Tag - Ecuador

Corpi carbonizzati al confine tra Colombia ed Ecuador, Petro accusa: “Quito bombarda”
Il presidente colombiano, Gustavo Petro, ha annunciato il ritrovamento di 27 corpi carbonizzati lungo la frontiera condivisa con l’Ecuador, suggerendo apertamente che la responsabilità sia in un’azione militare del paese vicino in territorio colombiano. Un ordigno è esploso a poca distanza da una famiglia di contadini, che hanno confermato l’accaduto […] L'articolo Corpi carbonizzati al confine tra Colombia ed Ecuador, Petro accusa: “Quito bombarda” su Contropiano.
March 19, 2026
Contropiano
Cosa succede a Cuba e in Ecuador mentre il mondo guarda al Medio Oriente@1
Il presidente Daniel Noboa ha annunciato un coprifuoco notturno in quattro province costiere dell’Ecuador – Guayas, Los Ríos, Santo Domingo de los Tsáchilas e El Oro – come parte, dice, di una nuova offensiva contro narcotraffico e criminalità organizzata. La misura arriva mentre il paese è già in stato di emergenza in diverse regioni. Più recentemente, Noboa ha interrotto le relazioni diplomatiche con Cuba ed espulso bruscamente i suoi diplomatici, affermando senza prove che L’Avana interferiva negli affari interni dell’Ecuador. Ne parliamo con Andrea Cegna, giornalista e attivista esperto di America latina, che ci indica come scenario a cui prestare attenzione la Colombia, guidata dal presidente Gustavo Petro. Contemporaneamente, Cuba sta subendo un blocco petrolifero da parte degli Stati Uniti e altre intense pressioni da parte del presidente USA Donald Trump, il quale ha dichiarato apertamente di volere un cambio di regime all’Avana. Cinque persone sono state arrestate sabato a Cuba per atti di “vandalismo” dopo che un piccolo gruppo di manifestanti ha fatto irruzione in una sede provinciale del Partito Comunista Cubano e ha dato fuoco a computer e mobili. La protesta, che ha coinvolto anche una farmacia e un altro negozio, è avvenuto nella città di Morón, a poco più di 500 km a est dell’Avana. Di recente, a Cuba sono iniziati i cacerolazos notturni, per sfogare la frustrazione e mostrare il malcontento per la carenza di cibo e medicine. Lx residenti dell’isola sono inoltre soggettx a frequenti interruzioni di corrente a rotazione, che possono durare fino a 15 ore al giorno. Secondo i media indipendenti e i post sui social media, L’Avana è al centro delle proteste notturne, ma si stanno diffondendo anche in altre parti del Paese. Venerdì, il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha confermato per la prima volta di essere in contatto con il governo statunitense per dei colloqui. Díaz-Canel ha inoltre dichiarato che negli ultimi tre mesi non sono arrivate spedizioni di petrolio a Cuba, attribuendone la colpa al blocco petrolifero statunitense. Ha aggiunto che l’isola si alimenta con un mix di gas naturale, energia solare e centrali termoelettriche. Trump ha affermato che Cuba sarà il prossimo obiettivo della sua agenda dopo la guerra con l’Iran e il rovesciamento, da parte degli Stati Uniti, del principale alleato di Cuba, Nicolás Maduro del Venezuela, avvenuto a gennaio. Ascolta l’aggiornamento della situazione da L’Avana, Cuba.
