L’urgenza del paesaggio

Popoff Quotidiano - Wednesday, April 15, 2026

Confesso che non ero mai stata al Festival del verde e del paesaggio perché immaginavo  fosse più che altro una occasione per espositori del settore del verde, oltre ad interessanti presentazioni di libri e di dibattiti; ma comunque continuavo a pensare che fosse prevalente l’aspetto espositivo.

Roma è la città più verde d’Europa, e ogni metro di quel verde comporta per gli Amministratori una decisione. Anche quella di ospitare una manifestazione del genere utile per riflettere sul destino di questo nostro Pianeta, sempre più sconvolto dai cambiamenti climatici.

È notizia di questi giorni che la guerra in Iran ha inquinato come un milione di automobili a benzina e provocato danni climatici superiori a 1,3 miliardi di dollari.

Sono dati emersi da un’analisi della Queen Mary University di Londra, della Lancaster University e del Climate and Community Institute.

Tra il 28 febbraio e il 14 marzo 2026, sono state generate oltre 5 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente: più di quante ne produca l’Islanda in un intero anno.

Se la crisi in Medio Oriente dovesse andare avanti per un anno, spiega lo studio, l’inquinamento prodotto peserebbe come un’economia ad alta intensità di combustibili fossili come il Kuwait, oppure come gli 84 Paesi con le emissioni più basse messe insieme: 131 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente.

E noi facciamo i Festival…e dovremmo farne sempre di più per sensibilizzare i cittadini ed educarli al pacifismo.

A Roma il verde non è arredo: è carattere è l’anima degli abitanti.

Boschi urbani ai margini del raccordo anulare. Ville storiche che tengono insieme secoli di potere e ombra. Pini che spaccano l’asfalto e dividono le opinioni e i Comitati di Quartiere. Orti urbani, uliveti, vitigni, frutteti, aziende agricole che riportano la campagna dentro la città.

Molto interessanti sono stati i laboratori proposti “Mangiare il paesaggio. Siamo ciò che mangiamo (ma non solo)”, singolare l’incontro sui fiori edibili, ne sono uscita con uno sguardo diverso e più consapevole.

Ma tutti i laboratori erano tesi a fa capire che ogni scelta alimentare riguarda la città che abitiamo.

Il Festival è concepito per dare modo ai cittadini, partecipando alle numerose occasioni di incontri pubblici lungo l’arco di un fine settimana, di confrontarsi con architetti, urbanisti, paesaggisti e ricercatori che raccontano nuovi modi di progettare la città.

Auditorium Festival del verde

Insomma, tre giorni di incontri e dialoghi per immaginare come trasformare strade, cortili e spazi pubblici in compagnia dei bambini (attrezzatissima l’area bambini con tanto di biblioteca) i dei nostri animali domestici.

Per riflettere sul concetto di paesaggio e sui versi del poeta lusitano Fernando Pessoa

È in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo; se li creo esistono; se esistono li vedo.

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