
Disegno di legge israeliano per consentire l’esecuzione dei prigionieri palestinesi mediante impiccagione
InfoPal - Thursday, January 15, 2026
Gaza – PressTv. Un controverso disegno di legge presentato alla Knesset israeliana consentirebbe l’esecuzione dei prigionieri palestinesi mediante impiccagione, contraddicendo le precedenti dichiarazioni del regime che indicavano l’iniezione letale come metodo previsto.
Secondo quanto riportato martedì dai media israeliani, la legge conferisce al commissario del Servizio Penitenziario Israeliano l’autorità di nominare un ufficiale speciale incaricato di eseguire le condanne a morte.
Il disegno di legge, promosso dal ministro di estrema destra Itamar Ben-Gvir, è ora giunto alla seconda e terza lettura.
La Knesset ha approvato il disegno di legge in prima lettura l’11 novembre con un voto di 39 deputati su 120, mentre 16 hanno votato contro.
Secondo il quotidiano Haaretz, il processo sarebbe supervisionato dal direttore del carcere, da un rappresentante giudiziario e da un membro della famiglia del detenuto. Esso consente di procedere con le esecuzioni anche in assenza di alcune di queste figure, citando la necessità di evitare ritardi.
Il disegno di legge vieta inoltre qualsiasi commutazione, appello o annullamento una volta emessa una condanna a morte. In base alla proposta, le autorità israeliane coinvolte nell’esecuzione delle sentenze capitali godrebbero di piena immunità penale.
I processi si svolgerebbero davanti a giudici militari e le esecuzioni verrebbero effettuate entro 90 giorni dalla sentenza definitiva.
Inoltre, la legge consente l’imposizione della pena di morte anche senza una richiesta del procuratore generale.
I prigionieri condannati a morte verrebbero detenuti in completo isolamento, con visite limitate esclusivamente al personale autorizzato. I dettagli delle esecuzioni sarebbero pubblicati sul sito web del Servizio Penitenziario Israeliano, mentre le identità di coloro che eseguono la sentenza resterebbero riservate.
Dall’inizio della guerra genocida di Israele, il regime ha intensificato drasticamente le sue violazioni contro i detenuti palestinesi, in particolare quelli provenienti dalla Striscia di Gaza assediata, inclusi fame, tortura, violenza sessuale e sistematico diniego di cure mediche.
Alla fine del mese scorso, un rapporto delle principali organizzazioni palestinesi per la difesa dei prigionieri ha affermato che Israele sta commettendo un «genocidio sistematico» contro i palestinesi detenuti nelle carceri israeliane.
I gruppi per i diritti umani hanno dichiarato che gli ultimi due anni hanno registrato un «livello senza precedenti di brutalità ed esecuzione sistematica dei prigionieri», con un bilancio delle vittime in questo periodo pari al numero di palestinesi uccisi in custodia israeliana negli ultimi 24 anni.
Il Centro Palestinese per gli Studi sui Detenuti ha precedentemente affermato che circa il 60 per cento dei palestinesi rapiti e detenuti illegalmente nelle carceri israeliane soffre di malattie croniche.
Un numero significativo ha perso la vita durante la detenzione o poco dopo il rilascio, a causa della gravità delle proprie condizioni mediche.
Israele ha ucciso più di 71.400 persone, per lo più donne e bambini, e ne ha ferite oltre 170.300 negli attacchi a Gaza dall’ottobre 2023.