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1.000 giorni di genocidio gazawi ad opera della Coalizione terrorista Epstein
È stato lanciato il più grande archivio digitale aperto che documenta il
genocidio nella Striscia di Gaza.
“Archive Genocide” raccoglie in un’unica piattaforma centrale decine di migliaia
di video e immagini provenienti direttamente dal campo, rendendoli facilmente
accessibili a ricercatori, giornalisti e operatori impegnati nella difesa dei
diritti umani, senza la necessità di scaricare l’intero archivio.
Il sito consente di effettuare ricerche e dispone di funzionalità di
geolocalizzazione e di una mappa interattiva.
La maturità a Gaza: il diritto allo studio sfida il genocidio
Jun 26, 2026, da gazaweb.noblogs
Anche nella Striscia di Gaza in questi giorni circa 38.000 studenti e
studentesse stanno affrontando gli esami di maturità, il Tawjihi.
Non è un esame come tutti gli altri. È un atto di resistenza contro un sistema
che ha deliberatamente preso di mira l’istruzione palestinese.
Dal 7 ottobre 2023, oltre 19.000 studenti sono stati uccisi e 29.000 feriti. Le
scuole sono state distrutte o trasformate in centri per sfollati. Eppure, la
generazione della maturità ha scelto di non arrendersi.
Dal nostro osservatorio a Gaza, documentiamo ogni giorno questa lotta per il
diritto allo studio. Gli esami si svolgono interamente in modalità elettronica,
attraverso la piattaforma “Wise School”. Una scelta dettata dalla necessità, che
ha trasformato i telefoni cellulari in aule, banchi e biblioteche. Ma come si fa
a studiare quando l’elettricità e la connessione a Internet non sono disponibili
con la dovuta continuità e possedere un dispositivo elettronico è un lusso
spesso insostenibile?
Il dramma degli studenti uccisi sulla strada per l’esame
Le prove d’esame a Gaza possono essere ancora più complesse di queste, e,
aggiungiamo, tristemente tragiche.
Il terzo giorno degli esami, le forze di occupazione israeliane hanno condotto
un raid nel quartiere Al-Rimal di Gaza City, uccidendo Raghad Ashour, una
studentessa che si stava recando a sostenere la prova. Diciotto anni, un futuro
davanti a sé, cancellato mentre camminava per strada. L’esercito israeliano ha
parlato di “rammarico” per la morte di una “persona non coinvolta”, ma il
messaggio è chiaro: a Gaza, nessuno è al sicuro, nemmeno sulla strada per
l’esame.
Questa non è una storia isolata. Il Ministero dell’Istruzione palestinese parla
di un genocidio sistematico dell’istruzione. 10.000 studenti uccisi nei primi
dieci mesi di guerra, insieme a 400 insegnanti. La strada per l’esame è
diventata un percorso minato, dove il diritto allo studio si scontra
quotidianamente con la violenza dell’occupazione.
In questo scenario apocalittico, abbiamo piantato i nostri “Alberi della Rete” e
costruito i Gaza Social Hub (GaSH). Luoghi dove studiare e connettersi a
Internet gratuitamente per garantire continuità e un barlume di serenità per chi
sta sta continuando a sperare e incarnare con il proprio studio una strenua
resistenza contro il genocidio.
Due hub permanenti: uno a Gaza City, l’altro a Khan Younis. Non sono semplici
spazi fisici, ma fari tecnologici in un paesaggio di polvere e silenzi spezzati.
Il nostro lavoro quotidiano è documentato passo dopo passo dai coordinatori dei
Gash e degli alberi della rete a Gaza. Ne succedono di ogni, può saltare
temporaneamente la rete, può esserci un blackout totale, ma la comunità intorno
ai GaSH, fatta di studenti e di vari componenti della società civile, si stanno
mobilitando per consentire agli esami di proseguire e intorno al diritto allo
studio in effetti ricostruire un senso di comunità e futuro. L’obiettivo di
Gazaweb non è semplicemente quello di riportare la connessione a internet ma di
fare rifiorire la socialità intorno ai nostri progetti.
.
L’ostinazione di una generazione
La sistematica distruzione del sistema educativo palestinese da parte
dell’esercito di occupazione israeliano è stata una deliberata strategia volta a
precludere il futuro del popolo palestinese. Il genocidio è stato perpretrato
anche abbattendo il 90% delle infrastrutture educative è stato distrutto o
gravemente danneggiato.
