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7 APRILE 1979: QUARANTASETTE ANNI FA L’ATTACCO ALL’AUTONOMIA OPERAIA
7 aprile 1979 – 7 aprile 2026: quarantasette fa, l’ondata repressiva contro l’Autonomia Operaia. Il teorema del pm Pietro Calogero della Procura della Repubblica di Padova, morto il 6 aprile 2026 alla vigilia dell’anniversario, partiva dall’assunto che l’Autonomia fosse il volto “presentabile” di una più presunta organizzazione occulta, rappresentante – addirittura – la “direzione delle direzioni” del lottarmatismo rivoluzionario, partendo – ca va sans dire – dalle Brigate Rosse. A sostegno di quest’ipotesi che già nell’immediatezza dei fatti fu giudicata surreale da chiunque avesse un minimo di conoscenza dei movimenti italiani del periodo, il magistrato padovano  nei suoi ordini di cattura accusava gli arrestati  di reati come la “formazione e partecipazione di banda armata” e “l’insurrezione armata contro i poteri dello Stato“, sostenendo che dalle pubblicazioni di Autonomia Operaia e da altri documenti, oltre che da sedicenti testimonianze, erano affiorati “sufficienti indizi di colpevolezza“. Risultato: centinaia di mandati di cattura spiccati, gogna mediatica e il collegamento, offerto in pasto all’opinione pubblica del post-affaire Moro, tra l’Autonomia Operaia (e l’ex formazione di Potere Operaio) e le esperienze delle organizzazioni combattenti. L’impianto accusatorio, che riguardava complessivamente un centinaio di persone, cadrà comunque miseramente negli anni successivi. Uno dei compagni contro cui furono spiccati i mandati di cattura, Pietro “Pedro” Greco, non vedrà però la fine del processo. Il 9 marzo 1985 fu giustiziato davanti al portone di casa, a Padova,  da Nunzio Maurizio Romano, agente del Sisde (i Servizi Segreti), Giuseppe Guidi, viceispettore della Digos, Maurizio Bensa e Mario Passanisi, agenti della Digos. I quattro diranno poi di avere “confuso” l’ombrello di Pedro per un’arma. Gli assassini di Pedro rimasero impuniti, mentre il pm Calogero, legato al Pci, proseguirà indisturbato la sua carriera giudiziaria. Di seguito, la trasmissione speciale di Radio Onda d’Urto realizzata nel 2019 a 40 anni dal 7 aprile 1979. Ascolta o scarica
April 7, 2026
Radio Onda d`Urto
SIGONELLA (CT): AUMENTATO IL TRAFFICO AEREO NELLA BASE USA, MA “L’ATTIVITÀ BELLICA DOVREBBE ESSERE AUTORIZZATA DAL PARLAMENTO”
Il ministero della Difesa Guido Crosetto ha negato agli Stati Uniti l’uso della base di Sigonella, in provincia di Catania, ad alcuni bombardieri provenienti dalla Gran Bretagna. Il governo ha rivendicato la decisione, rimandando ai trattati semi segreti siglati con gli Stati Uniti a partire dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Tuttavia la questione è più ampia e lo dimostrano numerosi siti internet specializzati che riportano un aumento consistente del traffico aereo militare sull’area nell’ultimo mese. Proprio in concomitanza con l’inizio dell’aggressione israelo-statunitense all’Iran, la Naval Air Station di Sigonella. Il caso dell’aereo bloccato da Crosetto potrebbbe dunque essere soltanto la punta di un iceberg. Sigonella è denominata anche “The hub of the Med, uno snodo fondamentale per le operazioni USA” verso il Medio Oriente. “Droni, aerei di pattugliamento e di rifornimenti diretti verso il Golfo” e mostrati dai siti che mappano le rotte dei mezzi militari, sono al centro delle attenzioni dei movimenti anti militaristi siciliani, che chiedono alle istituzioni la legittimità di tali operazioni. Qual’è il quadro giuridico nel quale si iscrive la base alla quale il Ministero della Difesa ha recentemente negato il passaggio di alcuni bombardieri? E cosa sta succedendo nelle basi militari statunitensi in Sicilia da quando Israele e Stati Uniti hanno iniziato a bombardare l’Iran? Lo abbiamo chiesto all’avvocato Sebastiano Papandrea legale del movimento No Muos e a Alfonso Di Stefano del comitato No Muos – No Sigonella di Catania. Ascolta o scarica
April 1, 2026
Radio Onda d`Urto
IL CRIMINALE ISRAELIANO WINTER RINUNCIA ALLA CONFERENZA IN CILENTO, AVREBBE RISCHIATO L’ARRESTO
