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VENERDÌ 23 OTTOBRE: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI
  Appuntamento del venerdì, su Radio Onda d’Urto, con il nostro collaboratore e economista Andrea Fumagalli. Venerdì 23 ottobre 2026 abbiamo analizzato tre temi: l’incremento record dei permessi di soggiorno rilasciati nel 2025 in Italia; il cosiddetto decreto aiuti del Consiglio dei Ministri per la protesta in tutto il Centro-Sud di autotrasportatori, agricoltori e pescatori; l’affanno continuo delle economie europee. PERMESSI DI SOGGIORNO – Nel 2025 in Italia rilasciati 426.956 nuovi permessi di soggiorno, +47,2% rispetto al 2024. Si tratta di un record, secondo l’Istat, che parla del totale più elevato registrato nell’ultimo quindicennio subito dopo il picco del 2022, dovuto in realtà al massiccio afflusso di profughi dall’Ucraina. L’aumento è più accentuato per le donne rispetto agli uomini (+56,5% e +41,6%). La crescita interessa tutti gli ambiti: ricongiungimenti famigliari (+61,2%), studio (+76%) e motivi di lavoro (+45,9%). PROTESTE CAROVITA – Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge cosiddetto “Aiuti”, con “misure a sostegno degli autotrasportatori, degli agricoltori e dei pescatori”, da giorni e giorni in piazza al CentroSud contro l’aumento dei prezzi dei carburanti e più in generale del costo della vita, tra pompe di benzina a secco e scaffali dei supermercati vuoti. Nel dettaglio il decreto legge prevede per i camionisti  45,2 milioni di euro sul credito d’imposta legato al gasolio già acquistato, tra marzo e agosto 2026; altri 60 milioni per il periodo dal 1 settembre al 5 ottobre, a cui aggiungere 21,2 milioni di euro del “decreto bollo”. Sospese inoltre le rate dei leasing per i “padroncini”. Per la pesca c’è invece un contributo a fondo perduto del 10% delle spese sostenute dal 1° giugno al 15 ottobre, con un tetto però di 10 milioni di euro sul 2026. Agli agricoltori, infine, vanno complessivamente 60 milioni di euro a rimborso di parte dei costi già sostenuti tra giugno e il 15 ottobre. Presidi e blocchi, per ora, sono in gran parte sospesi, anche per effetto dell’ondata di identificazioni, denunce e multe delle scorse ore, mentre lunedì si fermano i taxi, con presidio sotto al Mef di Roma. Sempre nella Capitale, martedì 27 ottobre incontro fissato tra le categorie in lotta e il Governo, Salvini in primis. EUROECONOMIA – Nuovo campanello per l’economia dell’Eurozona, alle prese con conti pubblici in affanno, spese monstre per il riarmo, incertezza politica, elezioni in diversi Paesi alle porte e tensioni sociali, con le proteste continentali contro il carovita.  In mezzo il continuo aumento dei costi di gas e petrolio che, uniti ai timori per la tenuta dei Paesi ad alto debito a seguito del rialzo costante dei rendimenti dei titoli di Stato. Su questa scorta, negli ultimi giorni tutti i mercati azionari europei sono in negativo, con la milanese Piazza Affari maglia nera, al  -2,54%. La conversazione di venerdì 23 ottobre 2026 su Radio Onda d’Urto con Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’università di Pavia. Ascolta o scarica
October 23, 2026
Radio Onda d`Urto
LA PROTESTA DEI TIR PROSEGUE IN TUTTA ITALIA NONOSTANTE LE MINACCE DEL GOVERNO. BLOCCHI DAL LAZIO ALLA SICILIA, A COSENZA STUDENTI IN PIAZZA
Continua la protesta dei Tir contro il caro gasolio nonostante i miseri interventi del governo. In serata riunione a Palazzo Chigi con Meloni: il Viminale ha scelto di mandare la polizia a identificare 1700 camionisti attivi nei blocchi in Campiania e denunciare oltre 70 lavoratori chiedendo di vigilare su non meglio identificate ‘infiltrazioni criminali’. Contemporaneamente l’esecutivo mette a punto un decreto che dovrebbe essere varato nel Cdm convocato per oggi. Opposizioni all’attacco e chiedono che ‘La premier riferisca in aula’. Di fronte alle minacce del governo alcune organizzazioni in Sicilia e Calabria hanno nella notte sospeso i blocchi, ma  le proteste proseguono. Continua quella dei camionisti contro il caro carburanti a Frosinone, Ferentino e Valmontone, Roma, mentre si segnalano rallentamenti ai caselli, monitorati dalla polizia. In agitazione anche gli agricoltori. Da Valmontone, Matteo, contadino in protesta raggiunto ai nostri microfoni. Ascolta o scarica Fermi anche gli autotrasportatori a Gela, Sicilia, lungo il tratto della strada statale 117 bis. “I prezzi del gasolio non scendono e noi non abbiamo ricevuto neanche un centesimo. Andiamo avanti fino a quando non ci saranno risultati concreti. Degli annunci non ce ne facciamo nulla”, fanno sapere. Restano i presidi degli autotrasportatori anche sulle strade campane, dove nel Casertano l’epicentro della protesta diventa il casello sull’A1 Milano-Napoli di Caianello. Proteste che proseguono anche a Napoli. Dal capoluogo campano Eddy del movimento di lotta – disoccupati 7 Novembre. Ascolta o scarica In Calabria, dove si sono aggiunti i blocchi dei pescatori, gli studenti di Cosenza si sono uniti alla protesta di tir e trattori, convocando per questa mattina uno sciopero con un corteo partito da Piazza Kennedy. Dal corteo studentesco Federico, de La Base di Cosenza e di Usb. Ascolta o scarica  
