Tag - spazi autogestiti

Il Re è nudo, l’autunno si fa primavera: un laboratorio di lotta per la città
Condividiamo la riflessione di alcuni spazi sociali romani sulle mobilitazioni primaverili e sulle prospettive di lotta locali e nazionali che si aprono in questo momento storico. La due giorni No Kings del 27 e 28 marzo ci consegna una fotografia in movimento dalla quale è imprescindibile iniziare la nostra riflessione: la partecipazione di decine di migliaia di persone, ben al di là delle seppur numerose realtà promotrici, continua a segnalare una disponibilità di massa alla mobilitazione e la richiesta di un’apertura di spazi di lotta attraversabili e inclusivi. E’ emersa prepotentemente la connessione con le piazza autunnali contro il Genocidio in Palestina, che per prime hanno iniziato a mettere in crisi la narrazione del governo Meloni: le parole d’ordine del “Blocchiamo tutto”, la capacità di tenere insieme il rifiuto della guerra, l’economia bellica e la torsione autoritaria del governo Meloni hanno messo in luce forza e intelligenza collettiva che oggi occorre radicare nei territori. Non meno importante la dimensione transnazionale della giornata del 28 marzo, che ha visto milioni di persone scendere in piazza in tutto il mondo, negli Stati Uniti come a Londra, a Roma come a Niscemi, dove il movimento NO MUOS si oppone alla colonizzazione militare mentre la città resiste al disastro idrogeologico. > La Palestina globale ci ha fatto intravedere l’alba di un nuovo > internazionalismo che nasce dalla solidarietà intersezionale di quelle > molteplici resistenze unite dalla consapevolezza che nessuna sarà libera fino > a che tutte non saranno libere. La mobilitazione della Global Sumud Flottilla, nel suo viaggio verso Gaza, ci ha insegnato che è possibile tornare a incidere materialmente nello scenario mortifero del presente. Da allora siamo diventate Equipaggi di Terra, da allora pratichiamo il metodo Flottilla – «when governments fail, people sail». Il filo che unisce le piazze dell’autunno contro il Genocidio, le maree del movimento transfemminista dell’8 marzo, la sonora vittoria del No al referendum, fino alla manifestazione No Kings, disegna un orizzonte di possibilità che vogliamo cogliere a pieno, rifiutando facili scorciatoie e coazioni a ripetere. La scommessa vinta del 28 marzo ci spinge ad affrontare con più forza le questioni che abbiamo davanti e i limiti che collettivamente continuiamo a incontrare: continuità, radicamento territoriale, rottura dei perimetri identitari, moltiplicazione e diffusione di pratiche e forme di lotta, tessitura e costruzione di convergenze delle lotte che vadano oltre la generica unità di intenti o la costruzione di “cartelli di scopo”, capaci invece di costruire mobilitazione costante sul terreno del salario, del reddito, del welfare, dei diritti, contro l’economia di guerra e del genocidio. > Per queste ragioni siamo convinti che a partire dalla nostra città sia utile > scommettere su processi di contaminazione e sperimentazione larghi e > includenti ma anche riconoscibili e permanenti, in grado di tradurre i tanti > NO in un piano di continuità di lotta. Percorsi in grado non solo di opporsi alle guerre e alle loro infrastrutture economiche e ideologiche, ma anche di contrastare i riflessi del conflitto interno che viene mosso nei nostri quartieri: l’attacco agli spazi sociali e alle forme di socialità, mutualismo e cooperazione che continuano a essere un ostacolo al disegno del governo Meloni; la chiusura autoritaria degli spazi di dissenso e i meccanismi normativi ed eteronormativi che puntano a silenziare ogni opposizione sociale; il saccheggio delle città da parte dei grandi capitali, attraverso la speculazione e la rendita. Su queste tre questioni, pensiamo sia