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Mai più Hiroshima 1945-2026, commemorazione a Roma in Piazza del Pantheon
Ogni anno, da come si svolge la cerimonia, si percepisce uno scarto e una maggiore o minore motivazione o convergenza tra i messaggi di ciascun partecipante. Oggi già dopo le 9 del mattino tutte le parti erano presenti e concentrate nelle prove, ognuna al suo posto. Le istituzioni locali ci tengono, si vede. Athos De Luca ha il merito di avere reso resiliente, istituzionale, artistica, consuetudinaria, questa tragica ricorrenza. Prende parola con il suo linguaggio lieve, allusivo ma molto chiaro, per dire che Hiroshima e Nagasaki sono precedenti da tenere a mente, perciò «ci prendiamo cura del ricordo, lo trasmettiamo ai giovani. La Pace si ottiene eliminando le diseguaglianze, l’accumulo di ricchezza…».Ringrazia tutti gli ospiti: Roma Capitale, la Regione Lazio, la Fanfara dei Carabinieri diretta dal comandante Di Silvestri, la mezzosoprano Eiko Misumi, Paola Iorio che dirige il Balletto di Roma, i cui allievi oggi si esibiranno sulle note dell’Adagio di Philip Glass, la Lega Internazionale delle donne per la Pace e la Libertà e Legambiente, che riceverà il premio dell’associazione “Terra e Pace”.  «Dobbiamo lavorare per la pace perché è il bene più grande, pena la fine del pianeta», insiste. Dopo i due inni nazionali, giapponese e italiano, la prima a intervenire è l’Ambasciatrice Hikarito Ono, che legge in italiano il suo messaggio. Si vede che è più coinvolta perché prima di cominciare ha chiesto alla sua assistente di fare una foto insieme alla socia WILPF Angela Perri, che portava il cartello “No more Hibakusha. Message to the World”. Mai successa una cosa simile negli anni scorsi (quando erano presenti funzionari uomini). Molto educatamente dice che Roma da 29 anni organizza questa commemorazione e gli Hibakusha continuano a subire le conseguenze fisiche e psicologiche dopo 81 anni (mai sentito nominare questo termine negli anni passati). Le armi nucleari dopo non sono state più utilizzate in guerra, la loro presenza compromette la pace. Il Giappone è l’unico Paese ad averle subite e ritiene che non debbano essere usate in nessuna circostanza. Per questo il Giappone svolge un grande ruolo per il disarmo e la non proliferazione. Da 160 anni vi sono relazioni diplomatiche tra Giappone e Italia, si sta lavorando fianco a fianco per impegnare la comunità internazionale per un mondo libero dalle armi nucleari, nel comune auspicio di un mondo di Pace. Interviene poi Pierluigi Sanna in rappresentanza del Sindaco Gualtieri per Roma Città metropolitana, sottolineando che si tratta della Comunità metropolitana più ampia al mondo e che si dedica alle politiche di pace e disarmo nel mondo intero. Roma non potrebbe non svolgere il suo ruolo per la Pace. Cita a memoria “quel pontefice” (Papa Pio XII) che disse: «Nulla è perduto con la pace. Tutto può esserlo con la guerra».  Lo segue l’assessore della Regione Lazio Fabrizio Ghera in rappresentanza del Presidente Rocca. Ricorda che il Giappone e l’Italia sono nazioni amiche e dice – sintetico ma molto chiaro – che le armi nucleari fungono da deterrenza, ma il pericolo c’è sempre. Athos De Luca interviene di nuovo per dire che gli anziani che hanno vissuto la guerra e possono raccontarla scompaiono, quindi la trasmissione della memoria ai giovani è compito nostro. Annuncia quindi il balletto. Paola Iorio (alter ego dell’amabile Carla Fracci habituée della cerimonia) sale sul palco a vegliare sul suo corpo di ballo. Quest’anno i tutù sono neri (mai successo) e non sembra casuale, sono ballerini luttuosi che strenuamente sorreggono le colombe della pace. La musica è una ventata di note tumultuose, inquiete, malinconiche, che sembrano chiedere: Perché? Perché tutto questo? Intervengo dicendo che la WILPF è la più antica associazione pacifista di donne, con due Premi Nobel per la Pace. Per evitare che vi siano altri Hibakusha ci vuole educazione, formazione, rispetto delle leggi e cittadinanza attiva. Ci sono due approcci: uno che si rifà al valore della deterrenza e ritiene che la paura