Speciale Genova. «No Kings, la convergenza più larga e più giovane»

Popoff Quotidiano - Sunday, July 19, 2026

«C’è una generazione, la generazione Gaza, la generazione che ha vinto il referendum e che guida tutte le lotte di questo tempo infame a cui passiamo il testimone». L’intervento di Raffaella Bolini all’assemblea No Kings, 25 anni dopo il social forum

Noi che abbiamo organizzato Genova, ogni volta che si avvicina un anniversario, abbiamo sempre paura che interessi solo noi reduci. Invece, ogni volta, sono tantissimi i giovani che ne vogliono parlare.

Ed è un segno che qui si tenga, ad un quarto di secolo dal Genoa Social Forum, l’assemblea No Kings – il movimento dei movimenti più giovane, la convergenza più larga di questo periodo.

Noi siamo diventati vecchi. Iniziamo ad andare via: in pochi mesi abbiamo perso – ed erano i più giovani fra di noi-Stefano Kovac, Matteo Jade, Anubi D’Avossa.

Ma c’è una generazione, la generazione Gaza, la generazione che ha vinto il referendum e che guida tutte le lotte di questo tempo infame a cui, con grande fiducia, passiamo il testimone.

Noi fummo vittime della più grande repressione del dopoguerra, loro vivono in un tempo in cui la repressione è strumento normale di governo e di dominio

Noi volevamo evitare la guerra, loro lottano in un mondo in cui la guerra ha sostituito la politica. Per noi un mondo diverso era possibile, per loro è indispensabile.

RAFFAELLA BOLINI RETE STOP REARM EUROPE

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25 anni fa, l’avevamo capito dove ci stava portando il capitalismo. Avevamo ragione, non ci hanno permesso di invertire la rotta, e siamo arrivati fino a qui, a questo mondo impossibile.

Ma non è vero che a Genova il movimento dei movimenti sia nato e pure finito. Non è vero.

L’anno dopo, quello stesso movimento portò 100.000 persone al Forum Sociale Europeo di Firenze. E li promuovemmo il 15 febbraio del 2003, la manifestazione più grande mai realizzata al mondo, 110 milioni di persone in piazza contro la guerra all’Iraq. E quelle resistenze, quelle lotte sono passate nel DNA delle generazioni successive.

Nella sponda sud del Mediterraneo, il movimento ispirò le rivoluzioni arabe: tenemmo due enormi Forum Sociali Mondiali a Tunisi, ospitati da chi la rivoluzione l’aveva fatta.

In America Latina, il movimento dei forum diede la spinta decisiva alla vittoria della sinistra in cinque paesi, uno dietro l’altro.

In Grecia, dal movimento nacque una sinistra nuova, che dal 3% passò al governo prima di essere strangolata dalla Troika.

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Ma fu una eccezione, la Grecia, in Europa. Perché in Europa tutto il quadro politico mainstream, inclusa la famiglia progressista, non stava con noi, stava dalla parte del neoliberismo.

In Italia e in Europa fummo lasciati soli, da chi sarebbe dovuto stare al nostro fianco.

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È da inizio millennio che nella sfera della rappresentanza manca un progetto alternativo all’esistente. E questo ha lasciato uno spazio enorme alla destra, che è stata capace di intercettare le paure e le frustrazioni della gente.

E ora siamo qui, nel mezzo di una nuova transizione verso forme sempre più estreme di dominazione globale, per centralizzare il controllo, reprimere e chiudere gli spazi democratici, privatizzare ed estrarre profitto da tutto ciò che esiste.

Con la forza, con la guerra, con la repressione, distruggendo il diritto internazionale, lo Stato di diritto e lo Stato sociale. Per il capitalismo, la democrazia è solo ormai un impiccio.

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E ancora una volta, la montagna che abbiamo di fronte si chiama Europa.

L’Unione Europea, in un mondo di guerra e di despoti, sceglie la guerra e il riarmo. Conferma l’austerità, l’estrattivismo, la fortezza Europa fino alla remigrazione, e continua a sostenere il genocidio in Palestina.

Ora Trump dice che ci abbandona: dovremmo approfittare di questa opportunità per liberarci dalla gabbia atlantica e occidentale in cui siamo prigionieri da ottant’anni, e invece l’Europa ne rinforza le sbarre.

Noi non siamo Occidente, noi siamo per geografia, storia e cultura un continente intersezionale fra tre grandi regioni del mondo. Dovrebbe essere la nostra ricchezza, l’essere ponte, invece ci circondiamo di muri e cannoni.

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L’anno prossimo andranno al voto la Francia, l’Italia, la Spagna. In tutti questi tre paesi, la destra reazionaria, razzista fascista, può vincere o rimanere al governo.

Per batterla, bisogna contare su quel nostro popolo che si sente abbandonato da anni. Che va rimesso al centro di un progetto politico di democrazia radicale, di uguaglianza radicale, di un orizzonte di alternativa di sistema.

E l’ideale socialista che ricomincia a conquistare spazio, e a vincere, a partire dal centro dell’impero, negli Stati Uniti, è una speranza.

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Il metodo che usammo per fare Genova ancora ci può dire qualcosa.

Le prime volte qui ci guardavamo con sospetto e diffidenza. Venivamo da mondi ed esperienze diverse.

Scegliemmo di mettere al centro ciò che ci univa, non mediando al ribasso i nostri contenuti, ma trovando il contenuto più radicale che apparteneva a tutti: voi 8, noi 6 miliardi.

Quello slogan vale oggi più che mai: voi pochissimi, noi tutto il pianeta.

No Kings: ci impegniamo a mettere insieme i frammenti di alternativa che ciascuno di noi possiede, per rendere visibile un progetto leggibile di un’altra società contro tutti i re e le loro guerre.

Per essere non tante oasi nel deserto, ma carovana che insieme attraversi il deserto e approdi a un nuovo mare.

E in quest’autunno, irromperemo dal basso con i nostri contenuti e le nostre lotte nella campagna elettorale. Oggi siamo qui per questo, oggi qui faremo la nostra agenda. E discuteremo delle nuove forme per fare insieme conflitto e consenso.

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E lavoriamo per superare i confini nazionali, perché abbiamo bisogno con il pane di un movimento dei movimenti europeo.

Dalla prima manifestazione europea contro il riarmo del 14 giugno a Bruxelles è uscita una proposta: organizzare il 21 novembre, il giorno dopo del possibile sciopero europeo degli studenti, manifestazioni nazionali in tutti i paesi dove sarà possibile.


“Stato sociale, non Stato di guerra” mentre i governi europei e la stessa Unione staranno discutendo le loro leggi di bilancio, che saranno ovunque una gigantesca macelleria sociale.

E anche di questa proposta, cominciamo a discutere qui oggi. Buon lavoro, e avanti tutta, No Kings.

Con Carlo, sempre per sempre, nel cuore.

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