Tag - Sanità

Presidio per la sanità pubblica a Roma
Presidio per la Sanità pubblica all’ospedale San Camillo Forlanini di Roma del sindacalismo conflittuale e dei e delle solidali con la Palestina. Per la liberazione del Dottor Hussam, contro tagli, privatizzazioni, esternalizzazioni e trasformazioni dei servizi, orientati al profitto privato e allo sfruttamento di chi ci lavora, con salari bassi, poca sicurezza sul lavoro. Buona riuscita della iniziativa, che ha avuto l’indubbio merito di portate davanti una Struttura Ospedaliera PUBBLICA lo stretto nesso tra la tragedia del genocidio a Gaza, con i tagli a servizi pubblici per finanziare politiche di riarmo e lo stato genocida di Israele. Come SI Cobas abbiamo in questo contesto messo l’accento sul quella sorta di finanziaria sottotraccia che è il rinnovo dei CCNL della PA ed in modo particolare quello della comparto sanitario che ha visto aumenti tabellari a dir poco mortificanti per le lavoratrici e lavoratori della sanità. Evidentemente bisogna risparmiare per spendere in armi. Questo è solo l’inizio di un percorso che vede il sindacalismo conflittuale di base e comitati e collettivi autorganizzati contrastare questo disegno padronale. Per la ricomposizione di classe. S.I COBAS F.P Sì cobas L'articolo Presidio per la sanità pubblica a Roma proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Presidi in tutti gli ospedali in solidarietà ai medici palestinesi incarcerati
Sono oltre 60 gli ospedali che si sono mobilitati in tutta Italia con flash mob e presidi per la liberazione degli oltre 90 sanitari palestinesi detenuti illegalmente nelle carceri israeliane. Un giornata organizzata in occasione della data nazionale e internazionale di mobilitazione “La sanità non si imprigiona”. Un appuntamento che fa seguito a un percorso di mobilitazione da parte dei medici e dei sanitari riuniti nella rete Digiuno per Gaza e Sanitari per Gaza e che prevede nuove iniziative, in particolare nella richiesta di boicottaggio dei medicinali TEVA. Francesco, medico per Gaza e partecipante della Freedom Flottilla ne parla ai nostri microfoni
frittura mista|radio fabbrica 04/11/2025@0
Il primo approfondimento della serata lo abbiamo fatto in compagnia di Marco Veruggio del puntocritco.info, per commentare insieme l’annuncio da parte di Amazon di voler procedere a licenziare 14mila suoi dipendenti. Abbiamo provato ad andare alle radici di questa scelta, passando in rassegna i vari motivi che hanno portato a ciò; ma abbiamo anche analizzato […]
frittura mista|radio fabbrica 04/11/2025@2
Il primo approfondimento della serata lo abbiamo fatto in compagnia di Marco Veruggio del puntocritco.info, per commentare insieme l’annuncio da parte di Amazon di voler procedere a licenziare 14mila suoi dipendenti. Abbiamo provato ad andare alle radici di questa scelta, passando in rassegna i vari motivi che hanno portato a ciò; ma abbiamo anche analizzato […]
frittura mista|radio fabbrica 04/11/2025@1
Il primo approfondimento della serata lo abbiamo fatto in compagnia di Marco Veruggio del puntocritco.info, per commentare insieme l’annuncio da parte di Amazon di voler procedere a licenziare 14mila suoi dipendenti. Abbiamo provato ad andare alle radici di questa scelta, passando in rassegna i vari motivi che hanno portato a ciò; ma abbiamo anche analizzato […]
frittura mista|radio fabbrica 04/11/2025@3
Il primo approfondimento della serata lo abbiamo fatto in compagnia di Marco Veruggio del puntocritco.info, per commentare insieme l’annuncio da parte di Amazon di voler procedere a licenziare 14mila suoi dipendenti. Abbiamo provato ad andare alle radici di questa scelta, passando in rassegna i vari motivi che hanno portato a ciò; ma abbiamo anche analizzato […]
In Sardegna propaganda di guerra e screening medici per bambine e bambini
Le spese per la sanità pubblica in Italia non sono affatto tra le più alte dei paesi UE, a differenza di quanto sostiene la presidenza del Consiglio, secondo la quale il nostro Paese non ha speso mai così tanto per la salute. Ecco, ricordiamo solo alcuni dati. Il servizio sanitario è universale, ma non del tutto gratuito, prova ne sia che la quota di spese sanitarie a carico del cittadino (23,5%) è al di sopra della media europea (15,8%). Nonostante ciò il ricorso alle prestazioni intramoenia e al privato arrivano per la impossibilità del pubblico di erogare servizi in tempi veloci, non avendo personale a sua disposizione. La spesa pubblica per la sanità in Italia (8,8% del PIL) è al di sotto della media europea (9,8%). Anche in termini assoluti la spesa medica pro-capite è di 2.487 euro contro i 2.884 della media europea. Non si comprende allora il motivo per cui ci sarebbe da gioire con una sanità pubblica affossata a colpi di privatizzazioni, spending review e contenimento della spesa con risorse da sempre sperequate tra le varie figure di personale, la impossibilità di un effettivo ricambio generazionale per medici e infermieri. Molte famiglie per curarsi devono contrarre dei prestiti con banche e finanziarie e nelle isole o regioni meridionali il pendolarismo sanitario è una scelta obbligata per ricevere cure adeguate. Le famiglie del capoluogo sardo hanno quindi accolto come una sorta di manna dal cielo la notizia che avrebbero potuto approfittare degli screening a bordo della nave da guerra Trieste, in porto per l’operazione interforze “Joint Stars“. Pensiamo che le strutture sanitarie , incluse quelle militari, dovrebbero essere a disposizione della cittadinanza e non solo nei momenti di grande criticità come avvenuto negli anni pandemici. Ci indigna , oltre a preoccuparci, che un servizio essenziale come quello sanitario e l’offerta di screening ai più piccoli, per i quali si attendono di norma mesi di attesa, sia invece avvenuta a bordo di una nave da guerra, associando l’idea che all’ombra delle forze armate sia possibile ricevere servizi sanitari. La Trieste partecipava all’esercitazione nazionale interforze della Difesa Joint Stars 2025, appuntamento annuale per la più grande esercitazione militare interforze pensata per testare anche l’efficacia di nuove armi e strumenti di guerra. E i soldi impiegati per le esercitazioni militari sarebbero stati utili per ampliare la terapia intensiva, la prevenzione e i servizi di pediatria con effetti ben maggiori nel tempo. La propaganda di guerra è disgustosa e in assenza di argomentazioni si associano esercitazioni militari alla erogazione di quei servizi socio sanitari che sono stati tagliati proprio per finanziare il militare. Fonti: https://www.facebook.com/photo?fbid=1135590778607390&set=a.649135690586237 https://www.ultimavoce.it/joint-stars-2025-sardegna-sanita-e-propaganda/#google_vignette https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/05/12/a-cagliari-esami-sanitari-gratis-per-i-bambini-si-ma-sulla-nave-da-guerra-per-far-digerire-la-maxi-esercitazione/7984982/ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Se si muore di sanità in Calabria
La sanità in Calabria è in condizioni disastrose. La malaugurata morte di Serafino Congi, lo scorso gennaio, per colpa della mancanza di personale medico sull’ambulanza sulla quale era stato ricoverato per un infarto, è l’esito drammatico di un sistema in cui mancano le strutture ospedaliere e ci vogliono anni di attesa per visite e controlli. […]