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Torino, 17-18 aprile 2026, Convegno e Assemblea Nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
IL TRAUMA DELLA GUERRA TRA STORIA, ECONOMIA, DIRITTO ED EDUCAZIONE DALLA PRIMA GUERRA MONDIALE AD OGGI CONVEGNO NAZIONALE, TORINO 17 APRILE 2026 FABBRICA DELLE “E”- CORSO TRAPANI 91/B ASSEMBLEA NAZIONALE, TORINO 18 APRILE 2026  CASA DELLE DONNE, VIA VANCHIGLIA 3 (IN CENTRO VICINO A PIAZZA VITTORIO) ORE 9.00-18.00 Dopo l’esperienza positiva degli ultimi due anni (clicca qui per il 2024 e qui per il 2025), l’Associazione ” Scuola e Società“, (soggetto accreditato alla formazione Decreto MIUR 5.7.2013 Elenco Enti Accreditati/Qualificati 23.11.2016) ha organizzato, in collaborazione con l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, a Torino per il 17 aprile 2026 un Convegno nazionale in presenza e online sul processo di militarizzazione dei luoghi della formazione e sul trauma rappresentato dalla guerra, nella quale ci troviamo sempre più coinvolti e coinvolte. Si cercherà, infatti, di analizzare da un punto di vista storico, economico, giuridico e pedagogico tutte le implicazioni negative che un orizzonte di guerra porta con sé, anche e soprattutto, in vista di una massiccia ripresa in tutta Europa della leva obbligatoria. Il corso, aperto a tutta la cittadinanza e gratuito, rientra nell’ambito della Formazione docente; tutto il personale scolastico è esonerato per tutta la giornata dal servizio, ai sensi del CCNL vigente. Per iscrizione del personale a tempo indeterminato Codice SOFIA 104005 (clicca qui per aprire la piattaforma SOFIA, accedi con SPID e cerca il corso con il codice 104005). Al convegno si potrà partecipare anche da remoto su piattaforma ZOOM per chi è residente fuori dalla provincia di Torino. Per iscrizioni del personale a tempo determinato o in alternativa a SOFIA scrivere a: info.scuola.societa@gmail.com. Il link per il collegamento sarà inviato alle/agli iscritte/i alla mail comunicata all’atto dell’iscrizione. Prenotazioni fino ad esaurimento posti. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università da tempo abbiamo attenzionato la questione del ritorno della leva in Europa e in Italia e pensiamo che la questione della militarizzazione delle scuole e delle università sia legata a doppio filo con l’obiettivo strategico dei guerrafondai europei: riportare i/le nostri/e giovani al servizio militare obbligatorio. Siamo di fronte ad un apparato estremamente compatto, intelligente, capace e proprio per questo le modalità con cui cercano di arrivare al loro obiettivo non sono né stupide né semplici; a questo proposito è estremamente istruttivo studiare ciò che si sta muovendo in Europa (dai paesi scandinavi a quelli baltici passando per Germania e Polonia) perché saranno queste le modalità che verranno messe in atto anche nel nostro Paese. Per questo ci mettiamo a disposizione per costruire momenti di incontro, formazione, scambio (preferibilmente in presenza) nelle vostre città in cui presentare ciò che sta succedendo in Europa perché altri Paesi sono il laboratorio di quanto accadrà anche da noi in merito alla leva che non sarà proposta né nei termini classici né come i guerrafondai nostrani la stanno presentando. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università vuole contribuire alla circolazione delle analisi e delle informazioni e mettersi a disposizione delle organizzazioni studentesche e giovanili affinché esse stesse, nella loro autonomia, sviluppino percorsi di lotta su un tema che diventerà sempre più centrale nei prossimi mesi. PROGRAMMA 17 APRILE MATTINO (8:30-13:00) 8.30 Accoglienza e registrazione dei partecipanti Introduce Natale Alfonso, Responsabile dell’Associazione Scuola e Società Coordina Roberta Leoni, Presidente dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Presentazione del volume Scuole e università di pace. Fermiamo la follia della guerra La diserzione nella Prima Guerra Mondiale Bruna Bianchi, Università Ca’ Foscari, Venezia Guerra alla guerra. La Resistenza internazionale ai fascismi Carlo Greppi, storico e scrittore Pausa caffè Il cronico trauma della guerra Maurizio Bonati, Già responsabile Dipartimento Salute Pubblica, Istituto Mario Negri, Milano Testimonianze da Gaza don Nandino Capovilla, Campagna Ponti e non muri, Pax Christi