Robert Inlakesh – L’Iran attacca i delegati del Mossad mentro lo Yemen fa crollare in modo drammatico il complotto saudita-israeliano

InfoPal - Monday, September 28, 2026

Mintpressnews.com.. Di Robert Inlakesh. Mentre il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump minaccia l’Iran di annientamento, missili e droni iraniani hanno preso di mira i delegati del Mossad israeliano, le basi americane e distrutto petroliere nello Stretto di Hormuz. Nel frattempo, gli alleati di Washington a Riad stanno subendo enormi perdite a causa della guerra in Yemen, che ha fatto fallire un progetto congiunto volto a provocare un Cambio di Regime.

I silenziosi attacchi missilistici balistici contro le basi statunitensi in Giordania non ricevono più alcun commento dal Comando Centrale degli Stati Uniti. Mentre la retorica del Presidente Trump all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite lasciava intendere intenti genocidi, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha agito preventivamente per neutralizzare le minacce emergenti.

Con i prezzi della benzina in continuo aumento, che colpiscono duramente le tasche dei lavoratori, l’amministrazione Trump si rifiuta di porre fine alla guerra contro l’Iran e continua a sostenere Israele in ogni occasione. I media statunitensi, d’altro canto, diffondono ulteriori notizie compromettenti sul clamoroso fallimento militare nel Golfo Persico, rivelando che la Marina ha registrato un totale di 8 tentativi di suicidio a bordo del gruppo d’attacco della USS Abraham Lincoln.

Anche il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu si è rivolto all’Assemblea Generale, parlando a una sala quasi vuota, con ben 77 delegati che hanno abbandonato l’aula prima che salisse sul podio. Durante il suo discorso, ha assunto il ruolo di vittima, mostrando anche un cercapersone di scena, in riferimento all’operazione del Mossad contro Hezbollah in Libano due anni prima. Circa 3.000 persone rimasero ferite in quello che l’ex direttore della CIA, Leon Panetta, definì un atto di terrorismo.

Al di là di questo, il discorso del Primo Ministro israeliano è stato percepito come debole. Due anni fa Netanyahu aveva ordinato l’assassinio del leader di Hezbollah Seyyed Hassan Nasrallah dal palazzo delle Nazioni Unite, mentre questa volta ha deciso di lamentarsi del popolare creatore di contenuti web Hasan Piker.

A Tel Aviv, i media israeliani hanno lasciato intendere che il loro aiuto nel colpire le forze armate yemenite potrebbe essere un passo verso la normalizzazione dei rapporti con l’Arabia Saudita. Tuttavia, non si è rivelato un passo di grande successo. Le forze filo-israeliane in Yemen continuano a subire pesanti sconfitte, perdendo territorio giorno dopo giorno, mentre il governo guidato da Ansarallah a Sana’a promette di infliggere colpi ancora più duri alle infrastrutture saudite in risposta ai continui bombardamenti aerei.

La presenza israeliana sulla strategica isola di Mayyun nello Stretto di Bab el-Mandeb si è ufficialmente conclusa, mentre lo Yemen continua a monitorare attentamente il rafforzamento militare israeliano in Somaliland e sull’isola di Socotra.

L’anno scorso, la dirigenza israeliana presentava al mondo i suoi ambiziosi piani per l’egemonia regionale, discutendo apertamente del progetto della Grande Israele. Tuttavia, i ripetuti fallimenti dell’alleanza israelo-americana nella guerra contro l’Iran e i suoi alleati li hanno portati a reagire in modo irrazionale, senza una chiara via per la vittoria.

– Robert Inlakesh è un analista politico, giornalista e documentarista attualmente residente a Londra, Regno Unito. Ha scritto e vissuto nei Territori Palestinesi Occupati e conduce lo speciale televisivo “Palestine Files”. È regista di “Steal of the Century: Trump’s Palestine-Israel Catastrophe” (Il Furto del Secolo: La Catastrofe di Trump tra Palestina e Israele).

Traduzione: La Zona Grigia

Fonte: https://www.mintpressnews.com/iran-strikes-mossad…/291187/