Memory Under Siege: una call internazionale per proteggere il patrimonio culturale palestinese
Pubblichiamo l’appello, promosso da Fondazione MeNO, Sapienza, Fondazione Merz,
An-Najah National University e una rete internazionale di studiosi e artisti,
richiama l’attenzione sulla tutela del patrimonio culturale palestinese, tra
memoria, archivi, biblioteche, siti storici e percorsi di ricostruzione_
Studiosi, artisti, architetti, istituzioni culturali ed esperti di diritti umani
lanciano Memory Under Siege, una call for action internazionale per la tutela
del patrimonio culturale palestinese. L’iniziativa, promossa da Sapienza
Università di Roma, Fondazione MeNO, Fondazione Merz, An-Najah National
University e da una rete di partner internazionali, nasce nel solco del richiamo
emerso nell’ambito di UNESCO MONDIACULT 2025, la conferenza mondiale dedicata
alle politiche culturali e al ruolo della cultura nelle strategie di sviluppo
delle Nazioni Unite.
Al centro dell’appello c’è la necessità di proteggere non solo monumenti e siti
storici, ma anche archivi, biblioteche, luoghi della vita collettiva,
testimonianze materiali e immateriali, pratiche artistiche e memorie condivise.
Il patrimonio culturale rappresenta infatti una parte essenziale dell’identità
di una comunità: custodisce la storia, consente la trasmissione dei saperi e
mantiene vivo il legame tra le generazioni.
Nel corso degli ultimi decenni, numerosi luoghi della cultura, edifici storici,
biblioteche, archivi e testimonianze della presenza palestinese sono stati
danneggiati o distrutti. Secondo l’UNESCO, al 24 marzo 2026 risultano verificati
danni a 164 siti nella Striscia di Gaza dal 7
ottobre 2023, tra cui 14 siti religiosi, 128 edifici di interesse storico e
artistico, 3 depositi di beni culturali mobili, 9 monumenti, 2 musei e 8 siti
archeologici. A questo quadro si aggiungono le segnalazioni di organizzazioni
culturali palestinesi e internazionali sui danni
subiti da archivi e biblioteche pubbliche e universitarie.
Memory Under Siege intende richiamare l’attenzione della comunità internazionale
sulla salvaguardia del patrimonio culturale palestinese e costruire una rete
ampia di sostegno, coinvolgendo esperti, istituzioni culturali, università,
fondazioni, organismi nazionali e
internazionali, artisti e operatori del settore. L’obiettivo è invitare soggetti
pubblici e privati a condividere i contenuti e le finalità dell’appello,
contribuendo alla protezione, alla documentazione e alla valorizzazione della
memoria culturale palestinese.
Il documento propone un approccio integrato che unisce lavoro sulla memoria,
responsabilità giuridica e resilienza delle comunità. Tra le azioni indicate
figurano la realizzazione di una mappatura digitale open source del patrimonio
culturale palestinese, il sostegno ad artisti e
operatori culturali, il rafforzamento dei meccanismi internazionali di
protezione dei beni culturali, l’integrazione della memoria storica nei
programmi educativi e l’inserimento della tutela del patrimonio tra gli elementi
essenziali dei futuri percorsi di ricostruzione.
La rete scientifica è guidata da Roberto Albergoni per Fondazione MeNO, Beatrice
Merz per Fondazione Merz, Carlo Bianchini per Sapienza, Ali Abdelhamid per
An-Najah National University e Shourideh C. Molavi, Docente senior in Disciplina
di diritti umani, Institute for the Study of Human Rights and Department of
Anthropology, Columbia University. I promotori invitano istituzioni pubbliche e
private, esperti del settore, organizzazioni internazionali e soggetti della
società civile a sostenere, finanziare e diffondere l’appello.
Tra i primi firmatari figurano personalità del mondo accademico, culturale,
artistico, giornalistico e istituzionale internazionale, tra cui la Presidente
della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento europeo Nela Riehl. La
partecipazione di voci provenienti da diversi
Paesi testimonia la crescente attenzione internazionale verso la tutela del
patrimonio culturale nei contesti di crisi e ricostruzione.
Il testo della call, l’elenco dei primi firmatari e le modalità di adesione sono
disponibili sul sito www.PalestinianCulture.art.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno di Sapienza per la cooperazione
scientifica, culturale ed educativa nell’area del Mediterraneo. In questa
prospettiva si colloca anche il progetto DIEM – Developing Inclusive Education
in the Mediterranean, coordinato dal professor Carlo Bianchini del Dipartimento
di Storia, disegno e restauro dell’architettura e che coinvolge Fondazione MeNO
e partner di Spagna, Tunisia, Egitto, Giordania e Palestina. Il progetto è stato
selezionato nell’ambito del Programma Interreg NEXT MED e ha ottenuto un
finanziamento di circa 2,8 milioni di euro.
Redazione Italia