Tag - campo largo

L’astensione trionfa, ma gli occhi restano chiusi
La piscina della partecipazione si va svuotando a velocità crescente, ma i pesci che la abitano sono contenti di essere ancora vivi. Le elezioni comunali di fine maggio hanno fatto registrare un dato assolutamente certo, rimosso però dal dibattito da talk show: l’astensionismo è aumentato di un altro 5%. Bisogna […] L'articolo L’astensione trionfa, ma gli occhi restano chiusi su Contropiano.
May 26, 2026
Contropiano
Brescia. Tutti assieme appassionatamente? Noi no
Apprendiamo dai giornali locali che i rappresentanti bresciani del M5S hanno chiesto al PD di essere  accolti nella maggioranza che sostiene e ricandiderà a sindaca Laura Castelletti. È un Campo ancora più Largo di quello nazionale, perché a Brescia un ruolo importante nella giunta comunale lo ha Azione, che a […] L'articolo Brescia. Tutti assieme appassionatamente? Noi no su Contropiano.
May 16, 2026
Contropiano
Roma. Un Primo Maggio di classe
Ieri al Concetto Marchesi i lavoratori e le lavoratrici di questa città, insieme a studenti, donne, migranti, compagni e compagne di ogni generazione, hanno dato vita a un primo maggio di classe, tra la classe, per la classe, come non si vedeva da tempo. Al “bettolino”, come lo chiamano quelli […] L'articolo Roma. Un Primo Maggio di classe su Contropiano.
May 3, 2026
Contropiano
Non è “campo largo”, è riciclo politico
Tra antifascismo di facciata, sommatorie elettorali e amnesie selettive, il documento del Segretario del PRC, Maurizio Acerbo, segna il ritorno alla subalternità politica nazionale e internazionale, abbandonando ancora una volta il terreno reale del conflitto sociale. “Per un fronte costituzionale, democratico e antifascista” viene presentato come una risposta necessaria alla […] L'articolo Non è “campo largo”, è riciclo politico su Contropiano.
May 2, 2026
Contropiano
Rifondazione Comunista: un fronte costituzionale e antifascista per cacciare il governo Meloni
Cari amici di Pressenza, ho letto con un certo stupore l’articolo che dedicate al partito in cui occupo l’incarico di Coordinatore della Segreteria nazionale, parlo di Rifondazione Comunista, a firma di Redazione Sebino Franciacorta. Desidero innanzitutto – apprezzando da sempre il lavoro che Pressenza svolge – segnalarvi errori significativi. Sin dall’inizio si afferma che nel nostro Comitato Politico Nazionale, il documento approvato dalla maggioranza ha prevalso per un voto. Ci spiace, ma i voti sono stati 9 (il risultato è stato 89 a 80); probabilmente chi lo ha scritto ha confuso tale risultato con quello emerso dopo il congresso e che ha portato alla rielezione dell’attuale segretario. Non è la prima volta che accade nel nostro partito, anzi al predecessore capitò anche di essere segretario senza maggioranza. Le affermazioni del nostro compagno Ezio Locatelli, che legittimamente sostiene altre tesi, ad avviso di chi scrive deformano le nostre scelte. Nel testo integrale del documento approvato ci si propone di creare un fronte costituzionale e antifascista per cacciare il governo Meloni e si riafferma la nostra autonomia dal “campo largo”. La questione che poniamo è elementare: la legge elettorale non è a doppio turno come in altri Paesi europei, dove la sinistra radicale converge con i propri voti tradizionalmente in un fronte antifascista al secondo turno. Se ci interessa cacciare il governo Meloni non si può far finta di non saperlo. Quello che proponiamo è un accordo tecnico e non vincolante, per sommare i nostri pochi ma preziosi voti per contribuire alla sconfitta della destra fascioleghista e di un governo che porta avanti un mix di neoliberismo, guerra, autoritarismo e razzismo. Per noi non si può porre sullo stesso piano l’alleanza tra Pd di Schlein, M5S di Conte e AVS e una destra guidata dagli eredi diretti del fascismo. Non sono uguali e non possiamo non guardare che con favore come, anche grazie alle grandi mobilitazioni di massa dell’ultimo anno, si stiano prospettando elementi di discontinuità col passato in cui il centrosinistra era aggressivamente confindustriale e neoliberista. Ci sembra che cacciare Meloni corrisponda agli interessi delle stesse classi sociali a cui facciamo riferimento e sia indispensabile per difendere i movimenti di lotta dallo stillicidio di provvedimenti repressivi. Da comuniste/i sentiamo come dovere quello di impedire a questa destra fascistoide di continuare a