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Cagliari, 12 ottobre Sit-In davanti a Poste: No alle banche complici
lunedì 12 Ottobre 2026, ore 10:00 Cagliari, Piazza del Carmine 27 Riprendiamo il comunicato del Comitato promotore e un articolo di Carlo Bellisai da Pressenza Il Comitato Sardo Campagna di Pressione alle Banche Armate, in collaborazione con Ultima Generazione e BDS Italia, ritengono doveroso informare l’opinione pubblica sul ruolo degli istituti di credito nel commercio di armamenti e nell’alimentazione delle
October 10, 2026
La Bottega del Barbieri
Banche armate e complici: iniziativa il 12 ottobre a Cagliari
La corsa al riarmo è oggi globalizzata e non coinvolge più solo le grandi potenze, ma anche le medie potenze regionali, che aumentano costantemente le proprie spese militari. Un caso a parte è quello dei paesi europei, che come paesi NATO hanno accettato il diktat statunitense di investire di più nell’alleanza militare, ma che nel frattempo continuano a fornire armi all’Ucraina e, quando non hanno altro da fare, progettano nientemeno che un esercito europeo. In questo contesto l’Italia ha raggiunto addirittura il sesto posto nella speciale classifica mondiale degli esportatori di materiale bellico. Ma il dato più interessante, rilevato da Milex, l’Osservatorio sulle spese militari in Italia, è strutturale, in quanto in aumento costante negli ultimi vent’anni. “Sugli acquisti di armi c’è un’accelerazione vertiginosa, che va dai 3 miliardi del 2006 agli attuali 13,2 miliardi di euro.” Tutte queste armi e tutti questi soldi, per prodotti destinati a frantumarsi e a causare morte e rovina. Sembrerebbe da gente uscita di senno! Purtroppo non è così: se è follia, è una follia strutturale e sociale. Perché quello che conta nel nostro opaco mondo sono i soldi e questi sono custoditi nelle banche, attraverso le quali si effettuano le transazioni tra un’azienda e uno Stato, o tra un’azienda ed un’altra riconducibile a quello Stato. Le banche, che dovrebbero essere la nostra cassa di risparmio, si rivelano invece nella loro versione più spregiudicata, ai confini della legge, operando transazioni verso paesi in cui è assente il rispetto dei diritti umani, o addirittura che sono in stato di guerra. La legge 185 del 1990, tutt’ora in vigore, recita infatti che il governo italiano non possa consentire l’esportazione a paesi in guerra, o che violino i diritti fondamentali. Grazie a questa legge e alla maggiore trasparenza che ha consentito, oggi possiamo sapere anche quali banche collaborano con il sistema degli armamenti e, in qualche misura, anche quelle complici del genocidio palestinese. In questa torbida aria, spiccano banche come Intesa, Unicredit e BNL, tutte coinvolte per grosse cifre nel campo degli armamenti. Dall’inizio del 2026 il Comitato Sardo Campagna di Pressione alle Banche Armate ha approfondito la sua analisi su Poste Italiane, scoprendo che è parte della Fondazione Med-Or, istituita nel2021 dalla principale industria bellica italiana, Leonardo SpA e presieduta dall’ex ministro Marco Minniti. Lo scopo della fondazione è sulla carta quello di promuovere la ricerca, la formazione e gli scambi culturali fra i paesi del Mediterraneo e del medio e lontano oriente. Ma sotto la cortina fumogena di tali generici presupposti, si cela una rete di interessi legati agli armamenti e alle tecnologie di controllo sociale. D’altronde la stessa Leonardo fornisce materiale militare ad Israele, come cannoni navali e componenti tecnologici per sistemi radar e d’intercettamento. La partecipazione di Poste Italiane, insieme a Cassa Depositi e Prestiti, alla Med-Or viene contestata dalla Campagna Banche Complici, lanciata al gennaio di quest’anno dalle riviste missionarie “Nigrizia”, “Missione oggi” e “Mosaico di pace”, all’interno della campagna contro le banche armate; ciò in quanto le aziende partecipate