Tag - Olanda

Dall’Olanda: Lettera dal Nuovo Movimento per la Pace all’Osservatorio contro la militarizzazione
PUBBLICHIAMO CON PIACERE UNA LETTERA (CON RELATIVA TRADUZIONE) ARRIVATA ALLA EMAIL DELL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E ELLE UNIVERSITÀ DALLE REFERENTI DI UN’ANALOGA ASSOCIAZIONE OLANDESE, DAL NOME NIEUWE VREDEBEWEGING, INTENZIONATE A CREARE UN LEGAME SINERGICO PER OPPORSI A LIVELLO EUROPEO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DILAGANTE, CHE SI STA MANIFESTANDO ANCHE CON L’INTRODUZIONE DELLA LEVA OBBLIGATORIO IN MOLTI STATI EUROPEI. DA PARTE NOSTRA, OVVIAMENTE, ABBIAMO MOSTRATO IL MASSIMO INTERESSE A COLLABORARE PER UN COMUNE INTERESSE: L’OPPOSIZIONE ALLA GUERRA NELLA QUALE GLI IMPRENDITORI DELLA MORTE CI STANNO TRASCINANDO. Cari colleghi dell’Osservatorio contro la Militarizzazione Siamo un gruppo di insegnanti olandesi che, come voi, sono molto preoccupati per la militarizzazione delle nostre scuole, università e società. Abbiamo recentemente pubblicato una lettera aperta e creato un sito web.  Una delle persone che ha commentato sul nostro sito web ci ha parlato dell’iniziativa in Italia. Ha partecipato a una conferenza a Palermo nell’ottobre 2025. Ci siamo scambiati un’email con uno dei contatti in Italia. Oggi abbiamo visitato il vostro sito web e ho notato che avete anche una pagina internazionale e che mancano i Paesi Bassi. Bene, ora i Paesi Bassi ci sono :))) Vorremmo collaborare, rimanere in contatto, scambiarci informazioni, supportarci a vicenda Questo è il nostro sito web. Il nostro piano è di tradurre solo “chi siamo” e “perché questa pagina” > Home Grazie per il vostro ottimo lavoro. Per noi significa molto che siate presenti anche voi. Cordiali saluti Ivana Balen (anche a nome di Bart, Anne, Sigrid, Pieter e altri) -------------------------------------------------------------------------------- Dear colleagues from Osservatorio contro la Militarizzazione, We are a group of teachers from the Netherlands who are, like you, very worried about the militarisation of our schools, universities and societies. We have recently published an Open letter and created a website. One of the persons who reacted on our website told us about the initiative in Italy. He visited a conference in Palermo in October 2025. We exchanged an email with one of the contacts in Italy. Today I visited your website and noticed that you also have an international page and that the Netherlands is missing. Well, now the Netherlands is here :))) We would like to cooperate, stay in touch, exchange information, support each other. This is our website. My plan is to translate just the ‘who we are’ and ‘why this page’. > Home Thank you for doing your great work. It means a lot to us that you are there as well. All the best Ivana Balen (also on behalf of Bart, Anne, Sigrid, Pieter and others)
Revolutionary bloc e Aja for Palestine: esperienze di lotta al fianco della resistenza palestinese in Olanda@0
Il 5 ottobre 300.000 persone sono scese in piazza ad Amsterdam alle parole d’ordine di “fermare il genocidio”. Si tratta della terza mobilitazione della “Linea Rossa Per Gaza”, lanciata da associazioni e ONG, ma che ha visto anche la presenza di un nutrito “Revolutionary block“, che ha raccolto le energie delle soggettività più radicali. Dalle […]
October 9, 2025
Radio Blackout - Info
Revolutionary bloc e Aja for Palestine: esperienze di lotta al fianco della resistenza palestinese in Olanda@1
Il 5 ottobre 300.000 persone sono scese in piazza ad Amsterdam alle parole d’ordine di “fermare il genocidio”. Si tratta della terza mobilitazione della “Linea Rossa Per Gaza”, lanciata da associazioni e ONG, ma che ha visto anche la presenza di un nutrito “Revolutionary block“, che ha raccolto le energie delle soggettività più radicali. Dalle […]
October 9, 2025
Radio Blackout - Info
Matriarchy for future. Celebrare l’equilibrio
Dal 3 al 6 luglio 2025 si è svolto a Venlo, in Olanda, il festival Matriarchy for future.   “Il mondo a un punto di svolta Come? Possiamo deciderlo noi! Riportiamolo in equilibrio. Grazie alla conoscenza dei popoli matriarcali sopravvissuti alle ondate di violenza della colonizzazione e dell’opera missionaria, è possibile presentare una visione del futuro forte e concreta. È positivo che così tante persone siano già in viaggio, in così tanti posti diversi. Vogliamo concentrare questa energia per la vita nel festival. Comunitaria, pacifica, libera e autodeterminata.”   Un evento unico, ben articolato tra sapere, spiritualità, condivisione e musica – con più di 30 relatori e 7 diversi gruppi musicali –  attorno ai valori matriarcali di rispetto della Terra, uguaglianza e solidarietà, per la creazione di una società basata sul rispetto reciproco per un futuro armonico.  