Uno dei generali responsabili e promotori del genocidio del popolo palestinese, non solo oggi ma almeno dell’ultimo decennio, Ofer Winter, ha dichiarato via social che non verrà in Italia. Secondo un esposto presentato alla Procura di Roma dalla Hind Rajab Foundation, insieme a realtà come Bds Italia e Assopace, Ofer Winter sarebbe dovuto intervenire il 31 marzo all’Hotel Ariston di Capaccio, in Cilento, a un evento organizzato dalla Pastoral Tourism, compagnia turistica israeliana. La biografia di Ofer Winter non lascia dubbi sul personaggio in questione. Il sito Global Justice 4 Palestine lo ricorda al comando della Brigata Givati quando “guidò uno dei più grandi massacri e crimini di guerra commessi a Gaza”. Era il 2014 e durante l’operazione “Margine di Protezione” l’esercito israeliano “uccise oltre duemila palestinesi, tra i quali 500 minori, macchiandosi di crimini di guerra secondo le Nazioni Unite”. Winter è descritto anche come responsabile di “crimini secondo lo Statuto di Roma” per aver diretto “attacchi intenzionali contro obiettivi civili e edifici non militari, tra cui città, villaggi, abitazioni, luoghi religiosi, scuole, ospedali e monumenti storici, lanciando attacchi sapendo che avrebbero causato perdite civili, danni eccessivi o gravi e duraturi danni all’ambiente naturale”. Anche per queste ragioni la Hind Rajab Foundation, insieme a realtà come Bds Italia e Assopace, appena appresa la notizia della partecipazione di Ofer Winter ad una conferenza in Cilento, hanno presentato un esposto alla Procura di Roma.  L’Italia ha infatti l’obbligo di intervenire poiché dispone di leggi quali la legge Moro del 1965, che riguardano il crimine di genocidio e la sua punibilità. La legge in questione, all’articolo 8, afferma che “chiunque pubblicamente istiga a commettere alcuno dei delitti preveduti negli articoli da 1 a 5 – inclusa la deportazione a fini di genocidio – è punito, per il solo fatto della istigazione, con la reclusione da tre a dodici anni. La stessa pena si applica a chiunque pubblicamente fa l’apologia di alcuno dei delitti preveduti nel comma precedente”. Le organizzazioni che hanno presentato l’esposto ricordano anche la ratifica dello Stato Italiano dello Statuto di Roma, che istituisce la Corte Penale Internazionale, le 4 convenzioni di Ginevra del 1949 e i loro Protocolli Addizionali del 1977, secondo i quali è d’obblico “intervenire ed impedire che sospetti criminali di guerra entrino e circolino indisturbati per il nostro paese”. L’esposto in Procura delle associazioni palestinesi e solidali ne chiede l’arresto immediato in caso metta piede in Italia: per questo il criminale di guerra israeliano ha fatto sapere, con un video, che non sarà in Cilento. Ne parliamo con Domenico Negro di Bds Salerno e con Nives Monda di BDS Napoli. Ascolta o scarica A margine dell’intervista Nives Monda ci ha raccontato della campagna “No room for genocide”, lanciata da BDS per favorire un turismo etico. La campagna è indirizzata a chi utilizza Booking o AirBnb durante i propri viaggi, ma anche a chi gestisce un hotel, un B&B, un trekking o un caffè. Potete leggere gli obiettivi e aderire all’iniziativa “No room for genocide”, cliccando su questo link.
March 25, 2026
Radio Onda d`Urto
ENI RINUNCIA AL GAS PALESTINESE: SODDISFATTI EXTINCTION REBELLION E BDS, “MA E’ SOLO L’INIZIO”
L’Eni non parteciperà alle attività di ricerca di gas naturale all’interno della zona economica esclusiva palestinese davanti alla striscia di Gaza. L’azienda italiana partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, si è ritirata dal consorzio che in pieno genocidio, nell’ottobre 2023, si era aggiudicato sei licenze di esplorazione per giacimenti di gas nelle acque antistanti Gaza. La decisione dell’azienda italiana del cane a sei zampe è stata comunicata dal quotidiano finanziario israeliano Globes e confermata anche da Eni. In seguito al ritiro dal consorzio, la multinazionale italiana dell’energia sarà tenuta a pagare un risarcimento, non ancora quantificato. Soddisfatte ReCommon, Extinction Rebellion e Bds, che insieme alle organizzazioni palestinesi per i diritti umani Al Mezan Center for Human Rights, Al Haq, Palestinian Centre for Human Rights e Adalah, avevano seguito la questione fin dall’inizio e messo al corrente l’opinione pubblica. Le organizzazioni solidali con la Palestina aggiungono che questa decisione “non assolve l’Eni. Tra novembre 2023 e ottobre 2025, l’Italia ha fornito a Israele 310.000 tonnellate di petrolio. Rimane attivo l’accordo con Ithaca Energy, controllata dall’israeliana Delek Group coinvolta nello sfruttamento di risorse nei territori occupati palestinesi”. Andreina Parogni, attivista di Extintion Rebellion, ci racconta  le azioni e le proteste che hanno preso di mira il colosso energetico e che hanno portato alla decisione di Eni di ritirarsi dal consorzio che vorrebbe il gas dei palestinesi. Ascolta o scarica
March 25, 2026
Radio Onda d`Urto
GLOBAL SUMUD FLOTILLA: PARTITE PER LA SICILIA LE PRIME IMBARCAZIONI DA ANCONA, VENEZIA E LIVORNO
