
Öcalan: Che il nuovo anno sia un anno di pace, non di guerra
Retekurdistan.it - Wednesday, December 31, 2025Öcalan ha dichiarato in un messaggio di Capodanno: “Spero che il nuovo anno apra le porte alla pace, alla libertà e a un futuro democratico in Turchia, in Medio Oriente e nel mondo; e porgo i miei auguri di buon anno a tutti i miei amici, in particolare ai popoli in difficoltà”.
Abdullah Öcalan ha rilasciato un messaggio di Capodanno da Imrali, affermando che questo sarà un periodo rafforzato dalla libertà delle donne, in cui i popoli si integreranno con i valori democratici in pace, e ha fatto gli auguri a tutti per il nuovo anno.
Il messaggio di Öcalan recita quanto segue:
“Mentre entriamo in un nuovo anno, dobbiamo ricordare ancora una volta come nel corso dell’ultimo secolo, il nazionalismo, intrecciato con l’aggressione imperialista, abbia gettato il Medio Oriente in profondi conflitti, distruzione e profonde divisioni sociali.
Tutto il settarismo e i nazionalismi etnici oggi prevalenti nella regione derivano da questa storia recente e dolorosa. Purtroppo, la strategia del sistema egemonico “dividi, impera e provoca” continua a operare sotto forme diverse.
È per questo motivo che la prospettiva di una società pacifica e democratica che abbiamo sviluppato nonostante tutte le difficoltà si pone davanti a noi non solo come una scelta, ma come una necessità storica.
Se valutata con chiarezza e correttezza, questa prospettiva è un antidoto che può prevenire nuovi conflitti e consentire ai popoli di convivere in uguaglianza e libertà. La nostra responsabilità primaria nel prossimo futuro è quella di prevenire l’insorgere di un nuovo conflitto e di scongiurarne conseguenze irreparabili.
Le crisi sempre più profonde e i conflitti politici in Medio Oriente sono l’inevitabile conseguenza dell’insostenibilità e della situazione di stallo di un modello di civiltà dispotico, orientato al potere e basato sulle statistiche, che ha prevalso per migliaia di anni.
La soluzione alla questione curda, che è al centro di queste crisi, è possibile solo attraverso la pace sociale e il consenso democratico. È fondamentale che il problema venga affrontato non attraverso conflitti e guerre, non con metodi militari e orientati alla sicurezza, ma attraverso un quadro democratico basato sulla volontà del popolo.
Bisogna ricordare che la liberazione della società è impossibile senza la liberazione delle donne. La cultura della guerra non cesserà e la pace non potrà essere duratura senza smantellare la mentalità maschilista. Pertanto considero la liberazione delle donne un principio fondante e indispensabile di una società democratica.
La situazione caotica emersa in Siria è anche un chiaro riflesso della necessità di democratizzazione. Anni di governo monolitico e repressivo, che ha negato le identità, non hanno fatto altro che rafforzare le richieste di libertà e uguaglianza di curdi, arabi, alawiti e di tutti i popoli.
La richiesta fondamentale espressa nell’ambito dell’accordo firmato il 10 marzo tra le SDF e l’amministrazione di Damasco è un modello politico democratico in cui i popoli possano governarsi insieme. Questo approccio fornisce una base per un’integrazione democratica negoziabile con la struttura centrale. L’attuazione dell’accordo del 10 marzo faciliterebbe e accelererebbe questa integrazione democratica.
È fondamentale che la Turchia assuma un ruolo di facilitazione, costruttivo e orientato al dialogo in questo processo. Ciò è fondamentale sia per la pace regionale che per il rafforzamento della pace interna della Turchia.
La storia moderna del Medio Oriente è in gran parte una storia di “rivoluzioni negative”: guerra, oppressione, negazione e distruzione. Al contrario, ciò che proponiamo è una “rivoluzione positiva”. In altre parole, è la ricostruzione della società attraverso metodi democratici, pacifici e morali-politici.
La pace che sosteniamo con tanta insistenza deve essere un nuovo inizio, non una fine. E una lotta pacifica per i diritti, la giustizia e la democratizzazione eliminerà l’odio, l’antagonismo e la rabbia, aprendo le porte a una nuova vita per tutti.
Con questa consapevolezza, spero che il nuovo anno non sia un anno di guerre, distruzione e divisione, ma di pace, riconciliazione democratica e volontà collettiva dei popoli di costruire insieme un futuro condiviso.
Spero che il nuovo anno apra le porte alla pace, alla libertà e a un futuro democratico in Turchia, in Medio Oriente e nel mondo; e porgo i miei auguri di buon anno a tutti i miei amici, in particolare ai popoli in difficoltà.
Auguro che il nuovo anno porti pace e una vita dignitosa a tutti i popoli. Vi mando il mio amore e i miei saluti.
Questa sarà un’era rafforzata dalla liberazione delle donne, un periodo in cui i popoli si integreranno pacificamente attraverso i valori democratici.
Abdullah ÖCALAN
İmralı 30 dicembre 2025
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