Più di 300 scuole governative sono state completamente distrutte o rese
inagibili, una gravissima violazione del diritto fondamentale all’istruzione,
riconosciuto dalle convenzioni internazionali.
In questo contesto, il Tawjihi diventa più di un esame: è un simbolo di
resistenza contro la cancellazione culturale e storica.Gli studenti che studiano
assieme in una tenda o un caffè Internet, rappresentano una testimonianza di una
fase storica della dura vita del popolo palestinese. È la battaglia della
coscienza e della sopravvivenza combattuta dalla generazione della maturità, che
afferma il diritto di imparare nonostante la distruzione, lo sfollamento e
l’uccisione sistematica. Questi esami, sostenuti tra le macerie, sono la prova
che un futuro è ancora possibile.
Nonostante le difficoltà al secondo giorno di esami, complice il passaparola, la
partecipazione è aumentata. Decine di studenti hanno affollato i nostri hub a
Gaza City e Khan Younis per sostenere le loro prove.
Una studentessa, Bilsan Laqan, 18 anni, vive in una tenda a sud-ovest di Khan
Younis. Ci ha raccontato che il sovraffollamento, gli insetti e i topi rendono
lo studio estremamente difficoltoso. La sua preoccupazione principale sono i
blackout improvvisi e la mancanza di connessione stabile. Chiede al Ministero
dell’Istruzione di considerare le condizioni estreme degli studenti.
Noi cerchiamo di fare la nostra parte, continueremo a documentare, a sostenere e
a connettere. Perché il diritto allo studio non può essere cancellato. Perché
ogni studente che riesce a sostenere il proprio esame è una vittoria contro il
genocidio. Perché la navigazione sarà libera, dal web al mare, e nessuna
offensiva potrà spegnere la speranza di una generazione che ha scelto di
imparare nonostante tutto.
Sostieni il progetto Gazaweb su produzionidalbasso.com
“Israele è la rovina dell’umanità e voi sarete i prossimi”: dedicato al 70% della proporzione di Pareto
InfoPal/Asia Occidentale. Ci siamo stancati, perché non ci avete sostenuti.
Avete fatto vincere, nel vostro e nostro piccolo angolo di Luce, le tenebre di
questa mostruosa Cupola mafiosa globale, sostenuta dalle istituzioni, dai
politici e dai media egemonici italiani ed occidentali in generale. Avete
permesso che istituzioni asservite a Israele ci colpissero, che la prostituzione
mediatica ci attaccasse, e siete rimasti a guardare.
La devastazione sta distruggendo la Palestina e il Libano, ma poi toccherà a
tutti voi, cittadini italiani. Sarete i loro servi, come previsto dalle loro
“leggi” emanate dai loro “Dei”. O meglio, sarete i loro animali da soma e da
sacrificio. Per spiegare bene il concetto, vi facciamo leggere questa accorata
riflessione di un italiano, Matteo Vicino, pubblicata nel suo account FB.
E comunque, continuate pure a dormire. Vi hanno tolto soldi e dignità, lavoro e
speranza; vi hanno resi oggetto di una tremenda campagna di sperimentazione
farmacologica dopo aver alimentato in voi la paura della morte, e voi avete
accettato, accusando gli “eretici” di terrapiattismo; hanno scatenato guerre in
Europa e in Asia Occidentale, e voi vi siete girati dall’altra parte. Vi stanno
rubando isole e territori, per colonizzarli, e ci vedete stupidamente del
business. Vi hanno rivelato le mostruosità folli degli Epstein files,
mostrandovi che esiste una Classe Epstein, una Cupola, un’Entità genocidaria e
stupratrice seriale, e avete assorbito tutto. Normalizzate qualsiasi
aberrazione, qualsiasi perversione, qualsiasi abuso, qualsiasi atrocità,
qualsiasi genocidio di donne e bambini… Siete davvero ciechi e sordi. E senza
speranza. Siete il 70% della proporzione di Pareto, siete addomesticati… Siete
senza speranza.
> > Quale potere nella storia della civiltà ha creato il silenzio assoluto
> > mentre invade una nazione sovrana e uccide tutti i suoi abitanti? Sta
> > accadendo ora al Libano.