delle armi nucleari scoraggi il nemico e quindi garantisca la pace, ma in realtà questa valorizzazione stimola la proliferazione; l’altro si rifà al diritto umanitario internazionale che dalla clausola Martens del 1899 all’Advisory Opinion emessa dalla Corte Internazionale di Giustizia del 1996 sancisce che le armi di distruzione di massa sono illegali. Durante l’ultima conferenza di revisione del Trattato di Non Proliferazione quasi non si è sentito più parlare di disarmo, ma solo di non proliferazione e alcuni Stati come gli USA, la Russia e la Francia, con i loro alleati, hanno respinto il tema delle conseguenze umanitarie delle armi nucleari, recependo solo il tema delle conseguenze umanitarie della guerra nucleare, come se i test nucleari o le miniere di uranio non causassero conseguenze. Anche sui test nucleari gli USA sono tornati indietro. A novembre-dicembre si svolgerà, invece, la Conferenza del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPAN), l’unico che veramente prevede l’abolizione ed è su questo che bisognerebbe concentrarsi. La WILPF insieme ad altre associazioni ha denunciato la presenza illegale di armi nucleari nelle basi di Ghedi e di Aviano. La Procura di Roma ha archiviato, la procura di Brescia ha archiviato, la Procura di Pordenone ha indetto u’udienza a giugno. L’esito è stato un’ordinanza che archivia pur riconoscendo la legittimità delle preoccupazioni dei denuncianti e confermando la presenza delle bombe nucleari. Per la non punibilità viene richiamato l’art. 51 del Codice Penale in virtù di accordi stipulati e l’art. 117 della Costituzione italiana. Gli avvocati di IALANA ritengono che in base alle fonti giuridiche nazionali e internazionali le bombe sono illegali e per questo andremo avanti fino alla Corte di Giustizia europea. Invitiamo più persone possibile a coinvolgersi su questo tema e a prendere contatto con le realtà che se ne occupano. Athos De Luca invita a cantare Eiko Misumi, vestale dell’omaggio canoro, anche lei in blu scurissimo. Intona un medley di FORUSATO (1914) “Paese natio” testo di Tatsuyuki Takano, melodia di Teiichi Okano e SATOKIBIBATAKE “Campi di canne da zucchero”, testo e musica di Naohiko Terajima. Nonostante la dolcezza e il brio che diffonde, questa canzone è ispirata alla battaglia di Okinawa, aprile-giugno 1945. Arriva il momento della premiazione, quest’anno non il consueto fossile, ma una pergamena consegnata alla vicepresidente nazionale di Legambiente Vanessa Pallucchi. De Luca spiega che “Legambiente” ha avuto il merito di dare spessore scientifico alle istanze ambientali. Vanessa Pallucchi ricorda gli impegni dell’organizzazione nei riguardi del nucleare civile oltre che militare, quest’ultimo abbracciato negli Anni Ottanta, menziona la creazione di ponti con Chernobyl e con Fukushima. Ribadisce che la guerra è legata alle forti diseguaglianze e al cambiamento climatico, per questo chiedono più Pace e più rinnovabili, un altro modello di sviluppo, la denuclearizzazione. Appartengono alla “Rete Pace Disarmo” e stanno portando avanti il progetto “Un’altra difesa è possibile”, per la quale si devono raccogliere le firme per l’avvio dell’iter parlamentare. Chiude come sempre l’evento “Il Silenzio” l’assolo con la tromba intonato da Franco Ceretta. Athos De Luca poi congeda tutti auspicando che l’anno prossimo sia migliore, ci sia la Pace e invita a impegnarsi per il disarmo. Dopo poco più di un’ora l’impressione è di una cerimonia meno commovente, più energica, con più rimandi comuni. WILPF (Women's International League for Peace and Freedom)
August 6, 2026
Pressenza
Mosca risponde all’attacco al dormitorio di Starobelsk: pioggia di droni e missili sull’Ucraina
La notte del 2 giugno ha visto un massiccio attacco russo a diversi obiettivi in Ucraina, a Kharkiv, Dnipro, Zaporizhzhia e soprattutto Kiev. Secondo le autorità ucraine, Mosca ha lanciato 656 droni e 73 missili di vario tipo, inclusi vettori balistici, da crociera e ipersonici. Solo 33 missili e 33 […] L'articolo Mosca risponde all’attacco al dormitorio di Starobelsk: pioggia di droni e missili sull’Ucraina su Contropiano.