March 16, 2026
Radio Blackout - Info
Cosa succede a Cuba e in Ecuador mentre il mondo guarda al Medio Oriente@0
Il presidente Daniel Noboa ha annunciato un coprifuoco notturno in quattro province costiere dell’Ecuador – Guayas, Los Ríos, Santo Domingo de los Tsáchilas e El Oro – come parte, dice, di una nuova offensiva contro narcotraffico e criminalità organizzata. La misura arriva mentre il paese è già in stato di emergenza in diverse regioni. Più recentemente, Noboa ha interrotto le relazioni diplomatiche con Cuba ed espulso bruscamente i suoi diplomatici, affermando senza prove che L’Avana interferiva negli affari interni dell’Ecuador. Ne parliamo con Andrea Cegna, giornalista e attivista esperto di America latina, che ci indica come scenario a cui prestare attenzione la Colombia, guidata dal presidente Gustavo Petro. Contemporaneamente, Cuba sta subendo un blocco petrolifero da parte degli Stati Uniti e altre intense pressioni da parte del presidente USA Donald Trump, il quale ha dichiarato apertamente di volere un cambio di regime all’Avana. Cinque persone sono state arrestate sabato a Cuba per atti di “vandalismo” dopo che un piccolo gruppo di manifestanti ha fatto irruzione in una sede provinciale del Partito Comunista Cubano e ha dato fuoco a computer e mobili. La protesta, che ha coinvolto anche una farmacia e un altro negozio, è avvenuto nella città di Morón, a poco più di 500 km a est dell’Avana. Di recente, a Cuba sono iniziati i cacerolazos notturni, per sfogare la frustrazione e mostrare il malcontento per la carenza di cibo e medicine. Lx residenti dell’isola sono inoltre soggettx a frequenti interruzioni di corrente a rotazione, che possono durare fino a 15 ore al giorno. Secondo i media indipendenti e i post sui social media, L’Avana è al centro delle proteste notturne, ma si stanno diffondendo anche in altre parti del Paese. Venerdì, il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha confermato per la prima volta di essere in contatto con il governo statunitense per dei colloqui. Díaz-Canel ha inoltre dichiarato che negli ultimi tre mesi non sono arrivate spedizioni di petrolio a Cuba, attribuendone la colpa al blocco petrolifero statunitense. Ha aggiunto che l’isola si alimenta con un mix di gas naturale, energia solare e centrali termoelettriche. Trump ha affermato che Cuba sarà il prossimo obiettivo della sua agenda dopo la guerra con l’Iran e il rovesciamento, da parte degli Stati Uniti, del principale alleato di Cuba, Nicolás Maduro del Venezuela, avvenuto a gennaio. Ascolta l’aggiornamento della situazione da L’Avana, Cuba.
March 16, 2026
Radio Blackout - Info
Sospesa la sinistra di Correa in Ecuador. Noboa fa il “Trump” dell’Ecuador
Il Tribunale per le controversie elettorali (TCE) dell’Ecuador ha ufficialmente sospeso per nove mesi Rivoluzione Cittadina, la formazione guidata dall’ex presidente Rafael Correa. L’accusa è quella di aver ricevuto “fondi illegali” dal Venezuela, per finanziare la campagna presidenziale di Luisa Gonzalez, poi persa contro l’attuale presidente Daniel Noboa nel 2023. […] L'articolo Sospesa la sinistra di Correa in Ecuador. Noboa fa il “Trump” dell’Ecuador su Contropiano.
March 15, 2026
Contropiano
Ecuador: Radicalizzazione o coesione?
