Io accuso chi ci perseguita di complicità in neocolonialismo, suprematismo bianco, razzismo e genocidioDi Angela Lano. Io accuso. Accuso chi ci perseguita di complicità in
neocolonialismo, suprematismo bianco, razzismo e genocidio.
Sono una docente e ricercatrice universitaria in Studi decoloniali e
anticoloniali dell’Africa musulmana e dell’Asia occidentale, giornalista e
storica del Mondo arabo e islamico. Insegno, spiego, scrivo di lotte
anticoloniali e decoloniali, con particolare attenzione al Nord Africa e al
Medio Oriente, con focus su Algeria, Palestina e Iran. Non sono musulmana, anche
se nutro profondo rispetto verso questa antica civiltà che ha donato al
Rinascimento europeo il suo incipit, portandolo fuori dalle tenebre di secoli di
oscurantismo religioso e sociale. Il Poeta italiano per eccellenza, Dante
Alighieri, attinse a piene mani, per la sua Commedia, dalle tradizioni islamiche
del viaggio notturno del profeta Muhammad verso i Cieli, e da altre narrazioni
mediorientali. L’Occidente, come noi lo intendiamo, dal punto di vista
culturale, è la sintesi di tante civiltà diverse, musulmana compresa. Tuttavia,
il suprematismo e razzismo strutturale europeo, che si è radicato come un cancro
metastatico dal secolo XVIII in poi, a partire dall’Illuminismo, dalla nascita
dell’ideologia capitalista e dal colonialismo che ne è una conseguenza, ha
continuamente cercato di distruggere le meravigliose eredità di altri popoli,
delegittimandole, deridendole, svilendole, e costruendo il proprio “progresso”
sul genocidio sistematico di popoli nativi di tutti i continenti. Stiamo
parlando di oltre 100 milioni di nativi sterminati in 500 anni nel solo
continente americano, a cui si devono aggiungere altri milioni in Africa, Asia e
Oceania, oltreché in Europa.
Le lotte di liberazione nazionale dei popoli oppressi, negli anni ’50-’70, hanno
portato a una parziale decolonizzazione, lasciando intatta la colonialità del
potere, cioè la matrice coloniale, e il colonialismo di insediamento ancora in
corso in Palestina e in Libano, rappresentato dall’azione
politico-militare-economica dell’entità coloniale sionista israeliana. Ed è su
questa vergogna coloniale che lancio la mia accusa contro chi ci perseguita –
governo, una parte della magistratura, media egemonici, ecc.: state
perseguitando dei giusti che lottano contro il sistema coloniale ancora in atto.
Le lotte decoloniali e anticoloniali sono legittimate dalla legalità
internazionale. Lo sapete anche voi, ma vi aggrappate a “Hamas” e ad altre
distrazioni utili a deviare l’attenzione su ciò che davvero conta:
l’opposizione, la denuncia, del genocidio dei nativi palestinesi perpetrato da
Israele; la lotta degli oppressi per la fine della tirannide e dell’ingiustizia.
I meccanismi coloniali si sono sempre serviti dell’accusa di “terrorismo” contro
chi sfidava la barbarie dei colonizzatori: successe con gli algerini che
lottavano contro la crudeltà coloniale francese; successe con i “pellerossa” che
combattevano gli invasori yankee. Succede con i Palestinesi, genocidati,
stuprati, colonizzati. Quest’accusa infame è uno strumento dell’oppressore da
secoli. Lo è ancora oggi, con patrioti palestinesi incarcerati, con sostenitori
dei diritti dei Palestinesi perseguitati.
Il mio non essere araba e non essere musulmana non mi rendono meno cosciente o
solidale. La mia cultura e preparazione accademica non mi permettono di essere
indifferente, umanamente e intellettualmente (si leggano gli scritti di Gramsci)
verso ciò che ritengo, e che oggettivamente è, una vergognosa politica
neo-coloniale, suprematista bianca, razzista del nostro Paese verso la Palestina
e verso gli attivisti palestinesi, e in generale verso i popoli oppressi. La
ritengo una macchia oscura, un orrore. Un’Ombra.
Mi rivolgo, pertanto, alla premier “cristiana” e ai magistrati “cristiani”: il
mio Cristo mi impone di prendere posizione contro l’ingiustizia, contro
l’oppressione, contro la barbarie, contro il genocidio dei popoli nativi. Il mio
Cristo, l’ebreo eretico Yehoshua/Gesù/’Isa, mi ha sempre spinta ad occuparmi
degli Ultimi della Terra, dei Condannati della Terra (si leggano i testi di
Fanon), degli oppressi. E i Palestinesi sono tra questi. Potete raccontarvi ciò
che volete. Potete aggrapparvi alle direttive, ai diktat, alle indicazioni e
veline israeliane: la verità rimane la stessa. State prestando appoggio ai
colonizzatori, ai genocidari. E certamente non è il Dio dell’ebreo Gesù, l’amico
degli ultimi e degli oppressi, che voi venerate. Fate attenzione, piuttosto, a
non fare il lavoro di e per Māmōnā.