
La “coalizione Epstein” in guerra contro le bambine iraniane. USA e Israele, due nazioni senza diritto
InfoPal - Monday, March 23, 2026L’interferenza.info. Di Stefano Zecchinelli. La Resistenza sciita, dinanzi all’aggressione della “coalizione Epstein”, ha obbligato la “tigre di carta” a svelare la propria debolezza: Israele, una micro-entità priva di profondità strategica, massacra donne e bambini innocenti, uccide leader politici e militari emulando i crimini della Gestapo, e ciò nonostante non è in grado di guadagnare il territorio. La sconfitta strategica di Tel Aviv, dall’altra parte, ha convinto la Cina a rivedere la propria dottrina militare.
Uccidendo Ali Larijani, traduttore in lingua farsi delle opere di Immanuel Kant, Israele ha provocato la risposta iraniana la quale, bucando il sistema di difesa “Cupola d’Acciaio”, ha fatto saltare i collegamenti con la centrale nucleare di Dimona. Le stesse raffinerie del Paese sono compromesse: Israele, inimicandosi una parte importante del Medio e Vicino Oriente e dell’Eurasia, in tempi breve andrà verso il blackout energetico.
Come ha osservato l’analista strategico Thierry Meyssan “Un drone Shahed costa circa 35 mila dollari. Per abbatterlo gli Stati Uniti devono lanciare due missili Patriot che costano 3,3 milioni di dollari ciascuno. Non hanno scelta: se consentissero a un drone Shahed di colpire un bersaglio qualsiasi se ne dedurrebbe che non sono in grado di difendersi o che non riescono a difendere i propri alleati. Per ogni drone lanciato l’Iran è certo di costringere gli Stati Uniti a sborsare 6,6 milioni di dollari, ossia 188 volte il valore del drone” 1. L’imperialismo USA si sta dissanguando economicamente per obbedire agli ordini della lobby sionista, una rete articolata con diverse ramificazioni interne (dall’AIPAC alla “Lega Anti-Diffamazione”, il vertice della piramide imperialista, essendo la stragrande maggioranza degli ideologi neocons israeliano-statunitensi col doppio passaporto, che contempla la distruzione d’una porzione del pianeta. Tramite i neocons, Israele comanda sugli USA.
La Repubblica Islamica dell’Iran si è appellata alla Risoluzione 3314 (XXIX) del 14 dicembre 1974, la quale approfondisce il concetto di aggressione sistematizzato dalla Carta di San Francisco (Ibidem). Le monarchie del Golfo, ospitando le basi militari degli Stati Uniti la potenza attaccante, seppur non partecipano attivamente all’aggressione USA diventano, legittimamente, un bersaglio militare iraniano: Teheran, in questi termini, è una potenza osservante il diritto internazionale, a differenza dei pedo-satanisti della “coalizione Epstein”. La chiusura dello Stretto di Hormuz, successivamente rivolta soltanto a Stati Uniti ed Israele, fa dell’Iran (anche) una potenza economica globale.
L’Iran odierno, rispetto agli anni ’80, possiede capacità difensive complesse, armi di nuova generazione, solide alleanze internazionali (es. Russia e Cina), una popolazione coltissima e profondità strategica; Israele, dall’altra parte, ha subito umilianti sconfitte militari dagli Hezbollah ed Hamas. Uccidere uno statista come Larijani non è dottrina militare, ma un crimine; far saltare i collegamenti presso la centrale nucleare di Dimona è strategia militare. In Occidente, giornalisti lubrificati indegni di questo riconoscimento professionale, sembrerebbero non riconoscere la differenza fra dottrina ed “idealismo pervertito”: una dissonanza cognitiva irrilevante per le scienze militari, ma centrale per uno studio di socio-criminologia. I sostenitori di Israele pongono seri problemi di “criminologia clinica”: sostengono una “dittatura lombrosiana” imputata di genocidio. Domanda: i sionisti sono indottrinati o insani di mente?
