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Il processo di pace in Turchia indica la strada: anche le Ypg/Ypj si sciolgono
Dopo l’approvazione della legge di amnistia parziale nei confronti dei membri del PKK in Turchia, ecco che, di conseguenza, in Siria si assiste ad un’accelerazione del parallelo processo di integrazione delle milizie curde nelle strutture del nuovo stato di marca qaedista, implementando i termini dell’accordo – capestro firmato lo scorso […] L'articolo Il processo di pace in Turchia indica la strada: anche le Ypg/Ypj si sciolgono su Contropiano.
August 19, 2026
Contropiano
Presentata in Turchia la legge sul PKK; è escalation fra Iran e gruppi curdi
È approdata nel parlamento turco la “Legge sul rafforzamento della solidarietà nazionale e dell’integrazione sociale”, approdo di più di due anni di trattative di pace sulla questione curda fra stato turco e Abdullah Ocalan, mediate dal Partito della sinistra filocurda DEM. La proposta prevede che indagini, processi e pene a […] L'articolo Presentata in Turchia la legge sul PKK; è escalation fra Iran e gruppi curdi su Contropiano.
August 10, 2026
Contropiano
TURCHIA: IL PARLAMENTO DISCUTE LA “LEGGE QUADRO” DEL PROCESSO DI PACE, IL CHP SI SPACCA IN DUE E NASCE “NUOVO PARTITO”. IL PUNTO CON MURAT CINAR
L’Assemblea nazionale della Turchia sta discutendo la “legge quadro” che dovrà fare da cornice giuridica alle iniziative che verranno intraprese dallo stato turco nell’ambito del processo di pace in corso da oltre un anno tra Ankara e il Partito dei Lavoratori del Kurdistan. L’esistenza di nuovi negoziati tra il governo turco e la guerriglia rivoluzionaria curda era stata annunciata il 27 febbraio 2025 dal leader e cofondatore del Pkk Abdullah Öcalan, detenuto sull’isola-carcere di Imrali da 27 anni. Da allora, il movimento di liberazione curdo ha intrapreso alcuni passi per dimostrare la propria serietà: tra il 5 e il 7 maggio 2025, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan ha raccolto l’invito del proprio leader convocando un congresso straordinario nel corso del quale ha deciso di sciogliere le proprie strutture organizzative e abbandonare la lotta armata; l’11 luglio 2025, trenta guerriglieri e guerrigliere del Pkk sono scesi dalle montagne del nord Iraq e, vicino alla città curda di Sulaymaniyya, hanno bruciato le proprie armi per ribadire la propria opposizione alla guerra e rivendicare “pace, uguaglianza e democrazia”; il 27 ottobre 2025, la guerriglia ha abbandonato le proprie posizioni sulle montagne del Kurdistan all’interno dello stato turco riposizionandosi su quelle del Kurdistan iracheno. Da parte dello stato turco, però, non ci sono stati passi in avanti di questa portata. A livello pubblico il passaggio più significativo è stata la costituzione di una commissione ad hoc del parlamento turco – la Commissione parlamentare per la “Solidarietà nazionale, la fratellanza e la democrazia” – i cui lavori hanno preparato il terreno per la legge quadro ora in discussione all’Assemblea nazionale. “Questa legge dovrebbe riguardare una serie di militanti del Pkk, probabilmente quelli che non hanno partecipato a combattimenti e non hanno grosse complicazioni giudiziarie in Turchia, che saranno reintrodotti nella società turca per dimostrare che lo stato fa un passo avanti”, spiega il giornalista Murat Cinar sulle frequenze di Radio Onda d’Urto. “Alcune fonti giornalistiche sostengono che questa legge quadro sarà portata in parlamento prima della chiusura