statali dovrebbero assumere un profilo di servizio alla collettività e di rispetto dei valori costituzionali, come il sempre più calpestato articolo 11 sul ripudio della guerra. La strada del comitato sardo s’è quindi incrociata con quella dei giovani di Ultima Generazione, sempre più attenti su questi temi, e di associazioni locali che si oppongono al genocidio palestinese. Oltre naturalmente alla BDS Italia, la campagna di boicottaggio, disinvestimento, sanzioni nei confronti dello Sato di Israele. Insieme propongono un’importante iniziativa pubblica: un sit-in davanti alla sede centrale di Poste Italiane a Cagliari, fissato per il 12 ottobre alle 10, in cui si chiederà a Poste, secondo quanto recita il comunicato stampa, diffuso dagli attivisti: “Di dichiarare annualmente ai propri correntisti le operazioni che l’hanno vista coinvolta come banca in transazioni di materiale militare, quali armi, apparati, o sistemi tecnologici di supporto, specificando tipologia e paesi destinatari, interpretando così a pieno lo spirito della legge n 185 del 1990. Di uscire dalla fondazione Med-Or, in quanto non corrispondente nei fatti ai valori della pace, del rispetto dei diritti umani, e del diritto nazionale e internazionale. Di dare preminenza ai servizi postali, potenziando gli uffici periferici ed evitando agli utenti lunghe attese e possibili disguidi e rinnovando il valore della sua storia come ente erogatore di servizi per la collettività”. I cittadini e, in particolare coloro che hanno lì il proprio conto, potranno dire la loro inviando una mail protesta a Poste. Per informazioni comsardo.campagna.banchearmate@gmail.com   Un altro piccolo passo per riappropriarsi del diritto di esprimersi e di scegliere. Anche a chi affidare i propri soldi. Carlo Bellisai – Pressenza Redazione Sardigna Carlo Bellisai
October 7, 2026
Pressenza
12 ottobre a Cagliari: no alle banche complici
Il Comitato Sardo Campagna di Pressione alle Banche Armate, in collaborazione con Ultima Generazione e BDS Italia, ritengono doveroso informare l’opinione pubblica sul ruolo degli istituti di credito nel commercio di armamenti e nell’alimentazione delle guerre. In particolare in Italia Unicredit, Intesa San Paolo e BLN risultano le banche che forniscono maggiori servizi di transazione di denaro per le industrie di armamenti. Tuttavia abbiamo scelto di rivolgere l’attenzione a Poste Italiane che, dal 1998 è stata privatizzata ed è attualmente anche un istituto di credito, pur restando a partecipazione pubblica. Inoltre è collegata ad un’altra partecipata statale, Cassa Depositi e Prestiti (CDP), pesantemente implicata con le start-up israeliane della sicurezza e del controspionaggio tecnologico. Poste Italiane è inserita ininterrottamente dal 2021 nell’elenco delle “banche armate”, ovvero di quelle banche che erogano servizi alle industrie d’armamenti, permettendo le transazioni relative a materiali bellici. Nel gennaio 2025, Poste Italiane è entrata come socio ordinario nella Fondazione Med-Or, fondata da Leonardo, principale azienda bellica italiana, che vende armamenti ad Israele. La Fondazione svolge un compito di normalizzazione della politica genocidaria in Palestina: attraverso eventi accademici, convegni, progetti culturali, con il coinvolgimento di enti come l’Istituto di Studi per la Sicurezza Nazionale di Tel Aviv. Per questo, nel sit-in del 12 ottobre alle 10 a Cagliari, davanti alla sede centrale di Poste Italiane, in Piazza del Carmine, consegneremo ai dirigenti una lettera aperta in cui chiediamo: * Di adottare una policy che vieti il coinvolgimento con il settore delle armi, o quantomeno ne regolamenti rigorosamente i rapporti, nel pieno rispetto della legge 185 del 1990 e dell’articolo 11 della Costituzione. * Di uscire dalla Fondazione MED-OR. * Che le risorse di Poste e CDP vengano sottratte alle logiche di profitto bellico e restituite alla loro vocazione sociale di servizio pubblico. Ma anche i correntisti e i cittadini potranno inviare una propria lettera di protesta: subissiamo Poste di lettere!  https://vai.ug/scrivi-poste-italiane I NOSTRI SOLDI NON SARANNO MAI PER LA GUERRA E PER IL GENOCIDIO!     Comitato Sardo Campagna di Pressione alle Banche Armate Ultima Generazione BDS Italia Redazione Sardigna
