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[2026-09-17] (B)Eat Up! 2026 - Il battito della rivolta @ CSOA Ex-Snia
(B)EAT UP! 2026 - IL BATTITO DELLA RIVOLTA CSOA Ex-Snia - Via Prenestina 173 (giovedì, 17 settembre 22:00) 🔊 (B)Eat Up! 🎶 Il Lato B di Eat Up!  📆 dal 17 al 20 settembre  La musica che nutre il battito della rivolta Palco Foresta 🌳 ogni sera dalle 21:00  Brobusk & Friends: Gea | Mauro 2B + Emmeadi | Tht Smail | Oumy + Dumi Palco Quadrato 🏀 dalle 22:00 GIOVEDI 17 Kenobit | Gom Jabar | Marbit | Square Terror VENERDI 18 Patagarri | Don Pasta | Hallyx | DJ set Pinche Perro | Carcassa SABATO 19 Hachiko | Go Dugong | Battimenti | DJ set Silvia Trix DOMENICA 20 Beba | Ateneo | Kiki | DJ set Maldonado 🌮 EAT UP! CIBO DAL MONDO 🥘 Apertura stand ore 19 Dibattiti | Approfondimenti | Editoria Indipendente | Artigiani | Info Shop 5€ Sottoscrivi le lotte! Con la Resistenza Palestinese ✊ C.S.O.A. Ex-Snia (via Prenestina 173, Roma)
September 5, 2026
Gancio de Roma
“Diritti sotto le stelle”: una serata piacevole, tra svago, impegno e musica
È la proposta del Gruppo Amnesty International Italia di Arese – Legnano – Saronno – Solaro per domani (mercoledì 2 settembre). L’appuntamento è a Saronno, a partire dalle 19 a Villa Gianetti (via Roma 20) e si svolge nell’ambito della rassegna Estate divina patrocinata dal Comune di Saronno. Si parte con una breve presentazione di Amnesty International, l’organizzazione umanitaria attiva da 65 anni, e con un divertente quiz sui diritti umani. Ci sarà poi l’opportunità di scoprire i brani da poco pubblicati dal cantautore Francesco Radice e di ascoltare l’omaggio a Francesco Guccini offerto dal cantante, cantautore e poeta Riccardo Lanfranchi. Tra le due esibizioni canore la scrittrice e giornalista Claudia Cangemi parlerà di disagio giovanile e sicurezza tra testimonianze e studi sul tema nell’intervento intitolato Si fa presto a dire maranza. L’ingresso è libero e sono disponibili birre artigianali e piattini invitanti a cura di Paneliquido. Amnesty International
September 1, 2026
Pressenza
B-RAVE RAGAZZE – STANK FACE/BASS FACE WTF?
Svarionando svarionando, sotto il sole cocente, dalla battigia emergono tante domande. Eccone una per accompagnare il nostro ritorno in città e in regia: Stank face – bass face (drop face?), cosa sono, cosa hanno in comune con la voglia di stritolare un cucciolino e, soprattutto, perché? Un brave trip dentro la psiche umana, tra musica ed emozioni hardecore <3 Scaletta approssimata e incompleta: * Maria Violenza – U mari * HotWax – Drop * – play it right * – tek da funk * – hijo de la noche * – el pescador * Apocalypz – DMT , Kreiml und samurai drum and bass: * bassface Sascha – jungle fever vol. 2 – cd1 * Betamax * Amoss – frequency of the universe * boxcar * Fox, DLR, Alix Perez – walk out * Skeptical – Trinity BUON ASCOLTOOOH
August 30, 2026
Radio Blackout - Info
B-RAVE RAGAZZE – STANK FACE/BASS FACE WTF?
