URANIO IMPOVERITO: SENTENZA STORICA IN SERBIA. ACCERTATO IL “NESSO CAUSALE” CON L’INSORGENZA DEI TUMORI NELLA POPOLAZIONE

Radio Onda d`Urto - Monday, May 11, 2026

Il tribunale di Pancevo, in Serbia, ha riconosciuto il nesso causale tra le armi all’uranio impoverito utilizzate durante l’intervento Nato del 1999 e il dilagare di tumori che, nel paese balcanico, ha causato e continua a causare morti non soltanto tra ex-militari, ma soprattutto tra i civili.

Una sentenza storica, arrivata il 24 marzo scorso, che accerta la correlazione causale tra esposizione all’uranio impoverito e l’insorgenza di gravi patologie tumorali, dopo anni di processi e i ripetuti i tentativi dell’Alleanza, tuttora in corso, di ostacolare la giustizia anche attraverso l’immunità che le è stata riconosciuta. Un traguardo ottenuto in Serbia anche grazie alla giurisprudenza costruita negli anni in Italia e che permetterà, da un lato, di avviare un più concreto percorso di giustizia al personale militare e alle migliaia di civili che si sono ammalati in Serbia, Kosovo, e più in generale nei Balcani, a causa dei proiettili utilizzati dalla Nato – quindi anche alle Forze Armate italiane – durante il conflitto di fine anni Novanta; dall’altro, di provare finalmente a inchiodare quest’ultima alle sue responsabilità di guerra, ormai accertate.

L’ex Jugoslavia non è infatti l’unico teatro bellico in cui è stato accertato l’utilizzo di uranio impoverito da parte della Nato. L’utilizzo di questo metallo radioattivo – spesso combinato con l’amianto – è stato infatti comprovato anche in Somalia, Afghanistan e in Iraq. Ma non sono le uniche armi la cui eredità tossica si proietta ben oltre la cessazione dei conflitti che ne hanno autorizzato l’utilizzo. Si pensi al Libano di oggi e all’aggressione israeliana portata avanti anche attraverso il fosforo bianco.

Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, il punto con Ezio Bonanni, Direttore Osservatorio Nazionale sull’Amianto Ascolta o scarica