Tag - disinformazione

Tajani agita ingerenze russe sulle elezioni per blindare il quadro politico italiano
Dalla riunione informale dei ministri degli Esteri della UE tenutasi a Wicklow, in Irlanda, il rappresentante italiano, Antonio Tajani, ha deciso di lanciare un allarme sulla possibilità che Mosca possa mettere in atto manovre volte a inquinare il dibattito pubblico e alterare gli esiti delle tornate elettorali, nei vari paesi […] L'articolo Tajani agita ingerenze russe sulle elezioni per blindare il quadro politico italiano su Contropiano.
September 3, 2026
Contropiano
La Rai smetta di essere la “scorta mediatica” di Israele
Il nodo italiano di Palestine Action ha lanciato una petizione alla Commissione Vigilanza sulla Rai, al consiglio di amministrazione della Rai, all’Ordine dei Giornalisti e all’Usigrai nella quale chiede che cessi la “scorta mediatica” della Rai agli abusi israeliani contro i palestinesi. La Commissione d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite sul […] L'articolo La Rai smetta di essere la “scorta mediatica” di Israele su Contropiano.
August 11, 2026
Contropiano
Disinformazione ufficiale
Il signor Giovan Battista Brunori, sionista per ragioni familiari – ha sposato Giovanna, discendente del rabbino Elia Benamozegh – corrispondente della RAI in Israele, ha definito innocui “escusionisti” i protagonisti del pogrom antipalestinese a Tel, nei pressi di Nablus. Decine di video mostrano questi “coloni” armati aggredire gli abitanti davanti […] L'articolo Disinformazione ufficiale su Contropiano.
July 26, 2026
Contropiano
Il drone di Schrödinger
(Un drone Nato costruito dalla Nato abbattuto dalla Nato) “Un aereo della NATO ha abbattuto un drone.” Un drone di chi? Di Topolino? Di Batman? Di un pensionato lettone appassionato di modellismo? No, questo dettaglio fondamentale viene gentilmente omesso. Perché la magia dei titoli moderni funziona così: tu leggi “NATO”, […] L'articolo Il drone di Schrödinger su Contropiano.
June 8, 2026
Contropiano
I giullari di Trump e Rubio plaudono alle sanzioni contro Cuba
I giullari del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e del suo Segretario di Stato Marco Rubio applaudono fragorosamente quando dalla Casa Bianca arrivano altre sanzioni contro Cuba. Non potrebbero fare diversamente, visto che questi mezzi di informazione, che si definiscono la stampa libera cubana,  vivono solamente grazie alle elargizioni che arrivano dal governo a stelle e strisce. Ogni ulteriore sanzione emessa contro l’isola caraibica è un giubilo per loro. I vari Cubanet, Cybercuba, ADN Cuba e gli altri mezzi di informazione made in Miami stanno festeggiando l’ultima misura sanzionatoria del loro divo Marco Rubio, che ha portato al blocco delle carte di credito internazionali Visa e Mastercard sull’isola. Con il recente ordine esecutivo 14.400, del 1 maggio, approvato da Donald Trump su iniziativa di Marco Rubio, molti operatori internazionali, per  non perdere i loro beni o vedere le loro proprietà confiscate negli Stati Uniti, sono costretti ad abbandonare Cuba. Celebrano in pompa magna il fatto che così il conglomerato economico cubano GAE SA non riceverà più divisa straniera dalla vendita dei suoi prodotti o dei suoi servizi. Dimenticano però che con le stesse carte di credito molti cubani ricevono rimesse proprio dagli Stati Uniti o acquistano generi alimentari nei negozi, ma ai patrioti del web poco importa: l’importante è continuare la guerra propagandistica contro il governo dell’Avana assecondando le sanzioni che colpiscono direttamente anche i famigliari dei cubani emigrati. Ci ricorda Cubainformacion che GAESA è in realtà una parte fondamentale dello Stato cubano: un grande conglomerato di aziende che spazia dai supermercati agli hotel, passando per le istituzioni finanziarie. Con l’Ordine Esecutivo del 1° maggio Donald Trump  sta punendo e ponendo un ultimatum a tutte le aziende che commerciano o mantengono qualche tipo di affare con una qualsiasi delle numerose entità di GAESA, ossia con una parte importante dello Stato