
3.200 donne scomparse a Gaza
InfoPal - Wednesday, March 11, 2026
Gaza. Il Centro Palestinese per i Dispersi e gli Scomparsi ha ricordato la tragedia che affrontano migliaia di donne scomparse nella Striscia di Gaza. La crisi continua a peggiorare 28 mesi dopo che l’esercito israeliano ha lanciato la sua guerra genocida, mentre migliaia di vittime restano intrappolate sotto le macerie di case e edifici residenziali distrutti.
In una dichiarazione, il centro ha affermato che le stime sul campo indicano che circa 8.000 persone sono attualmente disperse a Gaza, tra cui almeno 3.200 donne e ragazze. Altre stime suggeriscono che le donne possano rappresentare quasi il 70% del numero totale di persone scomparse, sebbene l’assenza di dati accurati, dovuta alla distruzione massiccia e all’accesso limitato ai siti di macerie, renda difficile confermare cifre precise.
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Il centro ha osservato che migliaia di donne restano scomparse sotto case crollate o in aree controllate dalle forze israeliane. Si ritiene che altre siano state fatte scomparire forzatamente all’interno dei centri di detenzione israeliani. Questi numeri evidenziano la portata del disastro umanitario che colpisce in particolare le donne, poiché intere famiglie palestinesi sono state sepolte sotto le macerie durante i bombardamenti diffusi dei quartieri residenziali, lasciando i loro corpi non recuperati e il loro destino non documentato.
Secondo l’organizzazione, si ritiene che la maggior parte delle donne scomparse resti sotto le rovine delle case distrutte dagli attacchi militari israeliani in corso.
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Le squadre della difesa civile non sono state in grado di recuperare molte vittime a causa della mancanza di attrezzature pesanti e macchinari specializzati, necessari per rimuovere in sicurezza i detriti. La distruzione diffusa delle infrastrutture e il collasso della capacità di risposta alle emergenze hanno lasciato migliaia di famiglie in attesa tra speranza e disperazione, incerte sul destino delle loro figlie e madri.
Allo stesso tempo, l’organizzazione ha avvertito della crescente preoccupazione che alcune donne palestinesi di Gaza possano essere state fatte scomparire forzatamente nelle carceri israeliane. Ha documentato l’arresto di decine durante le operazioni militari israeliane, mentre le autorità di occupazione hanno rifiutato di rivelare il destino o i luoghi di detenzione di alcune detenute. Ciò solleva gravi timori che alcune possano essere vittime di sparizione forzata, di traffico o altro.
L’organizzazione ha sottolineato che la tragedia delle donne scomparse riflette la più ampia realtà catastrofica che le donne palestinesi affrontano durante la guerra. Dal 7 ottobre 2023, almeno 12.500 donne sono state uccise, tra cui 9.000 madri, mentre 21.193 sono diventate vedove di guerra, avendo perso i loro mariti durante il conflitto. Queste cifre indicano un grave collasso delle strutture familiari e sociali.
La questione dei dispersi, in particolare delle donne, rimane una ferita umanitaria aperta che richiede un’azione urgente e coordinata.
Il centro ha invitato gli organismi internazionali per i diritti umani, i comitati delle Nazioni Unite sulle donne e sulle persone scomparse, e le agenzie competenti dell’ONU a intraprendere passi immediati. Questi includono fare pressione per l’ingresso di macchinari pesanti a Gaza per consentire alle squadre di soccorso di recuperare i corpi sotto le macerie, avviare indagini internazionali indipendenti sul destino dei dispersi e obbligare le autorità israeliane a rivelare i luoghi di detenzione di tutte le donne di Gaza scomparse o rapite, garantendo al contempo la protezione contro la sparizione forzata.
Il centro ha concluso che porre fine alla tragedia dei dispersi a Gaza è un obbligo umanitario e legale che non può essere ritardato. Lasciare migliaia di vittime sotto le macerie o in condizioni sconosciute costituisce una grave violazione dei diritti delle vittime e delle loro famiglie e richiede un’azione internazionale decisiva per porre fine a tale crisi.