Tag - palestine action

Palestina: effetto collaterale?
Con aggiornamenti di Anbamed e Radio Onda d’Urto; appuntamenti; articoli e analisi di Awad Abdelfattah, di Tawfiq Al-Ghussein e Rania Hammad, di Ilaria de Bonis, di Claudio Geymonat, di Gaurav Kumar, di Lavinia Marchetti, di Tamer Nafar, di Enrico Semprini e altre/i Prefazione di Enrico Semprini. In questo dossier si parla di eccidi, di solidarietà e…del punto di vista palestinese
Affoga nel ridicolo “l’attentato” alla base inglese
L’allarmismo guerrafondaio ha superato da tempo i confini del ridicolo, ma i britannici hanno deciso di alzare il livello fino a superare i Monty Pyton nel capolavoro Brian di Nazareth. La notizia del presunto attentato alla base aerea di Fairford, nel sud dell’Inghilterra, vicino Oxford, era sembrata da subito piuttosto […] L'articolo Affoga nel ridicolo “l’attentato” alla base inglese su Contropiano.
September 29, 2026
Contropiano
PALESTINE ACTION CRIMINALIZZATA COME “TERRORISTA”, MENTRE 12 PAESI SANZIONANO LE COLONIE ISRAELIANE
Il 26 agosto il Dipartimento del Tesoro statunitense ha inserito Palestine Action tra le organizzazioni designate come terroristiche, dopo che una decisione analoga era stata presa l’anno scorso dal governo britannico. La misura ha già prodotto conseguenze concrete: è stata rimossa la pagina Instagram di Palestine Action Global, mentre in Italia Donorbox, piattaforma statunitense utilizzata dal movimento per la raccolta fondi, ha chiuso il suo account citando le proprie policy e il rischio di sanzioni da parte dell’OFAC. La decisione statunitense arriva dopo che l’anno scorso era stato il governo britannico a dare l’etichetta di associazione terroristica al movimento Palestine Action UK. E in un quadro composto da continue sanzioni a realtà di base e movimenti per la Palestina, si segnala anche una forte contraddizione politica. Una dozzina di Paesi hanno annunciato l’intenzione di introdurre o sostenere restrizioni sul commercio di beni proveniente dagli insediamenti israeliani illegali nella Cisgiordania Occupata. “Oggi, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Irlanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito” confermano la loro intenzione di introdurre restrizioni nazionali e/o sostenere restrizioni europee sul commercio di merci con insediamenti illegali secondo il diritto internazionale, o che stanno valutando attivamente queste e altre misure, in conformità con le loro procedure nazionali”, si legge nella dichiarazione congiunta diffusa martedì 8 settembre. Per ripicca, Israele ha chiuso il consolato di Londra a Gerusalemme Est, espulso i rappresentanti del Regno Unito nel Board of Peace e il divieto di ingresso di 12 funzionari di Londra. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’intervento di Bruno, di Palestine Action Italia. Ascolta o scarica. Mercoledì 9 settembre abbiamo raccolto anche l’intervento di Luigi Daniele, professore associato di Diritto Internazionale all’Università del Molise.  Ascolta o scarica
September 8, 2026
Radio Onda d`Urto
Palestine Action Italia: chiuso l’account Donorbox per le donazioni
La decisione della piattaforma per non conformità alle policy e timori di sanzioni del Dipartimento del Tesoro USA dopo l’inserimento di Palestine action nella lista OFAC È successo di nuovo, ma questa volta più in grande. Dopo che l’anno scorso era stato il governo britannico a dare l’etichetta di associazione terroristica al movimento Palestine Action UK , questa volta è stato il Dipartimento del Tesoro USA con un provvedimento emesso il 26 agosto a designare il movimento, che non è presente solo in UK ma ha versioni in diversi paesi, inclusa l’Italia, come associazione terroristica, inserendolo nella lista OFAC, Office of Foreign Assets Control. Per intenderci si tratta dello stesso provvedimento che ha colpito il collettivo informatico italiano Autistici/Inventati accusato di supporto a diverse associazioni