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Anche il Consiglio Superiore della Magistratura boccia il decreto sicurezza
Il Consiglio superiore della magistratura ha espresso un giudizio pesantemente critico sull’ultimo decreto sicurezza del governo Meloni. Nel parere approvato a maggioranza dal plenum – 15 voti favorevoli, 7 contrari e 5 astenuti – il Csm segnala che il provvedimento si colloca su un terreno “costituzionalmente molto sensibile” e presenta […] L'articolo Anche il Consiglio Superiore della Magistratura boccia il decreto sicurezza su Contropiano.
April 16, 2026
Contropiano
PADOVA: 4 ATTIVISTI AGGREDITI DAI CARABINIERI E A PROCESSO PER DIRETTISSIMA
Convalidato l’arresto per quattro compagni fermati dai carabinieri a Padova nella tarda serata di mercoledì. Il processo per direttissima è stato fissato per giovedì ore 13.30. In concomitanza solidali del CS Pedro e di altre realtà cittadine, si ritroveranno in presidio davanti al Tribunale. Tutto è iniziato con un “controllo ordinario” a poche decine di metri dal centro sociale, “zona rossa” a Padova. Da poco si era conclusa un’assemblea per organizzare la festa del 25 aprile. Un’auto con a bordo “un paio di persone” che avevano partecipato all’assemblea, si ferma in un tabaccaio in via Annibale da Bassano quando immediatamente sopraggiungono due pattuglie dei carabinieri che “aprono violentemente le porte della macchina e intimano l’identificazione” dei presenti, che non resistono e forniscono i documenti. I carabinieri decidono di procedere con una perquisizione personale e all’auto, senza rilevare alcunché. In seguito gli animi si scaldano e i carabinieri “strattonano bruscamente un compagno bloccandolo a terra e schiacciandolo fisicamente”, in puro stile “George Floyd”, come ha raccontato ai nostri microfoni Nando, giunto dal vicino Pedro in quegli istanti. Con lui arrivano diversi altri compagni e compagne che non avevano ancora lasciato il centro sociale. Tanti i testimoni già presenti sul posto, in una strada particolarmente frequentata e che avevano notato la situazione. Dopo aver “schiacciato la faccia a terra”, il compagno fermato viene caricato su una volante e portato via da altri carabinieri giunti sucessivamente sul posto, “in totale erano quattordici”. Le persone solidali intervengono e si mettono in mezzo alla strada per placare la situazione che però “degenera”: i carabinieri picchiano con pugni e calci, usano spray al peperoncino. Infine procedono con il fermo di altri tre compagni senza rilasciare per tutta la notte alcuna comunicazione ai legali. Soltanto questa mattina è arrivata la notizia della convaldida dell’arresto e del processo per direttissima. “Non è il primo episodio del genere nella zona rossa”, non solo contro attivisti e attiviste, ma anche verso altre persone. Con il presidio di questo pomeriggio si chiede “il rilascio immediato” dei compagni arrestati e “di iniziare una campagna contro gli abusi in divisa dei carabinieri di Padova”. La testimonianza di Nando, compagno del centro sociale Pedro. Ascolta o scarica
April 16, 2026
Radio Onda d`Urto
Sea-Watch punita con la massima sanzione per aver disobbedito agli ordini disumani del governo italiano
La Sea-Watch 5 è stata fermata per 20 giorni e multata di 10.000 euro, cioè con la sanzione massima prevista dalla Legge Piantedosi in questi casi, dopo il rifiuto dell’equipaggio di eseguire ordini che mettevano a rischio la vita delle persone soccorse e che le avrebbero sottoposte a una vera e propria tortura di Stato, costringendole a giorni di navigazione verso un porto lontano. Due settimane fa, la Sea-Watch 5 ha soccorso 93 persone in pericolo in acque internazionali, tra cui donne incinte, bambini e minori non accompagnati. Nelle ore successive, 36 persone sono state evacuate per emergenze mediche su disposizione del Tribunale dei Minori di Palermo. Tra loro c’erano una bambina di due anni in condizioni critiche e diversi minori con le loro famiglie. Nonostante la situazione sanitaria a bordo, con persone che presentavano ustioni da carburante e gravi condizioni di vulnerabilità, le autorità italiane hanno assegnato un porto a oltre 1.100 km dal luogo del soccorso, imponendo giorni di navigazione aggiuntiva. Di fronte al peggioramento delle condizioni a bordo, l’equipaggio ha rifiutato di eseguire ordini incompatibili con il diritto internazionale, procedendo allo sbarco delle persone rimaste a bordo nel porto di Trapani. Con l’applicazione della Legge Piantedosi le navi umanitarie sono state costrette a percorrere tra 300 e 800 miglia nautiche per raggiungere i porti assegnati, con un surplus di 155–425 miglia per missione e una media di due o tre giorni di navigazione in più, sottratti alla ricerca e soccorso. Parliamo di 4.260 miglia nautiche in più per la sola Sea-Watch 5, per un totale di almeno 213.000 euro spesi per solo carburante extra: risorse sottratte al soccorso per adeguarsi a politiche che ritardano lo sbarco, riducono la presenza in mare e mettono ulteriormente a rischio vite umane. “La punizione nei confronti di Sea Watch per l’azione di disobbedienza civile in difesa del diritto internazionale è purtroppo in linea con l’approccio repressivo che il governo sta adottando in maniera sempre più aggressiva nei confronti delle libertà e dei diritti civili”, dichiara la portavoce di Sea-Watch Giorgia Linardi. “Tutto ciò nel silenzio della politica sull’ecatombe nel Mediterraneo, dove solo negli ultimi giorni hanno perso la vita altre 65 persone, morte annegate o di stenti alla deriva, in attesa di soccorsi. Sea-Watch risponde con una nuova missione della nostra nave veloce Aurora.” Sea Watch
March 30, 2026
Pressenza
Fermo di venti giorni per la nave veloce Aurora di Sea-Watch
Le autorità italiane hanno disposto il fermo di venti giorni per la nave veloce Aurora di Sea-Watch. È il quinto fermo nelle ultime sei settimane ai danni delle navi di soccorso civile. Ma cos’ha fatto di tanto grave Aurora? Ha salvato 70 persone lo scorso 14 luglio, in stretto contatto con le autorità italiane che, dopo il soccorso, hanno assegnato ad Aurora il porto di Pozzallo. Il peggioramento delle condizioni meteo ha reso il viaggio verso Pozzallo impossibile. In contatto e autorizzati dalle autorità, abbiamo fatto ingresso nel porto di Lampedusa dopo 10 ore di navigazione, portando in salvo tutte le persone soccorse. Oggi la notizia del fermo. Secondo le autorità, Aurora sarebbe potuta arrivare a Pozzallo. Una decisione incomprensibile, motivata solo dalla volontà di fermare le navi di soccorso. Secondo l’IOM, almeno 800 persone sono morte nel Mediterraneo dall’inizio del 2025. Sea Watch
July 22, 2025
Pressenza