estiva, quindi tra pochissimi giorni, con l’intenzione di discuterla nel mese di settembre”, aggiunge Cinar. A questo proposito, il parlamento turco ha prorogato i propri lavori fino al 6 agosto. Mentre, secondo l’appello di Abdullah Öcalan, il processo di pace dovrebbe portare a una democratizzazione complessiva della società turca, nell’ultimo anno il regime turco di Erdogan ha spostato il mirino della repressione sul principale partito di opposizione, il Chp. Negli ultimi mesi sono stati numerosi i sindaci di questa forza politica sollevati dal proprio incarico e sostituiti dai cosiddetti “fiduciari” di Ankara, mentre diversi esponenti di primo piano del partito – come il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu – sono stati arrestati e si trovano tuttora in carcere. Non solo, i giudici di Ankara hanno anche deciso di annullare i risultati del congresso 2024 del Chp, invalidando l’elezione a segretario di Özgür Özel e disponendo il ritorno alla guida del partito di Kemal Kilicdaroglu, uscito sconfitto (seppure di poco e con i soliti dubbi sul regolare svolgimento del voto) dalle elezioni presidenziali 2023. Kilicdaroglu, però, non sembra intenzionato a convocare un nuovo congresso. Per questo Özgür Özel ha deciso di guidare una scissione e fondare un nuovo partito di opposizione… Il “Nuovo Partito” (YENİ Parti). 90 deputati del Chp lo hanno già seguito. “Il partito fondatore della Repubblica (il Chp), che tra l’altro è uno dei partiti più antichi del mondo tra quelli esistenti, rischia di diventare il terzo, quarto, forse quinto partito di opposizione. Forse non entrerà nemmeno in parlamento e dunque vive una fase di grande difficoltà”, commenta Murat Cinar. Di tutto questo parleremo alla Festa di Radio Onda d’Urto, a Brescia, lunedì 10 agosto 2026, all’interno del dibattito “Il processo di pace in Turchia: prospettive e aspettative” insieme al giornalista Murat Cinar (che co-organizza e modera l’incontro), a İdris Baluken, ex deputato del parlamento turco con l’HDP, Şerife Ceren Uysal, avvocata del Foro di Istanbul specializzata in diritti umani, e Rosida Koyoncu, giornalista, documentarista e attivista per i diritti delle persone LGBTQIA+ L’intervista di Radio Onda d’Urto al giornalista Murat Cinar, con il quale abbiamo fatto il punto sulla situazione politica in Turchia e presentato del dibattito del 10 agosto 2026 alla Festa di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.
July 29, 2026
Radio Onda d`Urto
Turchia, in arrivo una legge sul PKK e una scissione forzata fra i Repubblicani
Archiviato il vertice NATO, che ha lasciato in eredità i tentativi della Turchia di rientrare nel programma di fornitura degli F-35 – promettendo agli USA la rivendita dei sistemi di difesa missilistica russi S-400 – e di inserirsi nella partita del riarmo europeo tramite la fornitura di droni Baykar, il […] L'articolo Turchia, in arrivo una legge sul PKK e una scissione forzata fra i Repubblicani su Contropiano.
July 22, 2026
Contropiano
Il PKK cambia nome in “Movimento Apoista” e chiede provvedimenti legali
Due dirigenti dell’Unione delle Comunità del Kurdistan (KCK), nonché storici membri del PKK, Mustafa Karasu e Sozdar Avesta hanno tenuto una conferenza stampa in occasione dell’anniversario del congresso di scioglimento del PKK, tenuto lo scorso anno fra il 5 e 7 maggio 2025. I due hanno dichiarato che l’organizzazione ha […] L'articolo Il PKK cambia nome in “Movimento Apoista” e chiede provvedimenti legali su Contropiano.