Svarionando svarionando, sotto il sole cocente, dalla battigia emergono tante domande. Eccone una per accompagnare il nostro ritorno in città e in regia: Stank face – bass face (drop face?), cosa sono, cosa hanno in comune con la voglia di stritolare un cucciolino e, soprattutto, perché? Un brave trip dentro la psiche umana, tra musica ed emozioni hardecore <3 Scaletta approssimata e incompleta: * Maria Violenza – U mari * HotWax – Drop * – play it right * – tek da funk * – hijo de la noche * – el pescador * Apocalypz – DMT , Kreiml und samurai drum and bass: * bassface Sascha – jungle fever vol. 2 – cd1 * Betamax * Amoss – frequency of the universe * boxcar * Fox, DLR, Alix Perez – walk out * Skeptical – Trinity BUON ASCOLTOOOH
B-RAVE RAGAZZE – STANK FACE/BASS FACE WTF?
Svarionando svarionando, sotto il sole cocente, dalla battigia emergono tante domande. Eccone una per accompagnare il nostro ritorno in città e in regia: Stank face – bass face (drop face?), cosa sono, cosa hanno in comune con la voglia di stritolare un cucciolino e, soprattutto, perché? Un brave trip dentro la psiche umana, tra musica ed emozioni hardecore <3 Scaletta approssimata e incompleta: * Maria Violenza – U mari * HotWax – Drop * – play it right * – tek da funk * – hijo de la noche * – el pescador * Apocalypz – DMT , Kreiml und samurai drum and bass: * bassface Sascha – jungle fever vol. 2 – cd1 * Betamax * Amoss – frequency of the universe * boxcar * Fox, DLR, Alix Perez – walk out * Skeptical – Trinity BUON ASCOLTOOOH
August 30, 2026
Radio Blackout
DIBATTITO: LA MUSICA STA CAMBIANDO. IL POTERE ECONOMICO SI STA APPROPRIANDO DI OGNI ANELLO DELLA FILIERA
Si è tenuto mercoledì 12 agosto alla Festa di Radio Onda d’Urto il dibattito “La musica sta cambiando. Il potere economico si sta appropriando di ogni anello della filiera: dalla produzione alla distribuzione, dai grandi eventi agli spazi in cui si suona. È ancora possibile fare musica e vivere un concerto sottraendosi a questa logica?” All’incontro moderato da Siham Ouzif della nostra redazione sono intervenut* Flavia Tommasini (TPO Bologna), Rolando Lutterotti (Sherwood Festival/Città Invisibili) e Andrea Cegna (giornalista freelance e lavoratore intermittente dello spettacolo). Ascolta l’audio del dibattito. Ascolta o scarica
August 13, 2026
Radio Onda d`Urto
Guccini e Radio Ondarossa
Con un compagno raccontiamo degli aneddoti che hanno legato il cantautore Guccini con il movimento e ROR. Nel novembre 1979 furono arrestati 3 compagni del collettivo del policlinico ad Ortona, un paese abruzzese, trovati in possesso di due lanciamissili. Uno dei compagni era Daniele Pifano. Per sostenere le spese processuali furono organizzate diverse iniziative anche per recarsi a L'Aquila per il processo. Si chiese a diversi cantautori tra cui Guccini. Si manda quindi un compagno con la macchina a cercare Guccini in via Paolo Fabbri 43. Gli aprì la madre dicendo: Francesco è uscito qualche minuto fa sta in quell'osteria, fuori porta. All'osteria era appena andato via verso un paesino tosco emiliano. Quindi si parte anche verso questo paesino. Cercandolo all'alba lo vede affacciato ad una finestra. - Sono un compagno di Roma ti volevo chiedere una cosa....  - Vieni dentro che ti offro un caffè  Il resto ve lo lasciamo all'ascolto della corrispondenza. 
