
Tre giorni dopo il suo rilascio, il giornalista Mujahid Bani Mufleh entra in coma
InfoPal - Saturday, January 17, 2026
Ramallah. A soli tre giorni dal suo rilascio dalle carceri israeliane, il giornalista palestinese Mujahid Bani Mufleh è stato ricoverato d’urgenza in terapia intensiva a seguito di un’emorragia cerebrale potenzialmente letale.
Il giornalista è stato sottoposto giovedì a un intervento chirurgico urgente al cervello a causa della rottura di un’arteria. Suo fratello ha confermato che l’operazione è riuscita, sebbene Mujahid rimanga in coma sotto stretta osservazione medica.
Secondo la sua famiglia, Mujahid aveva manifestato gravi difficoltà respiratorie immediatamente dopo il rilascio, probabilmente a causa di un pericoloso aumento della pressione sanguigna. Da tempo soffriva di diabete di tipo 2 ed era stato privato dei farmaci essenziali e delle cure necessarie durante la sua detenzione.
Bani Mufleh era stato arrestato a metà del 2023 e detenuto senza processo in relazione al caso n. 2215/2022, affrontando accuse comunemente utilizzate contro oppositori politici come “appartenenza a un’organizzazione terroristica e suo finanziamento”. Le organizzazioni per i diritti umani evidenziano frequentemente come queste accuse vaghe vengano usate per giustificare la detenzione arbitraria e il “riciclaggio” dei casi al fine di prolungare la detenzione senza condanna.
La Società dei Prigionieri Palestinesi (PPS) ha ritenuto le autorità di occupazione israeliana pienamente responsabili delle condizioni critiche di Mujahid, citando negligenza medica e tortura. Ha confermato che è stato rilasciato con gravi traumi fisici e psicologici, che riflettono modelli diffusi di abusi all’interno delle carceri israeliane.
La PPS ha descritto la condizione di Mujahid come parte di una politica sistematica di esecuzione lenta, affermando: «Quanto accaduto non è un episodio isolato, ma piuttosto la continuazione della strategia israeliana di negligenza medica e tortura».
La PPS ha aggiunto che i giornalisti restano un obiettivo primario delle forze israeliane, citando 217 casi documentati di detenzione di giornalisti dall’inizio della guerra genocida di Israele contro Gaza il 7 ottobre 2023. Molti sono stati sottoposti ad arresti arbitrari, interrogatori brutali e persino uccisioni mirate.
I gruppi per i diritti umani continuano a chiedere un’indagine internazionale indipendente sul trattamento dei detenuti nelle carceri israeliane, dove le condizioni stanno rapidamente peggiorando e la responsabilità rimane sfuggente.
Fonti: PIC, Quds News, agenzie.