May 8, 2026
Contropiano
Il movimento: occorre chiarire la posizione del leader Öcalan e devono essere adottati provvedimenti legali
La leadership del Movimento Apoista in occasione del primo anniversario del congresso di scioglimento del PKK e dell’ultima fase raggiunta nel processo di pace e società democratica. ha tenuto una conferenza stampa nelle zone di difesa dei Media nel Kurdistan meridionale (Iraq settentrionale) A seguito della conferenza stampa a cui hanno partecipato Mustafa Karasu, membro del Consiglio esecutivo dell’Unione delle comunità del Kurdistan (KCK), e Sozdar Avesta, membro del Consiglio di presidenza generale della KCK, sono state fornite risposte alle domande dei giornalisti riguardanti il Processo di pace e società democratica e l’agenda attuale. Il testo in curdo della dichiarazione è stato letto da Sozdar Avesta, mentre la versione turca è stata letta da Mustafa Karasu. Nella dichiarazione si afferma che, sebbene il movimento curdo avesse compiuto molti passi nell’ultimo anno e avesse chiaramente dichiarato la volontà di trovare una soluzione, il governo non ha intrapreso alcuna azione concreta e non si sono registrati progressi significativi nel processo. Il comunicato sottolinea che il governo “non ha ancora adottato i necessari provvedimenti legali per garantire il progresso del processo”, aggiungendo: “Solo quando verrà chiarito lo status del leader Apo (Abdullah Öcalan) e questi avrà ottenuto le condizioni per lavorare liberamente potremo parlare di progressi nel processo”. Il testo integrale della dichiarazione rilasciata dalla dirigenza del Movimento Apoista durante la conferenza stampa è il seguente: “Teniamo questa conferenza stampa in occasione dell’anniversario del XII Congresso del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK), che ha luogo tra il 5 e il 7 maggio 2026. È trascorso un anno dalla nostra decisione di sciogliere il PKK e porre fine alla lotta armata contro la Turchia.” In questa conferenza stampa, intendiamo fare il punto sugli sviluppi dell’ultimo anno riguardanti il nostro movimento di liberazione e lo Stato turco in linea con l’appello Pace e società democratica lanciato da Rêber Apo [il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan]. Ci impegneremo inoltre ad affrontare le questioni di interesse pubblico. Nella sua dichiarazione del 27 febbraio 2025, Rêber Apo ha delineato le condizioni e le ragioni per cui si chiedeva lo scioglimento del PKK e la fine della lotta armata contro la Turchia, a seguito degli sviluppi degli ultimi 50 anni. Il nostro movimento ha dichiarato un cessate il fuoco unilaterale il 1° marzo, immediatamente dopo tale dichiarazione. Il PKK ha risposto senza esitazione all’appello del leader In seguito a questo appello diverse persone e ambienti hanno espresso la convinzione che il PKK non vi avrebbe aderito, ma il PKK, nato come movimento sotto la guida del leader Apo e da sempre impegnato a lottare e svilupparsi lungo la linea politica di quest’ultimo, ha convocato il suo congresso in breve tempo. Il movimento ha accolto senza esitazione l’appello del leader Apo. Di conseguenza ha deciso di sciogliere il PKK e porre fine alla lotta armata contro la Turchia. È stato inoltre chiaramente affermato che sarebbe stato il leader Apo a garantire l’attuazione di queste decisioni. È stato sottolineato in particolare che Rêber Apo, in qualità di capo negoziatore, avrebbe guidato il processo di pace e di creazione di una società democratica. Il leader Öcalan ha risposto positivamente all’appello di Bahçeli Dal 1993 Rêber Apo ha ripetutamente dichiarato i cessate il fuoco unilaterali per aprire la strada a una soluzione democratica della questione curda. Ha proposto approcci e soluzioni ragionevoli, non riscontrabili in altri esempi di risoluzione dei conflitti a livello mondiale. Tuttavia queste iniziative rsono rimaste infruttuose perché all’epoca lo Stato turco non disponeva di una politica per la risoluzione del problema. Il 22 ottobre 2024, il leader Apo aveva risposto positivamente all’appello lanciato da Devlet Bahçeli, presidente del Partito del movimento nazionale (MHP) e partner della coalizione di governo, nella convinzione che all’interno dello Stato potesse esserci la volontà di trovare una soluzione. Sono stati compiuti