
Il nuovo Eldorado delle armi
Weapon Watch - Monday, May 18, 2026Le new entry del mercato secondo l’ultima Relazione
Secondo la Relazione della Presidenza del consiglio da poco pubblicata,1 nell’anno 2025 c’è stato un forte aumento delle aziende interessate ad esportare armi dall’Italia. Nel decennio precedente ogni anno si iscrivevano al Registro nazionale delle imprese (RNI) tra 25 e 40 aziende, e se ne cancellavano mediamente 14. Nel 2025 se ne sono iscritte 75, un record assoluto, a fronte di 20 cancellazioni.
Le iscrizioni al Registro nazionale delle imprese (RNI) negli ultimi dieci anni 2016-2025. Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Relazione al parlamento ai sensi dell’art. 5 della legge 9 luglio 1990, n. 185, diversi anni.
Il Registro nazionale delle imprese è tenuto dal Ministero della difesa attraverso il Comando Interforze Cyber Intel Reparto Informazioni e Sicurezza (CoCI RIS), a cui compete l’accoglimento della domanda di iscrizione al RNI e l’emissione del nullaosta per le aziende che intendono svolgere manutenzione o addestramento in Italia o all’estero, iniziare trattative contrattuali da e verso Paesi NATO non membri dell’UE, e importare/esportare ricambi, componenti e servizi, oltre che le operazioni temporanee relative a installazione e collaudo, mostre e fiere, campionature ecc.
Materialmente il Registro è aggiornato bimestralmente dalla Direzione nazionale degli armamenti (DNA). Da notare che per le aziende l’iscrizione al RNI è onerosa, poiché comporta un contributo annuo di 800 €, da versare entro il 31 gennaio. Inoltre richiede anche la licenza prefettizia (biennale) ex art. 28 TULPS, un’autorizzazione obbligatoria per fabbricare, importare, esportare, collezionare, depositare o vendere armi da guerra, armi tipo guerra, munizioni, materiali esplodenti e, secondo la normativa recente, anche specifici strumenti di autodifesa destinati a corpi armati e di polizia.
Possiamo dunque affermare che un’azienda che si iscrive al RNI è seriamente intenzionata a entrare nel commercio degli armamenti.
Società di nuova costituzione ma subito pronte a esportare armi
Tra le 75 new entries nell’import-export di armi, vi sono aziende di tutte le dimensioni, anche minuscole società di persone (Snc e Sas) e ditte individuali.
Alcune società di recente costituzione si sono immediatamente iscritte al Registro nazionale delle imprese (RNI), rivelando subito una dichiarata vocazione militare:
- Baykar Piaggio Aerospace Spa con sede a Villanova d’Albenga (SV), ex Piaggio Aero Industries appena rilevata (giugno 2025) dai nuovi azionisti turchi della famiglia Bayraktar dopo un lungo periodo di amministrazione straordinaria, ha subito richiesto e ottenuto quattro autorizzazioni all’export, valore quasi 700.000 €, pezzi di ricambio e manutenzione relativi alla versione militarizzata dell’aereo P180 spediti in Francia e Gran Bretagna. Da notare che versioni militarizzate del P180 sono utilizzate solo dalle Forze armate italiane, dagli Emirati e dalla Thailandia. Nel nuovo consiglio di amministrazione della Baykar Piaggio siedono, oltre ai manager turchi, un esperto come Fabrizio Giulianini con lunga esperienza in Leonardo, candidato designato a succedere a Mauro Moretti nel 2017 e poi bocciato, e soprattutto un politico come Giuseppe Cossiga, figlio di Francesco, dal novembre 2022 presidente di AIAD e dall’aprile 2025 di MBDA, già deputato di Forza Italia, poi FdI, ex sottosegretario alla Difesa 2008-11 nel governo Berlusconi IV
Il campionario di unmanned aerial vehicle systems di Baykar presentato alla fiera delle armi di Istanbul SAHA 2026, Droni pesanti da combattimento e ‘droni killer’ (loitering munitions) dell’azienda turca potrebbero essere fabbricati nell’ex stabilimento Piaggio di Albenga..- Leonardo Rheinmetall Military Vehicles Srl (LRMV), joint venture paritetica tra Leonardo e Rheinmetall, ha iniziato l’attività nel febbraio 2025 e si è immediatamente iscritta a RNI, prima ancora che Leonardo avesse finalizzato (marzo 2026) l’acquisizione di IVECO Defence Vehicles e della sua divisione Astra, che probabilmente confluiranno in LRMV, la cui unica sede operativa per ora è alla Spezia presso lo storico stabilimento ex OTO Melara. Qui si sta lentamente proseguendo alla consegna di 21 mezzi corazzati all’Esercito italiano, una goccia rispetto ai 1.050 veicoli di fanteria destinati a rinnovare le linee dei mezzi pesanti del nostro esercito. Intanto il Comune della Spezia ha approvato (gennaio 2025) l’ampliamento dello stabilimento dove dovrà operare LRMV
