrivere il testo, stampare una nuova edizione e ridargli nuova vita, con tre obiettivi: * Costringerci a fermarci e riflettere sulla felicità, come un atto di profonda ribellione nonviolenta. * Mettere a disposizione dei “costruttori di speranza”, nuovi mattoni di conoscenza ed esperienza * Iniziare a prenderci cura, come atto di responsabilità e fraternità, della felicità di noi stessi, del prossimo, dell’umanità, della nostra “Casa Comune”. [1]Lettera di Danilo Dolci, 31 maggio 1986. Giorgio Schultze
Venezia 2025. In concorso la storia vera di Hind Rajab, la bambina di Gaza uccisa dall’esercito israeliano
Ha aperto e chiuso la conferenza stampa della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia il documentario “Suole di vento – Storie di Goffredo Fofi”, diretto da Felice Pesoli. Un omaggio al critico teatrale e cinematografico, saggista e militante recentemente scomparso, che racconta la vita e l’opera di Goffredo Fofi. Il documentario ripercorre le tappe fondamentali della sua esistenza, le sue attività sociali e politiche, gli incontri con artisti e intellettuali, e la sua profonda critica alla società italiana. Alla presentazione di Venezia 82 è stato scelto in particolare il racconto, fatto dallo stesso Fofi, del suo impegno con Danilo Dolci nel 1956, quando Fofi digiunò con lui a Cortile Cascino, la zona più povera di Palermo, per denunciare le terribili condizioni di vita in quel quartiere degradato. Nell’avviare la presentazione Pietrangelo Buttafuoco, Presidente della Biennale di Venezia, ha tenuto a precisare, rivolgendosi in particolare ai giornalisti di lingua inglese, che “l’intento di Biennale Cinema è sempre stato quello di sostenere la qualità cinematografica nel senso della cultura e dell’arte: questa è una mostra, non un festival. Un punto di riferimento anche per il pubblico giovane, cosa che maggiormente merita una segnalazione. Basti pensare ai 2.300 studenti universitari già accreditati: un vero e proprio popolo, affezionato e sempre più numeroso – ha continuato Buttafuoco – che dimostra uno straordinario attaccamento a questa antica istituzione culturale”. Dunque “mostra” cinematografica come evento impegnato più sul versante dello spessore e della profondità del contenuto, che sull’aspetto ludico-festivaliero, anche se il richiamo dei divi e delle grandi star è sempre stato un valore aggiunto. Il direttore artistico Alberto Barbera ha così introdotto la rassegna del 2025: “Mai come in questi anni, il cinema è tornato a essere lo specchio del presente, l’invito alla riflessione sui temi della contemporaneità, la cartina di tornasole del reale e dei suoi irrisolti conflitti. Senza la pretesa di fornire risposte a problemi la cui complessità si sottrae all’illusione di facili soluzioni, i film di questa Mostra inducono a un atteggiamento di scoperta, offrono punti di vista articolati e a volte contradditori, rimandano senza sosta all’irriducibile ricchezza dell’esperienza umana e all’opacità della condizione individuale, sociale e politica  in cui ci troviamo immersi” ha precisato. Presentando nel concorso per il Leone d’oro The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania – la storia purtroppo