POMERIGGIO (14.30-18.00) Introduce e coordina Michele Lucivero Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Il ritorno della leva in Europa e in Italia Serena Tusini, Docente, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Economia di guerra e diritto alla pace Francesco Schettino, Università della Campania L. Vanvitelli Diritto internazionale e guerra Luigi Daniele, Università degli Studi del Molise Previsto intervento di rappresentanti di associazioni studentesche e dibattito PROGRAMMA 18 APRILE 2026 Assemblea Nazionale Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università per il rinnovo delle cariche e bilancio del secondo anno associativo. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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Assemblea nazionale 4 marzo per il rilancio della campagna “La Conoscenza non marcia”
La campagna “La conoscenza non marcia” è una iniziativa che unisce una rete di realtà organizzate del mondo della scuola e dell’università, che ha l’obiettivo di darsi uno strumento per interrompere i rapporti tra l’istruzione pubblica e il complesso militare-industriale, e dunque con la sua complicità con il genocidio del popolo palestinese. Invertire la tendenza del nostro sistema d’istruzione ad essere uno strumento delle politiche di guerra. In Israele esso è completamente sussunto nel progetto genocida, sia attraverso la collaborazione materiale nell’industria bellica, sia con la produzione di saperi – che Marx chiamava “i mezzi della produzione intellettuale” – che giustificano ideologicamente l’oppressione dei palestinesi. Come abbiamo visto durante la fase più acuta del genocidio israeliano del popolo palestinese, la presenza dell’industria militare, e di varie organizzazione o fondazioni che fungono da tramite, mostrava l’assorbimento dei luoghi dell’istruzione nelle filiere produttive del settore militare: secondo i dati di altreconomia, in Italia, sui 31 atenei esaminati, 23 hanno rapporti con Leonardo S.p.a., 20 con Thales-Alenia, 8 con MBDA Italia, l’ultima azienda meno conosciuta ma che gioca un ruolo importante nella produzione di missili terra-aria. Il giro di denaro inserito in queste collaborazioni è di grande rilevanza. Ma a questo dato di partenza si aggiungono le trasformazioni imposte dal cosiddetto piano di riarmo europeo (o, emblematicamente, Readiness 2030): il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha più volte annunciato la necessità di un rapporto unico ed organico tra ricerca, difesa e industria militare. Il modello è quello della cittadella dell’aerospazio a Torino – nell’ambito del progetto NATO denominato DIANA (Defence Innovation Accelerator North Atlantic) – costruito su una cubatura donata da Leonardo s.p.a. al Politecnico. A questo si aggiungono le necessità, più volte richiamate, di produrre un’abitudine e una preparazione (una readiness, appunto) alla guerra ed alla necessità di sacrificare sé stessi e i propri cari contro un nemico costruito, sempre più concentrato sull’immagine della federazione Russa. In questo contesto vediamo aumentare le iniziative militari nelle scuole: gite in basi militari, reclutamento, PCTO con il settore difesa, tutto a creare uno “stato mentale di guerra”. Come ogni situazione bellica, il contesto si configura con una economia di guerra, in cui siamo abbondantemente scivolati, che si declina sul piano esterno e su quello interno: qualunque dissenso o ragionamento sulla complessità viene assorbito nella logica dell’amico/nemico e dunque da reprimere. Non a caso diversi documenti (tra cui il più inquietante è quello sulla guerra ibrida) e i tentativi legati alle iniziative di legge che equiparano l’antisionismo all’antisemitismo, identificano la produzione culturale come territorio da criminalizzare. In questo contesto pensiamo di doverci dare degli strumenti: abbiamo pensato alla campagna “la conoscenza non marcia”, alla possibilità di elaborare una proposta di legge e di avanzare momenti di dibatitto ed organizzazione per contrastare queste dinamiche, ed è su questo che chiamiamo alla discussione il 4 marzo 2026 – online alle ore 17.30. CLICCA QUI PER COLLEGARTI ALLA RIUNIONE SU ZOOM. Segui la pagina Facebook de La conoscenza non marcia e la pagina dedicata all’interno del sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università.