> >
> > Quale potere è così forte da permettere che Israele rada al suolo il Libano,
> > quartieri cristiani compresi, e uccida tutti nel silenzio assoluto del
> > mondo?
> >
> > Israele è la rovina dell’umanità.
> >
> > Controlla tutto e tutti. Dal cantantucolo con la giacca e i lustrini per
> > signorine che tace negli stadi di fronte a tutto questo, e con una parola
> > potrebbe cambiare il mondo, al grande fondo, dai giornalisti alla Chiesa,
> > dalle Istituzioni ai mass media. In tutto il mondo.
> >
> > Israele è il padrone assoluto della terra.
> >
> > Ed è un padrone assassino.
> >
> > Tiro è rasa al suolo, compresi tutti i monumenti romani ormai lambiti.
> > Presto toccherà a Beirut. Presto al’Iran, poi all’Egitto, poi alla Turchia.
> > L’Italia, la stanno semplicemente acquistando e controllano ogni
> > comunicazione, ogni giornalista. Controllano lo sport, l’arte, comandano
> > ovunque. Come in Albania, come in Grecia, come in Inghilterra, come negli
> > Stati Uniti.
> >
> > Nessuno apre bocca. Nessuno parla. Non sta accadendo, non è mai esistito.
> >
> > Possibile che nessuno abbia la forza di alzare la testa?
> >
> > Il potere è assoluto. Siamo tutti schiavi di una nazione di assassini. Mai,
> > mai, un massacro come quello che stiamo vivendo era passato sotto silenzio.
> >
> > Nessuna sanzione, anzi. Piena comunione di intenti.
> >
> > Mai, mai, eravamo stati così poveri intellettualmente, così programmati per
> > tacere, così asserviti, inginocchiati a una forza così orrenda, così
> > ignoranti e addormentati. Mai.
> >
> > Guardate cosa sta diventando la nostra Europa.
> >
> > Lo ripeto per l’ennesima volta: i prossimi siamo noi. Siamo già schiavi,
> > solo che non ve ne rendete conto. Chiunque votiate, è Israele. Quale essere
> > pensante libero può davvero credere che radere al suolo città o bombardare
> > case sia “Stanare i terroristi”? Solo un idiota può pensarlo. Solo uno
> > schiavo. E per quanto penserà di vivere alla sua vita pensando “io non mi
> > immischio”, o, ancora peggio, dire “ma sono arabi quelli bombardati”, si
> > ricordi che la sua è una vita miserabile. E’ nato, è vissuto, e morirà
> > schiavo. E il prossimo a essere bombardato sarà lui. Perché Israele, di
> > certo, non si fermerà mai. MAI. E siete illusi se pensate che i prossimi non
> > saremo noi.
> >
> > E non parlo di ebrei, non parlo di Hannah Arendt, di Einstein, della
> > Nemirovsky, di Shlomo Sand, di Simone Weil. Per l’ennesima volta, santo
> > cielo, non parlo dei grandi ebrei. Io parlo di questa sinagoga di Satana.
> > Questi mostri. Only fans, pornografia, calcio, distruzione sistematica del
> > cinema, dell’arte, della civiltà.
> >
> > A meno che non implodano. Il male divide, non unisce.
> >
> > Peregrino Proteo era un filosofo proveniente dall’Asia Minore, quella che
> > stanno per distruggere questi signori. Era un “cinico”. Sosteneva la forza
> > della povertà, del dovere, della morale, e criticava il potere. I romani lo
> > cacciarono, stanchi di lui. Si diede fuoco durante le Olimpiadi, e morì.
> > Sono i giorni dei mondiali, non vedo alcun Proteo, o Diogene, o Socrate, al
> > giorno d’oggi.