October 5, 2026
Pressenza
CGIL-SPI-SLC-FEDERCONSUMATORI: Chiusure estive uffici postali in provincia di Rimini
Un tempo, nelle località turistiche, venivano rafforzati gli uffici postali durante la stagione turistica per rispondere ad una domanda di servizi dovuto al maggiore afflusso turistico. Oggi durante la stagione estiva si taglia: perché? L’anno scorso, nei mesi di luglio e agosto, sono stati soppressi 82 turni di apertura di mattina e 205 turni a pomeriggio. Il Comune di Rimini, anche a seguito delle nostre denunce pubbliche contro la riduzione del servizio di Poste Italiane, aveva giustamente fatto ricorso all’AGCOM ( L’Autorità per le garanzie nelle comunicazione) contro un taglio ritenuto insostenibile per gli uffici postali del territorio. L’Autority, a seguito delle denunce fatte, aveva ripristinato 30 turni lavorativi in quattro Uffici postali. Estate 2026: un film già visto, si continua a ridurre un servizio pubblico essenziale come quello dei servizi postali CGIL, SLC, SPI e Federconsumatori, da sempre contrari a una deriva non condivisibile in quanto tesa a ridurre i servizi pubblici, denunciano anche per quest’anno il dannoso piano di Poste Italiane. Infatti è già operativo anche per il nostro territorio un calendario di chiusure estive per i mesi di luglio e agosto con la soppressione di 95 turni di mattina e 190 di pomeriggio; con un ufficio in più interessato alla chiusura. La riduzione dei servizi riguarda gli Uffici postali di Cattolica, Misano Adriatico, Riccione, Morciano di Romagna, Santarcangelo di Romagna, oltre agli uffici di Rimini 1 (via Marecchiese), Rimini 9 (via Euterpe), Rimini 3 (via Gambalunga) e Miramare. Tutto questo suscita preoccupazione e pone una questione alle istituzioni locali Poste Italiane gestisce il Servizio Universale, finanziato anche da tutti i cittadini, un servizio essenziale che dovrebbe essere sempre più presente sia nelle città che nelle zone interne – anche a contrasto del rischio desertificazione dei territori. Se si dimentica questa funzione di servizio e si lascia far breccia all’idea che gli Uffici Postali siano considerabili come un’attività meramente commerciale, e in parte stagionale, a farne le spese sarà tutta la popolazione a partire dalle persone anziane e più fragili. Poste Italiane da anni aumenta gli utili, con meno addetti. Al fine di evitare un collasso traumatico di questo instabile equilibrio occorre da subito mettere mano a un aumento di organico a partire dagli sportelli e nella distribuzione e recapito anche per consentire al personale il pieno diritto di usufruire delle ferie previste. CGIL, SLC, SPI e Federconsumatori, tenuto anche conto degli obblighi di Poste Italiane di erogare un Servizio Universale, ritengono che un’azienda di servizio di interesse generale a maggioranza pubblica debba essere orientata ai bisogni della cittadinanza, piuttosto che agli interessi dei soli azionisti. Anche la politica da un lato e le istituzioni locali dall’altro, devono essere interessate al mantenimento reale di un servizio di interesse pubblico per garantire la qualità dei servizi in particolare verso le persone più fragili e anziane e magari residenti fuori dalle città per le quali avere o non avere uno sportello postale aperto vicino fa la differenza. Invitiamo pertanto i Comuni interessati dalla riduzione dei servizi di Poste Italiane, decise da AGCOM senza nemmeno un confronto preventivo con le istituzioni locali, a intervenire per essere consultate preventivamente sulla base del Decreto “Gentiloni” del 28 giugno 2007 che prevede specifiche tutele per i Comuni a prevalente vocazione turistica. CGIL RIMINI – SLC CGIL RIMINI – SPI CGIL RIMINI – FEDERCONSUMATORI RIMINI APS Redazione Romagna