Sono salpate domenica 22 dai porti di Ancona, Venezia e Livorno le prime imbarcazioni parte della nuova missione marittima internazionale Global Sumud Flotilla. Nei prossimi giorni raggiungeranno la Sicilia, dove si raggrupperano le imbarcazioni italiane che partiranno alla volta di Gaza intorno al prossimo 20 di aprile. Intorno alla metà del mese di maggio dovrebbero raggiungere Gaza, anche se i tempi restano molto incerti a causa dagli altri conflitti scatenati da Israele in Medio Oriente. Per la Global Sumud Flotilla, dovrebbe essere la missione più grande di sempre: oltre 100 le imbarcazioni che si dirigeranno verso Gaza e migliaia di mobilitazioni saranno organizzate in sostegno della missione, sulla terra ferma. Partecipano attiviste e attivisti da più di 50 paesi. La nuova missione, oltre a puntare a rompere l’assedio illegale di Israele su Gaza e fornire aiuti umanitari, punta anche a portare nella striscia squadre di medici, infermieri, costruttori, investigatori di crimini di guerra e altri civili disarmati, che lavoreranno a fianco del popolo palestinese. Avranno il compito di contribuire alla ricostruzione delle infrastrutture distrutte dai bombardamenti israeliani negli ultimi due anni, a partire da quelle sanitarie. Gli aggiornamenti sulla missione con Tony La Piccirella, compagno della Global Sumud Flotilla. Ascolta o scarica
March 23, 2026
Radio Onda d`Urto
Proteste contro militarizzazione a Pisa: un movimento crescente di contestazione
COMUNICATO STAMPA L’escalation bellica dilagante mostra in modo sempre più evidente che la guerra parte anche da qui. Lo vediamo con la logistica sempre più coinvolta sul piano bellico: strade, porti, ferrovie in cui transitano mezzi e materiali militari a testimonianza del coinvolgimento di infrastrutture produttive nel grande business della guerra. Tuttavia, sta crescendo la coscienza del grande impatto della militarizzazione nelle nostre vite e nella nostra quotidianità. E con la coscienza crescono le forme di lotta e di coordinamento tra quanti hanno ben chiaro il no alle politiche e all’economia di guerra. Giovedì 12 marzo un treno carico di mezzi militari ed esplosivi proveniente da Piombino e diretto a Palmanova, in Friuli, ha impiegato oltre 12 ore per fare la tratta Piombino Pisa, appena 100 chilometri, trovando sul proprio percorso presidi di boicottaggio a Livorno Calambrone e Collesalvetti e un blocco dei binari a Pisa Centrale. Il giorno seguente, venerdì 13 marzo, un presidio del Coordinamento Antimilitarista livornese presso l’Accademia navale di Livorno ha voluto esprimere la protesta verso l’attacco di USA e Israele all’Iran – ennesimo focolaio di guerra imperialista che incendia il Golfo Persico – ma anche denunciare il coinvolgimento di aziende locali nella produzione di alcune armi usate in questa guerra. La Wass Fincantieri, che a Livorno ha un’importante sede produttiva specializzata in siluri e sistemi di lancio militari, ha ricevuto una commessa per la realizzazione di siluri leggeri MU90 destinati alla Marina Reale Saudita; da notare che l’accordo risulterebbe stipulato a Dubai proprio nei giorni della tanto discussa presenza del Ministro Crosetto in quell’area. E sempre a Dubai, nei medesimi giorni, Crosetto risulterebbe aver curato un contratto di centinaia di milioni con la Marina Indonesiana che vede il coinvolgimento della ditta livornese Drass, fornitrice di sistemi subacquei militari. Da notare – dato estremamente importante per l’Osservatorio, che ha come nucleo centrale della propria attività il contrasto alla militarizzazione del sistema scolastico – che queste sono anche aziende che attivano percorsi di formazione scuola – lavoro (ex pcto), coinvolgendo molti studenti. E allora facciamoci sentire nei collegi docenti, nelle commissioni di lavoro per l’alternanza e l’orientamento, nel dialogo educativo con gli studenti. Mettiamo paletti rigorosi al dilagare della guerra, ostacoliamo le convenzioni fra scuole e aziende legate alla produzione bellica. LA GUERRA PARTE ANCHE DA QUI, DAI NOSTRI TERRITORI, DAI LUOGHI DI LAVORO, DALLE SCUOLE. FERMIAMO LA GUERRA! Pisa mezzi militari Coordinamento Antimilitarista Livornese -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
La réclame, ancora prima della talpa
Prosegue la narrazione sensazionalistica sull’avanzamento della Torino-Lione. Come avevamo già anticipato con “Acchiappa la talpa”, mercoledì 11 marzo è stata presentata al raggruppamento di imprese UXT (Itinera, Ghella e Spie […] The post La réclame, ancora prima della talpa first appeared on notav.info.
March 12, 2026
notav.info
Stefano Milanesi, partigiano di Valle Susa
Sono passati due anni da quando Steu ci ha lasciati. Due anni in cui la sua assenza ha continuato a farsi sentire, nei momenti grandi e in quelli più quotidiani […] The post Stefano Milanesi, partigiano di Valle Susa first appeared on notav.info.
March 11, 2026
notav.info