Flottilla di terra: liberiamo Domenico Centrone, Dina Alberizia e…
… le altre persone imprigionate in Libia. Riprendiamo l’appello di Freedom
Flotilla Italia. APPELLO “Da oltre 12 giorni Domenico Centrone e Leonarda “Dina”
Alberizia, cittadini italiani e membri della Global Sumud Flotilla, sono
trattenuti in Libia insieme ad altri attivisti di diversi paesi. La Flotilla
trasportava aiuti umanitari e voleva rompere il blocco illegale imposto a Gaza
per portare sostegno
Coalizione Epstein contro la Striscia di Gaza, il genocidio continua. Giorno 971. Attacchi israeliani uccidono 9 palestinesi mentre Tel Aviv costruisce nuove basi a Gaza
Gaza-InfoPal/Asia Occidentale. Le forze israeliane hanno lanciato micidiali
attacchi aerei contro complessi residenziali nella Striscia di Gaza, causando
numerose vittime, tra cui bambini, mentre il regime occupante erige nuove
postazioni militari in tutto il territorio palestinese.
Gli attacchi aerei israeliani hanno preso di mira le zone residenziali nella
parte occidentale e settentrionale della città di Gaza, incendiando case e
provocando distruzioni diffuse, secondo quanto riportato giovedì dai media, che
citano fonti locali.
Le fonti locali affermano che gli attacchi israeliani hanno causato almeno nove
morti e venti feriti tra i palestinesi.
I filmati delle scene mostrano persone e soccorritori che prestano aiuto alle
vittime, mentre le ambulanze trasportano i feriti in ospedale.
Una fonte locale dell’ospedale Al-Shifa ha riferito che quattro complessi
residenziali nella città di Gaza sono stati colpiti dagli attacchi israeliani.
Mentre il regime israeliano intensifica gli attacchi contro Gaza, le immagini
satellitari mostrano la costruzione di ben 40 nuove postazioni militari
israeliane in tutto il territorio, rivelando che le forze israeliane stanno
costruendo infrastrutture militari di grandi dimensioni in posizioni strategiche
in tutto il territorio palestinese.
Un’indagine ha scoperto che otto delle postazioni militari israeliane sono state
costruite di recente, dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco dell’ottobre
2025.
Due postazioni sono state costruite nella parte settentrionale di Gaza, due
nella regione centrale, una a est del Corridoio di Netzarim e tre nella città
meridionale di Khan Younis. Una delle postazioni è ancora in costruzione.
Le forze israeliane non si limitano a erigere nuove basi, ma rafforzano e
ampliano anche quelle esistenti.
Le forze israeliane hanno rinforzato la postazione militare situata direttamente
sopra le rovine del Cimitero Orientale di Khan Younis.
In totale, il regime israeliano ha allestito 40 postazioni militari all’interno
di Gaza, collegate da una rete di terrapieni, trincee e strade militari interne.
Le posizioni militari israeliane circondano i centri abitati palestinesi,
accerchiandoli da più direzioni in violazione del cessate il fuoco di Gaza
mediato dagli Stati Uniti.
Il piano di pace di Gaza in 21 punti prevede la fine delle ostilità, il ritiro
delle forze di occupazione israeliane, l’ingresso degli aiuti umanitari e il
disarmo di Hamas, il movimento di resistenza che governa Gaza.
Le forze israeliane continuano a violare l’accordo di cessate il fuoco
dichiarato il 10 ottobre 2025, limitando l’ingresso degli aiuti umanitari e
uccidendo, da allora, 936 palestinesi, la maggior parte dei quali donne e
bambini.
Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato, in una conferenza
stampa, di aver dato ordine alle forze del regime di impadronirsi
definitivamente della stragrande maggioranza del territorio palestinese: “Ora
controlliamo il 60% del territorio”, ha affermato.
Dopo che un sostenitore di Netanyahu tra la folla ha chiesto l’annessione
completa del territorio palestinese, ha risposto: “Andiamo avanti passo dopo
passo. Prima di tutto, il 70%. Iniziamo da lì”.
(Fonti: Quds Press, Quds News, PressTv, PIC, Al-Mayadeen; ministero della Salute
di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network,
PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori).
Per i precedenti aggiornamenti:
Genocidio e pulizia etnica a Gaza
Comunicato stampa del collegio di difesa-inchiesta Genovese
Genova – La Spezia – Firenze – Rovereto – Milano – Bologna, 28 maggio 2026
Presunti finanziamenti ad Hamas: la Cassazione annulla con rinvio la conferma
della custodia cautelare. Inutilizzabili le “fonti aperte” non specificate; il
Riesame dovrà rivalutare i fondamenti dell’impianto cautelare come richiesto
dalle difese.