governare portando avanti i suoi progetti contro la Costituzione. La nostra proposta non si rivolge solo alle forze politiche, ma innanzitutto a coloro che non sono e non si sentono rappresentati dal campo largo, ma vogliono un Paese diverso. Proprio la nostra critica ai limiti programmatici dal campo largo ci spinge a proporre un fronte costituzionale, democratico, antifascista con un programma che segni una discontinuità anche con i governi di centrosinistra e “tecnici” che hanno spianato la strada all’estrema destra. È priva di fondamento l’affermazione che avremmo smentito quanto avevamo sostenuto al recente congresso. È una mistificazione che serve solo a giustificare il tentativo di rovesciarne l’orientamento democraticamente assunto con la richiesta di una consultazione delle iscritte e degli iscritti. Del resto, la proposta di referendum è stata già approvata dal congresso perché contenuta nel documento del segretario che ha ottenuto la maggioranza. Chi oggi invoca “la parola agli iscritti” un anno fa al congresso non ha avanzato la proposta nel suo documento e sosteneva che “chi ottiene un voto in più decide l’indirizzo politico”. Per ogni altra eventuale necessità di comprendere l’incongruenza fra quanto affermato nell’articolo suddetto e non certo per vostra responsabilità si consiglia la consultazione del nostro sito. Cordiali e affettuosi saluti Stefano Galieni   Stefano Galieni
April 24, 2026
Pressenza
Rifondazione Comunista, Ezio Locatelli: “Campo largo? Ci sono responsabilità di un’intera classe politica su riarmo, guerra, alleanze militari e coperture politiche”
Rifondazione Comunista – con la segreteria di Maurizio Acerbo – ha deciso, a maggioranza risicata (ha vinto per un voto) del Comitato Politico Nazionale, di cercare di entrare in coalizione col centrosinistra. Una scelta storica che non succedeva dal 2008, smentendo clamorosamente quanto affermato nel documento approvato dall’ultimo Congresso: “…Non si pone quindi il tema di un nostro ingresso nel centrosinistra o nel cosiddetto campo largo sia perché esso così com’è non è in grado di rappresentare un argine alla destra, sia perché stante la nostra debolezza saremmo sostanzialmente ininfluenti.” E si è proposta di fatto l’alleanza col campo largo. A tal proposito si è espresso in modo lucido Ezio Locatelli, già segretario provinciale di Rifondazione Comunista di Torino dal 2012, ruolo che ha ricoperto per quasi dieci anni, e membro della segreteria nazionale del partito con l’incarico di responsabile organizzazione dal giugno 2016 al giugno 2019 e da dicembre 2021 a dicembre 2025, terminando il suo incarico dopo il XII Congresso del PRC. Dal febbraio 2026 torna a coprire la carica di segretario provinciale a Bergamo di Rifondazione Comunista. Di seguito le sue dichiarazioni: “Intanto penso che per prima cosa non dobbiamo dismettere il nostro impegno contro la guerra. Una guerra che in tutta evidenza ha assunto una centralità pressoché assoluta negli accadimenti di questi mesi con un salto di qualità dei crimini perpetrati. Ci è mancato solo, ma di poco, nei giorni scorsi di arrivare all’uso dell’atomica nella guerra contro l’Iran. Non basta dire che al vertice di questa guerra terroristica ci sono due figure come Trump e Netanyahu da combattere come figure di eccezione, fuori controllo rispetto a un quadro che tutto sommato rimarrebbe un quadro democratico. No, ci sono le responsabilità del nostro governo e di un’intera classe dirigente in tema di riarmo, di guerra, di alleanze militari, di coperture politiche. L’elenco sarebbe lungo. Penso alle politiche guerrafondaie perseguite da Ursula Von der Leyen. Quest’ultima all’indomani dei primi bombardamenti sull’Iran parlava di una “opportunità”, di una “nuova speranza” per il popolo iraniano. Roba da cacciarla seduta stante. Eppure continua ad avere il sostegno di una maggioranza di forze conservatrici e di centrosinistra di cui fa parte integrante il Pd. Il Pd su cui da alcuni mesi a questa parte noto che l’attuale gruppo dirigente del partito ha rimosso ogni critica. Io credo che avesse ragione Emanuell Todd in una recente intervista a dire che gli europei, le elites europee, con poche eccezioni, con le loro grida di guerra, la loro corsa al riarmo, le loro ostilità contro la Russia sono corresponsabili dell’evoluzione di una guerra che è diventata guerra a tutto campo. Una guerra che è diventata un chiaro indicatore della