
Fuori la guerra dalla storia. Tessere la pace
Pressenza - Tuesday, May 19, 2026La guerra colpisce la materia stessa dell’esistenza. Non è più solo uno scontro tra eserciti, ma un attacco deliberato a ciò che ci tiene in vita: il
corpo, il nutrimento, l’acqua, i luoghi della cura. Mentre il linguaggio del potere si perde nell’astrazione della geopolitica, noi restiamo fedeli alla realtà dei viventi, dei corpi, dei legami e della loro violata integrità.
L’acqua e il nutrimento: la guerra contro il quotidiano
A Gaza e in Sudan, l’accesso all’acqua e al cibo è diventato un’arma di assedio. La distruzione delle infrastrutture vitali e la fame ingegnerizzata colpiscono al cuore la capacità di restare umani. Chi di noi si prende cura della vita ogni giorno sa che l’acqua non ha padroni e che il nutrimento non può essere oggetto di ricatto. La nostra politica parte da qui: dal diritto universale di ogni essere vivente di essere sostenuto, non affamato.
L’algoritmo contro il corpo: la resistenza della presenza
In Ucraina e nei nuovi scenari bellici, i droni e i sistemi di puntamento automatici trasformano l’uccisione in un calcolo statistico a distanza. Questa astrazione tecnologica cancella l’umanità del volto. Contro una morte che si fa immateriale, noi opponiamo la concretezza dei nostri corpi in piazza. Rivendichiamo la forza della presenza fisica e della responsabilità dello sguardo: solo dove c’è un corpo che riconosce un altro corpo può nascere il limite alla violenza.
La cura ferita: ricostruire il mondo dalle relazioni
Bombardare gli ospedali e i luoghi della nascita significa bombardare il futuro. Quando la logica del dominio colpisce chi cura e chi è fragile, colpisce il legame profondo che tiene insieme una comunità. La nostra nonviolenza non è un’attesa passiva, ma una pratica attiva di relazione che non riconosce confini o schieramenti, ma solo l’unicità di ogni esistenza. Non cerchiamo tregue armate decise nei palazzi, ma una pace che sia tessuta giorno dopo giorno nel rispetto dell’interdipendenza tra tutti gli esseri.
Estranee a questa logica. Radicate nella vita
Da quattro anni questo presidio è lo spazio in cui sottraiamo il nostro consenso alla logica del dominio. Il nostro cammino prosegue. Il 21 giugno porteremo questa pratica a Roma, con le 10, 100, 1000 Piazze di donne per la manifestazione nazionale “Tessere la Pace”.
Dalla Sicilia al cuore del Paese, per disarmare il linguaggio e rimettere la vita al centro.
Domenica 24 maggio dalle 18.30 alle 20.30 il Presidio Donne per la Pace sarà in piazza Magione, tratto antistante il plesso Ferrara dell’ICS Rita Borsellino
UDIPALERMO – Le Rose Bianche – Donne CGIL Palermo – Coordinamento Donne ANPI – Emily –
Governo di Lei – CIF – Le Onde – Arcilesbica – Donne della Comunità dell’Arca – Donne del
Movimento nonviolento – Donne del Circolo Laudato si’
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riportiamo inoltre l’appello di 10 100 1000 piazze per la pace, che è possibile firmare al link di seguito segnalato
Tessere la pace, custodire il futuro: il 21 giugno in piazza per interrompere l’economia di guerra
In questo tempo terribile di futuro sospeso, di guerre vicine e lontane, di morti contati ogni giorno, di città distrutte, di case sventrate, in Italia donne di molte città si sono incontrate in 10 100 1000 piazze di donne per la paceHanno preso la parola per dire no alla guerra come destino inevitabile.
Per rompere il silenzio che la rende possibile.
Per interrompere l’economia della guerra.
Per rendere visibile ciò che viene cancellato.
Partono da gesti quotidiani, femminili, antichi — cucire, tessere, riparare — pratiche marginalizzate, declassate, invisibili.
E le rovesciano. Le trasformano in azione politica pubblica.
Fuori dalla logica della forza. Fuori dalle forme consuete del dissenso.
Con fili, tessuti, mani e corpi danno forma a una pratica collettiva: tessere la pace come gesto politico. Non è solo un gesto simbolico, è azione.
Occupa lo spazio pubblico, crea legami.
Sposta il senso del possibile. Riporta al centro ciò che la guerra cancella: corpi, vite, relazioni.
Da oltre 170 città e contesti diversi questa pratica si diffonde. Come rete viva, non prevista, non controllabile.
Queste donne andranno tutte a Roma il 21 giugno. Porteranno i loro lavori e li stenderanno in piazza del Campidoglio e sulle scalinate. Chissà se lo spazio basterà. Non sarà un’esposizione. Sarà una presa di posizione collettiva.
Noi ci saremo.
per aderire: Tessere la pace, custodire il futuro: il 21 giugno in piazza per interrompere l’economia di guerra – IoScelgo