
Primo soccorso in linea
Ancora in Marcia! - Monday, February 2, 2026Ferrovieri presentano ricorso e impugnano davanti al TAR il decreto peggiorativo. In attesa dell’esito la partita sul primo soccorso è ancora aperta
Un gruppo di lavoratori e RLS, assieme ad alcune Organizzazioni sindacali (USB- CAT- CUB-Trasporti), con il contributo della Cassa di Solidarietà tra ferrovieri, interpretando il sentimento di moltissimi lavoratori, hanno presentato ricorso al TAR contro il Decreto Ministeriale n. 152/25, riguardante le modalità di applicazione del primo soccorso in ambito ferroviario. La richiesta di annullamento è motivata dalla riduzione delle tutele per il personale che opera sulle linee, macchinisti, capitreno e manutentori, poiché il provvedimento del governo ha cancellato l’obbligo per le imprese ferroviarie, previsto dalla normativa precedente, di prestare ai lavoratori interessati il primo soccorso in linea “nei tempi più rapidi possibili e in ciascun punto della linea”.
Con l’impugnativa, depositata il 9 dicembre scorso, i ricorrenti hanno contestato davanti al TAR, anche la ‘Decisione di esecuzione C (2024) 4976 della Commissione Europea‘ posta a fondamento del decreto, atto di livello comunitario ritenuto anch’esso illegittimo poiché interferisce sui temi della salute e sicurezza del lavoro esclusivamente sulla base delle Direttive su concorrenza e interoperabilità.
Infatti, la Decisione 4976 è un documento fondato sulle ‘lamentele’ delle imprese ferroviarie del settore merci riguardo l’applicazione in Italia delle regole sul primo soccorso in linea, ritenute incredibilmente ‘troppo vantaggiose’ per i macchinisti. Tali richieste imprenditoriali sono state fatte proprie dall’Agenzia per le ferrovie europee (ERA), forzando il significato della ‘sicurezza ferroviaria’ tentando di estenderla sino ad includere la salute e la sicurezza dei lavoratori, sebbene la stessa ERA sia del tutto incompetente sulla materia. Una invasione di campo che appare un vero vero e proprio “inchino” da parte di un Organismo comunitario alle sole esigenze delle imprese.
“Questa ingerenza – sottolineano i ricorrenti – è stata acriticamente avallata dai funzionari del settore trasporti delegati dalla Commissione europea, per il semplice fatto oggettivo che tutte le norme richiamate attengono esclusivamente al funzionamento sicuro del sistema ferroviario dell’Unione e al controllo dei rischi della circolazione ferroviaria nell’ambito dell’interoperabilità e non alla materia della salute e sicurezza del lavoro”.
Le norme comunitarie in tema di concorrenza e interoperabilità sono certamente legittime, tuttavia non possono essere applicate ignorando o, peggio, violando le altre norme, con particolare riguardo alla Direttiva 391/89 su sicurezza e salute durante il lavoro e qualsiasi intervento in materia, seppur legittimo deve avvenire nel rispetto dell’intero quadro normativo comunitario e nazionale.
“Nell’informare del ricorso tutti i ferrovieri interessati e nell’attesa del suo esito – concludono i ricorrenti – esprimiamo tutte le nostre perplessità verso la sostanziale indifferenza con cui la modifica normativa, apportata col Decreto 152/25, è stata accolta dai sindacati firmatari del CCNL, i quali hanno già firmato accordi applicativi, senza opporre alcuna obiezione poiché riteniamo che, su alcuni particolari aspetti, la vertenza sul primo soccorso si da considerare ancora aperta e suscettibile di nuovi sviluppi”.
Il nostro ruolo – Come rivista di cultura, tecnica e informazione politico sindacale abbiamo il dovere di denuciare quanto sta accadendo per contrastare la deriva in atto. Anche per questo crediamo sia indispensabile da parte di tutti i lavoratori interessati, in primo luogo capitreno, macchinisti, manutentori ecc. e di chi ha a cuore la sicurezza ferroviaria conoscere e approfondire nel dettaglio le nuove disposizioni dell’Ansifsa: il Decreto n. 73 del 1 aprile 2025 sulle attribuzioni e le qualificazioni di sicurezza al personale e il Decreto n. 200 del 9 settembre 2025 sul riordino di tali qualificazioni, provvedimenti che hanno di fatto azzerato i contenuti del Decreto Ansf n. 4 del 28 marzo 2011 (Qualificazione responabile del SGS).
Nel prossimo numero della rivista pubblicheremo un approfondimento, in cui sottolineiamo tra l’altro che i due decreti Ansfisa sono provvedimenti che hanno cancellato la gran parte delle regole a tutele della sicurezza ferroviaria esistenti fino ad oggi ed hanno un impatto diretto, oltre che sulle tutele e la nostra sicurezza come sta già avvenendo con il primo soccorso in linea, anche sul piano professioniale, occupazionale e contrattuale. Per capirne di più e comprendere il contesto istituzionale in cui si svolgono questi significativi peggioramenti del quadro istituzionale occorre analizzare la citata ‘Decisione di esecuzione C(2024)4976 della Commissione Europea‘, sia nel capitolo riguardante il soccorso in linea che sul riordino normativo.
La norme di sicurezza d’ora in avanti non saranno più stabilite dalla istituzioni pubbliche con regole e riferimenti normativi obbligatori da rispettare, ma sono già da oggi affidate agli stessi operatori ferroviari, “nell’ambito dei propri Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS)“. Un cambiamento epocale, basato sulla supremazia della libera concorrenza e la priorità del profitto, anche in questo servizio essenziale strategico per lo sviluppo e il benessere sociale, che farà arretrare la sicurezza del nostro sistema ferroviario, lasciata alle decisioni autonome di ciascun imprenditore ed alle sue convenienze economiche.

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