Chi denuncia Israele ha la vita devastata

InfoPal - Monday, August 17, 2026

Asia Occidentale. Chi denuncia l’entità malvagia coloniale genocidaria è come se denunciasse un capo della Mafia negli anni ’90.

Chi aiuta i palestinesi, chi denuncia il genocidio viene perseguitato; è oggetto di indagini, di minacce; decine di militari fanno irruzione nella sua casa, portando via computer, cellulari, foglietti di canzoni; viene fermato, o peggio, imprigionato – come è successo ormai a decine di persone in Italia, in Francia, in Germania, in Olanda, in Inghilterra… Viene distrutto antropologicamente dalla macchina del fango della Presstitute mediatica al servizio della Epstein Class. Viene additato e condannato dalla massa informe senza cervello di fruitori di notizie farlocche. Perde il lavoro, perde la quotidianità. Vive nel Totalitarismo, che inizia così, con casi-modello e senza che venga percepito come tale dal gregge sculettante e dal selfie compulsivo.

“Ho ricevuto minacce di stupro contro mia figlia, hanno licenziato mio marito dal lavoro e confiscato il mio appartamento, perché ho detto che Israele sta commettendo un genocidio.”Queste parole le ha pronunciate Francesca Albanese, relatrice speciale dell’ONU per i diritti umani in Palestina. Una giurista che ha scritto rapporti sotto mandato delle Nazioni Unite.Dunque: chi denuncia un genocidio viene ridotto al silenzio con le minacce a una bambina. Chi nomina l’innominabile perde il lavoro, la casa, la sicurezza. Non a Minsk. Non a Pechino. Nell’orbita di Washington e dei suoi alleati.Chiamatela con il suo nome: questa è intimidazione sistematica del dissenso legittimo. È la dimostrazione che il problema non è mai stato il metodo con cui si denuncia. È la denuncia stessa.Il crimine non è Gaza. Il crimine è dirlo. (Fonte: CONTROREDAZIONE).

E’ in atto un processo di dittatura globale occidentale (non in Cina, non in Russia, non in Corea del Nord, in Occidente!) che la folla rincoglionita da social, tv-spazzatura, media di massa e altra pornografia intellettiva non riesce neanche a comprendere. Come non ha compreso il grande inganno e la “grande prova generale” dell’Op. Covid del 2020-2022, con tutto ciò che di perverso e illegale ne è scaturito, morti per “nessuna correlazione” comprese.

Per quello non crediamo nei finti rivoluzionari delle proteste italiane, Valle di Susa compresa, che nel 2020-2022 si sono schierati con la vaccinazione di massa voluta dalle Corporations internazionali, additando chi, ben sveglio, l’aveva denunciata come dittatura sanitaria; o che sfilano in corteo per i “diritti delle donne iraniane” contro i cattivoni ayatollah, a fianco delle bandiere dello shah USraeliano, mentre Israele e USA bombardano l’Iran; o che di fronte al rapimento di Nicolas Maduro e consorte, da parte del terrorismo di Stato dello psicopatico Trump, fanno tanti distinguo; o che non sostengono la liberazione dei prigionieri politici palestinesi rinchiusi in galera su ordine del Mossad, perché “ma sono musulmani”… Potremmo continuare l’elenco all’infinito, solo per sottolineare come essere rivoluzionari significa essere anticoloniali e non solo pianta-casino a favore di selfie social.