CGIL-SPI-SLC-FEDERCONSUMATORI: Chiusure estive uffici postali in provincia di Rimini
Un tempo, nelle località turistiche, venivano rafforzati gli uffici postali
durante la stagione turistica per rispondere ad una domanda di servizi dovuto al
maggiore afflusso turistico. Oggi durante la stagione estiva si taglia: perché?
L’anno scorso, nei mesi di luglio e agosto, sono stati soppressi 82 turni di
apertura di mattina e 205 turni a pomeriggio. Il Comune di Rimini, anche a
seguito delle nostre denunce pubbliche contro la riduzione del servizio di Poste
Italiane, aveva giustamente fatto ricorso all’AGCOM ( L’Autorità per le garanzie
nelle comunicazione) contro un taglio ritenuto insostenibile per gli uffici
postali del territorio. L’Autority, a seguito delle denunce fatte, aveva
ripristinato 30 turni lavorativi in quattro Uffici postali.
Estate 2026: un film già visto, si continua a ridurre un servizio pubblico
essenziale come quello dei servizi postali
CGIL, SLC, SPI e Federconsumatori, da sempre contrari a una deriva non
condivisibile in quanto tesa a ridurre i servizi pubblici, denunciano anche per
quest’anno il dannoso piano di Poste Italiane. Infatti è già operativo anche per
il nostro territorio un calendario di chiusure estive per i mesi di luglio e
agosto con la soppressione di 95 turni di mattina e 190 di pomeriggio; con un
ufficio in più interessato alla chiusura.
La riduzione dei servizi riguarda gli Uffici postali di Cattolica, Misano
Adriatico, Riccione, Morciano di Romagna, Santarcangelo di Romagna, oltre agli
uffici di Rimini 1 (via Marecchiese), Rimini 9 (via Euterpe), Rimini 3 (via
Gambalunga) e Miramare.
Tutto questo suscita preoccupazione e pone una questione alle istituzioni locali
Poste Italiane gestisce il Servizio Universale, finanziato anche da tutti i
cittadini, un servizio essenziale che dovrebbe essere sempre più presente sia
nelle città che nelle zone interne – anche a contrasto del rischio
desertificazione dei territori.
Se si dimentica questa funzione di servizio e si lascia far breccia all’idea che
gli Uffici Postali siano considerabili come un’attività meramente commerciale, e
in parte stagionale, a farne le spese sarà tutta la popolazione a partire dalle
persone anziane e più fragili.
Poste Italiane da anni aumenta gli utili, con meno addetti. Al fine di evitare
un collasso traumatico di questo instabile equilibrio occorre da subito mettere
mano a un aumento di organico a partire dagli sportelli e nella distribuzione e
recapito anche per consentire al personale il pieno diritto di usufruire delle
ferie previste.
CGIL, SLC, SPI e Federconsumatori, tenuto anche conto degli obblighi di Poste
Italiane di erogare un Servizio Universale, ritengono che un’azienda di servizio
di interesse generale a maggioranza pubblica debba essere orientata ai bisogni
della cittadinanza, piuttosto che agli interessi dei soli azionisti.
Anche la politica da un lato e le istituzioni locali dall’altro, devono essere
interessate al mantenimento reale di un servizio di interesse pubblico per
garantire la qualità dei servizi in particolare verso le persone più fragili e
anziane e magari residenti fuori dalle città per le quali avere o non avere uno
sportello postale aperto vicino fa la differenza.
Invitiamo pertanto i Comuni interessati dalla riduzione dei servizi di Poste
Italiane, decise da AGCOM senza nemmeno un confronto preventivo con le
istituzioni locali, a intervenire per essere consultate preventivamente sulla
base del Decreto “Gentiloni” del 28 giugno 2007 che prevede specifiche tutele
per i Comuni a prevalente vocazione turistica.
CGIL RIMINI – SLC CGIL RIMINI – SPI CGIL RIMINI – FEDERCONSUMATORI RIMINI APS
Redazione Romagna