June 2, 2026
Contropiano
La protesta contro la guerra, la NATO e le armi nucleari nella giornata del 4 aprile a Ghedi
Nel 77° anniversario della fondazione della NATO, in concomitanza con la mobilitazione nazionale nelle località italiane dove sono site basi militari e con il blocco della aerobase nucleare di Lakenheath in Inghilterra, circa 400 persone hanno manifestato davanti ai cancelli della base militare di Ghedi in cui, come afferma Hans Kristensen del Bulletin of American Scientists, sono stoccate almeno una ventina di bombe termonucleari B61-12. – notizia redatta con contributi di Loretta Cremasco ed Elio Pagani L’iniziativa di protesta contro la guerra, gli armamenti nucleari e ogni forma di ingiustizia, sopruso e militarizzazione ha coinvolto numerose associazioni locali, una quarantina di sigle, e le delegazioni di Abbasso la Guerra OdV di Venegono (VA) e di realtà antimilitariste di Milano, che hanno aderito e partecipato alla manifestazione. Eugenia Foddai e Luigino Beltrami di Donne e Uomini contro la Guerra di Brescia, Beppe Corioni del Centro Sociale 28 Maggio di Rovato (Bs), Emanuele Lepore della Associazione Familiari delle Vittime dell’Uranio impoverito e altri referenti delle rispettive aggregazioni hanno ricordato il costante impegno che da tanto tempo le accomuna per ottenere che siano approntati Piani di emergenza che tengano conto della presenza delle armi nucleari nell’aerobase lombarda e focalizzato l’attenzione sulle recenti azioni legali intrapese a Roma, a Brescia per la base militare di Ghedi e a Pordenone per la base NATO ad Aviano. Le denunce depositate ai tribunali di Roma e Brescia sono state archiviate, quest’ultima addirittura “cestinata” direttamente dal PM per evitare che il GIP si potesse esprimere. Invece dopo la vibrante protesta del legale dei denuncianti la richiesta per l’archiviazione della denuncia depositata al Tribunale di Pordenone è stata respinta dal GIP, che ha convocato un’audizione per il 15 giugno prossimo e, come evidenziato nell’occasione, la prospettiva che si aprano le indagini infonde molte speranze. La manifestazione si è conclusa formando un corteo che si è fermato a pochi metri dall’ingresso della base militare, dove un gruppo di donne ha lasciato un’enorme bandiera palestinese. Redazione Italia
April 5, 2026
Pressenza
BRESCIA COINVOLTA NELL’ESCALATION BELLICA. A GHEDI E’ PASSATO IL MAXI-AEREO STATUNITENSE PER IL TRASPORTO DI BOMBE NUCLEARI
La Provincia di Brescia coinvolta dall’escalation bellica. Presso l’aerobase militare di Ghedi, a 25 km a sud-est della città, è atterrato martedì pomeriggio il gigantesco Globemaster III, l’unico aereo militare statunitense certificato per il trasporto di bombe atomiche. Il velivolo, partito da da Volkel in Olanda, è arrivato nella giornata di martedì 4 novembre nell’area militare di Ghedi ed è ripartito ieri, giovedì, in direzione Incirlik, Turchia, dove si trova una importante base militare della NATO, condivisa tra Ankara e gli Stati Uniti, situata vicino ad Adana. Le tre destinazioni – Volkel, Ghedi, Incirlik – sono tutte basi militari in cui la Nato ha stoccato bombe atomiche le B-61, secondo il programma di  condivisione nucleare. Per Brescia, secondo le stime, sono stoccate tra le 20 e le 40 bombe nucleari. Ma le informazioni sono secretate. Nell’aerobase di Ghedi si trova il Sesto Stormo, un reparto di interdizione militare che ha in dotazione i caccia multiruolo “Tornado”, con il compito di intercettare e distruggere i caccia bombardieri nemici in territorio NATO. Diversi i cittadini nella zona di Ghedi che hanno denunciato il passaggio del gigantesco aereo statunitense, un colosso di 54 metri di lunghezza e 50 di apertura alare. Il maxi cargo era decollato lo scorso 2 novembre dall’aeroporto di Tacoma, Stati Uniti, poi aveva raggiunto l’aeroporto militare di Ramstein, in Germania e ieri martedì mattina era ripartito verso Uden, in Olanda, per poi arrivare nel pomeriggio in Italia, proprio a Ghedi. “Come possiamo leggere questa notizia senza denunciare la gravità e avere una certa apprensione”, denuncia Claudia Capra, del Movimento Non Violento di Brescia, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.
November 6, 2025
Radio Onda d`Urto
HIROSHIMA: OTTANT’ANNI FA LA BOMBA NUCLEARE CHE UCCISE IN POCHI ISTANTI CENTINAIA DI MIGLIAIA DI PERSONE.