di “estrema sinistra”. L’effetto principale di questo provvedimento è quello di inibire qualsiasi soggetto che rientri nella giurisdizione USA a collaborare con i movimenti e le persone colpite. Un provvedimento simile aveva colpito Francesca Albanese, cittadina italiana alla quale era diventato impossibile avere un conto corrente. Il problema è che, per come funziona il nostro sistema finanziario USA-centrico, una sanzione del Dipartimento del Tesoro USA di fatto esclude i soggetti target da attività quotidiane come appunto gestire un conto e tutti i connessi – anche se non sono cittadini o associazioni statunitensi. Un assaggio di ciò l’abbiamo avuto il 2 settembre: Donorbox ci annuncia di aver eliminato il nostro account. Donorbox, che è un’azienda statunitense, è lo strumento che utilizziamo per raccogliere donazioni. La mail che ci dà questa comunicazione è piuttosto stringata: a seguito di una verifica di conformità l’azienda ha riscontrato che il nostro profilo non è conforme alla loro policy; aggiungono anche che vogliono evitare possibile sanzioni da parte del U.S. Office of Foreign Assets Control: l’OFAC per l’appunto. Abbiamo chiesto dei chiarimenti a riguardo, ma sembra tutto chiaro. Questo avviene in un momento delicato, in cui attiviste e attivisti del movimento stanno affrontando due processi, con relative spese legali (uno già iniziato e uno che inizierà a novembre) in cui la Leonardo si è costituita parte offesa. Intanto, ieri sera la pagina Instagram di Palestine Action Global veniva eliminata. Anche qui, per “terrorismo”. Ci sarebbe molto da dire: che le Nazioni Unite hanno condannato questa designazione; che è incredibile che uno stato che fa un uso sistematico del terrore in casa sua (vedi gli energumeni mascherati dell’ICE che rapiscono e uccidono persone impunemente) e all’estero, definisca “terrorista” un movimento che si oppone al genocidio senza fare violenza sulle persone e adotti provvedimenti che hanno effetti diretti su cittadini e movimenti che non ricadono nella sua giurisdizione, provvedimenti a cui il nostro governo plaude e si accoda; che non è sano che il sistema finanziario mondiale debba ruotare intorno ad un unico paese, che ha la tendenza a fare il buono e il cattivo .tempo, in base agli umori, sempre più labili, sempre più squilibrati, del suo “comandante in capo”. In questo momento però vogliamo solo ricordare questo: dopo che lo scorso anno il governo britannico stigmatizzò Palestine Action UK , decine di migliaia di persone, di tutte le età, scesero in strada per manifestare solidarietà al movimento; migliaia furono arrestate per aver espresso solidarietà reggendo cartelli scritti a mano. Intanto l’Alta Corte britannica dichiarava “sproporzionata e illegittima” la decisione del governo. Questo è ciò che succede quando i prepotenti (per usare un eufemismo) perdono la bussola delle loro azioni e della loro ipocrisia: che le persone di buona volontà si uniscono e provano a ristabilire la verità. Siamo sicuri che anche in questo caso, superate le difficoltà pratiche e prendendo forme diverse, le cose andranno così. Redazione Italia
September 6, 2026
Pressenza
Antifa, il nuovo nemico globale – di Emanuele Braga
Perché la destra radicale avanza, e la sinistra ha smarrito gli strumenti per fermarla Da Washington a Budapest, fino a Torino, l’antifascismo viene progressivamente riscritto come minaccia terroristica. Mentre una nuova internazionale delle destre radicali costruisce nemici, alleanze e un linguaggio comune, una sinistra che per trent’anni ha creduto nella fine delle ideologie fatica persino [...]
August 30, 2026
Effimera
La caccia alle streghe contro gli Antifa
Dagli Stati Uniti all’Europa, l’antiterrorismo si allarga fino a colpire antifascisti, movimenti, solidarietà palestinese e infrastrutture indipendenti. C’è qualcosa di molto più grande del caso Autistici/Inventati nella decisione dell’amministrazione statunitense …