POST – REFERENDUM: MELONI, DIMETTERNE DUE (O TRE) PER SALVARE TUTTI GLI ALTRI AL GOVERNO

Radio Onda d`Urto - Wednesday, March 25, 2026

C’è aria di fratelli coltelli dentro la destra italiana dopo il crack del referendum costituzionale sulla giustizia, sonoramente battuto nelle urne da circa 15 milioni di voti, 2 milioni in più di quelli raccolti dai favorevoli.

La Meloni accusa il colpo, travolto dalla sonora sconfitta referendaria con la vittoria schiacciante del “No” contro le modifiche costituzionali sulla giustizia. Nell’esecutivo saltano le prime teste: la fino a poche ore fa potentissima e temuta capo di gabinetto del Guardasigilli Nordio, Giusy Bartolozzi, e il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, e della fino a costretti a rassegnare le dimissioni. Sulla figura di Del Mastro, ras meloniano del Piemonte settentrionale e orientale.

Da Biella Roberto Pietrobon, giornalista e dirigente Alleanza Verdi Sinistra nella città di Delmastro. Ascolta o scarica

La Meloni cerca poi di scaricare la ministra del Turismo Daniela Santanchè, invitata pubblicamente a seguire l’esempio di Bartolozzi e Delmastro. Per ora però l’esponente Fdi, entrata in mattinata al ministero del Turismo, non ha dato alcuna risposta né alla premier né ai giornalisti, assiepati all’esterno. Anche Nordio avrebbe offerto le proprie dimissioni, respinte dalla premier: la caduta di un ministero centrale, come quello della Giustizia, porterebbe infatti dritti alla caduta dell’esecutivo, trattandosi di uno dei ministeri più “pesanti” e decisivi.

Per evitare scherzetti soprattutto dei suoi, ‘nessuna crisi di governo’ è il mantra che filtra da palazzo Chigi, con la Meloni che fa sapere di non avere alcuna intenzione in Parlamento per chiedere di confermare la fiducia al governo, evitando il confronto con le opposizioni, che dal canto loro hanno già chiesto già oggi, mercoledì 25 marzo, in apertura di seduta del Senato, di poter discutere al più presto la mozione di sfiducia per la Santanchè.

Il commento su Radio Onda d’Urto di Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista. Ascolta o scarica