Io accuso chi ci perseguita di complicità in neocolonialismo, suprematismo bianco, razzismo e genocidio

InfoPal - Thursday, September 10, 2026

Di Angela Lano. Io accuso. Accuso chi ci perseguita di complicità in neocolonialismo, suprematismo bianco, razzismo e genocidio.

Sono una docente e ricercatrice universitaria in Studi decoloniali e anticoloniali dell’Africa musulmana e dell’Asia occidentale, giornalista e storica del Mondo arabo e islamico. Insegno, spiego, scrivo di lotte anticoloniali e decoloniali, con particolare attenzione al Nord Africa e al Medio Oriente, con focus su Algeria, Palestina e Iran. Non sono musulmana, anche se nutro profondo rispetto verso questa antica civiltà che ha donato al Rinascimento europeo il suo incipit, portandolo fuori dalle tenebre di secoli di oscurantismo religioso e sociale. Il Poeta italiano per eccellenza, Dante Alighieri, attinse a piene mani, per la sua Commedia, dalle tradizioni islamiche del viaggio notturno del profeta Muhammad verso i Cieli, e da altre narrazioni mediorientali. L’Occidente, come noi lo intendiamo, dal punto di vista culturale, è la sintesi di tante civiltà diverse, musulmana compresa. Tuttavia, il suprematismo e razzismo strutturale europeo, che si è radicato come un cancro metastatico dal secolo XVIII in poi, a partire dall’Illuminismo, dalla nascita dell’ideologia capitalista e dal colonialismo che ne è una conseguenza, ha continuamente cercato di distruggere le meravigliose eredità di altri popoli, delegittimandole, deridendole, svilendole, e costruendo il proprio “progresso” sul genocidio sistematico di popoli nativi di tutti i continenti. Stiamo parlando di oltre 100 milioni di nativi sterminati in 500 anni nel solo continente americano, a cui si devono aggiungere altri milioni in Africa, Asia e Oceania, oltreché in Europa.

Le lotte di liberazione nazionale dei popoli oppressi, negli anni ’50-’70, hanno portato a una parziale decolonizzazione, lasciando intatta la colonialità del potere, cioè la matrice coloniale, e il colonialismo di insediamento ancora in corso in Palestina e in Libano, rappresentato dall’azione politico-militare-economica dell’entità coloniale sionista israeliana. Ed è su questa vergogna coloniale che lancio la mia accusa contro chi ci perseguita – governo, una parte della magistratura, media egemonici, ecc.: state perseguitando dei giusti che lottano contro il sistema coloniale ancora in atto. Le lotte decoloniali e anticoloniali sono legittimate dalla legalità internazionale. Lo sapete anche voi, ma vi aggrappate a “Hamas” e ad altre distrazioni utili a deviare l’attenzione su ciò che davvero conta: l’opposizione, la denuncia, del genocidio dei nativi palestinesi perpetrato da Israele; la lotta degli oppressi per la fine della tirannide e dell’ingiustizia.

I meccanismi coloniali si sono sempre serviti dell’accusa di “terrorismo” contro chi sfidava la barbarie dei colonizzatori: successe con gli algerini che lottavano contro la crudeltà coloniale francese; successe con i “pellerossa” che combattevano gli invasori yankee. Succede con i Palestinesi, genocidati, stuprati, colonizzati. Quest’accusa infame è uno strumento dell’oppressore da secoli. Lo è ancora oggi, con patrioti palestinesi incarcerati, con sostenitori dei diritti dei Palestinesi perseguitati.

Il mio non essere araba e non essere musulmana non mi rendono meno cosciente o solidale. La mia cultura e preparazione accademica non mi permettono di essere indifferente, umanamente e intellettualmente (si leggano gli scritti di Gramsci) verso ciò che ritengo, e che oggettivamente è, una vergognosa politica neo-coloniale, suprematista bianca, razzista del nostro Paese verso la Palestina e verso gli attivisti palestinesi, e in generale verso i popoli oppressi. La ritengo una macchia oscura, un orrore. Un’Ombra.

Mi rivolgo, pertanto, alla premier “cristiana” e ai magistrati “cristiani”: il mio Cristo mi impone di prendere posizione contro l’ingiustizia, contro l’oppressione, contro la barbarie, contro il genocidio dei popoli nativi. Il mio Cristo, l’ebreo eretico Yehoshua/Gesù/’Isa, mi ha sempre spinta ad occuparmi degli Ultimi della Terra, dei Condannati della Terra, degli oppressi. E i Palestinesi sono tra questi. Potete raccontarvi ciò che volete. Potete aggrapparvi alle direttive, ai diktat, alle indicazioni e veline israeliane: la verità rimane la stessa. State prestando appoggio ai colonizzatori, ai genocidari. E certamente non è il Dio dell’ebreo Gesù, l’amico degli ultimi e degli oppressi, che voi venerate. Fate attenzione, piuttosto, a non fare il lavoro di e per Māmōnā.