cubano, cioè della proprietà sociale del popolo di Cuba. La Casa Bianca sostiene che GAESA è l’impresa con la quale una piccola oligarchia militare si sta arricchendo alle spalle dei cittadini cubani. Affermazione del tutto arbitraria, dato che non hanno fornito una sola prova dell’esistenza di conti correnti o fondi finanziari nei quali sarebbero confluiti questi soldi. Ma se hanno la CIA e molte altre agenzie di intelligence perché non sono stati in grado di darci almeno uno stralcio di quanto affermano? Semplice, tutto fa parte della solita strategia di massima pressioni su Cuba che, oltre a usare la leva economica, usa anche quella mediatica. Occorre creare il presupposto perché nell’opinione pubblica si insinui l’idea che occorre liberare Cuba da questa classe corrotta e inefficiente con qualunque mezzo, anche quello militare. Poi per Washington tutto quello che è statale è visto come il diavolo, il mezzo con cui una ristretta cerchia di persone sottrae denaro alle casse statali per metterselo nei loro borselli. Applaudono poi l’abbandono di Cuba da parte di molti operatori turistici: compagnie aeree come Iberia, World2Fly, Plus Ultra, Air Canada, WestJet, Sunwing, Air Transat, LATAM o Air France hanno sospeso i voli diretti all’isola. Le compagnie di spedizione marittima, come la francese CMA CGM o la tedesca Hapag, hanno cessato l’invio di container, tra cui quelli che la solidarietà internazionale invia a Cuba per aiutare la popolazione con medicinali e attrezzature varie. Molte catene alberghiere hanno comunicato che abbandoneranno l’isola. Archipiélago International (Aston), la società spagnola Meliá, che ha già interrotto la gestione di 15 dei suoi 34 hotel; Iberostar, con 12 hotel; Blue Diamond, dal Canada, e molte altre se ne andranno. Per i giullari del presidente questo impedirà a GAE SA di ricevere divisa dal settore turistico. Ma tutti i cubani che adesso già si trovano senza lavoro e quelli che nei prossimi giorni si sommeranno ai disoccupati ringraziano sentitamente. Inoltre il calo del turismo sta colpendo in modo drammatico le migliaia di case particulares, gli affittacamere che negli anni hanno rappresentato un’importante ossatura per il turismo e una notevole fonte di entrata per le famiglie cubane. Bisogna festeggiare perché il regime dittatoriale e corrotto di Cuba sta per scomparire dalla faccia della terra. Così gli alleati del governo di Donald Trump applaudono la notizia dell’abbandono dei partner internazionali di oltre un centinaio di hotel sull’isola. Ad esempio, ADN Cuba afferma: “Questo rappresenta un nuovo colpo per un settore strategico del regime cubano, che per anni ha dato la priorità alla costruzione di hotel sotto il controllo di GAESA, anche in mezzo al deterioramento dei servizi di base e alla profonda crisi economica”, riferisce Cubainformacion. Dimenticano però di ricordare che molti di questi investimenti sono stati chiaramente fatti con capitali stranieri che hanno favorito l’occupazione di migliaia di cubani, gli stessi cubani che adesso si troveranno senza lavoro. E poi affermano candidamente che è il governo di Miguel Diaz Canel che non è in grado di garantire un’occupazione degna ai suoi cittadini. La mancanza di energia elettrica per molte ore spinge i cittadini a protestare per i blackout e i servi della Casa Bianca festeggiano queste proteste. Scrivono che è colpa del governo che non comprerebbe i combustibili per alimentare le centrali termoelettriche. E il blocco energetico imposto da colui che gli paga gli stipendi dove è finito? Semplicemente non esiste, come continua a ripetere Marco Rubio: tutto va ricondotto alla solita narrazione, ovvero l’incapacità dell’esecutivo cubano di provvedere alle basilari necessità della popolazione. Ti affogo, ti strozzo con centinaia di sanzioni e poi do la colpa al governo. Infine arrivano pure a chiedere esplicitamente, mentre stanno sotto una palma a godersi il sole di  Miami, un intervento armato sull’isola, l’unico modo per far capitolare il governo cubano. Padre Alberto Reyes, ad esempio, dichiara: “Preferiamo un finale spaventoso a uno spaventoso senza fine”. Juan Juan Almeida afferma: “Purtroppo non vedo altra via d’uscita che l’intervento”.  