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Diffidare sempre di chi ha l’istinto a punire
Lavitola e Ranucci, fra trame ridicole e megalomanie ancora più grottesche, stanno un filino sotto I soliti ignoti. Sembrano personaggi usciti da Alan Ford. Eppure da giorni campeggiano sulle prime pagine dei quotidiani italiani, occupano televisioni e conversazioni, fino al punto che persone che non sentivi da anni ti cercano […] L'articolo Diffidare sempre di chi ha l’istinto a punire su Contropiano.
August 15, 2026
Contropiano
A 81 anni da Hiroshima e Nagasaki la memoria si fa azione
NUMEROSE INIZIATIVE IN TUTTA ITALIA NELL’ANNIVERSARIO DEI BOMBARDAMENTI ATOMICI. LA RETE ITALIANA PACE E DISARMO: “RICORDARE NON BASTA, VA COSTRUITA ORA UN’ALTERNATIVA DI PACE E DISARMO”. RILANCIATA LA RACCOLTA FIRME PER LA DIFESA CIVILE NON ARMATA E NONVIOLENTA A 81 anni dai bombardamenti atomici che il 6 e il 9 agosto 1945 distrussero Hiroshima e Nagasaki, numerose iniziative promosse dai gruppi e associazioni locali nostre partner attraversano l’Italia: da Padova a Brescia, da Rovereto a Cervia, da Verona ad Aviano. La Rete Italiana Pace e Disarmo le accompagna e le sostiene, perché fare memoria di quei giorni non significa celebrare un rito, ma riconoscere una minaccia ancora attuale e scegliere di prevenirla. LE ARMI PEGGIORI DEL MONDO, IERI COME OGGI Come ricorda sempre la campagna ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, Premio Nobel per la Pace 2017, di cui la Rete Italiana Pace e Disarmo è partner italiano) le armi nucleari sono gli ordigni più distruttivi, indiscriminati e disumani mai create: una singola bomba è in grado di distruggere un’intera città. Nel 1945, a Hiroshima e Nagasaki, oltre il 90% delle vittime erano civili, tra cui circa 38.000 bambini. La devastazione fu tale che medici, ospedali e soccorsi vennero annientati, e chi entrò nelle città dopo le esplosioni per portare aiuto si ammalò a causa delle radiazioni. Gli effetti si sono estesi per decenni e attraverso le generazioni, con tumori e danni genetici ancora oggi presenti tra i sopravvissuti. Sono gli hibakusha, i sopravvissuti, ad averci consegnato la testimonianza più chiara: le armi nucleari e l’umanità non possono coesistere. È un monito che pesa sul presente, perché il rischio che oggi venga utilizzata un’arma nucleare, per errore o deliberatamente, è alto quanto non lo sia mai stato, mentre le nazioni dotate di questi arsenali aumentano le spese per modernizzarle (circa 120 miliardi di dollari nel 2025) con risorse sottratte a sanità, scuola, lotta alla povertà e alla crisi climatica. IL TPNW E LE CITTÀ PROTAGONISTE La strada indicata da ICAN, Senzatomica e Rete Italiana Pace e Disarmo è una sola: l’adesione al Trattato ONU sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW), in vigore dal 2021. Attraverso la campagna “Italia, ripensaci” si chiede al Governo italiano di ratificarlo, e attraverso l’ICAN Cities Appeal si mobilitano le amministrazioni locali. Questo protagonismo dei territori è oggi evidente: sono ormai 148 le città italiane che hanno sottoscritto l’Appello di ICAN, insieme alle Regioni Emilia-Romagna e Campania, per un insieme che rappresenta il 14,3% della popolazione italiana. Proprio in questi giorni Rovereto compie un ulteriore passo verso l’adesione, mentre Comuni già firmatari come Brescia, Padova e Cervia rinnovano il loro impegno. DALLA