I soldati americani possono dire no a ordini ingiusti
La lezione di don Milani risuona nelle parole dell’arcivescovo Broglio: i
soldati USA possono dire no a ordini ingiusti
C’è un filo rosso che lega la lettera di don Lorenzo Milani ai giudici – scritta
nel 1965 per difendere l’obiezione di coscienza come scelta etica e civile – e
le parole pronunciate il 21 gennaio 2026 dall’arcivescovo americano Timothy P.
Broglio, ordinario militare per gli Stati Uniti. Un filo che attraversa decenni
di guerre, silenzi e complicità, per riaffermare una verità scomoda: la
coscienza non può essere messa in caserma.
In un’intervista alla BBC, ripresa da Famiglia Cristiana, monsignor Broglio ha
dichiarato che i soldati statunitensi possono – anzi, in certi casi devono –
disobbedire a ordini che ritengono moralmente inaccettabili. «In casi estremi,
un militare potrebbe essere giustificato moralmente nel rifiutare un ordine che
va contro la sua coscienza», ha affermato. E ha aggiunto: «Sarebbe moralmente
accettabile disobbedire a quell’ordine».
IL PRIMATO DELLA COSCIENZA: UN PRINCIPIO CATTOLICO TROPPO SPESSO DIMENTICATO
La Chiesa cattolica insegna che «nessuno può essere costretto a compiere un atto
che la sua coscienza giudica intrinsecamente sbagliato». Eppure, per decenni,
questa dottrina è stata messa in soffitta quando le armi parlavano più forte del
Vangelo. L’obiezione di coscienza al servizio militare è stata a lungo
criminalizzata o ridicolizzata, soprattutto nei paesi a forte tradizione
bellicista come gli Stati Uniti.
Don Milani, con la sua lettera ai giudici, capovolse questa prospettiva. Oggi,
l’arcivescovo Broglio sembra riecheggiare quella stessa intuizione: l’obbedienza
militare non è assoluta.
UN CONSERVATORE CHE CRITICA IL POTERE: IL VALORE PROFETICO DI UNA POSIZIONE
SCOMODA
Broglio non è un vescovo progressista. Fino a novembre 2025 è stato presidente
della Conferenza episcopale statunitense, ed è noto per le sue posizioni
conservatrici su temi etici. Proprio per questo, la sua presa di distanza dalle
politiche trumpiane – sia sui migranti, sia sulla politica estera – ha un peso
specifico ancora maggiore. Non è una voce pacifista di sinistra, ma un
rappresentante dell’establishment ecclesiastico che invoca la disobbedienza.
In un precedente comunicato congiunto, tre influenti cardinali americani
(Cupich, McElroy e Tobin) avevano già espresso sfiducia verso la politica estera
dell’amministrazione Trump. Ora Broglio, pur da posizioni più caute su altri
fronti, si unisce a questo coro con un’argomentazione radicale: il soldato non è
un automa, ma una coscienza in divisa.
Altre informazioni
su https://www.famigliacristiana.it/chiesa/larcivescovo-americano-broglio-i-soldati-usa-possono-disobbedire-agli-ordini-di-trump-sulla-groenlandia-de7rjgiq
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