Messico, le madri dei desaparecidos irrompono ai Mondiali

Popoff Quotidiano - Friday, June 12, 2026

Desaparecidos, gentrificazione, accesso all’acqua, sfratti, iperturismo, corruzione e sportwashing: le magagne dei Mondiali Fifa 2026

Le «madres buscadoras», le “madri in cerca” sono giunte giovedì 11 giugno allo Stadio Azteca di Città del Messico per denunciare la crisi delle sparizioni nel Paese e chiedere giustizia per i propri familiari dispersi, in occasione dell’inaugurazione dei Mondiali 2026. La Newsroom del sito Infobae racconta che le madri cantavano “México campeón en desaparición” (Messico campione di sparizioni), mentre la palla rotolava sul campo e le autorità cercavano di respingere le manifestazioni ai margini dello stadio che, con l’inaugurazione di questo pomeriggio della Coppa del Mondo, ha visto tre mondiali di calcio.

Durante la protesta si sono registrati arresti e momenti di tensione, quando alcuni manifestanti hanno cercato di impedire gli arresti tra spintoni, urla e colluttazioni. Al contrario, le madri in cerca dei propri cari invitavano con i megafoni a mantenere l’ordine ed evitare provocazioni.

Con striscioni che recitavano “¿La pelota vuelve a casa y nuestros desaparecidos cuándo?”, “Gobierno omiso, regresa a nuestros hijos”, “Con las buscadoras hasta la final” y “La sangre del país no se limpia con pintura” (“Il pallone torna a casa e i nostri dispersi quando?”, “Governo indifferente, restituisci i nostri figli”, “Con le madri alla ricerca fino alla finale” e “Il sangue del Paese non si lava via con la vernice”), i collettivi hanno cercato di portare al centro dell’attenzione internazionale la crisi delle sparizioni, più di 133.000 persone desaparecidos in Messico.

Le manifestanti hanno anche scandito un conteggio, fino a 43, in ricordo degli studenti di Ayotzinapa scomparsi a Iguala, Guerrero, nel settembre 2014, uno dei casi più emblematici di sparizione forzata in Messico, che include il coinvolgimento dello Stato in combutta con gruppi criminali.

«Tutti i soldi che vengono investiti per dipingere, realizzare decorazioni, abbellire la città in vista dei Mondiali. Tutta questa sicurezza che abbiamo qui dietro, tutte quelle risorse economiche, materiali e umane dovrebbero essere concentrate sulla ricerca delle persone scomparse”, ha denunciato Yoltzi Martínez, che da 16 anni cerca sua sorella Yatzil, scomparsa nella località balneare di Acapulco, e che ha contestato il dispiegamento di forze di sicurezza messo in atto in occasione della partita inaugurale. «Il governo ha cercato di abbellire una città, mentre il Paese è sommerso da fosse comuni», ha criticato.

Una delle manifestanti, Ted, ha criticato come “inverosimile che si stia organizzando una festa (per i Mondiali) nel Paese quando ci sono più di 130.000 dispersi”, definendo al contempo “brutale” il fatto che ci siano “un sacco di stranieri e nient’altro per uno spettacolo che avvantaggia economicamente le grandi aziende”. Ha anche definito “terribile” il fatto che le autorità si scontrino “con le madri in cerca dei propri figli” e con persone che manifestavano pacificamente.

Più tardi, un altro gruppo di manifestanti, alcuni dei quali incappucciati, si è scontrato con centinaia di poliziotti che impedivano loro di avanzare verso lo Stadio Città del Messico. In risposta, i manifestanti hanno lanciato pietre e transenne metalliche contro le forze dell’ordine.

Scrive il quotidiano La Jornada che a Città del Messico un contingente di incappucciati del «blocco nero» è arrivato fino al retro dello stadio Azteca, in particolare all’ingresso del parcheggio presso il cancello 8, dopo aver percorso l’Avenida del Imán, il che ha provocato il ritiro del personale di supporto e dei volontari che si trovavano agli accessi per timore di subire aggressioni. I manifestanti sono riusciti a raggiungere gli edifici poiché in quel tratto della strada non era presente alcuna forza di polizia.

Una volta giunti nelle immediate vicinanze dell’area, i manifestanti incappucciati hanno dato il via a uno scontro contro un gruppo di agenti della polizia antisommossa (granaderos) che presidiava uno degli accessi. I manifestanti hanno lanciato transenne di plastica verdi, pietre e oggetti vari contro la linea di sicurezza, colpendo gli scudi degli agenti in divisa che effettuavano il contenimento sul posto.

Il Dipartimento di Sicurezza Civica ha dispiegato agenti della polizia a cavallo e personale dei servizi segreti per controllare la situazione. Le forze di polizia hanno effettuato manovre di ripiegamento, costringendo il contingente a ritirarsi dalle porte dello stadio verso il Circuito Azteca e l’Avenida del Imán.