Assemblea nazionale Coordinamento NO NATO: prima tappa Milano
Mentre a Torino, Milano, Hannover, Zurigo, Bruxelles e Londra, dalla Bosnia agli Stati Uniti, gli esseri umani si univano corpo a corpo manifestando volontà popolari ormai disgiunte dal volere di chi li dovrebbe rappresentare, alle14.30 di sabato 31 gennaio, al Circolo Familiare di Unità proletaria in Viale Monza a Milano si è svolta la prima tappa dell’assemblea nazionale del Coordinamento NO NATO (la seconda si terrà a Napoli il 21 febbraio). Anche qui corpi, intenti e documenti, uniti contro imperialisti e guerrafondai. In programma 18 interventi. L’assemblea si apre con Emanuele, portavoce del Coordinamento nazionale NO NATO e di ANVUI (Associazione nazionale vittime uranio impoverito), con un comunicato in solidarietà ai manifestanti a Torino, la presentazione del “Dossier sulle installazioni USA-NATO in Italia” e la “Dichiarazione programmatica del Coordinamento Nazionale”. Perché ricordiamolo, l’Italia è uno dei 4 Paesi al mondo con il maggior numero di basi NATO. Abbiamo tra i 90 e i 100 ordigni atomici depositati a Ghedi (BS) e Aviano (PN), inquinamento bellico provocato ai danni di civili che vivono nei pressi dei poligoni di tiro, strascichi tumorali, oleodotti per le forniture di carburante interrati nei cortili delle scuole dei nostri figli e mentre Niscemi crolla pezzo dopo pezzo, la base NATO a soli 2 Km da lì è appena stata potenziata. Intere porzioni del nostro Paese sono costantemente occupate da guerrafondai, anziché liberamente vissute e coltivate da chi ci è nato. “L’occupazione di suolo italiano da parte della NATO attesta o certifica la nostra posizione di Paese a sovranità limitata” è scritto chiaro e tondo al capitolo 1 della Dichiarazione programmatica del Coordinamento. I portavoce dei comitati regionali espongono dati di cui la popolazione civile non sa nulla e su cui i media tacciono. Il dossieraggio è un meticoloso lavoro orizzontale, squadre di cittadini volenterosi investigano, intervistano, fanno sopralluoghi e raccolgono documentazioni. La portavoce del Comitato “No Comando NATO né a Firenze né altrove” riporta: “Il 1° luglio scorso diventa ufficialmente operativo un Comando NATO in città senza che la popolazione ne venga informata. Il Comando è stato protagonista di ben tre esercitazioni militari nel solo mese di novembre. Sempre a Firenze, è in progetto l’ampliamento dell’aeroporto civile allo scopo di dirottare il traffico militare dall’aeroporto di Pisa. A Livorno invece si potenzia con un nuovo binario la tratta ferroviaria da e per la base NATO di Camp Darby”. Dal Comitato di Coordinamento dell’Emilia Romagna, Claudia Benedetti sollecita la formazione di un osservatorio permanente contro il traffico di armi nel porto di Ravenna, denuncia la collaborazione tra il CNR (Consiglio nazionale delle ricerche) di Faenza e il Ministero della Difesa israeliano e la presenza dell’oleodotto Nips (Northern Italy Pipeline System) per il rifornimento veloce di carburante alle basi Nato e Usa, che ha già provocato incidenti nei cortili di fabbriche e scuole. Tra i relatori sono presenti i portavoce di Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole e nelle università, Weapon Watch – Osservatorio sulle armi nei porti europei e mediterranei, Coordinamento per la pace di Milano, Donne e uomini contro la guerra, Centro sociale 28 maggio” e  Lega obiettori di coscienza. “I portuali non lavorano per la guerra” è lo slogan dello sciopero internazionale in programma