vera di una bambina di sei anni intrappolata in un’auto a Gaza mentre tentava di fuggire da un attacco dell’esercito israeliano, film che trasmette le autentiche registrazioni audio intercorse tra la piccola, la madre, lo zio e i soccorritori della Mezza Luna – Alberto Barbera non riesce a trattenere la commozione che gli spezza le parole in gola:  “Un film che susciterà impressioni e spero non polemiche”, dice. E poi in concorso per il Leone c’è “Il mago del Cremlino, racconto dell’ascesa di Vladimir Putin interpretato da un impressionante Jude Law”, sostiene Barbera. “E ancora House of dynamite di Kathryn Bigelow. Il grande ritorno della regista che affronta le paure più contemporanee e la minaccia della catastrofe nucleare nel quotidiano delle vite che si rompono”. VENEZIA 82 In Concorso per il Leone d’oro (in ordine alfabetico per regista) LA GRAZIA – FILM DI APERTURA di PAOLO SORRENTINO con Toni Servillo, Anna Ferzetti / Italia / 131’ THE WIZARD OF THE KREMLIN di OLIVIER ASSAYAS con Paul Dano, Jude Law, Alicia Vikander, Tom Sturridge, Jeffrey Wright / Francia / 120’ JAY KELLY di NOAH BAUMBACH con George Clooney, Adam Sandler, Laura Dern, Billy Crudup, Riley Keough, Grace Edwards, Stacy Keach, Jim Broadbent, Patrick Wilson, Eve Hewson, Greta Gerwig, Alba Rohrwacher, Josh Hamilton, Lenny Henry, Emily Mortimer, Nicôle Lecky, Thaddea Graham, Isla Fisher / USA, Regno Unito, Italia / 132’ THE VOICE OF HIND RAJAB di KAOUTHER BEN HANIA con Amer Hlehel, Clara Khoury, Motaz Malhees, Saja Kilani / Tunisia, Francia / 89’ A HOUSE OF DYNAMITE di KATHRYN BIGELOW con Idris Elba, Rebecca Ferguson, Gabriel Basso, Jared Harris, Tracy Letts, Anthony Ramos, Moses Ingram, Jonah Hauer-King, Greta Lee, Jason Clarke / USA / 112’ RI GUA ZHONG TIAN (THE SUN RISES ON US ALL) di CAI SHANGJUN con Xin Zhilei, Zhang Songwen, Feng Shaofeng / Cina / 133’ FRANKENSTEIN di GUILLERMO DEL TORO con Oscar Isaac, Jacob Elordi, Christoph Waltz, Mia Goth, Felix Kammerer, Charles Dance,  David Bradley, Lars Mikkelsen, Christian Convery / USA / 149’ ELISA di LEONARDO DI COSTANZO con Barbara Ronchi, Roschdy Zem, Diego Ribon, Valeria Golino / Italia, Svizzera / 105’ À PIED D’OEUVRE di VALÉRIE DONZELLI con Bastien Bouillon, André Marcon, Virginie Ledoyen / Francia / 92’ SILENT FRIEND di ILDIKÓ ENYEDI con Tony Leung Chiu-wai, Luna Wedler, Enzo Brumm, Sylvester Groth, Martin Wuttke, Johannes Hegemann, Rainer Bock, Léa Seydoux  / Germania, Francia, Ungheria / 145’ THE TESTAMENT OF ANN LEE di MONA FASTVOLD con Amanda Seyfried, Thomasin McKenzie, Lewis Pullman, Stacy Martin, Tim Blake Nelson, Christopher Abbott, Matthew Beard, Scott Handy, Jamie Bogyo, Viola Prettejohn, David Cale / Regno Unito / 130’ FATHER MOTHER SISTER BROTHER di JIM JARMUSCH con Tom Waits, Adam Driver, Mayim Bialik, Charlotte Rampling, Cate Blanchett, Vicky Krieps, Sarah Greene, Indya Moore, Luka Sabbat, Françoise Lebrun / USA, Irlanda, Francia / 110’ BUGONIA di YORGOS LANTHIMOS con Emma Stone, Jesse Plemons, Aidan Delbis, Stavros Halkias, Alicia Silverstone / Regno Unito / 117’ DUSE di PIETRO MARCELLO con Valeria Bruni Tedeschi, Fanni Wrochna, Noémie Merlant, Fausto Russo Alesi, Edoardo Sorgente, Vincenzo