Mariela Rosero Che significa Leonidas Iza alla testa dell’Ecuarunari (braccio della maggiore organizzazione indigena, CONAIE, nella Sierra). Un ex legislatore ed una ex vicepresidente dell’organizzazione indigena rispondono sulla possibilità di nuove mobilitazioni Da fuori del movimento indigeno, che Leonidas Iza presieda l’Ecuarunari (braccio della CONAIE nella Sierra) è interpretato come il trionfo dell’ala più radicale […]
February 23, 2026
Comitato Carlos Fonseca
Ecuador: La selva non si vende, si difende
Consiglio Ampliato CONAIE Facciamo eco all’allerta e denuncia pubblica sulla situazione di rischio che affronta la comunità amazzonica kichwa Tzawata-Ila-Chukapi, nel cantone Carlos Julio Arosemena Tola, provincia di Napo, davanti a possibili azioni di sgombero forzato che starebbero per essere promosse da enti dello stato, in particolare il Ministero dell’Interno e le autorità provinciali, legate […]
January 28, 2026
Comitato Carlos Fonseca
L’arte e la cultura sono sempre state e sempre saranno la bandiera della pace
Yumac Ortiz è artista, antropologa e attivista. Ci siamo incontrati all’Assemblea dei Popoli per la Pace e la Sovranità, tenutasi a Caracas, capitale della Repubblica Bolivariana del Venezuela, lo scorso dicembre. Abbiamo scambiato riflessioni non solo su politica e impegno civico, ma anche sul valore pubblico e sociale dell’arte, dell’estetica e del patrimonio culturale. Indubbiamente, due ispirazioni si sono intersecate. Il tema dell’arte per la pace è alla base del progetto in cui sono impegnato per Corpi Civili di Pace in Kosovo, e ha dato vita a una pubblicazione in uscita al gennaio 2026: “Più eterno del bronzo. Educazione alla cultura e semantica del monumento. L’orizzonte della cultura come prospettiva di costruzione della pace” (Multimage, Firenze, 2026). Inoltre, questo stesso tema ispira iniziative istituzionali e lotte sociali, e il caso di Yumac Ortiz è esemplare in questo senso. È un’artista visiva, antropologa culturale, comunicatrice, difensora dei diritti umani e attivista ecuadoriana. Internazionalista, attualmente ricopre il ruolo di Direttore Esecutivo della Corporazione per la Promozione Culturale e Turistica (Procultur); Presidentessa del Coordinamento per la Pace, la Sovranità, l’Integrazione e la Non-Ingerenza (CPAZ), Movimento sociale per i diritti umani; e produttrice radiofonica del programma “Tracce della Nostra Identità”. Le abbiamo rivolto alcune domande e la ringraziamo per la sua disponibilità e attenzione. Nel tuo impegno pubblico, coniughi arte e attivismo. Come può l’arte rivitalizzare gli spazi pubblici e quale contributo può dare alla promozione dei valori autenticamente umani di dignità, libertà e giustizia?  Grazie per l’intervista, compagno Gianmarco Pisa. Un saluto fraterno, rivoluzionario e solidale a tutte le sorelle e i fratelli rivoluzionari da queste terre equatoriali dell’Ecuador, che difendono la pace, la vita e l’autodeterminazione dei popoli. Personalmente, credo che gli spazi pubblici siano spazi per l’arte e per la cultura. I paesaggi urbani sono in continua trasformazione attraverso graffiti e muralismo, che esprimono un’estetica alternativa con una narrazione controculturale e antisistema, in solidarietà con le lotte dei popoli del mondo contro i processi di alienazione e degrado culturale globalizzante, guidati dal decadente sistema capitalista e dall’egemonia che tenta di disumanizzare l’essenza stessa dell’essere e l’identità unica di ogni cultura. Due elementi spiccano nel tuo lavoro: la simmetria e il colore. Come definiresti la tua arte e quali sono i suoi contenuti, i suoi messaggi e, se possibile, le sue fonti di ispirazione? Il mio lavoro è intimamente legato alla geografia equatoriale in cui vivo, con mare, catene montuose e foreste pluviali in un territorio piccolo quale è l’Ecuador, un paese andino e amazzonico con una storia millenaria e una popolazione pluriculturale e multietnica. Questo ci offre diversità all’interno di un patrimonio culturale nutrito dal realismo ancestrale e magico delle sue antiche leggende e tradizioni. Il mio lavoro recupera l’iconografia dell’arte e dell’artigianato popolare ecuadoriano. Mi ispiro alla