passi monumentali per spianare la strada a una soluzione democratica Il nostro movimento per la libertà ha preso decisioni così radicali come lo scioglimento del PKK e la fine della lotta armata perché crede nella capacità del leader Apo di trovare una soluzione. Si tratta di passi epocali che apriranno la strada verso una soluzione democratica. Per dimostrare la nostra volontà e determinazione rigore a questi passi, la co-presidente del Consiglio esecutivo del KCK, Besê Hozat, insieme a 30 dei nostri compagni guerriglieri, ha simbolicamente bruciato le proprie armi l’11 luglio 2025. Ciò ha sottolineato che, una volta compiuti i necessari passi legali e stabilite le condizioni politiche, anche migliaia di guerriglieri deporranno le armi. Infatti, Devlet Bahçeli ha affermato anche che sarebbe stato meglio se fossero state promulgate le leggi necessarie e fosse stato facilitato il ritorno in Turchia di coloro che hanno bruciato le armi, delineando così come si sarebbe svolto il processo di deposizione delle armi e di ritorno in Turchia. Abbiamo ritirato le nostre forze armate dal territorio turco Come movimento di liberazione, abbiamo ritirato le nostre forze armate dal territorio turco per dimostrare il nostro impegno a porre fine alla lotta armata e a raggierno una soluzione politica democratica. Ci siamo inoltre ritirati da alcune posizioni di guerriglia nelle Zone di Difesa dei Media, dove sussisteva il rischio di scontri, e abbiamo consegnato i funzionari dell’Organizzazione Nazionale di Intelligence turca (MIT) che avevamo catturato nel 2017. Alcuni portavoce del governo e dei media hanno creato percezioni negative Pur essendoci adoperati con sensibilità per preparare l’opinione pubblica curda a una soluzione politica democratica e per trasmettere messaggi positivi al popolo turco, alcuni portavoce del governo e la stampa filogovernativa hanno adottato un atteggiamento che, lungi dal preparare l’opinione pubblica, ha invece generato percezioni negative. Un approccio negativo nei confronti dell’opposizione ha inoltre ostacolato la crescita del sostegno sociale. Le raccomandazioni contenute nella relazione della commissione parlamentare non sono ancora state messe in pratica Abbiamo accolto positivamente la commissione istituita in Parlamento. Tuttavia, il prolungamento del processo di stesura del rapporto e le carenze nella preparazione dell’opinione pubblica non sono stati di alcun aiuto. Pur essendo il principale interlocutore e parte in causa nella ricerca di una soluzione, il nostro leader è stato consultato dalla commissione una sola volta. Sebbene il rapporto della commissione parlamentare presentasse in definitiva notevoli lacune, esso ha prodotto un documento che, se attuato, avrebbe effetti positivi. Tuttavia, le intuizioni e le raccomandazioni contenute nel rapporto non sono ancora state messe in pratica. Ciò crea l’impressione che il governo non stia affrontando il processo di pace e di costruzione di una società democratica con sincerità e integrità. Il leader Öcalan deve essere riconosciuto come controparte ufficiale È stato Rêber Apo ad avviare e accelerare questo processo, lanciando l’Appello per la Pace e la Società Democratica il 27 febbraio 2025. Rêber Apo aspira a una repubblica democratica in cui il secolo di tensione e conflitto tra la Turchia e il popolo curdo giunga a termine e la questione curda venga risolta attraverso l’integrazione democratica. Sia il suo obiettivo che i suoi sforzi sono diretti verso questo scopo. Tuttavia, affinché tale obiettivo si realizzi, è necessario che egli venga ufficialmente riconosciuto come controparte. Ciò dimostrerebbe che lo Stato ha la volontà di risolvere la questione curda. Un autentico processo di risoluzione inizierebbe con il riconoscimento dello status giuridico di Rêber Apo come controparte. Lo status del leader Öcalan deve essere definito chiaramente affinché possa svolgere il suo ruolo Il leader Apo ha ripetutamente sottolineato la necessità di chiarire il suo status affinché i colloqui in corso e le dichiarazioni rilasciate siano significativi ed efficaci. Se il suo status giuridico e politico fosse definito con chiarezza, sarebbe in grado di interagire con i vari gruppi e di svolgere il suo ruolo in modo efficace. In caso contrario, il