Beninteso, le società matriarcali sono delle società egualitarie che non corrispondono a dominazione femminile, ma si basano su equità, solidarietà e ciclicità.  Il festival si è proposto non solo come evento artistico e culturale, ma anche come esperienza trasformativa e ispiratrice per le future generazioni. Per 4 giorni, nello splendido castello de Berckt e nel suo parco si sono susseguiti numerosi laboratori, eventi e incontri e le più di 500 persone presenti, provenienti da moltissime nazioni, hanno potuto incontrarsi e condividere questa visione di una pacifica rivoluzione matriarcale, che appare sempre più necessaria. I temi principali riguardavano le società, la politica, l’ecologia, l’economia e la spiritualità. Ha aperto il festival una cerimonia di presentazione dove le organizzatrici hanno raccontato dei 5 anni di preparazione e della idea che ha sorretto tutto il loro lavoro e che si è espletata in tutti gli eventi che si sono susseguiti. Le organizzatrici del festival   Alcuni degli eventi principali:   Heide Goettner Abendroth grazie al suo lavoro durato una vita e alla sua collana «Das Matriarchat» è considerata la fondatrice della moderna ricerca matriarcale. Ha tenuto un seminario nel quale ci ha parlato della sua visione sul futuro matriarcale. La politica rivoluzionaria che propone si basa sui risultati delle sue ricerche e il suo obiettivo è creare una società egualitaria e pacifica. Come ciò possa essere raggiunto ci viene mostrato dalle società matriarcali viventi, le cui tradizioni risalgono a secoli/millenni. La loro economia, politica, organizzazione sociale e spiritualità mostrano modelli estremamente interessanti di come le società, basate sull’equilibrio e sulla reciprocità, possano essere create e mantenute senza violenza. Questo vale sia per le microstrutture di famiglia, clan e villaggio, sia per la macrostruttura di città, regione e interconnessione tra regioni. La sua conferenza ha spiegato come questo ricco tesoro di esperienza umana possa essere utilizzato oggi per lo sviluppo di una nuova società senza violenza e guerre. La risposta del pubblico è stata di puro entusiasmo e il giorno seguente Heide e alcune altre volontarie hanno simulato una manifestazione, che ci invita a replicare, per dimostrare la “visione” che accompagna la necessaria scelta che occorre fare: “perché una cosa è certa: il futuro dell’umanità sarà matriarcale. Altrimenti, non ci sarà alcun futuro”. Genevieve Vaughan, ricercatrice indipendente, è fondatrice della multiculturale Foundation for a Compassionate Society e della rete International Feminists for a Gift Economy su tutti gli aspetti del paradigma del dono come alternativa al capitalismo patriarcale. Vive tra l’Italia e gli Stati Uniti ed è autrice e curatrice di diversi libri.  Al festival Genevieve ha parlato dell’economia del dono materno come alternativa profonda al capitalismo patriarcale. Il dono unilaterale delle madri ai figli è la prima forma di economia, ma non è stato riconosciuto come tale dall’economia dello scambio del quid pro quo, che la contraddice. Eppure, il dono “libero”, dal respirare alla comunicazione e al provvedere, è un modo molto più ampio di soddisfare i bisogni rispetto allo scambio. Ha spiegato che l’interazione materna originaria di dare-ricevere con il neonato stabilisce il modello di base delle nostre vite, ma che viene contraddetto in due modi: dalla socializzazione del bambino in opposizione all’identificazione materna primaria e dalla contraddizione di mercato del dono tramite lo scambio. Queste sono due astrazioni del dono che causano il capitalismo patriarcale e la rimozione del valore del dono degli esseri umani e del pianeta. Riconoscendo il nostro modello unilaterale originale di dono, possiamo tornare alla sua mentalità, al suo modello e alle sue priorità materne, che si esprimono nei valori del matriarcato.  Annine van der Meer è una storica, teologa ed esperta olandese di simbolismo. È autrice di 20 libri di approfondimento sugli studi sulle donne e la Dea e sulle società egualitarie di pace, antiche e moderne; il suo lavoro è una diretta continuazione del lavoro di Marija Gimbutas. Al festival ha parlato della storia invisibile delle donne e della Dea attraverso le raffigurazioni artistiche, un nuovo approccio storico-artistico che traccia una mappa definitiva del contributo della donna all’evoluzione e pone fine a una storia maschile senza donne.  Ha ricordato le madri primordiali, che molto più tardi furono chiamate “Veneri”, riabilitate come le prime leader dell’umanità, un sistema simbolico femminile globale che mostra una coerenza sorprendente. Ha mostrato come le culture preistoriche abbiano prodotto molta più arte femminile che maschile, rappresentata così spesso nelle società basate sulla pace e l’equilibrio, di cui le donne erano portatrici, e come un sistema simbolico maschile vi si è sovrapposto; ora l’immagine femminile è svalutata e il mondo è cambiato in una valle di lacrime.  