CEUTA: “SERVE INSERIRE L’IMMIGRAZIONE IN UN APPROCCIO INTERNAZIONALISTA E ANTICAPITALISTA”

Radio Onda d`Urto - Friday, September 4, 2026

“Sarebbe interessante studiare e vedere se la sinistra è capace di introdurre, di inserire il tema dell’immigrazione in un nuovo approccio internazionalista e anticapitalista, per combattere anche le cause che provocano gli spostamenti migratori, con un discorso che non si limiti all’aspetto dei diritti, che evidentemente vanno difesi, ma che vada al di là, che rientri nella dimensione del conflitto di classe, antimperialista.Rolando D’ Alessandro, compagno italiano che da decenni vive e lavora a Barcellona ed è vicino agli ambienti libertari, in questo lungo ed articolato intervento analizza vari aspetti della “crisi di Ceuta”: la drammatica morte di oltre 141 migranti annegati mentre tentavano di raggiungere l’exclave spagnola in territorio marocchino tra il 30 ed il 31 luglio quando in oltre 70mila hanno raggiunto la città; il respingimento da parte della polizia; le condizioni precarie in cui vivono nella città ancora alcune migliaia di persone; la strumentalizzazione politica della estrema destra e la posizione assunta dal governo spagnolo. Ma la sua riflessione va oltre per esaminare  e sviscerare un tema  “le cui sfide sono immense e vanno affrontate come una questione di una complessità estrema e con serietà. Agli attacchi razzisti e xenofobi c’è stata una risposta: “la parola d’ordine, che accomuna le iniziative contro le manifestazioni della destra e dell’estrema destra che si sono buttati per strumentalizzare la vicenda di Ceuta, è quella dell’antifascismo e della solidarietà con le persone migranti, però con la critica implicita o esplicita al governo e al suo asservimento verso i diktat dell’Unione europea che ha messo in campo un comando unico per questa crisi che era una cosa rivendicata dall’estrema destra fin dall’inizio e poi ha ceduto il governo. Anche a Ceuta proseguono queste mobilitazioni però esposte continuamente ad aggressioni, minacce, intimidazioni, da parte di persone in divisa, della polizia o di gruppi fascisti. E’ una situazione molto complessa ed è difficile elaborare una risposta.”Come detto l’analisi di Rolando D’Alessandro affronta anche le questioni più spinose non nascondendo contraddizioni e difficoltà: “c’è una classe lavoratrice assolutamente frammentata, quindi bisogna capire come ricreare queste comunità in cui puoi scambiare e poi elaborare progetti comuni, collettivi, anche se diversi.

L’intervista a Rolando D’ Alessandro, compagno italiano che da decenni vive e lavora a Barcellona Ascolta o scarica