August 7, 2026
Radio Onda Rossa
[2026-08-02] Pastasciutta Antifascista @ Acuto (FR)
PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA Acuto (FR) - Placche di Pilarocca (domenica, 2 agosto 18:00) Cosa significa essere antifascista oggi? È la domanda da cui nasce il programma della terza edizione della Pastasciutta Antifascista di Acuto (Fr) Abbiamo scelto temi che parlano del nostro territorio e, allo stesso tempo, di ciò che sta accadendo nel mondo. Dalla crisi delle aree interne alla giustizia ambientale nella Valle del Sacco, fino alle guerre e alla militarizzazione, al diritto internazionale, alle migrazioni e alla difesa della dignità umana: questioni solo apparentemente lontane, ma profondamente intrecciate tra loro. Crediamo che oggi essere antifascisti significhi anche questo: interrogarsi sul presente, costruire comunità, difendere i diritti e non restare indifferenti davanti alle ingiustizie, ovunque esse si manifestino. Per questo il 2 agosto ad Acuto sarà una giornata di confronto con ospiti, giornalisti, attivisti e associazioni, ma anche di testimonianze, musica e condivisione, che si concluderà con la tradizionale Pastasciutta Antifascista, aperta a tutte e tutti. Vi aspettiamo 🍝
July 31, 2026
Gancio de Roma
Gino Castaldo / La musica come oggetto smarrito – il lutto di un’epoca
Nel 1967 Ornella Vanoni portò al successo La musica è finita, brano scritto da Umberto Bindi e arrangiato da Gianfranco Intra, il cui testo di Franco Califano e Nicola Salerno evoca note che sfumano quale metafora di un amore ormai spento, un ballo che si interrompe lasciando due persone sole nel silenzio. Il critico musicale Gino Castaldo ne fa il titolo d’un appassionato e dolente peana. Un pretesto intelligente, basato sulla dimensione sentimentale – nel senso etimologico di chi sente e patisce – che attraversa il libro. Origine della riflessione è infatti un disagio personale, maturato negli anni e divenuto quasi insostenibile, osservando quel che accadeva alla musica. Firma storica de “La Repubblica”, conduttore su Rai Radio 2, Castaldo ha passato la vita ad ascoltarla e raccontarla, e il suo lavoro è animato dal piglio diagnostico di chi vuole capire. Il nucleo argomentativo ruota attorno alle rivoluzioni della musica moderna. La prima l’ha affrancata dal vincolo dell’esecuzione dal vivo, rendendola riproducibile. La seconda, quella digitale, ha sostituito il suono analogico con un codice binario inadatto a riprodurre le sfumature. La terza, l’attuale, è dominata dagli algoritmi, che governano decisioni e visibilità, piegano la creatività alle logiche del consumo. Ognuno di questi passaggi ha cambiato il modo in cui la musica viene prodotta, distribuita e consumata, ma se i primi due hanno preservato, pur trasformandolo, il nucleo dell’esperienza musicale, il terzo lo sta erodendo dall’interno. L’autore chiama in ballo la liquidità teorizzata da Bauman: lo streaming corrisponde all’idea del mondo liquido, con due dirette conseguenze, la deresponsabilizzazione delle scelte, sottratte alla libertà dell’individuo, e la scarsa qualità del prodotto musicale, progettato per durare poco ed essere continuamente sostituito. Nei fatti, una presunta liberazione si è rivelata un regresso travestito da progresso. L’analisi ripercorre un terreno già dissodato, da Walter Benjamin a Neil Postman, da Jeremy Rifkin ai sociologi della cultura digitale, reso concreto da riferimenti storici ed esempi precisi. Questo rovesciamento dà peso al sottotitolo: più che iperbole giornalistica, vezzo retorico, “Appunti per una rivoluzione” è scelta che rimanda ad un determinato immaginario denso di storia. Gli anni Sessanta, il decennio in cui pop rock e jazz divennero veicolo di mutamento politico e culturale, con la trasformazione dei costumi, i movimenti per i diritti civili, il femminismo, il pacifismo, la controcultura: tutto questo passò attraverso la