La base di #Sigonella negli odierni scenari di #guerra internazionali
di Antonio Mazzeo #iran #palestine🇵🇸 #ukrainian
L’analisi dei tracciati dei velivoli con e senza pilota delle forze armate USA
di stanza nella base siciliana di Sigonella confermano il ruolo chiave di questa
infrastruttura nei piĂą sanguinosi scenari bellici
https://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2026/04/la-base-di-sigonella-negli-odierni.html
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GRAN BRETAGNA: NEGATO NUOVO CONTRATTO A ELBIT SYSTEMS, ATTIVISTI/E DI PALESTINE ACTION INTERROMPONO LO SCIOPERO DELLA FAME
Kamran Ahmed, Heba Muraisi e Lewie Chiaramello annunciano la loro decisione di
porre fine allo sciopero della fame, poiché a Elbit Sytems UK è stato negato un
contratto governativo cruciale: è stata quindi accolta una richiesta
fondamentale degli scioperanti. I tre attivisti di Palestine Action erano a
rischio imminente di morte poiché in sciopero della fame rispettivamente da 73,
66 e 52 giorni.
Gli attivisti hanno iniziato a rialimentarsi in conformitĂ con le linee guida
sanitarie. Tra i motivi principali dell’interruzione della protesta, come
riportato dal sito Prisoners for Palestine, l’annuncio che Elbit Systems ha
perso un contratto da 2 miliardi di sterline che avrebbe consentito loro di
addestrare 60.000 soldati britannici ogni anno. Dal 2012, la filiale britannica
dell’azienda di armi israeliana Elbit, si è aggiudicata oltre 10 appalti
pubblici.
Il contratto da 2 miliardi di sterline, che avrebbe visto Elbit fornire
addestramento all’esercito britannico per un periodo di dieci anni, è andato
perso nonostante gli sforzi dei funzionari del Ministero della Difesa e
dell’esercito britannico, che erano in combutta sia con Elbit Systems UK che con
la sua società madre Elbit Systems in riunioni riservate e “tour” nella capitale
della Palestina, Gerusalemme.
Attiviste e attivisti hanno sottolineato in un comunicato la svolta
significativa dello scorso venerdì 9 gennaio, quando i responsabili nazionali
dell’assistenza sanitaria penitenziaria avevano finalmente incontrato i
rappresentanti dei prigionieri in sciopero della fame, su richiesta del
Ministero della Giustizia, per discutere le condizioni carcerarie e le
raccomandazioni terapeutiche.
Inoltre Prisoners for Palestine ha annunciato una serie di vittorie dello
sciopero della fame, elencandole in una dichiarazione:
“vogliamo cogliere l’occasione per rivelare le varie vittorie ottenute durante
lo sciopero della fame: solo nelle ultime settimane, 500 persone si sono
iscritte per intraprendere un’azione diretta contro il complesso
militare-industriale genocida, piĂą di quante ne abbiano intraprese con Palestine
Action durante gli ultimi 5 anni. Durante questa campagna quinquennale, 4
fabbriche di armi israeliane sono state chiuse”. Altra vittoria riguarda il
trasferimento di Heba Muraisi in un carcere dove potrĂ essere piĂą vicina alla
propria famiglia.
“Gli scioperanti della fame hanno fatto la storia britannica, partecipando al
piĂą grande e lungo sciopero della fame coordinato della Gran Bretagna, durato
complessivamente 73 giorni, con Heba Muraisi che si è concluso a 73 giorni”
commenta il gruppo di attivisti Prisoners for Palestine, che hanno anche
sottolineato che “la vittoria più importante dello sciopero della fame è stata
l’aumento dell’impegno per l’azione diretta”.
L’aggiornamento con Carlo Gianuzzi, nostro storico corrispondente sulle
questioni irlandesi (e non solo) oltre che co-curatore della rubrica e del
podcast “Diario d’Irlanda”. Ascolta o scarica
GRAN BRETAGNA: “RISCHIO DI MORTE IMMINENTE” PER 3 ATTIVISTE-I DI PALESTINE ACTION IN SCIOPERO DELLA FAME
Rischia di precipitare la drammatica situazione dei militanti di Palestine
Action, in sciopero della fame da oltre due mesi nelle carceri britanniche. Tre
dei detenuti — Heba Muraisi, Kamran Ahmed e Lewie Chiaramello — sono a rischio
imminente di morte e in sciopero rispettivamente da 71, 64 e 50 giorni. Un
quarto detenuto, il ventenne Umer Khalid, ha ripreso lo sciopero della fame
interrotto dopo 13 giorni per motivi di salute.
Nel frattempo, decine di intellettuali da tutto il mondo hanno firmato una
dichiarazione di solidarietĂ con i prigionieri, la cui lunga detenzione senza
alcun processo, con accuse legate all’attivismo per la Palestina, ha suscitato
critiche da parte di diverse organizzazioni per i diritti umani, alle quali si è
unita la settimana scorsa Amnesty International. Tra i firmatari della
dichiarazione Naomi Klein, Angela Davis e Ilan Pappé, insieme a docenti di varie
discipline, fra i quali gli italiani Sandro Mezzadra e Vittorio Morfino.