Depositate il 27 maggio 2026 le motivazioni delle sentenze con cui la Quinta
Sezione penale della Corte di cassazione, in accoglimento di uno dei motivi di
ricorso sollevati dalle difese, ha annullato con rinvio le ordinanze del
Tribunale del riesame di Genova sulla custodia cautelare degli indagati
nell’inchiesta genovese sui presunti finanziamenti ad Hamas attraverso enti di
solidarietà con il popolo palestinese.
La Corte ha in sostanza affermato che il giudice può fondare la decisione solo
su materiale acquisito in contraddittorio e di provenienza accertata: le “fonti
aperte” indeterminate, prive di indicazione dell’origine e di vaglio di
attendibilità, non equivalgono al “fatto notorio” e sono inutilizzabili (al pari
del materiale proveniente dai servizi israeliani). La mancata specificazione
della fonte e della sua qualità ed attendibilità ne preclude l’utilizzabilità.
Contestualmente, la Corte ha depositato le motivazioni con cui ha dichiarato
inammissibile il ricorso della Procura, che insisteva per l’utilizzabilità del
materiale di provenienza bellica. La Suprema Corte ha osservato che le obiezioni
dell’ufficio ricorrente, irrispettose del vincolo dell’autosufficienza in caso
di dedotto travisamento probatorio – per la mancata allegazione della prova
delle evidenze riguardanti la veicolazione delle risorse all’estero fino a
febbraio 2025 – si rivelano nel complesso volte a sollecitare la Corte di
cassazione a una non consentita rivisitazione ricostruttiva del compendio delle
prove indiziarie.
Il giudice del rinvio dovrà quindi rivedere l’intero thema probandum:
selezionare provenienza, portata e attendibilità delle fonti aperte e, ove
queste vengano meno, verificare se residuino altri elementi autonomi e
utilizzabili sufficienti a sorreggere la stessa decisione; pronunciarsi sulla
rispondenza delle attività delle associazioni agli elementi costitutivi del
reato e sulla consapevolezza, da parte degli indagati, delle finalità anche
terroristiche dei finanziamenti; chiarire se questi transitino per Hamas, se
Hamas sia movimento con scopi in tutto o in parte terroristici e quale sia la
reale natura delle charities richiamate negli atti.
Le difese rilevano che al Tribunale del riesame sarà dunque richiesta una
motivazione molto stringente, ancorata a elementi processualmente utilizzabili,
di provenienza accertata ed attendibili, senza presunzioni né scorciatoie
argomentative.
La nuova udienza dinanzi al Tribunale del riesame di Genova è attesa entro
quindici giorni.
Il Collegio di difesa
Avv. Nicola Canestrini
Avv. Sandro Clementi
Avv. Angela Ferravante
Avv. Fausto Gianelli
Avv. Elisa Marino
Avv. Gloria Ninci
Avv. Gilberto Pagani
Avv. Pier Francesco Poli
Avv. Marina Prosperi
Avv. Federico Riboldi
Avv. Dario Rossi
Avv. Flavio Rossi Albertini
Avv. Nabil Ryah
Avv. Giuseppe Sambataro
Avv. Fabio Sommovigo
Avv. Emanuele Tambuscio
Avv. Gianluca Vitale
Avv. Samuele Zucchini
Coalizione Epstein contro la Striscia di Gaza, il genocidio continua. Giorno 965. 10 persone uccise, tra cui una mamma e 5 bambini
Gaza-InfoPal. Non si ferma il genocidio “a bassa intensità” perpetrato
dall’entità coloniale terrorista israeliana.
Giovedì, decine di palestinesi nella Città di Gaza si sono riuniti per le
preghiere funebri in memoria delle 10 persone uccise negli attacchi israeliani
della notte precedente, tra cui cinque bambini e un anziano.
Gli attacchi sono avvenuti il primo giorno dell’Eid al-Adha, la “Festa del
Sacrificio”, una festività islamica celebrata da milioni di musulmani in tutto
il mondo. Oltre 20 persone sono rimaste ferite negli attacchi, secondo
l’ospedale Shifa.
Mohammed Shawish, rimasto ferito e vedovo della moglie, è scoppiato in lacrime
mentre teneva tra le braccia il suo corpo all’obitorio dell’ospedale, dicendo:
“Ho sposato mia moglie per amore. Per amor di Dio, l’ho scelta per amore”.