leader Apo non potrebbe adempiere al suo vero ruolo attraverso gli incontri con le delegazioni, né ci si può aspettare che lo faccia. Il problema e la sua risoluzione non vengono affrontati nel modo corretto Il fatto che Rêber Apo, figura di spicco nella questione fondamentale della Turchia – la questione curda – rimanga al suo posto, indica che il problema, vecchio di secoli, e la sua soluzione non vengono affrontati nel modo corretto. Data questa realtà, le dichiarazioni del Presidente del Parlamento e dei funzionari del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP) secondo cui “il processo sta andando avanti” e “non c’è una situazione di stallo” non rispecchiano la situazione attuale. Solo quando verrà chiarito lo status del leader Apo e gli saranno garantite le condizioni per operare liberamente potremo parlare di un vero e proprio progresso del processo. Solo allora il popolo curdo e l’opinione pubblica democratica crederanno che il processo stia effettivamente progredendo e il sostegno ad esso aumenterà rapidamente. Non sono ancora stati adottati i provvedimenti legali necessari per far progredire il processo Affinché il processo di pace e di soluzione in una società democratica possa progredire, è necessario adottare una decisione politica per definire lo status del leader Apo e intraprendere azioni legali per garantire la libera partecipazione alla vita politica democratica. Fin dall’inizio tutte le parti coinvolte hanno riconosciuto che la completa deposizione delle armi e la transizione alla democrazia si realizzeranno attraverso queste azioni legali. Per questo motivo, si discute su quali azioni legali intraprendere e quale tipo di ordinamento giuridico istituire. Da questo punto di vista, affermare che l’adozione di misure legali sia “subordinata alla verifica e alla conferma della deposizione delle armi” non corrisponde alla verità e genera confusione nell’opinione pubblica. Ci è stato forse detto che, anche qualora venissero promulgate leggi che garantiscano la libertà di espressione e di organizzazione, necessarie per un libero impegno nella vita politica democratica, non deporremo le armi e non parteciperemo? Al contrario, Rêber Apo ha auspicato la creazione di un quadro giuridico e giudiziario per accelerare il processo. In realtà, le autorità hanno indicato che le azioni legali sarebbero state intraprese dopo la festività del Ramadan, ma tali azioni non sono ancora state compiute. Il leader Öcalan è il capo negoziatore e il leader di questo processo Come movimento di liberazione curdo, abbiamo deciso al congresso che ha portato allo scioglimento del PKK e alla fine della lotta armata contro la Turchia che il Processo di pace e società democratica sarebbe stato guidato dal leader Apo. Il leader Apo è il capo negoziatore e il leader di questo processo. Tenendo conto di questa realtà, è necessario chiarire lo status politico del leader Apo in quanto interlocutore principale e garantirgli le condizioni per operare liberamente. Solo in questo modo questo processo può essere condotto correttamente e portato a termine. Abbiamo fatto la nostra parte in misura superiore a quanto chiunque al mondo si aspettasse. Affinché il Processo di pace e società democratica giunga a conclusione, è necessario definire lo status del leader Apo e intraprendere le azioni legali e giudiziarie del caso. Questa è l’aspettativa del nostro popolo, delle forze democratiche e anche nostra.” L'articolo Il movimento: occorre chiarire la posizione del leader Öcalan e devono essere adottati provvedimenti legali proviene da Retekurdistan.it.
May 5, 2026
Retekurdistan.it
Curdi: appuntamenti a Torino e a Cagliari
Riprendiamo due appuntamenti su lla storia e le lotte del popolo curdo programmati questa fine settimana a Torino e a Cagliari   TORINO I curdi sono spesso visti attraverso una lente problematica: talvolta (dall’Occidente) come un popolo “buono” che, unito e coeso, è implicito di incarnare valori superiori a quelli degli altri (in particolare in Medio Oriente). In altri casi
Kobane, una ferita ancora aperta
di Gianni Sartori Dalla “città che aveva sconfitto l’Isis” al nuovo assedio: l’amarezza per una rivoluzione sotto attacco e il lascito politico del confederalismo democratico che resiste oltre la sconfitta. …