Nemolato, Gaja Masciale, Vincenza Modica, Mimmo Borrelli, Savino Paparella / Italia / 122’ UN FILM FATTO PER BENE di FRANCO MARESCO Documentario / Italia / 100’ ORPHAN di LÁSZLÓ NEMES con Bojtorján Barabás, Andrea Waskovics, Grégory Gadebois, Elíz Szabó, Sándor Soma, Marcin Czarnik / Ungheria, Regno Unito, Germania, Francia / 132’  L’ÉTRANGER di FRANÇOIS OZON con Benjamin Voisin, Rebecca Marder, Pierre Lottin, Denis Lavant, Swann Arlaud / Francia / 120 EOJJEOL SUGA EOPDA (NO OTHER CHOICE) di PARK CHAN-WOOK con Lee Byung-hun, Son Ye-jin, Park Hee-soon, Lee Sung-min, Yeom Hye-ran, Cha Seung-won / Corea del Sud / 139’ SOTTO LE NUVOLE di GIANFRANCO ROSI Documentario / Italia / 115’ THE SMASHING MACHINE di BENNY SAFDIE con Dwayne Johnson, Emily Blunt / USA / 123’ NÜHAI (GIRL) di SHU QI con Roy Chiu, 9m88, Bai Xiao-Ying / Taipei / 125’ Bruna Alasia
“La sindrome di Gaza”, presentazione a Mestre
Giovedì 20 giugno 2025 alle 18 presso la libreria Coop di Mestre – Venezia, in Piazza Ferretto, Maria Grazia Gagliardi presenterà il suo nuovo romanzo La sindrome di Gaza – Astarte editrice – 2025. Dialogherà con lei Enrica Battista, ricercatrice arabista e traduttrice. Sindrome di Gaza è un’espressione coniata dalla giornalista israeliana Amira Hass nel 2009. La giornalista, mentre si aggira in visita nei musei di New York, si rende conto che tutti i suoi pensieri la riportano lì, a Gaza, a migliaia di chilometri di distanza, in quel luogo che è paradigma dell’ingiustizia del mondo. La pena per le sofferenze di Gaza diviene il centro del suo universo. Il nucleo della narrazione si svolge dal 27 dicembre 2008 al 19 gennaio 2009, il periodo dell’operazione Piombo Fuso condotta da Israele contro Gaza. Ad ogni giornata corrisponde un episodio. Il punto di vista è la disillusione di un abitante  del primo mondo, Amelio, che segue la guerra attraverso giornali e  televisione, tenendo il conto di morti e feriti. Il protagonista del romanzo soffre di bruxismo, ovverosia  digrigna inconsapevolmente i denti (patologia abbastanza frequente, ma di  causa incerta). Amelio, che di mestiere elabora statistiche, è anche un incurabile collezionatore di donne, tutte  catalogate su di un infantile quadernetto. L’orrore della guerra in corso lo porterà ad affrontare un dolore rimosso. L’incontro con Elena, dall’intensa e coraggiosa sessualità, gli indicherà la via  per vivere un eros più autentico e recuperare i suoi ideali di giustizia. https://www.arabook.it/2025/04/22/la-sindrome-di-gaza-intervista-all-autrice/   Redazione Italia
Sin Fronteras Ni Naciones Vol.6
TORNEO CALCIO BENEFIT PER GAZA! 26 OTTOBRE 2024 DALLE ORE 11 - TETTOIA NERVI, CAMPETTO DA CALCIO Radio Spore è lieta di presentare la mirabolante radiocronaca del torneo di calcio popolare a 5 e la presentazione del progetto "Women with Gaza"! Di seguito la chiamata: Il collettivo Sgangherz, in collaborazione con Women with Gaza e il collettivo Masiera, è lieto di aderire alla chiamata internazionale di "Sin fronteras ni naciones" per un'azione internazionale in solidarietà alla Palestina. Sabato 26 ottobre ci vediamo al campetto da calcio tra via Gobetti e via Fioravanti (dietro ex XM24 e tettoia Nervi)...