July 10, 2026
Pressenza
Puntata del 17/03/2026@1
Il primo argomento che abbiamo trattato in questa puntata ha riguardato le condizioni in cui si ritrova uno specifico ufficio postale di Torino e conseguentemente le precarie condizioni di salute e sicurezza di chi ci lavora, oltre degli utenti che usufruiscono dei servizi di Poste Italiane. Abbiamo perciò snocciolato tutte le problematiche trovate nella sede in c.so Palermo 55 a Torino, grazie alla segnalazione che abbiamo ricevuto da SLG CUB Poste ed abbiamo avuto come ospite telefonico Giovanni Pulvirenti del sindacato stesso. Con lui siamo andati nello specifico delle numerose problematiche riscontrate in questo ufficio postale, che vanno da condizioni igienico sanitarie pessime, assente manutenzione di impianti ma anche della struttura (il vetro di una porta scheggiato che rischia di cadere da un momento all’altro ad esempio) fino ad arrivare alla mancanza cronica di personale per mandare avanti l’ufficio postale. Il sindacato ha segnalato all’ASL tutto questo e ai nostri microfoni ha denunciato come tutte queste problematiche si inseriscano in un quadro generale dato dalla privatizzazione di Poste Italiane. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia dell’avvocato del lavoro Scaglia sul referendum del 22/23 marzo 2026 che ci chiama a promuovere o bocciare la “riforma Nordio” del 30/10/2025: Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare. Con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati in merito all’argomento: A – abbiamo inquadrato i 7 articoli, dal 102 al 112, della Costituzione che se passa il SI verranno modificati; B – Perché è importante votare NO? C – Quali conseguenze ci saranno sull’applicazione del diritto del lavoro. “Il referendum costituzionale del 22-23 marzo 2026 sulla riforma della giustizia non richiede un quorum del 50%+1 per essere valido, vince chi prende un voto in più, quindi il tuo voto è decisivo per fermare questa riforma assurda” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Max Lioce del Collettivo Cuba Va sulla situazione politico/economica Cubana e sulla possibilità concreta di dare solidarietà in questo momento difficile per l’isola. Con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati in merito a questi argomenti: – abbiamo fatto il punto della situazione politico/economica rispetto anche all’inasprimento del BLOCCO unilaterale da parte dell’imperialismo statunitense che ora minaccia l’invasione/attacco come prossimo obbiettivo; – é stato presentato il progetto Nuestra América Flotilla in partenza in questi giorni: “Si chiama Nuestra América Flotilla la missione internazionalista che è stata lanciata per portare cibo, medicinali e altri beni di prima necessità a Cuba, stretta nella strangolante morsa del blocco statunitense. L’obiettivo è rompere l’assedio stelle-e-strisce e sostenere la popolazione cubana contro la violenza di Washington. La flotta, che porta il nome di un testo fondamentale del rivoluzionario ed eroe nazionale cubano José Martí, salperà entro qualche giorno. Ed è un nome che rivela il portato fondamentalmente politico della missione: è un’iniziativa a difesa della sovranità del popolo e del socialismo cubano, contro lo strangolamento imposto dall’imperialismo yankee.” – Cosa possiamo fare noi per dare solidarietà concreta? (i numeri della radio +39 0112495669 +39 346 6673263 sono utili + https://nuestraamericaconvoy.org/ + cerca collettivo CUBA VA) “la solidarietà internazionalista può rompere l’assedio, salvare vite umane e difendere la causa dell’autodeterminazione cubana“ Buon ascolto
March 20, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 17/03/2026@2