Francesca Rosati Freeman, insegnante, scrittrice, documentarista ha presentato il suo film/documentario “Nu Guo. In nome della madre”, girato presso la società matricomunitaria dei Moso (Cina) e ha raccontato la sua esperienza di vita con loro e del timore di possibili trasformazioni con l’incremento del turismo di massa; nel suo viaggio dello scorso maggio ha potuto verificare che le basi della loro società sono ben solide. Ha parlato della sua esperienza del gruppo Matricomunità che ha fondato nel 2021con l’obiettivo di informare e formare donne interessate ai valori matriarcali e a come applicarli nella vita quotidiana. Jean Marler, archemitologa (curatrice personale di Marija Gimbutas fino alla sua morte) con Layli Moreno e Hayden Mayorga provenienti dal Costarica, hanno parlato della popolazione BriBri, una società matrilineare ancora esistente, che pratica un’economia matriarcale e agricoltura biologica con recupero dei semi e delle coltivazioni tradizionali e delle esperienze vissute per rivitalizzare il potere delle donne nei loro contesti, territori e società, passati e presenti, verso orizzonti condivisi tra donne e uomini. Una bellissima canzone da loro creata è Tayela: https://www.youtube.com/watch?app=desktop&v=XqAZV6xFi-A   Il Concilio Europeo delle Nonne – che ha un numero variabile di organizzatrici – si sono presentate e hanno raccontato dei loro incontri, che si svolgono ogni 9 mesi in presenza in una nazioni diversa, dove si scambiano antichi saperi e saggezza per incoraggiare le persone a realizzare e sostenere un ambiente di vita sano per i nostri figli e nipoti. A seguire hanno tenuto una cerimonia in cerchio nel prato del parco. (https://councileugrandmothers.eu/) –    Ogni sera sul palco c’è stata musica e il bellissimo concerto finale di Yael Deckelbaum, attivista pacifista israeliana, che ci ha raccontato della difficile situazione dei pacifisti nel suo paese, ha cantato alcuni pezzi con lei la pacifista araba Meera Eilabouni. La sua canzone «Preghiera delle madri» è stata creata insieme alle donne coraggiose che hanno guidato il movimento «Le donne lottano per la pace». (qui la sua canzone https://youtu.be/YyFM-pWdqrY?si=JnJRaQVPezAOZedf)   Tra un incontro e l’altro i/le partecipanti hanno avuto modo di conoscersi e interscambiare, arricchendosi con le diverse esperienze che stanno avendo luogo in molte parti del mondo. Concludo con le parole di Heide Goettner Abendroth “… Oggi siamo immersi in una pluralità di forze che si contendono il futuro. Da una parte, viviamo la fine drammatica del patriarcato, che minaccia la distruzione totale di popoli e civiltà e perfino della stessa biosfera terrestre. Ignorarlo sarebbe irresponsabile. Dall’altra parte, tuttavia, stanno crescendo nuove forze di rinnovamento, tutte dirette verso l’emergere di nuovi modelli matriarcali. Le tante creazioni delle donne, già oggi concrete e diverse, sono modelli reali: il futuro inizia da lì. (…) Osservare questa rinascita, vedere giovani e giovanissime donne che si riconnettono alla forza delle “antenate”, dà speranza. Le donne sono ovunque, sono tante, rappresentano metà dell’umanità. Saranno loro, in definitiva, a portare al superamento dell’attuale patriarcato e a rendere quel sistema solo un ricordo del passato. Perché una cosa è certa: il futuro dell’umanità sarà matriarcale. Altrimenti, non ci sarà alcun futuro.”   Maggiori informazioni sul programma, sulle relatrici/relatori, sulle organizzatrici e foto dell’evento sono sul sito www.matriarchy-for-future.net. https://www.instagram.com/matriarchyforfuture/ Per approfondire: Marija Gimbutas (1921-1994) Lituana, è emigrata negli Stati Uniti nel 1949. La sua conoscenza multidisciplinare della preistoria dell’Europa orientale ha influenzato la sua ricerca pionieristica, che ha portato alla creazione dell’archeomitologia, per indagare adeguatamente la vasta iconografia dell’immaginario femminile e la centralità delle donne nelle società non patriarcali dell’Europa antica. Heide Goettner Abendroth: www.hagia.de (il testo completo della sua relazione è qui https://matri-comunita.blogspot.com/2025/07/una-visione-del-futuro-matriarcale-di.html). Genevieve Vaughan: www.gift-economy.com (il testo completo della sua relazione è qui https://matri-comunita.blogspot.com/2025/07/per-una-reinterpretazione-radicale.html). Annine van der Meer: www.annine-pansophia.nl Francesca Rosati Freeman: www.francescarosatifreeman.com – il gruppo Matricomunità: info.matricomunita@gmail.com – https://matri-comunita.blogspot.com/ –  www.youtube.com/@Matricomunitá Joan Marler: www.archaeomythology.org ——— Daniela Annetta, attivista, esponente di Matricomunità, socia e grafica di Multimage Redazione Italia
July 19, 2025
Pressenza