Uno dei primi quattro veicoli corazzati Lynx KF-41 consegnati da LRMV all’Esercito italiano nel gennaio 2026 presso il Centro Polifunzionale di Sperimentazione (Ce.Poli.Spe) di Montelibretti (RM).- SISLI Società Ingegneria Supporto Logistico Integrato Srl è una società di ingegneria logistica nata nell’ottobre 2025, in seguito all’acquisizione delle attività di Integrated Product Support (IPS) di SIPAL Spa da parte del colosso americano Accenture, leader mondiale della consulenza strategica, sorto dalla dissoluzione di Arthur Andersen nel 2002. SISLI ha sede legale a Milano e altre dodici sedi operative a Bolzano, Cagliari, Lecce, Livorno, Assago (presso la sede italiana di Accenture), Modena, Napoli, Piacenza, Roma, Grottaglie, Torino, Gallarate. SIPAL Spa di Torino è società controllata dalla holding FININT di Matterino Dogliani e famiglia, e si era sinora incaricata di garantire il funzionamento e la manutenzione di “prodotti complessi” come aerei, veicoli terrestri e navali, e quindi coinvolta anche in diversi programmi di difesa a livello nazionale ed europeo.
Il corporate center di Accenture, 15.000 m2 nel cuore dell’Innovation District di Milano, inaugurato nel 2021Le grandi aziende all’assalto dei fondi pubblici per il riarmo
Tra i nuovi ingressi nel Registro nazionale delle imprese (RNI) troviamo nomi abbastanza sorprendenti, aziende grandi e anche colossali che chiedono di essere autorizzate ad accedere al commercio internazionale di armamenti. Ne elenchiamo alcune in ordine decrescente di fatturato (2024):
- Stellantis Europe Spa è l’azienda del gruppo Stellantis N.V. controllato di fatto da Exor (famiglia Agnelli-Elkann) che gestisce i marchi e gli stabilimenti italiani, cioè ancora circa 30.000 dipendenti. Com’è noto Exor ha ceduto IVECO Defence Vehicles (IDV, comprensivo del marchio Astra) a Leonardo, e fino ad oggi non si avevano notizie circa l’eventuale ingresso di Stellantis nel settore delle forniture militari. Anzi John Elkann ha dichiarato esplicitamente che «il futuro dell’auto non è l’industria bellica», affermazione che sembra però contraddetta dalla recente iscrizione al RNI
John Elkann, presidente di Exor, nell’audizione in Parlamento del 19 marzo 2025 .
- Engineering Ingegneria Informatica Spa è il principale gruppo IT in Italia e tra i leader in Europa, quotata in borsa fino al 2016 e dal 2020, con l’uscita di scena del fondatore Michele Cinaglia, entrata sotto il controllo dei fondi di investimento. Nel giugno 2023 si è fusa con il fondo Centurion divenuto unico socio, con la successiva emissione di un prestito obbligazionario di importo pari al costo finanziario dell’operazione d’acquisto. Nel gennaio 2026 ha dichiarato uno stato di crisi dovuto al generale calo della domanda nel settore consulenza IT nel nord Italia, e conseguente esubero di 658 lavoratori sugli oltre ottomila impiegati. Nell’aprile successivo ha ottenuto l’ok dei sindacati per avviare i contratti di solidarietà, e con l’uso di diversi strumenti (reinternalizzazione, ricollocazione e cessazioni volontarie) i licenziamenti effettivi sono scesi a 186 lavoratori;

- Flextronics Manufacturing Srl, azienda triestina più conosciuta come Flex, prima della definitva cessazione all’inizio del 2025 ottiene l’iscrizione al RNI. Entrata in crisi per la defezione del suo maggior cliente (Nokia) e dopo una vertenza sindacale durata due anni, la casamadre americana ha venduto lo stabilimento delle Noghere al fondo tedesco FairCap, che ha ribattezzato la nuova società Adriatronix. Il governo però non ha accettato il piano industriale dei nuovi proprietari, e li ha forzati a vendere alla newco Star Tech Industries, con sede a Milano, di cui è unico socio Novica Mrdovic Vianello, imprenditore italiano di origine serba con vent’anni di esperienza nel settore difesa, alla testa di Mountain X, fondo di venture capital di diritto lussemburghese, specializzato in acquisizioni europee nel settore aerospazio e difesa. Nel passaggio di proprietà ha avuto un ruolo una società finanziaria milanese di cui è socio il commercialista Stefano Buffagni, ex viceministro allo Sviluppo economico nel secondo governo Conte e deputato del Movimento 5 Stelle dal 2018 al 2022.