José Daniel Ferrer, recentemente arrivato negli Stati Uniti dopo che Marco Rubio gli ha concesso l’asilo, immaginiamo perché … dice: “La libertà ha un sapore più dolce quando la si conquista con il suo sforzo”.  Rosa María Payá invece chiede all’Unione Europea e alla Spagna di “rettificare e prendere le parti del popolo cubano”, interrompendo l’accordo di dialogo politico e cooperazione che l’UE ha con Cuba. Quindi non solo privare l’isola delle risorse finanziarie con l’uscita dei partner internazionali e impedire che entri una goccia di petrolio, ma anche attaccare gli aiuti economici e materiali che arrivano dall’estero, oltre alla cooperazione internazionale e alla solidarietà. E poi questo viene dipinto come un progetto di liberazione. (Informazioni: Cubainformacion) www.occhisulmondo.info Andrea Puccio
June 7, 2026
Pressenza
Uno studio israeliano conferma: “la carestia a Gaza è una strategia pianificata”
Pezzo dopo pezzo, tutte le menzogne sioniste crollano di fronte all’evidente volontà genocida, certificata persino da istituti israeliani. È il caso del tema fame: la carestia nella Striscia di Gaza non è l’effetto collaterale delle operazioni israeliane, ma una politica deliberata di Tel Aviv. È la conclusione di uno studio […] L'articolo Uno studio israeliano conferma: “la carestia a Gaza è una strategia pianificata” su Contropiano.
June 6, 2026
Contropiano
Il drone finito sulla Romania è stato deviato dagli ucraini
L’ennesima doccia fredda sulla disinformazione di guerra in Europa si è materializzata ieri ma non se ne trova traccia sui mass media italiani. Sulla vicenda del drone russo finito sul tetto di un palazzo a Galati, in Romania, la fonte che ha smentito le veline di guerra dei giornali e […] L'articolo Il drone finito sulla Romania è stato deviato dagli ucraini su Contropiano.
May 31, 2026
Contropiano
Axios, droni e Cuba: l’ennesima fabbrica statunitense del nemico
Pubblichiamo di seguito un’importante riflessione di Federica Cresci, portavoce di Cuba Mambí — Gruppo di Azione Internazionalista, in riferimento alla guerra mediatica contro Cuba e la sua Rivoluzione. Nelle ultime ore Axios ha rilanciato una notizia gravissima: Cuba avrebbe acquistato droni militari cinesi con l’obiettivo di sorvegliare l’area di Guantánamo. Una notizia presentata come “rivelazione”, ma costruita sul solito schema: fonti anonime, accuse non verificabili, allarmismo strategico e immediata trasformazione di Cuba in minaccia. Axios non è un piccolo sito indipendente. È un media statunitense nato a Washington nel 2016, fondato da Jim VandeHei, Mike Allen e Roy Schwartz, figure centrali del giornalismo politico americano. Nel 2022 Axios è stato acquistato da Cox Enterprises in un’operazione da 525 milioni di dollari. Cox Enterprises è una potente holding privata statunitense con enormi interessi nei media, nelle comunicazioni e in altri settori strategici. Parliamo quindi di un giornale pienamente inserito nel sistema mediatico, economico e politico degli Stati Uniti, non certo di una voce neutrale o indipendente dagli interessi di Washington. Gran parte degli “scoop” pubblicati da Axios nasce inoltre da fonti anonime interne all’apparato politico, militare e dell’intelligence statunitense. È il classico meccanismo con cui da decenni vengono costruite narrazioni funzionali agli interessi geopolitici degli Stati Uniti: si diffonde un allarme, si alimenta la paura, si crea il nemico. E allora la domanda è semplice: perché proprio adesso si rilancia una notizia del genere? Perché si torna a costruire Cuba come pericolo militare? Perché si tenta di far passare un’isola sottoposta da oltre sessant’anni a blocco economico, finanziario e commerciale come se fosse una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti? Cuba non minaccia nessuno. Cuba non bombarda popoli, non invade paesi, non organizza colpi di Stato, non impone basi militari nel mondo, non strangola