per venerdì prossimo, 6 febbraio, che viene ricordato. Tende contro la guerra, No riarmo e molti altri manifestano la propria disponibilità a convergere, a dimostrare che nonostante l’intossicazione della propaganda la stragrande maggioranza della popolazione non vuole la guerra, non vuole essere complice né vittima di accordi segreti e anticostituzionali, non vuole traffici di armi né test bellici e tantomeno depositi di ordigni nucleari per conto terzi a casa propria. La finalità del Coordinamento NO NATO è quella di attuare fino in fondo l’articolo 11 della Costituzione: “L’Italia ripudia la guerra”. Tutte le realtà presenti sono d’accordo, tutte esprimono la necessità di fondersi in un unico fronte di lotta, offrendo come valore le proprie specificità. Si parla di Iran, di Ucraina e Palestina, di Groenlandia e Venezuela perché si, signori, la Terza Guerra Mondiale è già iniziata. E chi la può fermare? I LAVORATORI POSSONO FERMARE LA GUERRA: è questo il caposaldo della Resistenza contemporanea. Immaginiamolo anche solo per un momento. Ore 7.00 di mattina: uffici, fabbriche, scuole, porti vuoti. Ferrovieri, autotrasportatori e corrieri a letto a casa. Metalmeccanici, ingegneri, addetti al marketing e alle comunicazioni, ispettori e poliziotti: assenti. Il mondo fermo in un sol colpo. Perché quando l’Umanità, il popolo, decide che la guerra non si fa, la guerra non si fa. Arrivederci a Napoli, allora, il 21 febbraio alle 14.30 al Centro culturale in Via Vico Giuseppe Maffei 4, per la prossima tappa dell’Assemblea Nazionale del Coordinamento NO Nato. Info e contatti: coordinamentonazionalenonato@proton.me   Giada Caracristi
February 3, 2026
Pressenza
Movimenti: il 24-25 gennaio a Bologna Assemblea Nazionale “O Re o Libertà”
Oltre 700 sigle per la convergenza sociale contro guerra e autoritarismo. Sabato 24 e domenica 25 gennaio si terrà a Bologna, presso il TPO (via Casarini, 17/5), l’Assemblea Nazionale “O Re o Libertà” (https://reoliberta.noblogs.org), promossa da un’ampia galassia di movimenti, reti, attivisti, associazioni, campagne, realtà politiche e sindacali riunitesi nella Convergenza Sociale “Contro i re e le loro guerre”, che ad oggi riunisce oltre 700 sigle complessive e il cui nome trae ispirazione dal movimento “No Kings” nato negli USA contro le politiche liberticide di Trump. Chi siamo Un percorso di convergenza, presentato in una prima assemblea nazionale lo scorso 15 novembre all’Università La Sapienza di Roma, e di cui fanno parte, tra gli altri, la Rete No Dl Sicurezza “A Pieno Regime”, in cui si sono mobilitate oltre 200 realtà, e la Campagna europea “Stop Rearm Europe” contro guerra, riarmo, genocidio e autoritarismo, che conta l’adesione di oltre 500 sigle (https://stoprearmitalia.it/aderenti/) Il programma L’inizio dell’assemblea è previsto sabato, 24 gennaio, alle ore 14. Seguiranno, alle ore 15, una prima assemblea plenaria e poi dalle ore 17 le tre assemblee tematiche in contemporanea, intitolate: “Salario europeo, reddito incondizionato, diritto alla casa, mutualismo urbano”; “Diritto di protesta, svolta autoritaria, superamento della democrazia liberale”; “Moltiplicare e organizzare la resistenza a guerra, riarmo, militarizzazione, genocidio”. I lavori riprenderanno domenica mattina, 25 gennaio, alle ore 9:30, con una prima assemblea plenaria su “La questione europea”, seguita alle ore 11:30 dalla plenaria conclusiva “Fare la primavera” con restituzione finale e le proposte sul proseguimento del percorso. Nei prossimi giorni saranno resi noti i nomi dei relatori. Per partecipare all’evento non è necessario accreditarsi. Redazione Italia
