A Sirmione una mostra fotografica sugli alberi
A Sirmione, sulla soglia luminosa del lago di Garda, la fotografia torna a
interrogare il rapporto tra l’uomo e la natura, scegliendo come interlocutori
silenziosi e antichissimi gli alberi. È qui, negli spazi di Palazzo Callas
Exhibitions, che prende forma If Trees Could Speak, una mostra che, più che
offrire una semplice sequenza di immagini, costruisce un racconto corale e
stratificato sul tempo, la memoria e la responsabilità ecologica.
Promossa in collaborazione con Magnum Photos – storica agenzia che da oltre
settant’anni definisce lo sguardo del fotogiornalismo contemporaneo –
l’esposizione riunisce quaranta autori per un totale di cento fotografie. La
curatela di Andréa Holzherr e Mariangela Gavioli disegna un percorso che
attraversa continenti e linguaggi, mantenendo come filo conduttore una domanda
tanto semplice quanto vertiginosa: cosa direbbero gli alberi, se potessero
parlare?
L’interrogativo, solo apparentemente retorico, si traduce in una narrazione
visiva che sfugge a ogni linearità didascalica. Gli alberi emergono non come
elementi scenografici, ma come presenze vive, custodi di una temporalità altra
rispetto a quella umana. Nelle immagini di Steve McCurry, i maestosi esemplari
del Madagascar sembrano incarnare una dimensione quasi mitica; negli scatti di
Paolo Pellegrin, i paesaggi australiani segnati dagli incendi restituiscono la
fragilità di un equilibrio compromesso. E ancora, le foreste sacre del Giappone
viste da Abbas dialogano idealmente con gli alberi urbani, ironici e
disincantati, di Martin Parr e Richard Kalvar.
Il risultato è una polifonia di sguardi in cui reportage, poesia visiva e
denuncia ambientale convivono senza gerarchie, restituendo allo spettatore la
complessità di un legame che è al tempo stesso biologico, simbolico e culturale.
Come sottolinea Holzherr, ogni respiro umano è intimamente connesso a quello
degli alberi, in un intreccio invisibile di aria, acqua e tempo che definisce la
nostra stessa esistenza.
A rendere ulteriormente significativa l’esposizione è un allestimento che
travalica la dimensione contemplativa per farsi gesto concreto. Per la prima
volta, le fotografie sono stampate su una carta speciale contenente semi: al
termine della mostra, le immagini saranno interrate per generare nuovi alberi.
Un dispositivo poetico e insieme radicale, che trasforma l’opera in processo,
l’immagine in materia viva, inscrivendo l’atto artistico in un ciclo naturale di
rigenerazione.
Non si tratta, dunque, soltanto di una mostra, ma di un’esperienza che invita a
rallentare lo sguardo e a riconoscere negli alberi dei testimoni silenziosi
della storia umana. La loro resilienza – fatta non solo di forza, ma di
adattamento, di radici che cercano acqua e rami che si piegano senza spezzarsi –
diventa metafora di una possibile riconciliazione tra uomo e ambiente.
La mostra If Trees Could Speak è visitabile fino al 12 luglio.
Per maggiori informazioni:
https://visitsirmione.com/evento/if-trees-could-speakmostra-fotografica-di-magnum-photos/
Redazione Sebino Franciacorta