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La febbre del pollo (ma non è l’aviaria)
È cominciata la febbre del pollo a La Paz. E no: l’influenza aviaria (per fortuna) non c’entra niente. Si tratta, al contrario, della campagna commerciale messa in atto dall’azienda statale Emapa (l’impresa di supporto alla produzione alimentare) che ha attestato a 18 Bolivianos al chilo (poco più di due Euro) il prezzo per la carne di pollo. Il punto è che a causa dei blocchi stradali La Paz è ancora accerchiata e il prezzo della carne più consumata in città era addirittura salito a 35 Bolivianos al chilo nelle scorse settimane. I punti di blocco stradale stanno diminuendo: la Central obrera boliviana (Cob) e le sue declinazioni regionali (Cod), sta cercando il dialogo con il Presidente Paz Pereira, tuttavia persistono situazioni critiche nelle città di El Alto, La Paz e nel dipartimento di Cochabamba. Pollos para todos Nella complicata fase che sta vivendo la prima capitale boliviana, la popolazione ha deciso di mettersi in (lunga) fila presso le sedi locali di Emapa per potersi accaparrare i sacchi di plastica sanguinolenti pieni di carne di pollo. A El Alto (nella zona di Santa Rosa) la fila s’è formata fin dalle prime ore del mattino: intere famiglie, ha riferito La Razon, occupavano posti per più persone e si mettevano d’accordo con altre per prendere più confezioni di polli. In alcune zone è dovuta intervenire la forza pubblica, in altre l’impresa statale ha addirittura deciso di chiudere, pur temporaneamente, la vendita. Sergio Siles, direttore di Emapa, aveva dichiarato giorni fa agli organi di stampa, che si sarebbero attivate anche le unità mobili di vendita: camion e furgoni colmi di sacchi di carne di pollo stanno viaggiando in questi giorni toccando le più distanti zone di La Paz e di El Alto per poter raggiungere il maggior numero di consumatori, desiderosi di comprare quella carne ora a prezzo così vantaggioso. Prezzo che il viceministro Gustavo Serrano assicura che è stato possibile fissare «grazie alla collaborazione e al supporto di diversi governi», come ha riportato il quotidiano di Cochabamba Los Tiempos. Governi amici, s’intende: Cile, Argentina e Stati Uniti d’America. Dodici tonnellate di pollo pronte da vendere, questi sono i calcoli di Emapa, sono stati ricevuti dall’impresa da Argentina e Stati Uniti, insieme ad un ingente quantitativo di carburante: ad inizio del mese La Paz era non solo a corto di cibo e carburante per i trasporti ma anche di sangue e ossigeno per gli ospedali. Il prezzo del pane Già a maggio, la federazione dei panificatori di El Alto e La Paz aveva denunciato una situazione insostenibile, al limite dell’esaurimento delle scorte per la vendita del pane più popolare di tutti: il pan de batalla (letteralmente: pane di battaglia). Si tratta di una pagnotta piccola, la più consumata dagli strati popolari per via del prezzo 50 centavos (neanche dieci centesimi di euro) e della dimensione. È, poi, il pane simbolo della crisi che imperversava nel periodo della Guerra del Chaco (anni ‘30 del Novecento): la tradizione boliviana fa risalire a quella fase storica e sociale la pagnotta più consumata dalla popolazione. La mancanza, già allora, di farina e la necessità di produrre del pane sarebbero stati il concorso dell’applicazione del proverbio che vorrebbe si facesse virtù dalla necessità. Quel pane è il termometro delle crisi in Bolivia. Negli anni scorsi, durante l’ultimo periodo del Mas al governo, il pane aveva già diminuito il proprio peso passando da 100 grammi a 80, da un anno si trova anche il ‘pane piccolo’ di 60 grammi. Una shrinkflaction (‘perdita di peso’) che ora potrebbe avere nuovi risvolti negativi. Se Juan Dios Castillo (segretario della federazione) aveva denunciato una situazione complicata a maggio, ora a fargli eco è Fernando Chambi, esecutivo della medesima organizzazione per tutta la provincia di La Paz. «I panettieri sottolineano che i prezzi delle materie prime sono già aumentati: farina, grassi vegetali, zuccheri e lieviti hanno subito rincari» e questo «avrà conseguenze sulla produzione». Un esempio? Se prima una confezione di lievito per la grande produzione veniva acquistata a 280 Bolivianos, ora potrebbe essere acquistata a 560: «verrà conseguentemente raddoppiato anche il prezzo al dettaglio». Vicolo cieco Certo è che Paz Pereira, pur ereditando una situazione economicamente in crisi, ha provato a invertire la rotta con dei provvedimenti draconiani che non fanno propriamente rima con l’inversione di rotta promossa in campagna elettorale. L’opinione pubblica boliviana ha già ribattezzato il governo del Pdc (Partito democratico cristiano) un governo tibio, cioè debole e tiepido non in grado di prendere delle decisioni. Gli effetti del «capitalismo para todos» che Paz Pereira declamava in campagna elettorale come soluzione ai mali «dei governi del Mas», non hanno avuto neanche un minimo segnale positivo, se non quello di compattare settori sociali e sindacali nella lotta contro il governo. Da un lato il salario minimo ha avuto un incremento consistente, dall’altro il prezzo del carburante ha avuto un consistente rialzo per effetto della fine del prezzo sovvenzionato. E, dopo lo scandalo della gasolina-basura e dei motori compromessi, al momento a El Alto e La Paz ci sarebbero zone in cui è impossibile rifornirsi. «Abbiamo perso» I settori sociali e sindacali che stanno protestando sono divisi: una gran parte delle federazioni locali della Cob si è detta pronta a dialogare, altre invece stanno facendo fatica ad accettare il riavvicinamento con il Presidente di cui chiedono le dimissioni. Perfino il neo eletto Leonardo Loza, braccio destro di Evo Morales, Presidente del dipartimento di Cochabamba, indefesso sostenitore dei blocchi come forma di protesta per ogni questione, ha chiesto ai bloqueadores di interrompere i blocchi nel sud-est del Paese invocando «una pausa umanitaria». Nello specifico Loza chiede di «non rimuovere i blocchi» ma di «interrompere per un periodo» perché si possa arrivare «ad una soluzione attorno al conflitto che sta attraversando il Paese». Marco Piccinelli
June 19, 2026
Pressenza
Bolivia. Arrestato l’ex presidente Luis Arce, timori per Evo Morales
Luis Arce, ex presidente della Bolivia dal 2020 a poche settimane fa, è stato arrestato mercoledì con l’accusa di essere coinvolto in un presunto caso di appropriazione indebita di fondi pubblici destinati ai popoli indigeni che sarebbe avvenuta quando l’esponente del Movimento al Socialismo era Ministro dell’Economia, cioè tra il […] L'articolo Bolivia. Arrestato l’ex presidente Luis Arce, timori per Evo Morales su Contropiano.