Il primo argomento che abbiamo trattato in questa puntata ha riguardato le condizioni in cui si ritrova uno specifico ufficio postale di Torino e conseguentemente le precarie condizioni di salute e sicurezza di chi ci lavora, oltre degli utenti che usufruiscono dei servizi di Poste Italiane. Abbiamo perciò snocciolato tutte le problematiche trovate nella sede in c.so Palermo 55 a Torino, grazie alla segnalazione che abbiamo ricevuto da SLG CUB Poste ed abbiamo avuto come ospite telefonico Giovanni Pulvirenti del sindacato stesso. Con lui siamo andati nello specifico delle numerose problematiche riscontrate in questo ufficio postale, che vanno da condizioni igienico sanitarie pessime, assente manutenzione di impianti ma anche della struttura (il vetro di una porta scheggiato che rischia di cadere da un momento all’altro ad esempio) fino ad arrivare alla mancanza cronica di personale per mandare avanti l’ufficio postale. Il sindacato ha segnalato all’ASL tutto questo e ai nostri microfoni ha denunciato come tutte queste problematiche si inseriscano in un quadro generale dato dalla privatizzazione di Poste Italiane. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia dell’avvocato del lavoro Scaglia sul referendum del 22/23 marzo 2026 che ci chiama a promuovere o bocciare la “riforma Nordio” del 30/10/2025: Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare. Con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati in merito all’argomento: A – abbiamo inquadrato i 7 articoli, dal 102 al 112, della Costituzione che se passa il SI verranno modificati; B – Perché è importante votare NO? C – Quali conseguenze ci saranno sull’applicazione del diritto del lavoro. “Il referendum costituzionale del 22-23 marzo 2026 sulla riforma della giustizia non richiede un quorum del 50%+1 per essere valido, vince chi prende un voto in più, quindi il tuo voto è decisivo per fermare questa riforma assurda” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Max Lioce del Collettivo Cuba Va sulla situazione politico/economica Cubana e sulla possibilità concreta di dare solidarietà in questo momento difficile per l’isola. Con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati in merito a questi argomenti: – abbiamo fatto il punto della situazione politico/economica rispetto anche all’inasprimento del BLOCCO unilaterale da parte dell’imperialismo statunitense che ora minaccia l’invasione/attacco come prossimo obbiettivo; – é stato presentato il progetto Nuestra América Flotilla in partenza in questi giorni: “Si chiama Nuestra América Flotilla la missione internazionalista che è stata lanciata per portare cibo, medicinali e altri beni di prima necessità a Cuba, stretta nella strangolante morsa del blocco statunitense. L’obiettivo è rompere l’assedio stelle-e-strisce e sostenere la popolazione cubana contro la violenza di Washington. La flotta, che porta il nome di un testo fondamentale del rivoluzionario ed eroe nazionale cubano José Martí, salperà entro qualche giorno. Ed è un nome che rivela il portato fondamentalmente politico della missione: è un’iniziativa a difesa della sovranità del popolo e del socialismo cubano, contro lo strangolamento imposto dall’imperialismo yankee.” – Cosa possiamo fare noi per dare solidarietà concreta? (i numeri della radio +39 0112495669 +39 346 6673263 sono utili + https://nuestraamericaconvoy.org/ + cerca collettivo CUBA VA) “la solidarietà internazionalista può rompere l’assedio, salvare vite umane e difendere la causa dell’autodeterminazione cubana“ Buon ascolto
March 20, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 17/03/2026@0