January 17, 2026
Pressenza
Ancora in Marcia n° 7-2025
in questo numero… * Correggiamo la Fornero; * Diritto al pasto R.I.P.; * Lo sciopero generale e il risveglio delle coscienze; * Ricorso ferie e conciliazioni: 2 conti; * Contro il macchinista “solissimo”; * Cosa accade in CAPTRAIN; * Festa, treno a vapore e retroscena; * Il nostro addio a Carlo Basili; * Macchinisti, solitudine e monotonia; * Zona Maestro, allegato tecnico di 3 pag. > ↓In allegato a questo numero l’Agenda del Macchinista↓     > Ricorda: SOSTIENICI! > > E se credi nei valori che portiamo avanti > > COLLABORA CON NOI > > Il tuo giornale ha bisogno di te! L'articolo Ancora in Marcia n° 7-2025 proviene da Ancora in Marcia!.
December 17, 2025
Ancora in Marcia!
Ancora in Marcia n° 6-2025
in questo numero… * Dopo il SI al referendum che fare; * Assemblea Nazionale PdM/PdB, quale futuro?; * L’altra faccia dell’azienda felice; * Il costo dei contratti scaduti; * Brandizzo, per la procura è omicidio e disastro colposo; * MIR, la sintesi della normativa col nuovo CCNL; * Ferrovie di guerra; * AIM dalla parte di Francesca Albanese; * Macchinisti, solitudine e monotonia; * Zona Maestro, allegato tecnico di 4 pag. > ↓SCARICA UN ESTRATTO DI QUESTO NUMERO↓     …E IL 26 SETTEMBRE TUTTI ALLA FESTA DEL FERROVIERE A PISTOIA! PRENOTATE SCRIVENDO A: AMMINISTRAZIONE@INMARCIA.ORG   Ricorda: SOSTIENICI! E se credi nei valori che portiamo avanti COLLABORA CON NOI Il tuo giornale ha bisogno di te! L'articolo Ancora in Marcia n° 6-2025 proviene da Ancora in Marcia!.
September 16, 2025
Ancora in Marcia!
4/5 settembre torniamo a scioperare
> Dalle 21:00 del 4 settembre alle 18:00 del 5 settembre è in calendario uno > sciopero ferroviario, proclamato dall’Assemblea Nazionale PdM/PdB e dal > sindacato SGB. -------------------------------------------------------------------------------- L’iniziativa costituisce l’undicesima azione nata dalla base dei lavoratori riuniti nell’Assemblea Nazionale PdM/PdB, per contrastare una normativa di lavoro ormai insostenibile. L’obiettivo: un orario che garantisca salute e sicurezza a chi ogni giorno lavora sui treni. -------------------------------------------------------------------------------- UN CONTRATTO CHE PEGGIORA LE CONDIZIONI Il recente contratto firmato dalle solite organizzazioni sindacali, sempre più distanti dai lavoratori, ha aggravato le condizioni invece di migliorarle: Non solo sono rimaste * Prestazioni giornaliere di 10/11 ore * Fino a tre notti settimanali ai merci * Riposi fuori residenza ridotti a sole 6/7 ore … e tutte le altre, tante, criticità irrisolte ma sono stati addirittura introdotti * l’agente solo anche di notte: * sui treni viaggiatori (dalle 4:00 alle 5:00) * sui treni merci (“equipaggio misto”, con un solo macchinista per tutta la notte) -------------------------------------------------------------------------------- PERCHÉ SCIOPERIAMO È fondamentale che lo sciopero — e quelli che seguiranno — registri un’ampia partecipazione, non basteranno i 2 spiccioli – tra l’altro parecchio meno del dovuto – a far passare l’idea che il personale dei treni si sia rassegnato. Solo così potremo ribadire, con sempre più forza, che è urgente invertire la rotta e restituire dignità al lavoro ferroviario. La redazione di Ancora In Marcia Scarica le norme tecniche L'articolo 4/5 settembre torniamo a scioperare proviene da Ancora in Marcia!.