80 anni fa, il 6 agosto 1945,  alle ore 8:15 del mattino ora locale, uno spostamento d’aria di eccezionale potenza sconvolge la città giapponese di Hiroshima: la bomba atomica esplode a circa 600 metri sopra la città. 3 giorni dopo, il 9 agosto, la bomba nucleare su Nagasaki. Un numero incalcolabile le vittime. Oltre 200mila quelle morte sul colpo, migliaia invece quelle che moriranno poi a causa delle scorie nucleari. Un crimine contro l’umanità che ha lasciato un segno profondo sulla coscienza collettiva e sulla politica giapponese, dentro e fuori i propri confini nazionali. In occasione dell’anniversario, diverse associazioni di Brescia organizzano questo pomeriggio dalle 18,30 un “corteo silenzioso” per le vie del centro città, da Largo Formentone a Piazza Duomo fuori dalla Prefettura e ritorno. Ieri le stesse associazioni hanno pubblicato una lettera aperta al Prefetto di Brescia, che riportiamo di seguito, in cui si chiede di adoperarsi per far firmare all’Italia il trattato sull’abolizione delle armi nucleari (che sono presenti a Ghedi, pochi chilometri dal centro del capoluogo di provincia). Ne abbiamo parlato con Massimo Bracchi del Movimento Nonviolento di Brescia. Ascolta o scarica -.*.-*- Lettera aperta all’attenzione del Sig. Prefetto di Brescia e per suo tramite al governo della Repubblica Italiana   La presenza delle armi nucleari è catastrofica e concretizza ogni giorno una minaccia esistenziale per l’Umanità. Di conseguenza tutti gli Stati dovrebbero inserire come obiettivo primario delle proprie politiche e decisioni la loro messa al bando. In questa fase turbolenta delle relazioni internazionali, con rinnovate ed esplicite minacce di utilizzo di  queste armi di distruzione di massa, diventa sempre più evidente la necessità di un accordo tra gli Stati per rinunciare alle armi nucleari e agire insieme per promuovere la Pace: finché vi saranno conflitti, ci sarà sempre l’incentivo a fabbricare armi nucleari. Oggi le lancette dell’Orologio dell’apocalisse (l’orologio simbolico creato dagli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists nel 1947) che simboleggia l’urgenza di agire rispetto all’esistenza di armi nucleari capaci di mettere fine alla specie umana, si sono ulteriormente avvicinate alla distruzione totale: siamo a 89 secondi dall’Apocalisse, vicini come non mai; soprattutto per il pericolo nucleare, oltre che per la crisi climatica. Dovremmo finalmente tornare ad essere saggi e ripartire da scelte concrete di disarmo nucleare come il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari che a otto anni dalla sua approvazione continua ad essere la migliore speranza che il mondo ha di liberarsi dalla inaccettabile presenza delle armi nucleari. Al contrario, e in maniera preoccupante, le potenze nucleari ed i paesi satelliti, non stanno cambiando rotta continuando a modernizzare i propri arsenali per aumentarne la capacità distruttiva (anche a Ghedi, sul nostro territorio);  le guerre e le decisioni di riarmo degli ultimi tempi hanno riportato sulla scena le minacce d’uso di questi terribili armamenti, addirittura con ipotesi di abbandono, anche in Europa, delle regole di non proliferazione , oltre che con una continua erosione delle poche norme di disarmo rimaste. Nel 2024 i nove Stati dotati di armi nucleari hanno speso complessivamente per questi armamenti  oltre 100 miliardi di dollari! Noi preferiamo ascoltare le donne e gli uomini ” hibakusha” (i sopravvissuti alla bomba atomica e ai test nucleari) che ci riportano instancabilmente al pericolo reale che abbiamo davanti a noi, ricordando l’effettiva devastazione insita nelle armi nucleari: un’arma di distruzione di massa, progettata per distruggere gli esseri umani in un istante. Rinnoviamo quindi al nostro Governo la richiesta che l’Italia si unisca agli stati che l’hanno già fatto aderendo al trattato sulla proibizione delle armi nucleari. Data la violenza e l’instabilità del mondo in questo momento, anche da parte di Stati dotati di armi nucleari che commettono atti illegali di aggressione, riteniamo che sia proprio giunto il momento di alzarci in piedi e dire che 80 anni di vita dell’Umanità sotto questa minaccia esistenziale sono già troppi: dobbiamo eliminare le armi nucleari prima che siano loro a eliminare noi! Brescia 5 agosto 2025 Movimento Nonviolento, Pax Christi,Missione Oggi, GIT Banca Etica, OPAL, Tavolo della Pace Franciacorta, Emergency, Coro Clandestino, Libertà e Giustizia, Kaki Tree for Europe, Associazione culturale italo giapponese Fuji, ANPI, ANED, Fiamme verdi, ACLI.
August 6, 2025
Radio Onda d`Urto