Il primo argomento che abbiamo trattato in questa puntata ha riguardato le condizioni in cui si ritrova uno specifico ufficio postale di Torino e conseguentemente le precarie condizioni di salute e sicurezza di chi ci lavora, oltre degli utenti che usufruiscono dei servizi di Poste Italiane. Abbiamo perciò snocciolato tutte le problematiche trovate nella sede in c.so Palermo 55 a Torino, grazie alla segnalazione che abbiamo ricevuto da SLG CUB Poste ed abbiamo avuto come ospite telefonico Giovanni Pulvirenti del sindacato stesso. Con lui siamo andati nello specifico delle numerose problematiche riscontrate in questo ufficio postale, che vanno da condizioni igienico sanitarie pessime, assente manutenzione di impianti ma anche della struttura (il vetro di una porta scheggiato che rischia di cadere da un momento all’altro ad esempio) fino ad arrivare alla mancanza cronica di personale per mandare avanti l’ufficio postale. Il sindacato ha segnalato all’ASL tutto questo e ai nostri microfoni ha denunciato come tutte queste problematiche si inseriscano in un quadro generale dato dalla privatizzazione di Poste Italiane. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia dell’avvocato del lavoro Scaglia sul referendum del 22/23 marzo 2026 che ci chiama a promuovere o bocciare la “riforma Nordio” del 30/10/2025: Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare. Con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati in merito all’argomento: A – abbiamo inquadrato i 7 articoli, dal 102 al 112, della Costituzione che se passa il SI verranno modificati; B – Perché è importante votare NO? C – Quali conseguenze ci saranno sull’applicazione del diritto del lavoro. “Il referendum costituzionale del 22-23 marzo 2026 sulla riforma della giustizia non richiede un quorum del 50%+1 per essere valido, vince chi prende un voto in più, quindi il tuo voto è decisivo per fermare questa riforma assurda” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Max Lioce del Collettivo Cuba Va sulla situazione politico/economica Cubana e sulla possibilità concreta di dare solidarietà in questo momento difficile per l’isola. Con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati in merito a questi argomenti: – abbiamo fatto il punto della situazione politico/economica rispetto anche all’inasprimento del BLOCCO unilaterale da parte dell’imperialismo statunitense che ora minaccia l’invasione/attacco come prossimo obbiettivo; – é stato presentato il progetto Nuestra América Flotilla in partenza in questi giorni: “Si chiama Nuestra América Flotilla la missione internazionalista che è stata lanciata per portare cibo, medicinali e altri beni di prima necessità a Cuba, stretta nella strangolante morsa del blocco statunitense. L’obiettivo è rompere l’assedio stelle-e-strisce e sostenere la popolazione cubana contro la violenza di Washington. La flotta, che porta il nome di un testo fondamentale del rivoluzionario ed eroe nazionale cubano José Martí, salperà entro qualche giorno. Ed è un nome che rivela il portato fondamentalmente politico della missione: è un’iniziativa a difesa della sovranità del popolo e del socialismo cubano, contro lo strangolamento imposto dall’imperialismo yankee.” – Cosa possiamo fare noi per dare solidarietà concreta? (i numeri della radio +39 0112495669 +39 346 6673263 sono utili + https://nuestraamericaconvoy.org/ + cerca collettivo CUBA VA) “la solidarietà internazionalista può rompere l’assedio, salvare vite umane e difendere la causa dell’autodeterminazione cubana“ Buon ascolto
March 20, 2026
Radio Blackout - Info
Poste Italiane e il regalo del Governo: prescrizione anticipata, diritti negati
Proprio mentre Poste Italiane potrebbe trovarsi ad affrontare una valanga di ricorsi per ore di lavoro non pagate, il Governo italiano cerca di introdurre una modifica legislativa che, se approvata, complicherebbe notevolmente la vita dei lavoratori che intendono reclamare i … Leggi tutto L'articolo Poste Italiane e il regalo del Governo: prescrizione anticipata, diritti negati sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.