October 22, 2026
Radio Onda d`Urto
Naufragio Cutro, il pescatore: “Nessun soccorso, abbiamo tolto noi le persone dal mare”
Le parole dei testimoni oculari della strage di Cutro nel corso dell’udienza del 17 aprile. “Non abbiamo mai visto arrivare soccorsi dal mare, in mare non c’era nessuno. Solo le persone morte”. Sono le parole di Paolo Cefaly, uno dei pescatori che il 26 febbraio 2023 si trovava sulla spiaggia di Steccato di Cutro mentre il caicco Summer love si schiantava su una secca e affondava causando 94 morti. Il giovane pescatore è stato tra i testimoni che venerdì 17 aprile hanno preso parte all’udienza del processo sui presunti ritardi nei soccorsi all’imbarcazione naufragata sulla spiaggia calabrese, per i quali sono indagati per omicidio e naufragio colposi quattro militari della Guardia di Finanza e due della Capitaneria di Porto. “Eravamo lì vicino al fiume Tacina – ha detto il pescatore rispondendo agli avvocati delle ONG costituitesi parte civile – perché con la secca e il terreno sabbioso lì ci sono le spigole. Abbiamo visto arrivare questa barca e gli abbiamo fatto segno con le luci perché c’erano le nostre canne da pesca lì. Loro hanno girato e si è sentito un boato quando la nave si è schiantata. Io ho provato vero panico sentendo le urla, ma poi ho pensato che bisognava salvare le persone. Non ricordo gli orari, né quanto tempo ci hanno messo i soccorsi. Non me lo posso ricordare, cerco di dimenticare tutta quella storia. So che abbiamo cercato di fare il più presto possibile per tirare fuori le persone perché il mare era troppo agitato e poteva portare via anche noi. Abbiamo tirato fuori tanta gente morta. Tanta. Non ci siamo mai fermati”. Il rumore del legno che si spezzava e le urla La testimonianza di Cefaly ha ribadito anche le parole pronunciate dall’altro pescatore che era in spiaggia, Ivan Paone: “Abbiamo notato l’imbarcazione. Non sapevamo fosse una barca con migranti, abbiamo fatto delle segnalazioni con le torce e la barca ha girato verso il largo. Poi abbiamo sentito urla e visto le luci dei telefoni. Poi abbiamo visto una luce rossa, forse un razzo e sentito un rumore di legno che si spezza e le urla. Abbiamo chiamato la Capitaneria”. Paone racconta gli attimi successivi al naufragio: “Abbiamo tirato fuori persone vive e persone morte. Abbiamo cercato di portare soccorso. Non so dire quanto tempo è trascorso; eravamo presi dalla foga si soccorrere. Le condizioni di visibilità erano pessime, c’era salsedine e mare forte. Abbiamo provato a fare il massaggio cardiaco ad alcuni, ad altri abbiamo sentito il polso per capire se erano morti. I primi ad arrivare sono stati i carabinieri, ma non so dire quanto tempo dopo il naufragio”. L’udienza del 17 aprile ha permesso di far transitare nel fascicolo del dibattimento le parole dei testimoni oculari del naufragio. Ci sarebbero dovute essere anche tre donne afgane, una superstite e due parenti di vittime, che però non sono potute arrivare a Crotone dalla Germania a causa, ha spiegato il loro avvocato, Enrico Calabrese, della cancellazione dei voli per la carenza di carburante. Il medico legale: morti soprattutto per annegamento Sempre nell’udienza del 17 aprile è stato sentito il medico legale, Massimo Rizzo, nominato come consulente dal pubblico ministero, che ha spiegato come la morte sia stata causata da più fattori: “La morte per assideramento è rara, serve un tempo più lungo. Le persone sono morte per annegamento e altri fattori: traumi, incapacità di nuotare, panico. Molti avevano ferite post mortem per la permanenza in acqua accanto a detriti o per il travolgimento subito dal natante”. Il medico ha confermato che ci sono ulteriori dispersi: “Il fatto che i cadaveri di bambini non venivano reclamati non avendo trovato altri parenti deceduti ci ha fatto pensare a un alto numero di dispersi”.   Redazione Italia
April 19, 2026
Pressenza
Venezuela. Fake news e vere bombe USA contro una barca di pescatori
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato un video con immagini false di quello che viene presentato contro il secondo attacco contro un presunto obiettivo “narcoterrorista”, una mistificazione utilizzata per minacciare il Venezuela. Nel video si vede una piccola barca, di quelle comunemente utilizzate per la pesca artigianale, […] L'articolo Venezuela. Fake news e vere bombe USA contro una barca di pescatori su Contropiano.
September 17, 2025
Contropiano