Dopo l’operazione, le forze di sicurezza pubblica mantengono la sorveglianza degli accessi allo Stadio Azteca, mentre il gruppo di persone incappucciate rimane concentrato sulle strade adiacenti sotto la sorveglianza della polizia.

Le contestazioni ai Mondiali FIFA 2026 in Messico non sono arrivate da un unico soggetto politico, ma da una costellazione di movimenti sociali, sindacati, collettivi territoriali e organizzazioni per i diritti umani. Le critiche principali riguardano la gentrificazione, l’accesso all’acqua, gli sfratti, la turistificazione delle città, la gestione delle risorse pubbliche e il tentativo di “ripulire” l’immagine del paese mentre persistono problemi sociali irrisolti.

Solo una settimana fa, il Guardian ha riportato la protesta degli insegnanti del sindacato CNTE, il 5 giugno, che chiedono migliori condizioni di lavoro: hanno bloccato il traffico, mentre altri gruppi hanno fatto irruzione in edifici governativi e hanno organizzato una partita di calcio su una strada bloccata. All’inizio della settimana, la polizia antisommossa aveva lanciato gas lacrimogeni contro un gruppo di insegnanti in manifestazione che aveva sfondato una delle barriere metalliche che bloccavano lo Zócalo (in pieno centro, fin dall’epoca coloniale luogo delle grandi manifestazioni popolari, delle celebrazioni nazionali e delle proteste politiche) mentre era in corso l’allestimento dell’arena del fan festival. In occasione dei Mondiali, infatti, lo Zócalo è stato trasformato nel principale FIFA Fan Festival del Messico. Si tratta di una gigantesca area pubblica gratuita dove i tifosi possono seguire le partite su maxischermi, assistere a concerti, partecipare ad attività sportive e vivere eventi culturali legati al torneo. Qui gli insegnanti dissidenti hanno allestito un accampamento per chiedere salari e pensioni più alti. il sindacato ha protestato contro ogni governo indipendentemente dal partito guida, ma il governo attuale lo accusa di azioni violente, la FIFA che esige operazioni di sportwashing e l’inquitante figura di Ricardo Salinas Pliego, una sorta di Berlusconi messicano (possiede tv e un impero economico diversificato), noto per le sue posizioni liberiste e per la forte presenza sui social network, dove interviene frequentemente su economia e politica. Mexico Solidarity Media, sito collegato con The Nation e Jacobin, lo definisce un mix esplosivo.

CIUDAD DE MÉXICO. 20MAYO2025.- Se amplio el plantón de maestros de la CNTE, en el centro histórico de la Capital. Durante el día algunos profesores salen a protestar y otros se quedan con el resguardo del campamento. FOTO: VICTORIA VALTIERRA/CUARTOSCURO.COM

Già parecchi mesi prima dell’evento, i residenti dell’Assemblea di quartiere contro le megacostruzioni a Tlalpan e Coyoacán hanno lanciato un appello per la creazione di un piano d’azione contro gli effetti che i Mondiali del 2026 avranno su Città del Messico. I residenti dei quartieri circostanti lo stadio Azteca hanno espresso la loro preoccupazione per i progetti che l’amministrazione comunale ha portato avanti in vista dell’evento, accusando le autorità di opacità e negligenza.

Sostengono che, mentre la Coppa del Mondo andrà a vantaggio delle grandi aziende partecipanti, tra cui Airbnb, a Città del Messico si registrerà un aumento dell’accaparramento dei terreni e della gentrificazione. Il Piano d’Azione avrebbe dovuto includere gli impatti ambientali della Coppa del Mondo, principalmente per quanto riguarda l’acqua e la produzione di rifiuti.

Il piano avrebbe dovuto inoltre considerare la pianificazione territoriale, gli effetti che avranno la nuova linea di filobus, la pista ciclabile e il Cablebús, il sistema di telecabine progettato per collegare le zone collinari e periferiche della metropoli con la rete dei trasporti urbani tradizionali.

Per quanto riguarda la turistificazione, si temono aumenti gli sfratti e la perdita di spazi pubblici e collettivi a causa del sovraffollamento turistico.

Loro lo hanno chiamato “un Piano d’Azione che nasca dalla nostra rabbia, dal nostro desiderio di costruire spazi per noi che li abitiamo, non per il grande capitale”.

Ora i sindacati degli insegnanti hanno chiesto la sospensione del Fan Fest; Pedro Hernandez Morales della CNTE ha dichiarato ad Al Jazeera che «il pallone non girerà» se le loro richieste non saranno soddisfatte, ma il governo si rifiuta di fare marcia indietro. La grande abbuffata di calcio è iniziata. Gran parte del centro storico della città, tra cui la Cattedrale Metropolitana e le rovine azteche del Templo Mayor, è stata chiusa al pubblico, ma l’amministrazione della presidente Claudia Sheinbaum è irremovibile: lo Zócalo rimarrà aperto per tutta la durata del torneo.

 

 

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