MEMORIA ALL’AZIONE: “UN’ALTRA DIFESA È POSSIBILE” Le iniziative di questi giorni non si fermano al ricordo: additano un’alternativa concreta. Occorre smontare le dinamiche di militarizzazione e riarmo che rischiano di trascinare il mondo verso una catastrofe, e costruire fin da ora percorsi di pace, disarmo e nonviolenza capaci di prevenirla. Per questo, a partire dalla manifestazione di Aviano davanti alla base USAF ma anche nell’appuntamento con le Lanterne di Pace a Verona, in questi eventi verrà rilanciata l’iniziativa per una difesa civile, non armata e nonviolenta e la raccolta di firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla campagna “Un’altra difesa è possibile”. Difendere le comunità senza le armi, investire in strumenti civili di prevenzione e trasformazione dei conflitti: è questa la risposta che la società civile oppone alla logica del riarmo. Vale, oggi più che mai, l’appello di Setsuko Thurlow, sopravvissuta a Hiroshima e testimone per ICAN: “ogni persona uccisa aveva un nome ed era amata da qualcuno; a noi il compito di fare in modo che quelle morti non siano state vane”. LE INIZIATIVE DEL 6 E 9 AGOSTO 2026 * 6 agosto, ore 8.00-9.00 – Padova — Ancora Hiroshima? Ancora Nagasaki? Ricordiamoci della nostra umanità. Ritrovo davanti a Palazzo Moroni, momento di silenzio e lettura dei messaggi degli hibakusha. * 6 agosto, ore 17.30-19.00 – Rovereto (TN) — Rovereto città per la pace: verso l’adesione a “Italia ripensaci”. Al Centro Pace, Ecologia e Diritti, verso l’adesione del Comune a “Italia, ripensaci” e all’ICAN Cities Appeal. * 6 agosto, ore 17.30-19.00 – Cervia (RA) — “No more Hiroshima! No more Nagasaki!”. Alla Biblioteca Maria Goia, proiezione della Dichiarazione di Pace di Mayors for Peace. * 6 agosto, ore 18.00-19.00 – Brescia — Anniversario di Hiroshima – Corteo silenzioso per le vie di Brescia. Corteo silenzioso in fila indiana da Largo Formentone, con sosta alla Prefettura per chiedere la ratifica del TPNW. * 6 agosto, ore 20.15-22.30 – Verona — Lanterne di pace sull’Adige per ricordare Hiroshima e Nagasaki. Alla vasca dell’Arsenale, musica, parole e deposizione delle lanterne rosse sul fiume. * 9 agosto, ore 10.00-12.00 – Aviano (PN) — Aviano: 81 anni da Hiroshima e Nagasaki. Manifestazione davanti alla base USAF per il disarmo nucleare, l’obiezione di coscienza e la difesa civile non armata e nonviolenta, con raccolta firme.   Rete Italiana Pace e Disarmo
August 5, 2026
Pressenza
Italicus, 52 anni dopo: un’altra strage che resta senza colpevoli
Nella notte tra il 3 e il 4 agosto l’espresso Italicus, diretto da Roma a Monaco di Baviera, risale l’Appennino tosco-emiliano. Poco prima di Bologna, all’uscita della grande galleria di San Benedetto Val di Sambro, la carrozza numero 5 si trasforma in un inferno. Una bomba squarcia il treno. Dodici […] L'articolo Italicus, 52 anni dopo: un’altra strage che resta senza colpevoli su Contropiano.
August 4, 2026
Contropiano
Bomba ucraina a Montecarlo, “ma non è terrorismo”
In un lussuoso condominio del paradiso fiscale più famoso d’Europa – Montecarlo, of course – esplode una bomba «farcita» di chiodi e bulloni per massimizzare l’effetto sugli umani nelle vicinanze. Gli unici presenti in quel momento sono l’oligarca ex ucraino Vadim Ermolayev, sua moglie e uno dei figli. Tutti restano […] L'articolo Bomba ucraina a Montecarlo, “ma non è terrorismo” su Contropiano.