Tra le vittime c’era anche Imad Isleim, combattente della resistenza di Hamas.
Giovedì, i presenti hanno portato a spalla il suo corpo avvolto in un sudario
bianco e ricoperto da una bandiera di Hamas.
Da quando il fragile cessate il fuoco è entrato in vigore lo scorso ottobre, 922
palestinesi sono stati uccisi a Gaza e altri 2.786 sono rimasti feriti, secondo
il ministero della Salute della Striscia.
(Fonti: Quds Press, Quds News, PressTv, PIC, Al-Mayadeen; ministero della Salute
di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network,
PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori).
Per i precedenti aggiornamenti:
Genocidio e pulizia etnica a Gaza
Coalizione Epstein contro la Striscia di Gaza, il genocidio continua. Giorno 959
Gaza. Secondo quanto comunicato sabato mattina dal ministero della Salute, il
bilancio delle vittime della guerra genocida israeliana nella Striscia di Gaza,
iniziata il 7 ottobre 2023, è salito a 72.783 morti (accertati e i cui corpi
sono stati, in qualche modo, ritrovati).
Il Ministero ha aggiunto che anche il numero dei feriti è aumentato,
raggiungendo quota 172.779.
Nel suo rapporto giornaliero, il Ministero ha inoltre comunicato che nelle
ultime 24 ore gli ospedali hanno ricevuto otto corpi di civili e 29 feriti.
Dall’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco, il 10 ottobre 2025,
almeno 890 palestinesi sono stati uccisi e altri 2.677 feriti.
Nella foto: un bambino in lutto rivolge un ultimo sguardo al padre, ucciso
sabato pomeriggio in un attacco aereo israeliano contro un posto di polizia
nella città di Gaza.
Nella foto, nu bambino in lutto rivolge un ultimo sguardo al padre, ucciso
questo pomeriggio in un attacco aereo israeliano contro un posto di polizia
nella città di Gaza.
(Fonti: Quds Press, Quds News, PressTv, PIC, Al-Mayadeen; ministero della Salute
di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network,
PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori).
Per i precedenti aggiornamenti:
Genocidio e pulizia etnica a Gaza
Guerra di Israele contro il Libano: 11 cittadini uccisi venerdì
Libano. Secondo fonti libanesi, gli attacchi israeliani nel sud del Libano,
avvenuti tra la tarda serata di giovedì e venerdì, hanno causato la morte di
almeno 11 persone, tra cui paramedici, soccorritori e un bambino, e il ferimento
di diverse altre.
Prima dell’alba di venerdì, quattro paramedici sono stati uccisi e altri due
feriti in due attacchi contro centri di emergenza nella città di Hannawiyah, nel
distretto di Tiro, come riportato dall’agenzia di stampa statale libanese
National News Agency.
Nel corso della giornata, un raid aereo nei pressi dei villaggi di Deir Qanoun
al-Nahr e Abbasiya, sempre nel distretto di Tiro, ha ucciso sei persone, tra cui
due paramedici che stavano evacuando i feriti di un precedente attacco. Tra le
vittime figurano anche un cittadino libanese e tre siriani, tra cui un bambino.
Nella città di Nabatieh, un attacco di droni contro un pick-up ha causato un
morto e due feriti, secondo quanto riportato dai media locali.
Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che un attacco aereo israeliano
vicino a un ospedale governativo nella città di Tebnine ha causato gravi danni
alla struttura e ferito nove persone, tra cui sette membri del personale
ospedaliero, cinque dei quali donne.
Nello stesso giorno, gli attacchi aerei israeliani hanno colpito anche diverse
città e villaggi nel Libano meridionale.
Da parte sua, Hezbollah ha risposto con una serie di operazioni, affermando di
averle condotte “in rappresaglia per le violazioni del cessate il fuoco
israeliano e gli attacchi contro villaggi e città del sud”.
Il gruppo ha dichiarato di aver preso di mira nove assembramenti di soldati, sei
siti militari e tre veicoli blindati. Hezbollah ha anche annunciato di aver
lanciato un missile terra-aria contro un drone israeliano che sorvolava la
regione della Beqaa, nel Libano orientale.