Marzo 2025, presidio dei lavoratori di fronte ad Adriatronix, ex Flextronics di Trieste.Tuttavia la travagliata vicenda non si è chiusa. Secondo notizie di stampa, il governo sarebbe intervenuto per esercitare il golden power e ridurre la partecipazione al capitale di Star Tech degli israeliani di NewPhotonics, azienda di semiconduttori con sede a Petach Tikva, nei pressi di Tel Aviv, partecipazione prevista al 50%. L’uscita di scena degli israeliani ha “indirettamente” provocato la mancata erogazione ai dipendenti degli stipendi di aprile e la riapertura di un tavolo con le istituzioni.
Nello stabilimento che nel 2023 ha fatturato 750 milioni di euro con circa 400 dipendenti, lavorano oggi 320 persone con accordi di solidarietà a rotazione (un centinaio di lavoratori lavora solo un giorno alla settimana) in scadenza a giugno 2026
11 maggio 2026, presidio dei lavoratori di fronte alla StarTech per il mancato pagamento degli stipendi di aprile.- Carraro Drive Tech Italia Spa è società del gruppo padovano Carraro (trattori), che si occupa in particolare di sistemi di trasmissione, ingranaggi e riduttori. Il gruppo sta soffrendo la generale crisi dell’automotive, nel 2024 il fatturato di Carraro Drive Tech è calato del 16%, quello di gruppo del 13%, e nel 2025 di un ulteriore 1,6%. Il gruppo è ampiamente internazionalizzato e finanziariamente solido, tanto da aver realizzato nel 2021 il delisting dalla Borsa di Milano e nel 2024 la collocazione alla Borsa di Mumbai della controllata Carraro India, Carraro fornisce già gli assali a trave per il fuoristrada militarizzabile Ineos Grenadiers, quandi l’ingresso nell’export militare può essere visto come una prospettiva non secondaria, sebbene poco coerente con un percorso di valorizzazione del capitale umano del Gruppo (the Carraro spirit) basato sulla marked-focused innovation coniugata con la sostenibilità ambientale
- Tecnikabel Spa, specializzata nella produzione di cavi su misura per telcom e automotive, e con un catalogo per le applicazioni militari (aerei, navi da guerra), ambisce a entrare con forza nel mercato internazionale delle forniture per la difesa. La svolta è avvenuta nel 2024 con il passaggio di mano dalla vecchia proprietà famigliare (i Garaffi, rimasti in azienda) al fondo francese d’investimento Andera Partners (emanazione del gruppo Rotschild). Con stabilimenti in Italia, Germania e Cina, ha di recente acquisito (aprile 2026) l’azienda americana Eis Wire & Cable, fortemente impegnata nella defence electronics per i principali contractor USA
L’evento - El,Com Srl opera anch’essa nel settore dei cablaggi elettrici e dei sistemi di connessione, e dagli anni Duemila è subcontractor di Finmeccanica-Leonardo, partecipando in particolare alla fornitura dei cablaggi elettrici dei veicoli militari terrestri e poi dispositivi elettronici e sicurezza per gli elicotteri AW139 e AW169. Fa parte del LAC Lombardia Aerospace Cluster. È guidata dalla seconda generazione della famiglia del fondatore Ugo Comparoni, che già aveva delocalizzato parte della produzione in Romania (2004) e Tunisia (2015). L’azienda di Leno in quattro anni ha raddoppiato il fatturato mentre i dipendenti sono aumentati del 30%, mentre almeno 800 collaboratori sono impiegati nei tre stabilimenti in Tunisia
Già questi sei diversi profili aziendali pongono la questione di quali siano le motivazioni di fondo di un ingresso nel mercato internazionale della difesa. Per le altre aziende, tutte con fatturato inferiore a 100 milioni di euro (2024), la regola è il calo del fatturato e dei dipendenti rispetto agli anni precedenti, e quindi un rivolgersi al settore della difesa come a un’ancora di salvezza, nella speranza – non mal riposta, considerate le decisioni nazionali ed europee sul finanziamento del riarmo – di uscire da una crisi che colpisce in particolare il settore dell’auto e della componentistica, cioè quello che ha retto l’export manifatturiero italiano negli ultimi decenni.
1 Presidenza del Consiglio dei Ministri, Relazione al parlamento ai sensi dell’art. 5 della legge 9 luglio 1990, n. 185, anno 2025, trasmessa al Parlamento il 9 aprile 2026.