Con lo sciopero della fame, gli attivisti di Palestine Action chiedono: la fine
di ogni forma di censura durante la loro detenzione, in particolare, vogliono
poter comunicare liberamente; libertĂ su cauzione immediata, dato che sono
ancora in attesa di processo; il diritto ad un processo equo; la revoca della
proscrizione di Palestine Action; la chiusura di Elbit Systems, azienda che
produce armi (anche) in Gran Bretagna per l’esercito israeliano.
Ci aggiorna sulla situazione Carlo Giannuzzi, nostro storico corrispondente
sulle questioni irlandesi (e non solo) oltre che co-curatore della rubrica e del
podcast “Diario d’Irlanda”. Ascolta o scarica
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PALESTINA: A GAZA ALMENO UN MILIONE TRA LE TENDE BUCATE, “DOVREBBERO ENTRARE LE NUOVE” MA ISRAELE BLOCCA GLI AIUTI
La tempesta Byron si abbatte sugli sfollati palestinesi, con piogge torrenziali,
vento, freddo e maree improvvise. Una casa di tre piani è crollata nel quartiere
di al-Nasr, ovest di Gaza City, mentre risultano allagati interi campi nella
zona di al-Mawasi e Deir al-Balah, oltre mercato centrale di Nuseirat e le aree
di Yarmouk e del porto di Gaza City.
Almeno un milione le persone all’addiaccio, con tende o in ripari di fortuna
sott’acqua, dove la pioggia si mescola alle acque di scarico, visto che il
genocidio israeliano, oltre ad ammazzare piĂą di 70 mila persone, ha
scientificamente distrutto le condotte fognarie.
Un incubo nell’incubo, quindi, per i palestinesi di Gaza, a due mesi esatti
dall’entrata in vigore del cosiddetto cessate il fuoco, violato sistematicamente
da Tel Aviv, pure nelle ultime ore: cinque palestinesi morti, tra cui un
bambino, in diversi raid su Jabalia, nel nord.
Sale così a 384 il numero dei palestinesi uccisi dall’entrata in vigore del
cessate il fuoco. A queste vittime vanno aggiunte quelle per la mancanza di
aiuti, la fame, le malattie e la mancanza di ripari, il tutto peggiorato dalla
tempesta in corso; solo oggi una bambina di otto mesi è morta, per il freddo,
vicino a Khan Younis.
L’aggiornamento dalla Striscia con il nostro collaboratore Sami Abu Omar.
Ascolta o scarica
Intanto per quanto riguarda le trattative di carattere internazionale, gli Stati
Uniti vogliono passare alla cosiddetta fase due – quella della lucrosa
ricostruzione di Gaza, con annessa speculazione colonial-immobiliare, mentre
Amnesty International ha pubblicato un proprio report su quanto accaduto il 7
ottobre 2023 e dopo, accusando “Hamas di crimini di guerra e contro l’umanità ”,
mentre Israele “di genocidio”. Sotto banco però si prova comunque a trattare,
attraverso i consueti mediatori qatarini ed egiziani.
Sul cosiddetto cessate il fuoco e il piano Trump, sulla risoluzione ONU 2803,
sulla ridefinizione territoriale e il futuro di Gaza, sulla guerra
dell’informazione di Israele, sulla criminalizzazione dei cittadini arabi,
musulmani e palestinesi che non vivono in Medio Oriente, compreso l’imam di
Torino Mohamed Shahin, che rischia l’espulsione in Egitto, abbiamo fatto il
punto con la giornalista Romana Rubeo, caporedattrice al The Palestine
Chronicle. Ascolta o scarica
#stopthegenocideingaza🇵🇸 #Catania, Teatro Coppola, venerdì 21 novembre - Expo
for #Palestine
Ore 16.30 - Apertura mostra
ore 17.30 - Dialogo per la consapevolezza. #Gaza oggi: tra violazioni e Accordi
di "pace" - Con Antonio Mazzeo e Triestino Mariniello
Ore 20 - All'atto pratico - Superare l'immobilismo collettivo - con SAMIA e
Irene Di Stefano
Ore 21 - Cena Palestinese - Hamid Alfarra
#stopthegenocideingaza🇵🇸 Il giornalista Antonio Mazzeo: #Gaza, #Palestine
#Italian #Genocide
APPROFONDIMENTO SU QUELLO CHE STA ACCADENDO A GAZA E IN TUTTO IL TERRITORIO
PALESTINESE OCCUPATO, SUL GENOCIDIO, SULLE COMPLICITĂ€ DELLE AZIENDE E SUI
TRAFFICI DI ARMI
https://www.youtube.com/watch?v=-WyX-8NxgIc&t=1350s
#Gaza. Italia e #Sigonella complici del genocidio israeliano
#stopthegenocideingaza🇵🇸 Il 20 agosto un drone MQ-4C “Triton” #USNAVY dopo il
decollo dalla base siciliana ha effettuato una lunga missione nel Mediterraneo
orientale. #palestine
https://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2025/08/gaza-italia-e-sigonella-complici-del.html