BARI: “MELONI ASSASSINA, BUGIARDA, COLLUSA, VENDUTA”. GIOVEDI 4 SETTEMBRE MANIFESTAZIONE REGIONALE CONTRO IL GOVERNO
Bari si prepara a vivere una giornata di forte mobilitazione politica giovedì 4
settembre, quando al terminal 10 del porto è in programma la “festa” di Fratelli
d’Italia per celebrare la durata del governo guidato da Giorgia Meloni.
All’evento è attesa anche la presidente del Consiglio e sono previste migliaia
di partecipanti.
Nella stessa giornata, però, movimenti, associazioni e studenti scenderanno in
piazza per una contro-manifestazione. L’Assemblea di movimenti e associazioni ha
annunciato un corteo con partenza alle 17.30 da piazza del Ferrarese, diretto
verso la zona del terminal crociere. Al centro della protesta ci saranno le
politiche del governo su guerre e riarmo, caro benzina, migranti, sicurezza,
scuola e università, oltre a sanità pubblica, emergenza climatica, salario
minimo e condizioni economiche delle fasce più deboli. I promotori contestano
inoltre la gestione dell’ex Ilva di Taranto e chiedono maggiori investimenti in
lavoro, servizi pubblici, edilizia popolare e istruzione.
La presentazione con Mario dell’ex Caserma Liberata parte dell’Assemblea dei
movimenti che ha promosso la mobilitazione Ascolta o scarica
Sentiamo anche Antonella di Cambiare Rotta di Bari Ascolta o scarica
COMUNICATO
Il 4 settembre la premier sarà a Bari per celebrare quello che definisce il
governo più longevo della storia repubblicana. Quattro anni di un esecutivo i
cui ministri sanno benissimo da che parte stare: non quella delle classi
popolari, ma quella di chi accumula extra-profitti e pretende pure aiuti dallo
Stato (il caso Santanchè insegna).
Saremo in piazza per contestare i disastri di questo centro-destra. Ecco cosa
c’è da “festeggiare”:
Stato di polizia: Decreti sicurezza che rispolverano norme fasciste per
garantire l’impunità alle forze dell’ordine e silenziare il dissenso con pene
sempre più severe.
Caccia al migrante: Criminalizzazione e trattamenti disumani, con leggi che
alimentano la clandestinità anziché favorire l’integrazione sociale ed
economica.
Economia di guerra e riarmo: Risorse massicce sottratte a scuola, università,
ricerca e sanità per essere dirottate sulle spese militari. Un folle piano di
riarmo che arricchisce l’industria bellica (a partire da Leonardo, che
riconverte la produzione verso le armi nel silenzio dei sindacati confederali).
Complicità nel genocidio: La totale sottomissione al terrorismo globale del
neoimperialismo statunitense e la complicità attiva, politica e militare, nel
genocidio del popolo palestinese portato avanti dal governo Netanyahu.
Negazionismo e crisi climatica: Una criminale inerzia di fronte al collasso
ecologico. Invece di avviare una vera transizione, questo governo tutela le
lobby fossili, condannando i territori alla distruzione climatica tra siccità
estrema, alluvioni e devastazione ambientale.
Impunità per i potenti: Protezione per la casta nostrana (dai casi Santanchè e
Delmastro fino all’inchiesta Hydra della DDA di Milano) e internazionale (da
Al-Masri a Trump).
Regali ai colossi: Extra-profitti record per banche, assicurazioni e compagnie
energetiche o petrolifere.
Guerra ai poveri: Il netto rifiuto del salario minimo, che lascia campo libero a
sfruttamento e lavoro povero.
Per noi questi anni hanno significato solo il peggioramento delle condizioni di
vita di lavoratori, disoccupati e finte partite IVA, mentre i soliti pochi si
arricchivano indisturbati.
Questo è il governo che non avremmo mai voluto.
Bari e la Puglia portano i segni evidenti di questi disastri, a partire dalla
gestione fallimentare dell’ex Ilva di Taranto. Non abbiamo bisogno di zone
rosse, esercito o altra polizia nelle strade. Vogliamo la sicurezza di un lavoro
dignitoso, di una sanità pubblica efficiente, di case popolari e di scuole
sicure.
Il 4 settembre alle 17.30 scenderemo in piazza per un corteo che da Piazza del
Ferrarese si muoverà verso il terminal crociere dove si svolgerà l’assemblea
nazionale di Fratelli d’Italia per ribadire a Meloni la netta distanza tra le
priorità del suo governo e i bisogni reali della popolazione.