musica, autentica lingua franca, arma ed utopia sonora. Quei rivolgimenti furono possibili perché esistevano determinate condizioni: spazi di incubazione, tempi lunghi di maturazione artistica, un pubblico disposto ad aspettare e a seguire un percorso. Condizioni oggi scomparse, smantellate dalla logica del profitto immediato e delle piattaforme. Altra lettura interessante è il rapporto tra mercato e qualità artistica, una tensione che attraversa l’intera storia dell’industria discografica, la quale nell’era dello streaming ha raggiunto una forma inedita di perversione, con un paradosso sistemico: a fronte di un commercio in espansione, gli artisti, i critici e gli operatori culturali hanno la sensazione di muoversi in un ambiente su cui non hanno alcun controllo. Il settore guadagna, ma il valore viene redistribuito in modo iniquo: alle piattaforme e alle major, non agli artisti. Soprattutto, la crescita dei ricavi non corrisponde a una crescita della vitalità autoriale. Ma la riflessione più acuta riguarda la figura dell’artista. La musica ha finito per assomigliare sempre di più ai social, fare una canzone è diventato come pubblicare un post, e Castaldo pone la domanda cruciale: nell’epoca del tutto e subito, della superficialità e dell’ovvio, sarebbe possibile la nascita di un David Bowie? Di un Jim Morrison? Di un Bob Dylan? Il sistema attuale è in grado di riconoscere e sostenere certi tipi di artisti? La risposta è negativa, ma non per mancanza di talenti. Non è esaurita la spinta creativa in sé, bensì la musica come entità dotata di peso specifico, di identità riconoscibile, di un rapporto autentico col proprio tempo. Per decenni feticcio identitario da esporre e condividere, la musica si è trasformata in un servizio di sottofondo, e il modello in abbonamento delle piattaforme streaming ha riscritto le modalità di ascolto e di fruizione. La denuncia degli effetti dell’intelligenza artificiale è forse il capitolo più attuale e problematico. L’IA generativa applicata alla musica solleva questioni irrisolvibili, e Castaldo sceglie la posizione dell’allarme motivato piuttosto che della profezia apocalittica: l’irruzione di tecnologie capaci di generare musica a partire da prompt suscita interrogativi sull’autorialità, sull’originalità e sulla funzione sociale dell’artista che non possono essere liquidate con il rifiuto moralista o con l’entusiasmo acritico. C’è da dire che il saggio si sofferma sulle logiche mainstream, con una certa circoscrizione del campo visivo: il Novecento musicale su cui Castaldo basa il proprio metro di giudizio è in prevalenza quello angloamericano, con incursioni nel cantautorato italiano. Le tradizioni non occidentali, le scene elettroniche sperimentali, il jazz degli ultimi vent’anni rimangono sullo sfondo. La sua preoccupazione è per la cultura musicale come fenomeno di massa, come strumento di costruzione di un immaginario condiviso, piuttosto che per la sopravvivenza di pratiche musicali alternative. Timore legittimo: quando la musica smette di avere una funzione civile e aggregativa, quando non riesce più a produrre momenti di riconoscimento collettivo, la perdita non riguarda solo l’aspetto sonoro. Il libro si chiude con un appello ai musicisti affinché si riconoscano come comunità, prendendo coscienza del grande potere che avrebbero se agissero uniti. Dunque, la rivoluzione invocata nel sottotitolo non è quella armata o ideologica, bensì un invito alla consapevolezza identitaria, alla comprensione che si sta smarrendo qualcosa di irripetibile, alla decisione di recuperare un senso perduto. Una chiusa gramsciana: l’ottimismo della volontà che resiste nonostante il pessimismo della ragione, con un epilogo struggente, “Cento ragioni per non poter fare a meno della musica”, un lungo catalogo di gemme uniche: la luce nel buio di Miles Davis, l’opera integrale dei Beatles, l’impatto con un concerto di