July 1, 2026
Contropiano
Israele e Stati Uniti minacciano di usare la bomba atomica contro l’ Iran
Negli ultimi giorni, che speriamo che non siano davvero gli ultimi per l’umanita’, da Israele e Stati Uniti arrivano voci di un possibile uso di armi nucleari tattiche contro l’Iran. Non sono preoccupazioni infondate vista la capacita’ militare dell’Iran di rispondere all’attacco del klan Epstein con micidiali missili ipersonici che bucano le difese consuete. Israele si percepisce ora come vulnerabile. Quindi non si esclude nessuna opzione. Trump ha chiamato Putin. Ne sono uscite due novita’ : una risoluzione del consiglio di sicurezza ONU che condanna la ritorsione iraniana sulle basi americane sparse in medioriente, e l’attenuazione delle sanzioni americane sull’esportazione russa di petrolio verso Cina e India. Quindi Russia e Cina si sono astenute dall’utilizzo del diritto di veto in sede ONU consentendo l’approvazione di una risoluzione molto discutibile sotto il profilo del diritto internazionale, che normalmente riconosce il diritto di ritorsione agli Stati sotto attacco militare. La situazione puo’ degenerare scatenando una guerra nucleare che nessuno puo’ vincere; a meno che Cina e Russia non rinuncino ad un’eventuale risposta. Mi sembra del tutto improbabile, ma oggi come oggi non si puo’ escludere nulla nello scenario attuale. Trump vuole fermare le ostilita’ e quindi sta bluffando? Israele pero’ sembra fuori controllo e non esiterebbe ad usare le bombe nucleari di cui dispone senza averlo mai dichiarato apertamente. In un mondo occidentale impazzito l’Unione europea rimane succube di una visione unipolare ormai fuori dalla Storia. Due governi giocano le ultime carte per rimanere in sella. USA e Israele sono messi all’angolo e sono disposti a tutto. Mentre gli europei non sono in grado neanche di approfittare della distensione con la Russia per fermare la guerra in Ucraina e rifornirsi di energia fossile a buon mercato dalla Russia. L’opinione pur essendo chiaramente contro queste guerre da fine impero non riesce a farsi ascoltare dai capi di governo. Si profila anzi la repressione del dissenso come modalita’ di gestione delle piazze ribelli. La democrazia resiste o non esiste piu’? Noi invitiamo le persone a protestare. Non possiamo accettare il delirio apocalittico del klan epstein. La speranza cammina sulle nostre gambe. Non abbiate paura. Ray Man Ray Man
March 16, 2026
Pressenza
Due bombe contro Sigfrido Ranucci
E’ tornata la strategia della tensione. Con tutti i suoi annessi… Nella serata di ieri, intorno alle 22, davanti alla sua abitazione a Pomezia, alle porte di Roma, due esplosioni hanno distrutto l’automobile di Sigfrido Ranucci, coordinatore del team di Report e quella di sua figlia. Le vetture erano parcheggiate una […] L'articolo Due bombe contro Sigfrido Ranucci su Contropiano.
October 17, 2025
Contropiano
BRESCIA: MORTO FRANCO CASTREZZATI. SUO IL DISCORSO DEL 28 MAGGIO 1974, FINO ALLA BOMBA FASCISTA, DI STATO E DELLA NATO DI PIAZZA DELLA LOGGIA
É morto a 99 anni Franco Castrezzati, sindacalista della Fim – Cisl di Brescia che il 28 maggio 1974 stava parlando sul palco di piazza della Loggia quando scoppiò la bomba fascista, di Stato e della Nato, che fece 8 morti e 102 feriti, tra cui il fratello dello stesso Castrezzati. Il suo discorso – 33 pagine – si interruppe a pagina 8, sulle parole “a Milano…”. Poi, l’ordigno. Castrezzati era nato a Cellatica il 21 aprile 1926 da una famiglia di mezzadri. Antifascista, arrestato durante la Seconda Guerra Mondiale per alcuni volantini contro il regime trovatigli addosso, poi partigiano con le Fiamme Verdi in Valle Camonica, nel 1948 entra nell’allora “LCGIL”, occupandosi di mezzadri. Dopo la nascita della Cisl nel 1950 è prima operatore Fim e poi dell’Ufficio formazione. Da fine anni ’50 a fine anni ’70 è il segretario bresciano della Fim metalmeccanica, dove dal 1965 al 1972 ricoprirà anche incarichi nella segreteria nazionale della categoria. Vicino all’area di Pierre Carniti e Luigi Macario, dopo la Strage, sarà anche segretario