Madre Terra, o Pachamama, e ai suoi elementi costitutivi: acqua, vento, terra e fuoco, da cui traiamo forza e sostentamento. Dipingo la Madre Terra, nera nell’essenza, femminile e maschile, di cui siamo parte. Catturo i colori della natura con cui abbiamo smesso di entrare in contatto, di annusare, di vedere, di sentire, senza comprendere che ne siamo parte integrante e che i nostri antenati sapevano vivere a stretto contatto con essa, comprendendone il comportamento e misurando il tempo per continuare ad evolversi e ad esistere attraverso la filosofia del vivere bene, o “Sumak Kausay”, una pratica quotidiana di solidarietà e di rispetto tra gli esseri umani e con Madre Natura, tramandataci dai nostri antenati. Mi ispiro alle coraggiose donne guerriere, o “Sinchi Warmi Kuna” in quechua, alle nostre comunità e al mondo, che resistono e lottano per i diritti e per l’autodeterminazione. Che poi significa lottare per la vita e per la pace.  Quando parliamo di pace, non parliamo solo di assenza di guerra; la pace è la costruzione e la difesa dei nostri diritti, per la giustizia sociale e la dignità. Credo fermamente che Arte e Attivismo debbano essere strettamente legati e, nel mio caso, il mio lavoro riflette questo impegno raffigurando processi di recupero e decolonizzazione della nostra memoria storica, profondamente femminile nella sua visione di lotta. È stato un piacere e un onore incontrarti alla recente Assemblea dei Popoli per la Pace e la Sovranità, tenutasi lo scorso dicembre a Caracas. Di fronte all’aggressione statunitense e al rapimento del legittimo presidente, Nicolás Maduro, qual è la tua posizione come antropologa e artista e quale contributo ritieni che l’arte possa apportare alla lotta contro la guerra e alla costruzione della pace?  Come essere umano amante della pace, artista rivoluzionaria e comunista, antimperialista, antifascista, impegnata per la giustizia sociale, esprimo la mia più ferma condanna del vile attacco terroristico perpetrato dall’imperialismo statunitense nell’invasione della sovranità e nel rapimento del legittimo presidente costituzionale della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro, e di sua moglie e deputata, Cilia Flores.  Questo atto riprovevole crea un pericoloso precedente nelle relazioni e nel diritto internazionale e mette a repentaglio non solo la pace in Venezuela, ma anche nella regione, nel continente e nel mondo. In Ecuador, fin dall’inizio, ci siamo mobilitati con diverse organizzazioni sociali per respingere e condannare pubblicamente questa nuova aggressione dell’imperialismo statunitense contro i popoli del mondo. La cultura, l’arte e le loro diverse espressioni sono sempre state e sempre saranno la bandiera della pace, della resistenza dei popoli e un mezzo per preservare l’identità culturale. Oggi più che mai, l’arte deve essere un’arma per combattere la globalizzazione e il totalitarismo fascista. Per una seconda indipendenza, lottiamo insieme. Sempre in dignità e unità: con un solo cuore – SHUC SHUNGULLA, un solo pensiero – SHUC YUYAILLA, una sola mano – SHUC MAQUILLA, una sola voce – SHUC SHIMILLA. Gianmarco Pisa
January 20, 2026
Pressenza
I militari Usa soffocano l’America latina
Lo scopo della militarizzazione è duplice: ridurre il conflitto sociale e tutelarsi di fronte alla Cina di David Lifodi Immagine ripresa da https://periodicoopcion.com/ Ormai in America latina le truppe statunitensi si sentono a casa. Oltre alla pressione costante esercitata sul Venezuela sfociata nell’aggressione contro Caracas, è sempre maggiore il numero di paesi che, in alcuni casi, concedono senza alcun problema
January 18, 2026
La Bottega del Barbieri
“Il Venezuela non ha nulla a che vedere con il narcotraffico”
Antonio Nicaso, scrittore e saggista, è uno dei massimi esperti di narcotraffico. E il suo ultimo libro, “Cartelli di sangue”, scritto insieme al procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, è un compendio aggiornato sul fenomeno, anche sul fronte geopolitico. Nicaso, da mesi lei e Gratteri vi sgolate che il Venezuela non […] L'articolo “Il Venezuela non ha nulla a che vedere con il narcotraffico” su Contropiano.
January 6, 2026
Contropiano