Springsteen, il colpo di rullante che introduce Like a Rolling Stone di Bob Dylan, Jimi Hendrix che trasforma l’inno americano nel suono delle bombe che cadevano in Vietnam, i tredici minuti e quarantuno secondi di My Favorite Things di John Coltrane nella versione originale del 1961, le dita di Keith Richards che producono riff con naturalezza, Aretha Franklin che chiede rispetto, le due versioni delle Variazioni Goldberg di Glenn Gould, i duetti tra Ella Fitzgerald e Louis Armstrong, le canzoni di Battisti: punti di svolta con la musica motore del cambiamento, privato e sociale. È un gesto retorico raffinato, Castaldo sa bene che nessun argomento razionale può difendere la musica meglio di una lista di esperienze concrete che chi la ama riconoscerà come proprie. È il contrario dell’algoritmo: non una classifica basata su metriche, ma un atto d’amore che accetta la soggettività come fondamento. La musica è finita è un libro onesto, scritto da chi conosce a fondo l’argomento e affronta con coraggio verità scomode. I ricavi grazie ai quali l’industria discografica si racconta come vitale e in espansione non misurano la profondità creativa ed emotiva, non indicano se una canzone ti ha cambiato, se un concerto ti ha convinto che il mondo si può cambiare, se un disco ha fatto da colonna sonora alla tua vita. Sono queste le misure usate da Castaldo, immediatamente condivise da ogni lettore che viva la musica con la dovuta intensità. L'articolo Gino Castaldo / La musica come oggetto smarrito – il lutto di un’epoca proviene da Pulp Magazine.
July 27, 2026
Pulp Magazine
Alexian Group, il gruppo di musica rom di fama internazionale, in concerto a Bari, Giovedi 23 luglio ore 21.00.
Sarà la Parrocchia San Marco Evangelista di Bari in Via Caldarola 50 ad ospitare il concerto di musica rom dell’Alexian Group. L’evento artistico è inserito nell’ambito della manifestazione gestita dalla direttrice artistica Angela Cataldo. È il terzo appuntamento della rassegna “Assud” proposta dall’associazione Al Nour, vincitrice del progetto “Le due Bari”, finanziato dal Mic – Direzione Generale Spettacolo. L’ evento è accessibile al LIS (Lingua Italiana dei Segni). Dopo il successo nei più prestigiosi teatri internazionali, l’Alexian Group di Alexian Santino Spinelli sarà protagonista a Bari di un percorso musicale intenso, suggestivo e originale. Il concerto è previsto giovedi 23 alle ore 21.00. Sul palco con Alexian Santino Spinelli alla fisarmonica, ci saranno: Luciano Pannese al contrabbasso, Davide Chiarelli alle percussioni etniche, Evedise Spinelli all’arpa e Gualtiero Lamagna al bouzuki e alla chitarra. Alexian Santino Spinelli da decenni è presente sui più importanti palcoscenici mondiali: dal Teatro alla Scala di Milano al Teatro San Carlo di Napoli, fino alla Carnegie Hall di New York e al Gran Teatro La Fenice di Venezia. Alexian Santino Spinelli ha suonato per Capi di Stato e per tre Papi, spesso in mondovisione promuovendo il valore artistico, culturale e identitario delle comunità dei rom e sinti. «La musica è un linguaggio universale che supera ogni barriera e costruisce ponti tra culture diverse», ha dichiarato Alexian Santino Spinelli. «Portare la musica romanì nei luoghi più prestigiosi dell’arte rappresenta un passo importante per il riconoscimento della nostra cultura. Questo concerto è un’occasione per affermare il valore artistico della tradizione romanì nel panorama musicale italiano ed europeo. Attraverso la musica possiamo promuovere dialogo, rispetto e una nuova consapevolezza culturale». Una manifestazione importante e un concerto emozionante per conoscere una cultura millenaria come quella romani. Un percorso musicale dall’India, terra d’origine, fino alla Spagna, attraversando i Balcani, l’Est Europa e il jazz manouche. Un evento imperdibile. L’ingresso è gratuito. Ufficio Stampa Alexian Group Redazione Italia
July 22, 2026
Pressenza