generale dell’Unione sindacale provinciale di Brescia, dal 1978 al 1981, quando si dimise a seguito della rottura con la componente più conservatrice del sindacato cislino stesso, come raccontato dallo stesso Castrezzati nel libro del 2006 “Autonomia e contratti. Storie di sindacalisti della Cisl in Lombardia”  Castrezzati, dopo la pensione, ha seguito a lungo attività solidali sull’asse Italia – Brasile, restando sempre legato – pur con il passare degli anni – a doppio filo agli appuntamenti antifascisti per la Strage, fino al 28 maggio, 2024, 50esimo anniversario, quando arrivò in Piazza Loggia, incontrando anche Mattarella. Ricordando quei giorni, Castrezzati (nello stesso libro già citato prima) ricordava: “Il 28 maggio 1974 avviene l’attentato di Piazza della Loggia. Io stavo parlando dal palco quando è esplosa la bomba. In quei giorni c’era un clima di tensione enorme, c’erano già stati diversi attentati, per fortuna senza morti. L’ultimo è stato alla sede della Cisl ed è questa la ragione per cui è toccato a me intervenire. Tre giorni prima ce n’era stato uno alla sede del sindacato unitario di Lumezzane. Da mesi si ripetevano gesti simili. Erano tutte azioni rivolte contro il sindacato. Gli industriali del tondino, soprattutto quelli di Nave e di Odolo, attraverso il sindacato fascista della Cisnal avevano fatto arrivare degli operai, che lavoravano nelle loro fabbriche in occasione degli scioperi. Si parlava anche di un incontro degli industriali della zona con Almirante, che in una cena avrebbero detto che non si poteva più tollerare un sindacato così forte. Ho scoperto io i candelotti di tritolo che avevano messo all’ingresso della Cisl, in via Zadei. Erano tra alcune casse di materiali depositate all’esterno. La miccia era stata accesa, ma fortunatamente si era spenta perché era rimasta schiacciata. Se fossero scoppiati quegli otto candelotti sarebbe saltato in aria tutto il palazzo. Non ero segretario della Cisl, ma Pillitteri era in ospedale e lo sostituivo io. Ho telefonato subito al segretario del Comitato unitario antifascista, abbiamo deciso la manifestazione e sono stato incaricato di fare il comizio in rappresentanza del sindacato. Era un clima pesante, anche se non pensavo che si potesse arrivare a tanto. Quella mattina mi sono alzato alle quattro per scrivere il mio intervento. Era una giornata piovosa, abbiamo iniziato alle dieci in punto, i cortei stavano ancora arrivando e io desideravo che i lavoratori sentissero quello che avevo da dire e quindi tiravo un po’ in lungo. Ho aperto il comizio denunciando tutti gli attentati che avevano creato quel clima. Stavo parlando da circa dieci minuti, spiegando le ragioni della nostra manifestazione. Ero rivolto verso il luogo dell’attentato. Ricordo che ad un certo momento ho visto come una nuvoletta bianca, poi ho sentito un grande botto. Erano le 10 e 12. Quello che mi ha spaventato davvero è stato vedere volare le bandiere, gli striscioni e la gente per terra…” Nell’audio vi riproponiamo la parte finale del discorso di Castrezzati, in piazza Loggia, nel 1974, fino alla bomba. Ascolta o scarica   Di seguito, la trascrizione dell’intervento di Castrezzati: “Amici e compagni lavoratori, studenti. Siamo in piazza perché, in questi ultimi tempi, una serie di attentati di marca fascista ha posto la nostra città e la nostra città provincia all’attenzione preoccupata di tutte le forze antifasciste. E le preoccupazioni sono tante più acute ove si tenga conto che la macchina difensiva delle istituzioni democratiche della repubblica sia messa in moto solo dopo che alcune fortuite circostanze hanno rivelato l’esistenza di un’organizzazione eversiva ampiamente finanziata e dotata di mezzi micidiali sufficienti comunque a creare il terrore e sbandamento. Il drammatico episodio di Piazza Mercato ha imposto un colpo di acceleratore nelle indagini sulle trame nere. Sono così venuti alla luce uomini di primo piano, già legati alla Repubblica di Salò che hanno rapporti con gli attentatori di Piazza Fontana e del direttissimo Torino-Roma, con il disciolto