profondità della crisi di un intero sistema che non funziona più. Non funziona più sul piano economico, sociale, a partire dal declino degli Usa come potenza economica globale, non funziona più sul piano democratico. Ecco io che il ritorno alla centralità della guerra, la trasformazione dell’economia in economia di guerra segna, la fine della fase democratica del capitalismo iniziata nel 1945. Questo il punto. Questa crisi trova il suo alimento o in una crisi generale, nel capitalismo finanziarizzato e di guerra. Per questo credo che l’insistenza monotematica sul pericolo di destra sia inconcludente nel momento in cui non si tiene conto di questa crisi generale, sistemica che ha portato milioni di persone, i giovani in primo luogo, a disertare le urne, a pensare fuori dagli schemi. Per questo credo, non per settarismo ma per sano realismo, che anche su questo piano, più propriamente politico, c’è la necessità di scelte radicali in quanto radicale è la crisi che stiamo attraversando. Il bivio che abbiamo davanti, più che mai, è tra socialismo o barbarie. Quella che stiamo vivendo, in tutta evidenza, è un’epoca di transizione. Credo che in quest’epoca più che mai abbiamo la necessità di non rimanere intrappolati in discussioni politicistiche o alleanze bipartisan che sono parte di un sistema indifendibile, all’origine del disastro e del rischio di una vera e propria catastrofe. Io credo che le forze per una risposta in avanti, di alternativa ci siano. Sono quelle forze non rilevate nei sondaggi elettorali ma che si sono palesate nelle grandi manifestazioni contro il genocidio, contro la guerra. Sono quelle forze di nuova generazione che hanno decretato la vittoria del NO al referendum, un No che è cresciuto nei movimenti, non nei Palazzi. Ecco io penso che dobbiamo ripartire da qui. Siamo tutti consapevoli che esistono orientamenti diversi al nostro interno. Ritengo che la cosa più sbagliata sia stata quella di trasformare questa diversità in divisione con una gestione monocratica ed escludente della metà del partito. Ma al di là di questo penso che in presenza di orientamenti diversi sia giusto e necessario dare la parola alle iscritte e agli iscritti. Per tempo e non per finta quando i giochi sono fatti. Questo è quello che prevede lo Statuto. Mettere in discussione un fatto di democrazia è un fatto gravissimo che non può essere in alcun modo tollerato.” Redazione Sebino Franciacorta
April 22, 2026
Pressenza
Il brand Salis: come la politica usa la (sotto)cultura per vendersi
Ricondividamo l’interessante contributo di Elia Buonora, pubblicato sui social dal circolo Arci GAP di San Lorenzo, Roma. Elia fa emergere importanti elementi su come la politica sia ormai stata trasformata in un “mercato” in cui le varie forze politiche vendono lo stesso prodotto (ricette sociali da lacrime e sangue e […] L'articolo Il brand Salis: come la politica usa la (sotto)cultura per vendersi su Contropiano.
April 16, 2026
Contropiano
Il live tech e la costruzione di una leadership
L’evento organizzato a Genova con protagonista Charlotte De Witte è stato presentato come un grande momento musicale, gratuito e aperto alla città. Un’operazione di successo, almeno sul piano della partecipazione. Ma fermarsi a questo livello di lettura significa non cogliere il punto centrale. Quello a cui abbiamo assistito è stato, […] L'articolo Il live tech e la costruzione di una leadership su Contropiano.
April 15, 2026
Contropiano
Dopo il no: se si apre una discussione vera
di Franco Astengo. Un invito al confronto (*). Abbiamo rubato due vignette recenti di Mauro Biani.   Il Confronto politico in atto mi pare stia rapidamente scivolando nella campagna elettorale per le elezioni legislative generali, indipendentemente dalla data in cui queste si svolgeranno. Mi permetto anche di segnalare la gestione confusa di questa fase da parte delle forze politiche che
La guerra in Ucraina è e sarà una rogna colossale dentro il “campo largo”. Dietrofront di Conte
L’attuale leader del M5S Giuseppe Conte si è presentato alla convention di +Europa, affermando praticamente le stesse cose che dicono il governo e il Pd sulla guerra in Ucraina, ossia che bisogna continuare a sostenere Kyev, che le sanzioni alla Russia devono rimanere e che il gas russo non lo […] L'articolo La guerra in Ucraina è e sarà una rogna colossale dentro il “campo largo”. Dietrofront di Conte su Contropiano.
March 30, 2026
Contropiano