Infanticidio: Israele ha ucciso 244 bambini in Cisgiordania dall’ottobre 2023

InfoPal - Monday, May 18, 2026

Ramallah. L’attivista palestinese per i diritti umani Ayed Abu Qtaish ha dichiarato domenica che Israele ha ucciso 244 bambini nella Cisgiordania occupata dall’ottobre 2023 fino a oggi, sottolineando che l’assenza di responsabilità concede ai soldati israeliani una “luce verde” per continuare le loro violazioni.

Da parte sua, il portavoce del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, UNICEF, James Elder, ha affermato in una dichiarazione del 13 maggio che “i bambini stanno pagando un prezzo insopportabile” a causa dell’escalation delle operazioni militari e degli attacchi dei coloni in tutta la Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est.

Elder ha inoltre evidenziato che, dal gennaio 2025 fino al 13 maggio, almeno un bambino palestinese è stato ucciso in media ogni settimana, spiegando che 70 bambini palestinesi sono stati uccisi durante questo periodo e che il 93% di loro è morto per mano delle forze israeliane.

Martirio di 244 bambini.

Commentando la dichiarazione di Elder, Abu Qtaish ha dichiarato ad Anadolu che il numero di bambini palestinesi uccisi da Israele in Cisgiordania dall’ottobre 2023 ha raggiunto quota 244.

Ha spiegato che, nel periodo compreso tra ottobre 2023 e la fine dello stesso anno, le forze di occupazione hanno ucciso 81 bambini palestinesi in Cisgiordania, “il che significa che un bambino veniva ucciso ogni giorno”.

Ha aggiunto che, durante il 2024, le forze di occupazione hanno ucciso 93 bambini palestinesi in Cisgiordania, a un ritmo di un bambino ogni quattro giorni, sottolineando che dall’inizio del 2025 fino ad ora sono stati uccisi 70 bambini palestinesi, cioè in media uno a settimana.

L’attivista per i diritti umani ha confermato che queste violazioni rappresentano “un’indicazione dell’assenza di responsabilità per i soldati israeliani coinvolti nell’uccisione di bambini palestinesi”, aggiungendo che “la mancanza di responsabilità costituisce una luce verde per continuare a uccidere bambini”.

Ha inoltre sottolineato che i soldati dell’occupazione “non si limitano a sparare ai bambini, ma impediscono anche alle ambulanze o alle loro famiglie di raggiungerli per fornire il necessario primo soccorso”.

Ha aggiunto che “queste violazioni indicano che l’obiettivo degli spari è uccidere, anche se le circostanze non richiedono l’uso di proiettili, perché il bambino non rappresenta un pericolo per le forze israeliane”.

Assenza di indagini.

Riguardo alla posizione delle autorità israeliane sull’escalation nel prendere di mira i bambini palestinesi, Abu Qtaish ha dichiarato che esse “non aprono indagini serie sulla questione”.

Ha aggiunto: “Anche nei rari casi in cui viene aperta un’indagine, nessun soldato viene condannato per questi crimini”. Ha considerato che la questione “non riguarda comportamenti individuali di soldati che non rispettano gli ordini, ma è collegata agli standard e alle istruzioni di fuoco”.

Ha proseguito: “I soldati israeliani sparano per uccidere i bambini palestinesi a causa dell’assenza di responsabilità”.

L’attivista ha avvertito che “Israele viola i diritti stabiliti dalle convenzioni internazionali, in particolare i diritti dell’infanzia, primo fra tutti il diritto all’istruzione”.

Ha descritto il percorso dei bambini palestinesi verso le scuole come “un viaggio pieno di pericoli”, spiegando che “in molti casi, le scuole sono soggette ad attacchi dell’esercito israeliano o dei coloni”.

Le scuole in Cisgiordania erano già state precedentemente oggetto di attacchi da parte dei coloni israeliani, che avevano portato alla chiusura delle strade e impedito agli studenti di raggiungere le loro scuole.

Un attacco dei coloni contro il villaggio di Umm al-Khair, nel governatorato di al-Khalil, nel sud della Cisgiordania, sabato, ha causato la chiusura di una strada che ha impedito ai bambini palestinesi di raggiungere le loro scuole, nel primo giorno di lezione dopo un’interruzione durata circa 40 giorni, in violazione del loro diritto all’istruzione.

Abu Qtaish ha inoltre sottolineato che “i bambini palestinesi sono sottoposti a violazioni che limitano la loro libertà. Sono inoltre esposti a diverse forme di tortura e maltrattamenti durante gli interrogatori”.

Ha evidenziato che “l’aspetto più rilevante che caratterizza l’arresto arbitrario dei bambini palestinesi è l’emissione di ordini di detenzione amministrativa nei loro confronti, ossia la detenzione senza formulazione di accuse”, spiegando che “il numero di bambini detenuti amministrativamente costituisce più della metà del totale dei bambini arrestati”.

Dall’inizio della guerra genocida nella Striscia di Gaza il 7 ottobre 2023, l’esercito di occupazione ha intensificato le sue violazioni in Cisgiordania, comprese incursioni quotidiane, arresti e sparatorie contro civili palestinesi.

Gli attacchi dell’esercito israeliano di occupazione e dei coloni in Cisgiordania hanno causato, da allora, il martirio di 1.162 palestinesi, il ferimento di circa 12.245 persone e l’arresto di quasi 23.000 individui, secondo dati ufficiali palestinesi.