Sionismo, un’ideologia razzista fra deliri e disturbi psichiatrici. L’analista strategico Mohammad Ali Senobari ha evidenziato come il “giudaismo talmudico” abbia influenzato la linea politica di Netanyahu, il dittatore post-moderno più pericoloso del pianeta, esponente del fascismo israeliano novecentesco. Riportiamo una lunga citazione:
“Netanyahu e la politica dell’Apocalisse
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ripetutamente invocato immagini apocalittiche, sostenendo che la guerra potrebbe portare alla “venuta del Messia”. Tuttavia, tale retorica funziona principalmente come una narrazione politica volta a mobilitare i sostenitori ideologici e a giustificare l’escalation del conflitto.
Storicamente, la stessa corrente ideologica che oggi sostiene di attendere il Messia è stata a lungo associata – all’interno della tradizione cristiana – alla persecuzione storica e alla crocifissione di Gesù. Per questo motivo, i critici sostengono che il sionismo moderno non solo si opponga al mondo musulmano, ma sia anche in contrasto con la memoria storica cristiana.
L’ombra dell’ottantesimo anno
Nel discorso strategico israeliano è emerso un crescente dibattito su ciò che alcuni analisti chiamano la «maledizione dell’ottavo decennio». Storicamente, alcuni progetti politici coloniali o di insediamento hanno affrontato profonde crisi circa otto decenni dopo la loro fondazione.
Questa percezione ha alimentato un senso di urgenza tra le fazioni sioniste della linea dura, alcune delle quali ritengono che un’escalation del confronto regionale potrebbe ritardare o rimodellare la traiettoria del declino.
Il rapporto tra Netanyahu e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump deve essere visto in questo contesto. I critici sostengono che la pressione politica, la leva dei servizi segreti e le reti di lobbying potrebbero influenzare in modo significativo le politiche di Washington nei confronti dell’Iran.” 2
Trump e Netanyahu, in nome del loro “Dio fascista” (cit. Bertolt Brecht), stanno assassinando donne, anziani, uomini e bambini innocenti. Due integralismi, quello ebraico e quello cristiano, che s’incontrano nel rilancio del fascismo hitleriano nel ventunesimo secolo: l’Uomo deve liberarsi dal monoteismo imperialista, una dottrina perversa che a causa di Washington e Tel Aviv continua a degradare la natura umana dissolvendo la stessa Ragione kantiana di cui Ali Larijani era profondo conoscitore.
Ha ragione la giornalista Angela Lano:
“Se l’Iran riesce a resistere alle brutali aggressioni della Coalizione Epstein, potrà sferrarle un colpo mortale, liberando l’umanità intera da orge di sangue e sacrifici umani; se perderà, sarà la fine per tutti, perché questi Zombie usciti dall’Inferno, che si credono eletti da un dio che non è mai stato Dio, si sentiranno autorizzati a immolare un numero illimitato di esseri all’altare del loro Baal famelico, e il Totalitarismo si estenderà come l’ombra enorme di un uccello predatore. Dissidenti e menti pensanti saranno perseguitati, e su tutto regnerà l’orrore satanico politico-religioso. Che l’Universo non voglia tutto questo, e che l’Iran vinca e ci liberi da queste minacce mortali.” 3
La società occidentale è una “società di ladri”, necrotizzata socialmente davanti ai crimini dell’imperialismo. L’”uomo massa” è ridotto in uno stato di ignoranza in diritto e filosofia (due materie sconosciute in Israele), ovvero non ha il senso dell’altro: l’evangelico medio è un criminaloide, necrotizzato e proto-fascista, più propenso a vivere nell’illegalità. La giunga delle metropoli come destino e distopia.
https://www.voltairenet.org/article223961.html
La Coalizione pedosatanista Epstein continua a diffondere morte e odio nel mondo. Iran, avanguardia contro la Barbarie

Fonte foto: La Luce News (da Google)