gruppo di ordine nuovo risolto poi sotto la sigla di Ordine Nero, con le squadracce d’azione Mussolini e con il Movimento d’Azione Rivoluzionaria, con le organizzazioni “La Rosa dei Venti” e “Riscossa” e con lo stesso Movimento Sociale Italiano. Si scopre così un fortino alla periferia della città, una sorta di campo di addestramento messo a disposizione dall’ingegnere di Collebeato, ufficialmente povero in canna, ma in realtà accasato una villa principesca. Vengono pure alla luce bombe, ami, tritolo, esplosivi di ogni genere, perfino cannoncini, anche se rudimentali. Qualcosa di più di quanto non sappiano mettere insieme quattro ragazzini esaltati dalla droga di ideologie assurde, ai quali viene cinicamente affidata l’esecuzione di attentati che spesso falliscono e si ritorcono come boomerang contro gli inesperti bombardieri. Ci troviamo di fronte a trame intessute segretamente da chi ha mezzi ed obiettivi precisi. Si vogliono, cioè, sovvertire le istituzioni democratiche della nostra Repubblica nate dalla Resistenza. A questo fine si strumentalizzano i giovani, le loro menti vengono imbottite di droga che sconvolge ogni valore universalmente accolto. Così si attenta alla vita umana che è un diritto naturale, si innescano ordigni esplosivi contro le sedi di partiti, di sindacati, di cooperative col proposito di intimidire. Il propellente per queste imprese banditesche è ancora una volta l’ideologia fascista. All’insegna del nazionalismo e del razzismo, la Repubblica di Salò ha intruppato nelle brigate nere giovani, spesso ancora adolescenti, inviandoli alla carneficina mentre deliranti e farneticanti urlavano slogan insensati. Oggi ancora si insiste su questa strada approfittando dell’inesperienza; ed è così che i mandanti, i finanziatori dell’eversione possono seminare distruzione e morte senza scoprirsi, possono camuffare le loro trame con tinte diverse da quella nera, come avvenuto per l’attentato di Piazza Fontana o del treno Torino-Roma, oppure, come avviene in ogni parte del mondo quando si vogliono soffocare le aspirazioni di progresso, di giustizia e di democrazia dei popoli. i titoli dei giornali dell’immediato dopoguerra mettevano ripetutamente in evidenza che a pagare per le colpe, per i misfatti, per i crimini del Fascismo erano normalmente i meno responsabili. Gli stracci così venivano definiti punto ed è a me che sembra che la storia si ripeta e cioè che anche oggi si scavi, non si scavi in profondità, che non si affondi il bisturi risanatore fino alla radice del male. La nostra Costituzione, voi lo sapete, vieta la riorganizzazione sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista; eppure il movimento sociale italiano vive e vegeta. Almirante, che con i suoi lugubri proclami in difesa degli ideali nefasti della Repubblica Sociale Italiana ordiva fucilazioni e ordinava spietate repressioni, oggi ha la possibilità di mostrarsi sui teleschermi come capo di un partito che è difficile collocare nell’arco antifascista e perciò costituzionale. A Milano…”…
October 14, 2025
Radio Onda d`Urto
Roma. ALtra bomba sionista contro il Csoa La Strada
Oggi ore 17:00 assemblea pubblica in via Passino 24, Garbatella. Stanotte, alle 4:08, un’esplosione ha scosso la Garbatella. Un ordigno è stato fatto esplodere davanti all’ingresso del CSOA La Strada in via degli Armatori. Accanto, uno striscione con scritto: “Di Battista puttana di Hamas”. Nonostante la violenza dell’attacco, non sono […] L'articolo Roma. ALtra bomba sionista contro il Csoa La Strada su Contropiano.
September 23, 2025
Contropiano
Quello di cui oggi discuteranno all’Onu lo ha già scritto Ghassan Kanafani
“Un errore sommato a un altro errore non dà il risultato giusto; e se le cose fossero così, allora quello che è successo a Efrat e Miriam ad Auschwitz sarebbe stato giusto? Quando la smetteremo di approfittare delle debolezze e degli errori degli altri? Queste vecchie parole sono già logore, […] L'articolo Quello di cui oggi discuteranno all’Onu lo ha già scritto Ghassan Kanafani su Contropiano.
September 22, 2025
Contropiano