possibile costruire il programma minimo necessario per andare oltre i “NO” e su cui condensare nuove alleanze e nuovi momenti di lotta. Foto manifestazione 28 marzo Roma, Luca Greco Già nelle prossime settimane saranno tante e diverse le occasioni per approfondire questi ragionamenti e sperimentare insieme: la battaglia vitale contro il DDL Buongiorno; la prossima partenza di una nuova e più grande Flottilla verso Gaza; il 25 aprile di chi ancora oggi coltiva resistenza e pratica antifascismo; il Primo Maggio da risignificare come giornata di lotta contro guerre e precarietà, in difesa degli spazi sociali e della “città pubblica”. Occasioni preziose che meritano lo sforzo di liberarci di posture egemoniche, tatticismi, ritualità stanche e abitudini rassicuranti per mescolarci, contaminarci, decolonizzarci, intersezionalmente, intergenerazionalmente. Occasioni preziose per continuare a costruire collettivamente gli strumenti, le pratiche, l’immaginario e i linguaggi con cui mettersi a disposizione, in modo sempre più efficace, delle lotte e del desiderio di trasformazione radicale. Ancora in cammino, in tante e tanti, per cercare l’autunno in una primavera di liberazione. La copertina è di Ivana Noto per Dinamopress SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo Il Re è nudo, l’autunno si fa primavera: un laboratorio di lotta per la città proviene da DINAMOpress.
April 4, 2026
DINAMOpress
Torino-Askatasuna-Meloni: il giorno dopo
Con testi – nell’ordine – di Rita Rapisardi, Salvatore Palidda, “Giulio Angelo Giglio”, Marco Arturi e Sergio Sinigaglia. In coda i nostri link. TESTIMONIANZA RIPRESA DA FACEBOOK Ieri sera verso la chiusura del giornale, tarda, tanto lavoro, vedo esplodere la storia del “poliziotto martellato”, soprattutto da dopo che Crosetto twitta il video (rubato a un collega di Torino oggi, non
February 1, 2026
La Bottega del Barbieri
Milano 6 settembre: Giù le mani dalla città
In difesa degli spazi pubblici e sociali autogestiti, contro la gentrificazione, per il diritto all’abitare, contro la speculazione edilizia, il saccheggio delle olimpiadi Milano Cortina e i padroni delle città! Vogliamo costruire un grande corteo il 6 Settembre per un’altra … Leggi tutto L'articolo Milano 6 settembre: Giù le mani dalla città sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Giù le mani dalla città! Contro lo sgombero del Leoncavallo corteo nazionale a Milano
Alla assemblea tenutasi in via Watteau nel pomeriggio di ieri, a seguito dello sgombero del Leoncavallo  è stato deciso di convocare per sabato 6 settembre un CORTEO nazionale in solidarietà allo Spazio pubblico autogestito, “contro lo sgombero del Leoncavallo, contro il fascismo di governo, la gentrificazione ed espropriazione dei patrimoni pubblici e autogestiti”. Scrivono nel comunicato diramato via social: “Difendiamo gli spazi sociali, la cultura libera, l’arte sovversiva e i movimenti dal basso”.   > VOGLIAMO UN’ALTRA MILANO!   Questo il desiderio comune espresso da un’assemblea partecipata: “Invitiamo tutt* ad esserci a partire dal percorso che da oggi comincia in direzione del corteo del 6 settembre e che coinvolge tutte le realtà milanesi che hanno a cuore il destino della città”. Nel comunicato viene precisato che la “manifestazione attraversa le date del festival antirazzista Abba Vive dal 5 al 7 settembre al Parco Sempione. Un evento che rappresenta la memoria viva delle nuove generazioni antirazziste e decoloniali che sono il futuro di Milano”. L’appello lanciato alle tutte le forze democratiche e antifasciste è volto a  “ costruire assieme un corteo nazionale contro la gentrificazione e la democrazia del metro quadro, per il diritto ad esistere degli spazi autogestiti e una democrazia dal basso.   Redazione Italia
August 22, 2025
Pressenza