December 15, 2025
Contropiano
BOLIVIA: NEL BALLOTTAGGIO PRESIDENZIALE TUTTO A DESTRA LA SPUNTA IL SENATORE PAZ. DOPO 20 ANNI, SI CHIUDE LA PARABOLA DEL MAS.
Finisce l’era del MAS – Movimento Al Socialismo – al potere in Bolivia. Dopo quasi 20 anni di governo, gli ultimi dei quali trascorsi tra lotte fratricide tra Morales e Arce e ripetuti scontri, sia legali che nelle piazze, il MAS (scivolato a poco più del 3% nel primo turno) lascia i palazzi del potere di La Paz e di Sucre alla destra. Il senatore Rodrigo Paz ha vinto il secondo turno delle presidenziali in Bolivia; il suo Partito democratico-cristiano ha ottenuto il 55%, mentre l’ex presidente Jorge Quiroga (in carica dal 2001 al 2002), candidato dell’estrema destra in salsa Milei-Trump, si è fermato al 45%. A spingere Paz alla vittoria anche la popolarità del suo numero due, il 40enne ex capo della Polizia Edmand Lara, conosciutissimo sui social con il nickname “Capitan Lara”. Dopo la vittoria Paz ha diffuso un breve messaggio riassumendo la sua visione della Bolivia con la formula «Dio, patria e famiglia», ribadendo di volere applicare fin da subito il proprio programma elettorale liberista, chiamato “capitalismo per tutti”. Paz ha poi espresso “gratitudine per il sostegno offerto dagli Stati Uniti, attraverso il vicesegretario di Stato Usa, Christopher Landau, per poter mantenere uno stretto rapporto con uno dei governi più importanti del mondo”. Nel suo programma elettorale, Paz ha promesso “decentralizzazione economica attraverso la redistribuzione delle entrate fiscali” oltre all’introduzione di “un programma di prestiti agevolati e agevolazioni fiscali per sostenere le piccole e medie imprese”. Sul piano estero, il neopresidente punta a “rafforzare i legami internazionali della Bolivia, dando priorità  allo sviluppo della cooperazione regionale nel Mercosur…e al ripristino delle relazioni con gli Stati Uniti”. Proprio da Washington brinda al risultato il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, che ha voluto “congratularsi  con il popolo boliviano per questo momento storico per il Paese… gli Stati Uniti sono pronti a collaborare con la Bolivia su priorità condivise, tra cui porre fine all’immigrazione illegale, migliorare l’accesso al mercato per gli investimenti bilaterali e combattere le organizzazioni criminali transnazionali per rafforzare la sicurezza regionale” Su Radio Onda d’Urto l’intervista a Julio Cesar, compagno boliviano del MAS da anni in Italia. Ascolta o scarica
October 20, 2025
Radio Onda d`Urto
Bolivia. “Senza partito prevalgono i personalismi”. Una analisi sulla sconfitta elettorale del MAS
In Bolivia la sconfitta del MAS non può essere letta soltanto come un passaggio elettorale, ma rappresenta l’esito di un processo di lunga durata, iniziato con la rinuncia al passaggio dalla presa di governo alla vera presa del potere di classe attraverso la costruzione e il consolidamento del partito rivoluzionario; […] L'articolo Bolivia. “Senza partito prevalgono i personalismi”. Una analisi sulla sconfitta elettorale del MAS su Contropiano.
August 19, 2025
Contropiano
Bolivia. Gli oppositori Rodrigo Paz e Jorge ‘Tuto’ Quiroga in testa alle presidenziali
I candidati Rodrigo Paz Pereira e Jorge ‘Tuto’ Quiroga sono in testa nei conteggi in Bolivia, ha comunicato questo domenica il Tribunale Supremo Elettorale (TSE) dopo aver diffuso i risultati preliminari delle elezioni generali, in cui la popolazione ha votato per il binomio presidenziale che governerà il paese fino al […] L'articolo Bolivia. Gli oppositori Rodrigo Paz e Jorge ‘Tuto’ Quiroga in testa alle presidenziali su Contropiano.
August 18, 2025
Contropiano