economie straniere con sanzioni illegali. Cuba ha mandato medici, insegnanti, cooperazione, solidarietà internazionale. Gli Stati Uniti, invece, mantengono illegalmente una base militare a Guantánamo, in territorio cubano occupato contro la volontà del popolo cubano. Questa notizia va letta per quello che è: un altro tassello della guerra mediatica contro Cuba. Una guerra che accompagna da sempre il blocco economico e finanziario imposto dall’imperialismo statunitense. Non basta affamare un popolo con sanzioni criminali: bisogna anche colpirlo sul piano simbolico, diplomatico e mediatico, costruendo artificialmente l’immagine di un paese “pericoloso”, “militarizzato”, “opaco”, “alleato dei nemici dell’Occidente”. È lo stesso copione usato mille volte contro i paesi che non si piegano agli interessi statunitensi. Prima si costruisce il mostro mediatico, poi si invocano misure “difensive”. Prima si diffonde il sospetto, poi si giustifica l’aggressione. Prima si parla di sicurezza nazionale, poi arrivano nuove sanzioni, nuove provocazioni, nuove operazioni di destabilizzazione. Dentro questa macchina propagandistica hanno sempre avuto un ruolo centrale anche i settori più reazionari della mafia cubano-americana di Miami, da decenni impegnati a finanziare, promuovere e sostenere campagne politiche e mediatiche contro la Rivoluzione cubana. Una rete di interessi economici, ideologici e geopolitici che non ha mai accettato la sovranità di Cuba e il diritto del popolo cubano a decidere autonomamente il proprio destino. Per questo la notizia di Axios non può essere letta ingenuamente. Non siamo davanti a semplice informazione: siamo davanti a una narrazione costruita dentro l’apparato mediatico statunitense, funzionale a presentare Cuba come minaccia e a preparare l’opinione pubblica a nuove forme di aggressione politica, economica e militare. Cuba non è una minaccia. Non lo è per gli Stati Uniti, non lo è per l’America Latina, non lo è per il mondo. Cuba non invade nazioni, non devasta paesi con guerre “umanitarie”, non organizza golpe, non finanzia destabilizzazioni internazionali, non mantiene centinaia di basi militari sparse nel pianeta. La vera minaccia globale è l’imperialismo che da decenni soffoca popoli interi attraverso guerre, sanzioni, occupazioni militari, ricatti economici e campagne mediatiche costruite per fabbricare nemici utili ai propri interessi geopolitici. È lo stesso meccanismo che ha devastato intere nazioni, provocato milioni di morti, distrutto economie e alimentato instabilità in ogni parte del mondo. Da oltre sessant’anni Cuba resiste a un assedio criminale perché ha avuto il coraggio di scegliere la propria sovranità, la propria dignità e la propria indipendenza. Ed è proprio questo che continua a essere intollerabile per Washington: l’esistenza di un paese che, nonostante tutto, non si è piegato.   Federica Cresci, Cuba Mambí — Gruppo di Azione Internazionalista Redazione Italia
May 18, 2026
Pressenza
Peter Thiel lancia “Objection”: l’IA dei miliardari per silenziare i giornalisti
Finanziata da Peter Thiel e guidata dall’uomo che fece fallire la rete di blog Gawker, la nuova startup lanciata circa un mese fa coi soldi del fondatore di Palantir garantisce un servizio straordinario, per chi ha liquidità da spendere: tra i 2 e i 15 mila dollari per trasformare, in […] L'articolo Peter Thiel lancia “Objection”: l’IA dei miliardari per silenziare i giornalisti su Contropiano.
May 18, 2026
Contropiano
Le ingerenze israeliane contro il movimento pro-Pal: i casi di Francia e Canada
Dalle elezioni municipali francesi ai corridoi della politica canadese, emerge un quadro inquietante di manipolazione digitale e “guerra cognitiva” orchestrata da entità legate allo Stato di Israele. Al centro delle inchieste c’è una macchina del fango costituita da account falsi alimentati dall’intelligenza artificiale e operazioni di sorveglianza mirate a colpire […] L'articolo Le ingerenze israeliane contro il movimento pro-Pal: i casi di Francia e Canada su Contropiano.
May 17, 2026
Contropiano