September 2, 2025
Ancora in Marcia!
Ancora in Marcia n° 5-2025
> EDIZIONE STRAORDINARIA! Vista l’importanza del momento a pochi giorni dal referendum, condividiamo online per tutti, un numero speciale dedicato al contratto, che non piace a tanti ferrovieri ma su cui tutti dobbiamo esprimerci. Un numero di In Marcia per aiutare a capire e a votare informati. In questo numero 1000 buoni motivi per votare un deciso NO! all’ipotesi di rinnovo del CCNL delle attività ferroviarie.  SCARICA LA RIVISTA E ricorda: SOSTIENICI! E se credi nei valori che portiamo avanti COLLABORA CON NOI Il tuo giornale ha bisogno di te! L'articolo Ancora in Marcia n° 5-2025 proviene da Ancora in Marcia!.
June 30, 2025
Ancora in Marcia!
Ancora in Marcia n° 4-2025
in questo numero… * Salute, Sicurezza, Dignità; * Facciamo 2 conti; * La sentenza per la morte di Umberto Leone; * Il nostro convegno del 14 aprile * Salari bassi, ce lo chiede l’Europa; * Il referendum dell’8 e 9 giugno; * Zona Maestro, allegato tecnico di 4 pag. Ricorda: SOSTIENICI! E se credi nei valori che portiamo avanti COLLABORA CON NOI Il tuo giornale ha bisogno di te! L'articolo Ancora in Marcia n° 4-2025 proviene da Ancora in Marcia!.
June 5, 2025
Ancora in Marcia!
Facciamo due conti
> di C.G. I sindacati hanno iniziato a far circolare voci di cifre per il rinnovo del CCNL attorno ai 240 € lordi e ovviamente spalmati in 2 anni. E qualche collega, magari catechizzato dal sindacalista di fiducia, inizia a pensare che tutto sommato non è male. Ma proviamo a fare due conti: > su una retribuzione di 2.000 € netti la perdita del potere di acquisto con > l’inflazione ufficiale degli ultimi 4 anni è di circa il 20% (reale circa il > 30%) cioè di 400 euro netti a pagare. > > Per recuperarli ci vuole un lordo di circa 680 €. Infatti si paga il 9,19% di > contributo INPS (62,55 €) e sui restanti 617,45 € ci paghiamo (mediamente) il > 35% di Irpef (cioè 216,11 €). Il netto a pagare risultante da 680 euro lordi è > di 401,34 €. > > Quindi, con un aumento lordo di 680 € si tamponerebbe l’inflazione ufficiale > (non quella reale) e, per di più, non si recupererebbe l’erosione del valore > delle competenze accessorie che sono praticamente ferme dal 2003. Alla luce di ciò la richiesta di circa 800 € lorde, avanzata dall’Assemblea Nazionale PdM/PdB, è del tutto ragionevole. Non è un ragionamento bolscevico ma matematica, difficilmente confutabile. L'articolo Facciamo due conti proviene da Ancora in Marcia!.
March 25, 2025
Ancora in Marcia!